LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


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Marchionne , lettera aperta : caro proletario, perchè cazzo ti muovi mentre ti bastono? Stai fermo, è per il tuo bene…

Continuando la serie “del nano abbiamo proprio detto tutto e da tempo, ora solo prese per il culo fino al giorno x” propongo per ridere e pensare la lettera aperta di Marchionne ai nuovi schiavi ops.. scusate alle maestranze, ripresa dal Misfatto su Altrapolitica insieme alla vignetta qui sopra.

di Sergio Marchionne

Cari impiegati, nel modo migliore (si spera). Cari opevai, cari sottoposti, cari manovali. Cari indossatori di qualcosa di blu che non è un maglione ma una tuta. Cari proletari, ecco: proletari. Cari proletari. Voi, soprattutto voi. Cari proletari e care famiglie dei proletari, a volte, spesso, acquirenti. Acquirenti anche di, che so?, Multiple.Gente quindi dallo stomaco forte,gente capace di tutto. Cari capaci di tutto, e quindi, per estensione, cari politici. Politici di destra, politici di sinistra, non importa.
Politici. Politici che per anni hanno foraggiato la Fabbrica Italiana Automobili Torino con belle sovvenzioni grassocce guardandosi bene dal comprare una Fiat ché quando serve sfilare con una macchina italiana tirate fuori ancora una Lancia del 1950 e chi se ne frega. Voi, cari sovvenzionatori. E poi cari sindacalisti. Cari sindacalisti che non firmate, che vi opponete o che opponete un ragionamento. Perché non era questo che era stato richiesto. La domanda era“quanto siete d’accordo?”senza se e senza ma.Voi ce li avete voluti mettere, i se e i ma, è chiaro che poi uno si risente. Cari voi che avete voluto interloquire, quindi. E cari distributori di benzina, cari costruttori esteri, cari stabilimenti americani che prima acquisisco, poi no, poi sì, poi ri-no, poi di nuovo sì.   Cari altalenanti destini di tutti i giorni. Perché io ho in mente un piano.Non fatevi ingannare dal fatto che sembri Veltroni coni capelli,cari ingannatori fisiognomici. No, non fatelo, cari voi. E non fatelo fare neanche ad altri come  voi. Italiani e non . Ma soprattutto non. Perché la Fiat, ricordatelo, senza l’Italia starebbe meglio. Io, che sono canadese così come Riotta è americano e che ho girato il globo più che come un giramondo, come un girocollo, conosco la vita, cari ignoratori della vita. E è per questo che a voi, agli altri, a quelli che ci sono stati, a quelli verranno dopo, a quelli che rimangono nel frattempo, mi sento di dire una cosa. Una e una soltanto. Fatevi i cazzi vostri. Perchè la (business) class non è acqua.    (testo raccolto in una riunione condominiale da il Misfatto)                     

Rammento solo l’utilissimo fondamentale tempestivo intervento di Piero Fassino a favore di Marchionne e dell’accordo ma ormai la classe dirigente del PD è in un limbo da dove è meglio che non venga svegliata troppo presto ( è ancora in una situazione non corporea, nell’antimateria),  non avendo deciso cosa vuole ed avendo chiaro solo cosa non vuole più: tutta una vita a difendere le tute blu, vuoi mettere qualche anno tutto dedicato alla difesa di maglione blu il padrone dal volto umano?

Crazyhorse70


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Prove tecniche di sinistra in movimento…ovvero “anche l’operaio vuole il figlio dottore”

Lo dico con chiarezza a me stessa ed a tutti coloro che sono interessati. C’é un momento per le analisi, poi viene la sintesi. Sono anni che stiamo aspettando una breccia, anche solo un piccolo pertugio per far rinascere la sinistra come opposizione politica, per riannodare i fili con la società e con le persone vere ed in carne ed ossa.

