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“Santanchè, il master è un falso” Alla Bocconi non ne sanno niente

Giusto per alleggerire la tensione fra guerre e tsunami più o meno nucleari…

Secondo il settimanale Oggi, nel curriculum del sottosegretario compare un riferimento ad un corso in direzione aziendale. Ma negli archivi dell’ateneo non risulta alcuna iscrizione. Poco tempo fa, le dimissioni di un ministro in germania, per aver copiato parte della tesi di laurea

A sinistra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Daniela Santanché in una posa di saluto che ormai la contraddistingue.

Qui a destra invece mentre piange calde lacrime a causa delle manifestazioni delle donne contro Silvio Berlusconi

 

ROMA – Il Master della prestigiosa Università Bocconi di Milano che Daniela Santanchè ha inserito nel suo curriculum di sottosegretario alla presidenza del Consiglio “è falso”. Così scrive il settimanale Oggi di questa settimana, nella sua versione online e cartacea.

Sottolineando che della Santanchè e del suddetto master ottenuto presso la Sda, la scuola di direzione aziendale dell’ateneo milanese, non esiste alcuna traccia.

Alla verifica richiesta dal settimanale, la Bocconi ha così risposto: “Abbiamo verificato e dalla nostra banca dati degli ex studenti, non risulta che Daniela Santanchè abbia frequentato un nostro master. Non possiamo escludere, ma non abbiamo modo di verificare, che abbia frequentato un corso breve”.  La Sda Bocconi, ha riferito per completezza l’articolo di Oggi, “organizza di continuo seminari di aggiornamento per manager che durano uno o più giornate, e di queste decine di migliaia di persone non conserva traccia”. Ma si tratta di corsi, evidenzia l’articolo, “che non possono essere certo confusi con un master”.

Il settimanale chiude il pezzo con una domanda, citando un fatto di cronaca:  “Pochi giorni fa”, scrive Oggi, “l’astro nascente della politica tedesca, il ministro della Difesa Guttenberg si è dimesso perché si è scoperto che aveva copiato parti della tesi di dottorato. Cosa farà adesso Daniela Santanchè?”

Niente: che deve fare? Dopo quel che ha fatto per ottenere il posto dove è ora non si dimetterbbe nemmeno se la beccassero in flagranza di omicidio.

O in orizzontale o in verticale il kamasutra politico del mignottone banderuola ci porta sempre sorprese; la prossima sarà a breve e verterà sulle operazioni a cui si è sottoposta. Niente di estetico sessuale, bensì il trapianto della mandibola tutta intera, la stessa  di ALIEN( comprensiva quindi di mascella retrattile ) , sì da renderla anche esteticamente una azzannatrice.

Gli ultimi giorni della RSI del banana malato la vedranno protagonista…

Crazyhorse70


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Arcore 6 febbraio: escortialomo via

Riceviamo da Gioia la cronaca di quel che ha visto e sentito oggi ad Arcore.

Qui siamo all’inizio della manifestazione

lapolizia blocca i manifestanti che spiegano che il delinquente da cui proteggere la gente è dietro le loro spalle non davanti..

una bellissima BELLA CIAO eccheggia dappertutto, fino a oltraggiare le orecchie del papi poco distante…

Sono qui coi miei amici de L’Aquila e di Pescara. Sono le 14 circa  e c’è il sole ad Arcore, un sole che illumina il colore viola, quello che ha invaso la piazza del Municipio. Più in là,davanti all’entrata della residenza di Berlusconi ci sono già due blindati dei carabinieri , molti altri militari vigilano sulla situazione e sbarrano la strada, ma nella piazza siamo ancora solo un migliaio.

Ore 15, cresce la gente, è un continuo arrivare di persone , molte anche in piccoli gruppi o da sole, richiamate dal web. Tantissimi i cartelli “personali”. Ci sono alcuni con una bandiera tricolore decorata con un perizoma al centro

Molto colore e molta musica e cartelli, questi gli slogan che leggo intorno a me «Per Berlusconi rito immediato, sei licenziato»,  «Se ti facessero una statua ad Arcore, noi saremmo i tuoi piccioni». “Silvio hai le orge contate, dimettiti».

“Facciamo un nuovo disoccupato, Berlusconi sei licenziato”, strilla un gruppo di precari ed anche”Silvio portaci in Consiglio Regionale”.

