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Addio per sempre a L’aquila bella mè

“L’AQUILA BELLA ME'” è la frase che ha sempre espresso il sentimento quasi carnale degli aquilani per la loro (ex) città. Chissà se anch’essa piano piano andrà nel dimenticatoio insieme al centro storico non più ricostruito, insieme al ricordo di quel tessuto connettivo che l’uomo ha sbriciolato ancor peggio che la natura matrigna.

Perchè dico l’uomo? Perchè anche se in ritardo ormai tutti gli abruzzesi hanno capito che gli è stata promessa una cosa mentre se ne sceglieva un’altra.

Dopo due anni l’Aquila è messa come il giorno dopo il terremoto.

E sarà così anche in futuro perchè il governo ha scelto un altro modello di sviluppo per gli aquilani, che ancora in 39.000 sono fuori di casa, mentre qualche migliaio è nelle new towns intorno alla ( ex ) città capoluogo.

Hanno scelto senza dirlo  – ma anzi facendo promesse contrarie a bizzeffe –  di fare tanti piccoli nuclei intorno al sistema dei centri commerciali,  dove la gente si troverà per consumare ed incontrarsi, centri commerciali che diverranno i nuovi punti di aggregazione economica e sociale, al posto delle vie , dei vicoli, dei negozi delle piazze e dei mercati.

Mentre il centro storico sarà un museo a cielo aperto gestito commercialmente.

Niente più L’Aquila, ma l’aquila 2,3,4,5,6, ecc. come Milanodue ma senza Milano 1, una bella schifezza, un regalo alle banche ed alla finanza, la distruzione di nuclei millenari, dopo le case tritate da ju terremute, la citta tritata da berlusconi.

Niente che non fosse previsto, peraltro, ecco qua sotto tutto quel che sapevamo ed abbiamo detto da subito.

In ordine cronologico alcuni dei nostri post, dai più recenti ai piu’ vecchi :

L’Aquila non c’é più, solo casette di legno lontane e centri comerciali

Ai terremotati illusioni e bruscolini, alle cosche che ricattano miliardi di euro

Terremoto : perché agli aquilani non daranno le case e perché li salasseranno di tasse senza sconti…

Controinformazione: le informazioni che non ti danno le sette sorelle della (dis)informazione

Abruzzo : cronaca di una morte annunciata

Controinformazione a 4 mani: perché papi ha preso l’ultima curva prima della fine e perché l’ Abruzzo finirà a banche e mcdonald e casette isolate con gli sponsor

Solite cialtronerie : se la new town é come a San Giuliano meglio le tende

Lo sciacallo e la controinformazione

L’avvoltoio che sorvola il disastro

Rosellina970


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L’Aquila non c’é più, solo casette di legno lontane e centri comerciali

Si è scritto tanto qui dentro sull’argomento ed anche in anticipo  su tutti gli altri. Aggiungo qualcosa in occasione dell’anno trascorso da quel 6 aprile, ma solo per finire di infrangere il palcoscenico, il set televisivo della coppia B&B divenuta in fretta B$B.

Ignorati gli allarmi del ricercatore Giampaolo Giuliani. Dossier della Polizia accusa: omicidio colposo

C’è un’informativa giudiziaria – riservata – redatta della Polizia dell’Aquila che accusa i vertici della Protezione Civile di omicidio colposo. Omicidio colposo per non aver dato l’allarme alla popolazione aquilana prima della scossa fatale del 6 aprile scorso. Nonostante uno sciame sismico – in corso da quattro mesi e con oltre quattrocento scosse – giustificasse quanto meno la dichiarazione di “stato d’allerta”, se non l’evacuazione (come invece avvenuto in Garfagnana nel 1985). Una “negligenza fatale” secondo gli investigatori. Ora il rapporto dettagliato (con documenti scientifici, interrogatori e perizie) è stato inserito nel fascicolo di indagine della Procura dell’Aquila sul “mancato allarme” nei giorni precedenti la tragedia e si trova sul tavolo del sostituto procuratore Fabio Picuti.