Fino ad ora è stato l’antiberlusconismo come fenomeno civico, costituzionale a farla da padrone nell’opposizione. E siccome il senso civico nel nostro paese è debole, poco strutturato, quasi residuale siamo stati costrettii a subire scenari di palazzo e lotte di potere, tutt’ora in corso. Mi riferisco a Fini  , Montezemolo e cose simili. Rispetto a queste soluzioni la sinistra si è posta in un ruolo distaccato e subalterno, alla finestra guardando gli altri protagonisti muoversi.

O magari qualcuno dei peggiori fra costoro plaudendo al nuovo uomo forte legato a Confindustria, come se per i lavoratori fosse meglio avere uno di costoro a governare sul serio, piuttosto che il pagliaccio a far finta di comandare…

Lo stesso fenomeno viola non si occupa delle reali contraddizioni sociali ed economiche ma si muove nel solco dell’approccio civico di cui sopra, insufficiente.

Ma ora c’é una novità  che viene dal mondo del lavoro, il quale sotto attacco in maniera formidabile e quasi terminale , non si piega, alza la testa e crea nuove condizioni politiche. E spinge inequivocailmente verso un grande sciopero generale.

Ancora una volta, come già nel 94-95, tocca alla Cgil il ruolo improprio di organizzare e porsi alla testa del popolo di opposizione. E, come allora, sarà questa spinta dal basso a mandare a casa Berlusconi e i suoi scherani. Malgrado le incertezze e gli inciuci del Pd.

La spallata che i sindacati diedero allora al governo Berlusconi contro il suo progetto di riforma previdenziale ancora  fa male alla destra, basta leggere le cronache dell’epoca http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/07/03/berlusconi-al-sindacato-uniti-contro-il.html ed i suoi tentativi successivi, peraltro in parte riusciti, di dividere il sindacato e renderlo in gran parte mansueto e disponibile.

Berlusconi quindi conosce bene la forza della piazza e del malcontento sociale e la teme ( Maroni ha infatti tentato di esorcizzarne l’efficacia e provocarne le tensioni) ma quelli che paiono temerla ancor di più del nano di Arcore sono coloro che dovrebbero essere alla testa dell’opposizione. Mi riferisco ai dirigenti del PD.

Questa finta opposizione del PD, che tremebonda, conduce la propria vita politica nell’ombra dei se e dei ma, condizionata da una classe dirigente inetta e complice del berlusconismo.

Come tanti anni fa furono i movimenti a scuotere l’elefantiaco corpaccione del PCI, a permettere alla sua base di trascinarlo a calci nel sedere verso le ( poche ) conquiste di civiltà e di diritto avute nel nostro paese, così oggi  occorre riprendere a calci nel sedere ciò che rimane del PCI, ovvero il PD suo erede e d indurlo ad appoggiare la FIOM , sì da ricreare le condizioni per una opposizione politica e di classe.

Per qualcuno poco avvezzo che equivocasse ( forse mediolungo? ), con il termine classe non mi riferisco allo stile, ma alla classe in senso marxiano del termine.

La lotta di classe esiste ancora: la conducono i padroni contro i nuovi schiavi

Il 16 ottobre è stato la   rispos­ta all’attacco ai diritti consolidati dei lavo­ratori che ha raggiunto il suo apice a Pomigliano, dove Marchionne e la Fiat hanno deciso di rimettere in chiaro che loro sono i padroni e, dunque, i lavoratori sono servi. Occorre prendere consapevolezza di ciò ed organizzarsi di conseguenza. Non continuare a balbettare tenendo conto un pò degli interessi degli operai, ma anche dei padroni come Marchionne!

Anche perchè, come è stato già rilevato, la breccia di Pomigliano serve per far cadere tutto subito dopo. Vedi la disdetta del contrastto nazionale fatta dalla Federmeccanioca.E’ la crepa che apre la voragine.

Occorre chiuderla subito, immediatamente e con forza.

L’opposizione sociale e politica

A Roma c’era l’Italia dei diritti negati, non solo i metalmelmeccanici della Fiom: c’erano donne e uomini, ragazze e ragazzi, operai e pensionati, impiegati e disoccupati, precari e studenti, insegnanti e immigrati.