Oggi c’era gente da Milano e dintorni, Genova e Roma,Torino , Toscana ed Abruzzo ed avevamo precisato che la manifestazione sarebbe stata pacifica, abbiamo chiesto solo di lasciare Largo delle Vela ( di fronte al Municipio) per avvicinanarci più possibile a Villa San Martino e gridare a Berlusconi di dimettersi. Gli organizzatori ci hanno chiesto di non fare il corteo ma noi abbiamo deciso almeno di provarci ad aggirare il blocco della polizia in tenuta antisommossa e questi  ci hanno impedito di passare per le vie laterali e raggiungere Villa San Martino.

Verso le 16 è volato qualche colpo di manganello del tutto gratuito visto il genere di persone che c’erano, tutte con le mani alzate; la maggior parte di noi ha capito l’antifona ed è tornata in piazza, ma un  centinaio  di ragazzi dei centri sociali sono rimasti lì a confrontarsi con la polizia, sempre con le mani alzate tentando di raggiungere comunque Villa San Martino.

Fin che sono stata li’ con gli altri posso garantire che lo slogan più cattivo che ho sentito fra coloro che tentavano di avvicinarsi alla Villa del Papi è stato ”Fatemi passare, mi manda la Minetti!” e quindi , ripeto, il nervosismo della polizia era del tutto ingiustificato. Anzi un po’ di tempo prima dal megafono qualcuno aveva tentato di spiegare chi era da proteggere e quale era il vero delinquente ( vedi il secondo  video )

E’ vero del resto che non ci sembrava il caso di regalare ai media la possibilità di parlare di incidenti invece che di colori e di una bella manifestazione autorganizzata.

Ecco gli altri slogan , in un ambiente colorato,  ironico e c0mpletamente pacifico : “se ti facessero una statua ad Arcore, saremmo i tuoi piccioni” e ancora, “fuori le escort dallo Stato”, “Non siamo stati finanziati con i soldi dei partiti”, molta musica e canti. Secondo me , dato confermato da molti dei partecipanti, verso le 17 eravamo circa 5.000 e noialtri siamo andati via, anche  perchè abbiamo saputo con certezza che il Papi si era sottratto al confronto uditivo fin dalle 12 di stamattina.

Gioia


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I giorni della merla, i giorni più freddi, la notte della democrazia.

Stabilito per i più pruriginosi che i giorni della merla non sono,  come loro potrebbero  intendere, i giorni delle uccelline, le ragazze dell’Olgettina. Devo peraltro ammettere che qualche collegamento c’é eccome: ai giorni più freddi dell’anno  corrispondono in effetti i giorni più bui della democrazia,  questa interminabile notte della civiltà. La vicenda Minetti/Ruby e tutto il resto rappresenta il punto più basso del potere politico in Italia dalla nascita dello stato ad oggi. Neanche Mussolini si portava a casa le mignotte in tale quantità, egli anzi pare aggisse sempre in trasferta e con maggior riservatezza. Nè gli capitava di essere ricattato e costretto a peripezie improponibili e spesso illecite solo per risompensare una bella figa.

Nè puo’ dirsi che a Palazzo Venezia entrassero cani e porci, nani e ballerine in quantità industriale, per non dire di scionosciuti che si nascondevano in bagno per telefonare, rendendo l’Italia il paese meno sicuro d’Europa.

Stabilito ciò , ritorno al titolo : i giorni della merla ( gli ultimi tre di gennaio) sono tradizionalmente i giorni più freddi dell’anno.

Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.

Un po’ quel che è successo a noi italiani, solo che non è stata la fuliggine, ma siamo diventati realmente più neri, opachi e ignoranti.

Come sappiamo ormai da anni, la società italiana reca dentro di sé un corpo estraneo, alieno  e letale, vale a dire una gran quantità di individui che hanno votato e continuano a votare per Berlusconi: sono gli ultracorpi,  ormai noti  a tutti, quelli del film di Carpenter” Essi vivono”.
C’è uno spazio, quasi fisico, tra il sogno utopico di vivere in una società umana non improntata sul principio homo homini lupus, e una società violenta, poliziesca, militarizzata, tirannica e oligarchica che quel principio ha portato alle streme conseguenze.

Anche prima la ragione ed il diritto appartenevano  sempre al più forte, ma almeno c’era una dialettica, una opposizione viva e strutturata, una idea politica alternativa. Oggi peraltro il principio di hobbes ha pervaso ogni anfratto della società.

Buona parte degli italiani è ormai convinta che solo la furbizia paga, che solo l’ipocrisia cattolica paghi, che solo inserendosi  in un sistema clientelare e nepotista paghi. Ed hanno ragione: prova ne sono la parentopoli  del comune di Roma e l’assunzione diretta di diecimila insegnanti di religione assunti, motu proprio, dai vescovi  italiani e inseriti a forza nelle scuole di stato. Noi sappiamo che queste persone vivono perennemente in un tragico ‘bunga bunga’, dove chi offre meglio il culo e aderisce, più in fretta degli altri, a questo puttanaio, avrà almeno qualche osso da rosicchiare. La prostituzione della propria identità umana, e quindi del sé più profondo, è un fatto normale e auspicabile per i berluscones.