Ho ascoltato  il prefetto de L’Aquila che esorta a non contrapporre”due curve una che dice tutto va bene e l’altra che dice tutto va male” ed ho pensato prima che fosse  un passo avanti rispetto alle trombe suonate a tutto spiano da B&B,  poi invece ho capito che è ancor peggio, quasi una confessione: stanno sgretolando il palcoscenico, se un prefetto di tal guisa dice queste cose vuol dire che la verità è grosso modo tutta negativa.

La rassegnazione della popolazione locale tramortita della sciagura ha a lungo consegnato la ribalta al sogno mediatico dell’avvoltoio  Berlusconi,  per cui l’Abruzzo è una spettacolare parata governativa. Il silenzio connivente di gran parte dei media e della sinistra tramortita per conto suo glielo ha consentito.

Io nel mio piccolo ho fatto di tutto fuori ed anche  qua dentro per provocare qualcosa, per spiegare il giochino sempre man mano più chiaro.

La logica sbagliata dei due tempi: prima protezione civile con potere assoluto: tanto denaro velocemente concentrato sulle new town, alla fine ghetti costati come hotel a 5 stelle. Poi forse chissà mai la ricostruzione…

L’ Umbria e Marche? Lì c’era stato insieme coi soccorsi il ricovero delle opere d’arte e contemporaneamente un piano di ricostruzione. Berlusconi ha giocato tutte le fiches subito e solo sui soccorsi,  sul resto solo chiacchiere o neanche quelle, come quando  ha lanciato l’adozione dei monumenti ma nessuno l’ha seguito.

Non ha mantenuto la promessa di aiutare il  reticolo di piccoli negozi ed imprese con soldi mai visti finendo di uccidere quel tessuto economico che dà un senso anche sociale alla vita di relazione in un quartiere . Così facendo ha preparato invece la mostruosità dell ‘abbandono definitivo della città per i mega centri commerciali “vivibili” e raggiungibili colla macchina dalle casette del canadà…

Un anno perduto anche  per il centro storico: ora dicono “non ci sonprogetti per ricostruire”, “non tocca a noi togliere le macerie”,  “sbagliano questi con le carriole” aggiunge anche l’Arcivecovo de L’Aquila Giuseppe Molinari

Hanno scelto  senza chiedere il permesso un tipo di sviluppo fatto di case di legno che da provvisorie saranno definitive , decentrate nell’anello intorno a L’Aquila, lontane dal centro e dalla vita sociale, senza anima come casette svizzere costruite per le scampagnate a cui nessuno ha spiegato che è per sempre. E poi centri commerciali dove far passare il tempo ai decerebrati senza radici, secondo un ben preciso modello di sviluppo qui dentro già ben evidenziato

Ad un anno dal  terribile terremoto in Abruzzo come redazione vogliamo segnalare il libro inchiesta dell’autrice di “morti bianche”, Samanta di Persio giovane scrittrice aquilana e terremotata .

Titolo: Ju tarramutu. La vera storia del terremoto in Abruzzo
Autore: Samanta Di Persio
Prefazione: Beppe Grillo
Casa editrice: Casaleggio Associati

Con le testimonianze inedite dei Vigili del fuoco intervenuti a poche ore dal sisma Ju tarramuto è un insieme di testimonianze di cittadini terremotati raccolte dalle scrittrice aquilana Samanta Di Persio. Il viaggio nella città distrutta dal sisma del 6 aprile inizia da ottobre 2008, quando ci furono le prime scosse.

I giornali locali dal 14 dicembre hanno iniziato a riportare fedelmente l’intensità delle scosse.

Per quattro mesi gli aquilani hanno convissuto con la terra che tremava, almeno due o tre volte al giorno. Giampaolo Giuliani, tecnico dell’istituto di fisica nucleare del Gran Sasso, a marzo incomincia a rendere pubblici i suoi studi sul radon e quindi la pericolosità di una scossa forte. Inizia a diffondersi il panico nella città.

Molte famiglie dormono in macchina per la paura. Il pomeriggio del 30 marzo c’è la scossa più forte fino a quel momento: magnitudo 4. Viene avvertita da tutta la popolazione. La gente si riversa nelle strade. Il traffico va in tilt. Il prefetto dell’Aquila indice una riunione per il giorno dopo con la Commissione grandi rischi, la Protezione civile, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ed i rappresentanti degli Enti locali. Si aspetta ansiosi l’esito del vertice, al quale i sismologi del posto non vengono invitati. Il 1° aprile la stampa riporta: “Nessun pericolo, i terremoti non si possono prevedere.” Intanto il sindaco ha disposto la chiusura di alcune scuole, perché avevano riportato dei danni.