E questi ultimi non erano certo i temibili stranieri annunciati dal ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, «infiltrati» tra i manifestanti e pronti a creare disordini e violenze. No, né black bloc né fanatici islamici di Al Quaeda, solo cittadini stranieri che rivendicavano diritti. Pacificamente. Non c’è riuscito, Maroni, con la sua in­timidazione, a tenere a casa le persone ed a far esplodere le tensioni. Abbiamo respinto le sue intimidazioni, la sua meschina strategia della tensione.

E che il suo fosse solo un tentativo di inti­midire le masse è risultato subito evidente dalla rilassatezza di tutte le forze dell’ordine comandate a vigilare sulla sicu­rezza del corteo: non c’era nessuno in tenu­ta antisommossa, nè il numero ed altri atteggiamenti sono sembrati spropositati.

È stata una manifestazione enorma nella quantità ( per un corteo dei metalmeccanici così partecipato occorre tornare agli anni ’70, ma in questo caso si tratta della FIOM da sola) e nella qualità, perchè in questo frangente è stato chiaro a tutti che il popolo della sinistra si è rimesso in moto, in modo pacifico e determinato.

E lo ha dimostrato. Dando sostanza ed urgenza alle analisi dei soggetti che si muovono a sinistra, dettandogli l’agenda e provocandone le reazioni ( vedi Vendola al suo congresso di ieri ).

Ma anche conferendo così un maggiore peso specifico alle pro­prie rivendicazioni nei confronti del Gov­erno e di Confindustria: democrazia, diritti, dignità, lavoro, contratto erano le parole d’ordine degli operai, ma accanto a queste, fra queste, c’erano anche le richieste che arrivano dal mondo della scuola e dell’università, cioè delle istituzioni che dovrebbero formare i cittadini e le future classi dirigenti ma che, invece, sono state trasformate in potenziali “fabbriche” d’ignoranza di massa, in ossequio al prin­cipio enunciato in tv, durante la campagna elettorale del 2006, da Berlusconi durante l’unico faccia a faccia con Prodi: «Voi siete convinti che il figlio dell’operaio debba avere le stesse opportunità del figlio del professionista».

Insomma l’operaio vuole il figlio dottore, non c’è più morale, Contessa, cantava a tal proposito un sarcastico Paolo Pietrangeli nel lontano 1966.

SU FACEBOOK VERSO LO SCIOPERO GENERALE: DOPO IL 16 OTTOBRE CI VUOLE LO SCIOPERO GENERALE. BASTA CHIACCHIERE. BLOCCHIAMO IL PAESE. PER I DIRITTI, PER IL LAVORO, PER LA DEMOCRAZIA.

Rosellina970


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Borsellino : dalla sua morte il crimine è entrato in politica dalla porta principale…

Palermo – (Adnkronos/Ign) – I giovani della ‘Scorta Civica’ stanno manifestando davanti al palazzo di giustizia per ricordare il giudice antimafia, ucciso nella strage di via D’Amelio 18 anni fa e sostenere il lavoro dei magistrati. Il procuratore Messineo: ”Aperti squarci importanti ma non so se si raggiungerà la verità

Molto difficile che accada. La verità sulle stragi riguarda un periodo in cui i rimasugli della peggiore classe politica del CAF rimasta ancora indenne da Tangentopoli tentavano di placare e gestire i furori del clan di Riina trattando  – più che altro con  Provenzano che poi scaricò il corleonese – senza avere più quel potere contrattuale delle prime scelte del CAF , Craxi Andreotti e Forlani , occupati a quel tempo a difendersi dai guai giudiziari.

Per capirci Scotti, Martelli, Mancino ed Amato non rappresentavano più alcunchè di credibile. Avendo le seconde file politiche perso potere contrattuale la mafia investì nella nascente figura politica di Berlusconi , già avvicinato e protetto negli anni precedenti attraversi i buoni uffici di Dell’Utri.

Poi pian piano accadde la mutazione attualmente conclusa per cui gli interessi economici e finanziari si garantivano direttamente da soli entrando in politica personalmente senza più la mediazione del politico vero di turno.

Voglio dire prima c’era Craxi ed in piccolo Salvo Lima, oggi direttamente Berlusconi ed in piccolo Cosentino, che non a caso,  al massimo , se necessario, viene allontanato dal sito politico per rimandarlo a controllare il territorio.

Per questo oggi si discute politicamente di cronaca giudiziaria, perchè saltate le mediazioni ” andreottiane” il criminale si fa politico e governa direttamente.

E direttamente e personalmente si incontra con l’offerta criminale in un regime liberale perfetto dove domanda ed offerta criminale si incontrano sempre con efficacia. Verrebbe da dire che solo in questo settore il liberismo funziona , eccome!

Ad esempio a Milano il notabile Pietro Pilello, notoriamente vicino alla ‘ndrangheta del clan Barranca, si accomoda spesso e volentieri nelle stanze buone di Palazzo Grazioli. Come quando nel settembre del 2007  il Pilello,  già maestro venerabile della Loggia di Palmi, porta avanti un lavoretto delicato ma fondamentale: aiutare Berlusconi a far cadere il governo Prodi, il tutto su suggerimento di Saccà, ex direttore della RAI, uno degli scendiletto preferiti dal nano di Arcore.

Ebbene il referente milanese dei Barranca manovra, tra gli altri,  il deputato del centrosinistra Randazzo perchè questi tradisca il proprio schieramento in favore del berlusca. E ciò che risulta dealle intercettazioni depositate da Ilda Boccassini e che qualche giorno fa hanno contribuito a mettere al fresco centinaia di appartenenti ai clan calabresi di stanza in Lombardia.

Il governo ha strepitato per il successo degli inquirenti – quando la pianteranno di intestarsi vittorie degli altri, gli invisi magitrati, peralro? – e pochi hanno notato questo caso esemplare.

Mancando la politica ed essendoci solo la mediazione affaristica il potere inevitabilmetne si divide in bande criminali che si spartiscono i traffici leciti ed illeciti ed il PDL, il partito degli affari per eccellenza, è non a caso diviso in 27 correnti che di culturale non hanno nulla, ognuna rappresentando specifici interessi, anche regionali.

Il periodo più buoi della storia d’Italia è in atto: ricorda quella fase del basso medioevo contrassegnata dai capitani di ventura che scorazzavano massacrando e derubando tutto il paese su licenza dei signorotti e dei principi.

Mai come oggi poteri crinminali esplicitamente e direttamente fanno i loro sporchi affari alla luce del sole e senza grande contrasto.

Cì è rimasta una parte della magistratura e delle forze dell’ordine, la parte più indipendente e ligia al dovere , oltre qualche politico dell’opposizione con molto entusiasmo ma poca efficacia. Perchè inefficace? Perchè già sarebbe molto, un buon inizio, essere d’accordo sull’analisi dell’attuale situazione:  molti non sanno neanche dove inizare , storditi, blanditi o corrotti dal potere criminale, non sanno che pesci pigliare

Siamo soli, anche se , come tutti i fenomeni criminali prima che politici, il berlusconismo sta implodendo dall’interno in una guerra tra bande senza quartiere, a cui noi possiamo solo assistere spettatori, senza troppe illusioni…

Crazyhorse70


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Si spengono le luci, tacciono le voci e dal buio si sente sussurrar : é finita!

L’atmosfera intorno al governo ed a Berlusconi  è satura di scintille e si notano i movimenti scomposti e frenetici delle fasi che precedo in genere i cambiamenti.

Sotto il profilo economico continua l’inazione di Tremonti che scontenta sia i fautori di una politica di forte intervento nell’economia quanto i seguaci del liberismo. Semplicemente sotto il vestito di  condoni e di  scudi fiscali, niente.

Tutto ciò che aveva a che fare con le necessità ed i bisogni degli italiani è fuori dalla finanziaria licenziata dal senato.