I Vigili del fuoco raccontano che sono intervenuti in abitazioni private, già prima del 6 aprile, eppure quella notte erano solo in 13. 307 le vittime.

Sarebbero state di più se fosse avvenuto di giorno. Sarebbero state di più se non avessero dormito in macchina. Dopo quattro mesi di sciame sismico non c’erano presidi, punti di raccolta. In ospedale non era mai stata fatta un’esercitazione di evacuazione. Gli edifici pubblici, le scuole sono crollate quasi tutte. Eppure si potevano evitare i morti ed i danni. Il fisico Gaetano De Luca aveva scoperto già dal 1996 che L’Aquila era costruita su un suolo che accelerava la forza del terremoto. La regione aveva commissariato ad Abruzzo Engeneering il censimento delle strutture da consolidare: 149 edifici pubblici e 139 scuole.

Il rapporto costato 5 milioni di euro è finito in un cassetto. Mentre il centro storico è zona rossa, il Governo e la Protezione civile decidono come sistemare gli sfollati. Metà popolazione nelle tende, metà negli alberghi della costa abruzzese. Se inizialmente questa divisione è una necessità, successivamente sarà strategico. I cittadini vengono tenuti lontani dalla discussione per la ricostruzione della città. Le decisioni arrivano dall’alto. Non una new town, ma diciannove new town. Il piano C.a.s.e. prevede alloggi per coloro che hanno perso la casa, prima tremila abitazioni, poi con una sveltina si arriva a quattromilacinquecento. Non si vuole fare un’altra Irpinia. Ma alla fine i conti non tornano. Dopo aver speso settecento milioni di euro, le case non bastano. Si chiedono casette di legno e container. Dall’altra parte ci sono coloro che hanno le abitazioni con danni lievi. Non possono rientrare perché la burocrazia e farraginosa e lenta. E poi gli unici soldi che il Governo aveva messo a disposizione sono stati utilizzati per il piano C.a.s.e. Nel libro la parola ad esperti che spiegano come poteva essere gestita l’emergenza: la soluzione governativa non era l’unica e soprattutto non è stata la più giusta.

il libro è acquistabile online sul sito http://www.beppegrillo.it e noi ne raccomandiamo l’acquisto.

Crazyhorse70


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Terremoto : perché agli aquilani non daranno le case e perché li salasseranno di tasse senza sconti…

terremoto_abruzzo_2009Altro che miracolo di berlusconi per i terremotati: gli aquilani sono stai fino ad ora trattati peggio di tutti gli altri senza tetto nella storia del terremoto in Italia.

cavallo pazzoVi dò un paio di notizie che sfuggono come sempre alla stampa di regime delle sei sorelle dei media più una, la settima, quella bulimica  e mastodontica che oscura anche le altre fameliche sorellastre, Silviona insomma.

Prima notizia

Nessuno ha ancora smentito l’assessore Cordeschi del comune de L’Aquila che ha detto esplicitamente la scomoda verità : due terzi  dei senza tetto aquilani non rientreranno mai più nelle loro case , né in casette di alcun tipo, ma dovranno cercarsi altrove una abitazione sperando nei parenti o andandosene per sempre dall’Abruzzo.

Tremonti  lo accusò di “fomentare rivolte” ma si é guardato bene dallo smentire o spiegare quella dichiarazione.

La notizia é sconvolgente , taglia la testa a tutti i tentativi di propaganda: basterebbe insistere nel diffonderla e commentarla, anzi direi solo diffonderla. Ma ci sono evidentemente dei motivi di interesse reciproco tra i due schieramenti che la rendono una notizia sospesa nell’aria.

Ipnosi del berlusconismo sulle povere menti della sinistra di regime o complicità ed interessi trasversali?

Proviamo a svegliare gli ipnotizzati, per i collusi ci penserà la storia , spero, o in mancanza la magistratura.