Niente Cedolare secca  del 20% sugli affitti, niente credito di imposta, niente fondi per la ricerca, niente taglio dell’IRAP, niente quoziente familiare per le tasse, niente investimenti sul lavoro e nemmeno gli 80 milioni promessi dalla Gelminiper i precari, niente Banca del mezzogiorno, niente investimenti sulla banda larga, con queste ultime due questioni secondo alcuni solo prorogate per il passaggio alla camera.

Dopo aver tagliato in due anni 1, 5 miliardi nel comparto sicurezza, ora ce ne rimettono 100 milioni, ma con un trucchetto per il quale vengono prelevati da un fondo dove erano già destinanti a tale scopo. Se anche fossero soldi veri sarebbero un insulto dopo quel genere di tagli.

I servi berlsuconici dai loro tg delle 5 reti di raiset spacciano per taglio alle tasse la proroga del versamento del 20% dell’acconto IRPEF di novembre alla prossima primavera: due lire in più per le piccole partite iva sotto natale, due lire in meno a Pasqua quando gli stessi “fortunati” dovranno restituire.

Non è passato al Senato l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di 100 milioni di euro per far fronte alle esigenze delle popolazioni di Messina e di Scaletta Zanclea, colpite dalla recente alluvione.

Il governo è dilaniato da uno scontro interno del genere : liti furibonde prima della fine

Dopo un anno e mezzo dall’inizio della legislatura, la maggioranza più forte che sia mai uscita dalle urne in Italia appare davvero divisa su tutto. La strategia di Fini ormai è chiara: da una parte, il presidente della Camera fa sì sì con la testa a Berlusconi, poi continua ad aprire continui  fronti di sottecchi.

Continua più acerrimo che mai lo scontro tra Tremonti ed il gruppo intorno a Baldassarre: in senato  si è risolto a vantaggio del primo ma solo per un soffio. Astensioni incrociate, liti furibonde del ministro economico con Brunetta( ” ti prendo a calci in culo se solo ti avvicini” ) e con la Presigicamo («Cara Stefania, questo modo siciliano che hai di ragionare... »ed in risposta volano carte ed improperi «A me certe battute non le fai»).

Sempre più gente del pdl si smarca da berlusconi facendo delle precisazioni e dei distinguo che un tempo sarebbero stati impossibili – dall’avv. Bongiorno a Pecorella , da Taormina per finire a Baldassarre , da Granata a Bocchino, da Ronchi a Poli Bortone a diversi altri deputati di A.N. mentre l’affaire Cosentino rischia di esplodere in mano al berlusca se continua a maneggiarlo come fa in questi giorni.

Anzi non credo di esagerare se penso che la pentola della campania esploderà molto presto e travolgerà sia il pezzo di sinistra dalemiano ancora a guardia del bidone  Bassolino che l’ ampio fronte del centrodestra ed il motivo scatenante saranno proprio l’intreccio camorra – rifiuti-termovalorizzatore.

Berlusconi in crisi personale e di isolamento interno

Berlusconi sempre più ossessionato dal chiodo fisso di sfuggire ai giudici  è ormai assente  completamente dalla vita politica  dimostrandosi disinteressato ad ogni altro aspetto : vaga depresso e pensieroso ed alla fine lo stress senza via d’uscite l ‘addormenta, nelle riunioni è spesso sonnacchioso. Ha  cominciato l’altro giorno a Berlino  a dormire mentre parlavano i suoi colleghi europei e pare che anche ieri al CdM continuasse ancora. Dal giorno del redde rationem con Fini è caduto in un baratro sconsolato ,  aggravato dalla definitiva iniziativa giudiziaria della moglie che ne richiede la separazione per colpa. Inoltre è  ormai consapevole che a colpi di invenzioni di mavalà Ghedini finisce per prenderle sui muso senza anestesia come col Lodo Alfano.

Ancora sulla giustizia sfatiamo la legenda dei 5 telegiornali di RAISET: i successi quotidiani degli inquirenti nella lotte alla mafia sono avvenuti non grazie al governo, ma nonostante il governo.

I buoni  risultati sul fronte della cattura dei mafiosi latitanti e della confisca dei beni sono dovuti  all’impegno costante e spesso eroico degli inquirenti , cioè di quei poliziotti panzoni lasciati senza macchina, soldi e benzina da questo governo che gli ha tolto 1,5 miliardi in un anno e mezzo e di quei giudici assassini e toghe rosse che berlusconi combatte da anni e contro i quali si ascalgia con leggi e con dichiarazioni mediatche roboanti un giorno sì ed un giorno pure.

Nel  frattempo si apprestano a varare la “riforma della giustizia”  che dalle anticipazioni ufficiali del ministro Alfano, consisterebbe nel far finire i processi dopo due anni dal decreto di rinvio a giudizio, “riforma” valida per i processi in corso e solo per gli incensurati.

Anche un laureato in giurisprudenza della università di paperopoli capirebbe che tutto ciò è anticostituzionale ed infatti fra i tanti anche un giurista socio da sempre del premier, Baldassarri , ha riconosciuto essere una vera schifezza anticostituzionale.

Schifezza perchè in tal modo si travolgerebbero decine forse centinaia di migliaia di processi di grande allarme sociale, per salvare il premier da un paio di processi che lo riguardano.

Chicca finale i beni confiscati alla mafia non avranno più quell’utilizzo sociale che hanno avuto finora, ma saranno venduti a i privati, con buone ottime chance per la mafia , quindi , di ricomprarseli tutti.

Penso alla associazione LIBERA  ed al bel lavoro fatto per i terreni dei corleonesi di Riina ed immagino già il figlio del boss  già prionto a riprendersi la roba del padre.

Anche a questo progetto  manca solo il nome ed il cognome dello sventurato destrico che sarà costretto ad intestarselo, per  aggiungersi agli altri cognomi famosi ( ex Cirielli, Cerami, Pecorella ecc. ) alle leggi vergogna del passato.

Crazyhorse70 banner silvia


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Si moltiplicano i cacciatori al cinghiale ferito ed ormai isolato…

cavallo pazzo Ogni giorno è una nuova pena per il cinghialone alla ricerca di continue protezioni contro i cacciatori che ormai lo braccano da vicino.

Sempre meno scudi e scudieri pronti ad immolare la propria – scarsa – dignità mentre anzi si moltiplicano i segnali di divisioni interni al PDL anche sulle questioni della giustizia. Nel  senso , l’unico, in cui tale materia è stata trattata , ossia  i processi del premier. Ed intanto  si ingrossano sempre più le file dei prudenti , alcuni fra i leghisti ed i  Finiani . Costoro tentano coraggiosamente di resistere alle numerose trovate di Ghedini, come quella di  abbreviare la prescrizione ai processi del capo, piuttosto che inviare tutti i processi a Roma -Porto delle nebbie pieno di toghe azzurre od ancora  aumentare i casi di legittimo impedimento a presenziare alle udienze .

Insomma una ne pensa e cento ne fa il fido scudiero del marchese del grillo in salsa arcoriana. Vi ricordate il personaggio storico del nobile romano portato sugli schermi da Alberto Sordi, quello che diceva “ io so’ io e voi nun sete un cazzo “?

Chissà come si traduce  in milanese stretto; comunque il concetto è più o meno quello espresso nella recente dichiarazione” pur condannato non mi dimetto” .

Però non tutti nelle file destriche  , a differenza di prima,  sono ora diposti a passare da servi sciocchi  ed indignitosi ,  senza ricevere nulla  in cambio ( presidenza  delle regioni, finanziamento di spese clientelari, ecc.) e pertanto la risoluzione dei problemi risulta sempre più improbabile per il boss che sta penando per avere tutti  i topini allineati e coperti dietro di  lui nella lotta senza quartiere che ha scatenato contro i giudici per sfuggire ai processi.

Oltre a questo aspetto, l’attualità mostra come  molti nuovi topini in fuga raggiungano i loro predecessori ( Casini , marchese grilloTabacci, La Malfa , Guzzanti, Fini ed altri) andando ad ingrossare il partito del malessere che a destra, contando tutti i distinguo, comincia ad essere maggioritario.