Seconda notizia

Quando nel 1997 Umbria e Marche vennerò colpite al cuore dal sisma, il governo di allora (Prodi I) deliberò la sospensione del pagamento dei tributi per un anno e mezzo e impose la restituzione de3l 40% degli arretrati non pagati a partire dal 2009 in 120 rate.
Per L’Aquila il decreto anti-crisi blocca la sospensione dei pagamenti al 1° gennaio (dopo soli otto mesi), stessa data in cui si dovrà provvedere al pagamento del 100% degli arretrati (8 mesi contro i 144 dell’Umbria), attraverso 24 rate e non 120.

E questo il miracolo di Berlusconi? E Vespa L’Aquilano che ha fatto tanta retorica sulla sua terra sventrata dal sisma non é in possesso di queste informazioni? Non é in grado di replicare al premier nelle sue scodinzolanti trasmissioni a rete unificate?

Ecco un altro avvoltoio che fa coppia con lo sciacallo e si ciba di auditel ( gli é andata anche male , peraltro, su questo fronte visto le infime percentuali raccolte…) sulla pelle dei suoi compaesani che credevano in lui  ed alle sue accorate prese di posizione all’indomani del 6 aprile.

Comunque a suo tempo le proteste di cittadini ed enti locali non sono mancate e, dopo un lungo tentativo di ignorare le contestazioni, il 27 luglio il Ministro Tremonti dichiarava con spirito magnanimo alla stampa tutta l’annullamento del provvedimento. E rivelava l’intenzione di lasciare l’onore (e l’onere) al capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, che avrebbe deliberato la cosa tramite regolare ordinanza.

Ora anche un principiante é in grado di dirvi che con un ordinanza della protezione civile non é possibile emanare norme contrarie a quanto fissato con legge. Si chiama principio della gerarchia delle fonti normative ed anche gli iscritti a giurisprudenza del 1° anno lo conoscono bene.

Se il governo voleva  spostare il termine dei pagamenti doveva farlo con legge: e  difatti si cono accorti dell’errore da principianti e quell’ordinanza  non è mai arrivata.

Il 15 settembre prendendo la via corretta delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato é iniziata la discussione di una norma correttiva. L’opposizione ha presentato due nuovi emendamenti sull’ex articolo 25.
Entrambi chiedevano un ripristino dei pagamenti del tutto analogo a quello predisposto 12 anni fa per l’Umbria. Esattamente ciò che desiderava realizzare il governo, stando alle dichiarazioni del ministro Tremonti di due mesi prima (dichiarazioni, queste sì, riportate da tutta la stampa, compresa quella “di opposizione”).

Il 23 mattina, nell’aula del Senato, la sorpresa della bocciatura degli emendamenti migliorativi.

E ciò grazie anche all’assenza massiccia delle opposizioni: 25 favorevoli su 159 votanti per il primo, 28 favorevoli per il secondo.
Ecco i dati disponili dai lavori parlamentari : 13 su 14 i presenti dell’IDV, 6 su 10 quelli dell’UDC, 8 su 118 quelli del PD.

Fabrizio Di Stefano, Andrea Pastore e Paolo Tancredi i nomi dei tre senatori abruzzesi anti-abruzzesi del Popolo della Libertà.
Anna Finocchiaro, Luigi Lusi, Giovanni Legnini, Franco Marini e Claudio Micheloni i nomi dei 5 senatori PD autori dei due emendamenti, impegnati in questa lotta spietata contro i mulini a vento.

E contro l’indifferenza sospetta dei loro colleghi di opposizione che mancavano all’appello quasi tutti…

Berlusconi cadrà a breve ma per demeriti suoi e per trame interne alla destra, la sinistra non ne avrà alcun merito ed anzi resterà un’altra volta alla finestra a guardare gli altri agire , ogni tanto abbassando lo sguardo per guardare se l’ombelico é sempre lì al suo posto.

Crazyhorse70


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Abruzzo : cronaca di una morte annunciata

Se prendete la strada da Roma verso nord o sud e vi fate 150 chilometri, lo stacco ambientale , il cambio di epoca non lo trovate.

Se invece ve li fate verso est passate il Gran Sasso vi capita di entrare in epoche lontane come succede  in pochi posti in Italia.

Incontrate paesini “dipinti” sui monti, transumanze e pastori a frotte , cafoni di Silone che ancora si inchinano ai preti ed ai maggiorenti del  paese, operai che ancora parlano di scuola serale e sindacato con lo sfilatino con la frittata di peperoni e la bottiglia di vino rosso seduti per terra in fila per uno, giovani con sul viso disegnato un bel paio di cerchi rossi sulle guancie e  non sono pagliacci, ma salute vento e formaggio buono, anzi  formaggio vero.aquila-di-notte

Vecchi vestiti con mantelli neri e seduti sui sagrati delle chiese a parlare ancora di raccolti e si tolgono il cappellone nero quando passi perché sei teoricamente appartente ai maggiorenti, quel modo antico di sentire le differenze di classe ed i mestieri.

Sono stato sabato in Abruzzo nei 50 chilometri intorno a L’Aquila ed ho parlato con la gente vera , quella in carne ed ossa, non con i figuranti e le comparse che sbraitano per una foto col silvio.

Scusate  ma non ho tempo di rendere organico e completo questo insieme di appunti  presi in base a quel che ho visto e sentito ed ora faccio solo un pò di cronaca

A tre mesi dal sisma la protezione civile è impegnata ancora nella gestione dell’emergenza, ci siamo ancora dentro fino al collo.

Eppure l’ utilizzatore terminale continua a fare lo scemo.

Agenzia Ansa 2009-07-16 17:51

Terremoto: Berlusconi, battuto ogni record ricostruzione

L’AQUILA – Lo Stato coprirà il 100% delle spese per la ricostruzione in Abruzzo. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa tenuta al termine della sua visita nelle aree terremotate.

ROMA – “Siamo in avanti rispetto ai tempi previsti dagli esperti del settore. Le case saranno consegnate entro fine novembre”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in conferenza stampa a L’Aquila, in merito alla costruzione delle abitazioni per i terremotati abruzzesi.

La verità?

Ci sono solo un paio di cantieri veri in cui in effetti ho visto le casette antisismiche venir su a vista d’occhio tra Bazzano ed Onna ma basteranno per pochi, 12.000,  se consegnate tutte ed in tempo e qui  tutti ricordano settembre e non dicembre come termine di consegna promesso all’inizio dal silvietto.

Pensate che solo  i terremotati con le case di tipo E, cioé completamente distrutte , sono 13.000 a L’aquila città, quindi escludendo dal conto tutti i paesi colpiti dei 49 comuni censiti.

Inoltre ci sono altre decine di migliaia di abitazioni con altre classificazioni per le lesioni subite.

Pochissimi hanno visto l’assegno di 800 euro al mese garantito a professionisti commercianti artigiani ed agricoltori per la perdita del lavoro

Le  100 euro mensili a testa per le famiglie che hanno trovato autonomamente un alloggio subito dopo il sisma?

Le aziende continuano a licenziare e gli aiuti ritardano, il governo ha già deciso che recupererà le tasse sospese da gennaio prossimo, ma é impossibile pagare le tasse più gli arretrati né ora né dopo, perchè la città è all’anno zero  e nessuno lavora.

Lunedì prossimo la Commissione congiunta di finanze e bilancio discuterà gli emendamenti presentati in Parlamento, ma allo stato attuale i terremotati oltre a dover pagare i mutui, devono restituire il 100% delle tasse e degli oneri previdenziali arretrati e sospesi per il terremoto in 24 rate a partire da primo gennaio 2010.

Ricordo a tutti che in Umbria e Marche i cittadini cominciano a pagare gli arretrati delle tasse oggi, a 14 anni di distanza dal sisma. Ed e’ poi inaccettabile che dei 4 miliardi di euro stanziati dal governo per il decreto anti crisi, 500 milioni siano a carico degli abruzzesi.

I soldatini di stagno al servizio del premier venissero a vedere di persona cosa é L’Aquila oggi.

Togliendo i figuranti che si sono portati al G8 per evitare troppi vuoti e relative figuracce internazionali  ( proprio così! ) ed i 5.000 dei cortei in gran parte poi ripartiti e che hanno fatto almeno un po’ di civilissime proteste colorate , oggi L’Aquila é un città fantasma e  l’esodo verso la costa é pressoché totale.

Del resto qui se ne é parlato già abbastanza e sappiamo come tale esito sia voluto (   vedi la seconda parte di Rosellina di questo post Controinformazione a 4 mani: perché papi ha preso l’ultima curva prima della fine e perché l’ Abruzzo finirà a banche e mcdonald e casette isolate con gli sponsor ) ed anzi corrisponda ad una idea ben precisa  e quindi tralascio il tutto e torno a fare il cronista.