Ora ci si mette anche Maroni – neo sorcione padano coi baffi  –  il quale,  messo in croce dalle Forze dell’Ordine che avevano creduto –  come imperdonabili  gonzi  – alle sue promesse sulla sicurezza,  decide per un attimo di scuoetrsi e provare a rimanere fedele alla parola data mostrando le gengive al governo…

solo per un attimo, però, e solo le gengive perchè i denti non li ha più da tempo, quelli li ha solo il vecchio Bossi che pur rincoglionito ricorda a tutti chi comanda veramente nella Lega ed  agitando la dentiera  sottomette il pischello jazz e  lo riporta all’ordine.

Bella figura, l’ennesima…

Intanto il consenso sul berlusca si erode in modo lento ma costante ,  poche centinaia di migliaia di persone ogni mese lasciano disillusi la corte del califfo e ciò accade , come previsto in questo blog, dal tempo delle numerose passeggiate sui cadaveri dei  terremotati, quando raggiunse l’apice del potere e dell’ipocrisia.

MIILANO, 25 ottobre (Reuters) – La fiducia negli italiani nei confronti dell’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi è calata di tre punti a ottobre rispetto al mese precedente, ma resta ancora solida, secondo il sondaggio Ispo pubblicato oggi dal Corriere della Sera.

Il sondaggio, commissionato dal quotidiano, indica che la popolarità del governo è scesa dal 54,1% di gennaio al 44,4% di ottobre. Il calo prosegue da giugno (48,8%), dopo l’estate degli scandali a sfondo sessuale e il picco massimo del 55,5% toccato a maggio sulla scia degli interventi post-terremoto in Abruzzo.

Ispo indica anche che circa il 70% degli italiani interpellati giudica “inopportuno” il provvedimento sullo scudo fiscale.

In calo anche il consenso del governo tra i sostenitori della Lega Nord, ora pari al 74%, dai quali emerge qualche lamentela sulla mancanza di incisività del governo.

“Il governo gode ancora oggi di un buon consenso ma  –  scrive sul quotidiano Renato Mannheimer di Ispo –  esaminando i dati degli ultimi mesi, non si può non notare un calo piuttosto consistente”.

L’ultimo schiaffo viene proprio da dove erano venute le migliori notizie negli anni precedenti , la Sicilia, dove ormai le destre sono scoppiate e  divise in almeno tre partiti , apparentemente  in lotta fra loro intorno all’idea di opporre un partito  del sud all’asse nordista del governo.

In realtà la questione vera è  come meglio spartirsi quei soldi che  – meno del previsto –  sono comunque arrivati o stan per arrivare;  sullo sfondo peraltro di convenienti appoggi mafiosi da disputarsi, perchè come tutti sanno, la mafia è una impresa in forte attivo  che tira e fa girare molti soldi in tutti i mercati.

Specie quando, come con lo scudo fiscale, trova un governo amico,  inetto e corrotto, che la premia  in modo sfacciato.

Palermo – 3 novembre ( Ansa ). Si chiama “Pdl Sicilia” ma ha tutta l’aria di essere il primo vero strappo all’interno del Popolo delle libertà. Dopo mesi di trattative e avvertimenti, la frattura all’interno del partito di Berlusconi c’è stata. E la segna ufficialmente la nascita del nuovo gruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana, composto da 15 deputati regionali, vicini al sottosegretario Gianfranco Miccichè e al presidente della Camera, Gianfranco Fini, che hanno lasciato il vecchio gruppo del Pdl composto da compagni di partito vicini al presidente del Senato, Renato Schifani, al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e “leali” con i due coordinatori regionali del partito in Sicilia.

Lo sfacelo continua sotto i nostri occhi insomma, lento e graduale , come previsto. Il cinghiale ferito sente l’odore del cacciatore e comincia ad avere brividi freddi. Ma è ancora forte e può devastare la foresta caricando alla cieca.

Intanto l’Italia va giù, sempre più giù e ci si chiede quanto potremo resistere ancora davanti a questa occupazione privata ed abusiva delle istituzioni.

Crazyhorse70