Certo ho visto una nuova bella ed ampia strada che collega l’aeroporto di Preturo con la caserma di Coppito, quella del G8.

Lo svuotamento delle tendopoli va invece molto a rilento e gli abruzzesi che non avevano lesioni gravi nelle  case rientrano comunque con lentezza, la terra trema e c’é  ancora paura, i soldi per le riparazioni sono ancora promesse lontane da mantenere , mancano servizi essenziali come il gas.

Questa del gas é una cosa molto preoccupante qui , insieme al grosso ostacolo ai lavori che é la mancanza del prezzario.

La regione non ha fissato il prezzario per le imprese che devono inserirsi nella ricostruzione, é da un bel pò che doveva farlo ma ancora nulla.

Sembra una stupidaggine burocratica, ma senza prezzario niente lavori di ricostruzione

Il sindaco de L’Aquila ha ricevuto solo 20 milioni di euro i primi i luglio , un finanziamento relativo agli indennizzi delle case di tipo A, ovvero quelle che necessitano solo di piccole riparazioni per essere abitabili. E questi soldi non può neanche spenderli se Chiodi, il presidente della Regione , non emette il prezzario.

Notare che aveva la possibilità di farlo da più di un mese visto che il provvedimento relativo è del 25 maggio. Ora dice che lo farà in questi giorni,  Vedremo e , comunque, 20 milioni di euro sono una goccia in un oceano.

Ad oggi 18 luglio ci sono ancora  143 campi tendati con oltre 23.000 persone dentro . Altre 30.000 piu’ fortunate negli alberghi. La Protezione Civile  non si coordina coi comuni che non possono più anticipare niente e sono senza un lira.

Nel decreto legge del 23 giugno non c’e’ scritto quel che berlusconi ripete oggi e la differenza fra le panzane che racconta e la realtà vera comincia ad esser troppa.

E’ vero che lui fa propaganda tutto l’anno anche e specialmente lontano dalle elezioni .

Ed é anche vero che al G8 un po’ di luce di Obama e le pressioni indebite di Napolitano su tutti – giornalisti  compresi – gli hanno evitato il temuto shock politico internazionale ma questo pagliaccio deve piantarla di lucrare continuamente ed incessantemente sulla pelle della gente che soffre.

Del resto il buon giorno si era visto dal mattino, con la prima delle 17 visite per stare “vicino” al popolo abruzzese (vedi fra gli altri Lo sciacallo e la controinformazione).

Si dice che si compri una casa in queste ore qua vicino per iniziare una fase più serena e sobria della sua vita : basta con le escort nude in piscina a villa certosa e gli spettacolini lesbo apparecchiati per lui da produttori mediaset , da ora in poi solo passeggiate salubri e parsimoniose sul Gran Sasso.

Speriamo che non ricominci a passeggiare come faceva i primi giorni sui cadaveri degli aquilani in cambio di niente : qui tutti – destra e sinistra aquilana –  metterebbero la firma per avere lo stesso trattamento od anche solo un pò di meno di Umbria e Marche di 14 anni addietro.

Vado via la sera e dopo più di tre mesi l’altopiano bellissimo dove é incastonata la città é sempre lo stesso, un lugubre insieme di macchie nere senza luce se non quella della statale 17 , la strada che ha segnato in superficie la traccia della faglia sottostante quella notte alle 3,32 .

Solo qualche luce dei lampioni messa in fila sulla statale 17 come per dover sempre ricordare la via che ha fatto il sisma per distruggere quel mondo e probabilmente per non farlo tornare più.

Come non tornerà mai più il centro de L’Aquila che non sarà ricostruito.

Molti qui  credono che finirà un ambiente intero , un sistema di valori legato a quel mondo a quelle radici.

Io stesso che passavo oltre  il Gran Sasso e riuscivo veramente a ” staccare” la spina perché incontravo qualcosa di veramente lontano e diverso , più , molto di più dei 150 chilometri che distano da Roma, forse lo spazio era in termini di anni…

Io stesso,  dicevo,  la penso come loro.

Crazyhorse70