E se qualcuno tra costoro talvolta si è ricordato di sussultare per una ingiustizia, subito l’hanno convinto di lasciar perdere,  non era niente, “sò cose e niente” come diceva Edoardo De Filippo, ricordato da Saviano di recente.

Pian piano sono tutti diventati “cose  e niente”  entrando a far parte dell’inferno dell’irresponsabilità e dell’assenza, fino a trasformare in difetto la capacità di dire “no, io non ci sto”.

Chi non ci sta oggi è un essere stravagante, un rompicoglioni, minimo comunusta.

E’ stato molto difficile non accecarsi e non divenire complici di questo sistema –  i resistenti hanno speciali occhiali –  ed è  conunque tutt’ora dura resistervi,  soprattutto se tutti i santi giorni dell’anno, viene iniettata, attraverso  le televisioni,  la droga della mediocrità e del sotterfugio. Chi ha cominciato ad ingerire queste droghe pesanti poi non ne ha più potuto fare a meno.

Come un drogato assuefatto l’esercito muto degli inebetiti ha continuato a cercare la risata facile, lo spettacolo tutto culi e tette, gli intrattenimenti urlati, e anche la partita alla televisione e la fiction, unici momenti della sua vita nei quali si potrà identificare in un eroe. Poi, dopo questi lavacri catartici, ha continuare ad essere una nullità umana che parla e discute con altre nullità di niente .

E’ chiaro che nel buio delle notte si affacciano solo fascisti e mignotte – fa pure rima – quindi accendiamo la luce.

Crazyhorse70


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Meglio analfabeta che fascista ovvero lanciano bombe a mano, uccidono poliziotti e poi fanno la morale agli studenti…

Giornataccia infame ieri per due ex fascisti della corte del pagliaccio di Arcore.

Ieri il ministro della difesa La Russa si è rimesso la camicia nera ed ha tentato di aggredire e non far parlare un giovane manifestante presente alla puntata di Anno Zero. Gli ha strillato “vigliacco” diverse volte, più ogni genere di intimidazioni.

Lo stesso Di Pietro pur essendo un uomo politicamente moderato se non conservatore e pur avendo fatto il poliziotto e quindi culturalmente e per vita trascorsa lontano dagli ambienti dell’estrema sinistra, non è riuscito a trattenersi producendosi in un sacrosanto cazziatone politico ed umano al sig. Diciamolo, ricordando tra l’altro, i tempi in cui Di Pietro era a Milano  a difendere un Larussa tutt’altro che legalitario , anzi…

Leggete qui.

Altro che “meno vigliacchi” erano  degli assassini.

L’agente Antonio Marino fu ucciso nel 1973 da una bomba a mano lanciata dai cordoni di una manifestazione dell’Msi a cui partecipava anche il giovane Ignazio La Russa.

I fatti. A Milano si svolge una manifestazione (non autorizzata) del Msi. Il corteo, guidato dai dirigenti nazionali Servello e Petronioe vietato dalla questura, si scontra con la polizia. Nel corso degli scontri, violentissimi, vengono lanciate alcune bombe a mano contro le forze dell’ordine, provocando la morte dell’agente di polizia Antonio Marino.

L’immagine legalitaria e di forza d’ordine del Msi è irrimediabilmente incrinata. I dirigenti missini, nel tentativo di recuperare un’immagine rispettabile per il movimento, denunciano i presunti autori dell’attentato (riconosciuti poi colpevoli), sperando di dimostrare, in tal modo, l’estraneità del partito alle violenze. Tuttavia, ciò contribuirà ancor di più a sottolineare i legami tra estremisti violenti e Msi. I colpevoli (Murelli e Loi), infatti, appartengono al gruppo milanese La Fenice, che risulterà avere piena legittimità all’interno del Msi.

Marino fu colpito in petto dalla seconda bomba, che lo uccise sul colpo: al momento della morte aveva ventidue anni. Altri dodici celerini furono travolti dalle schegge, riportando ferite di varia entità…

Inoltre, interrogando i manifestanti arrestati, cominciò ad emergere un disegno criminoso ben preciso: la parata sarebbe stata organizzata e pianificata dettagliatamente attraverso riunioni in bar di Piazza San Babila, punto di ritrovo dei neofascisti milanesi, e non sarebbe stata un atto di violenza spontanea.
Ormai chiamato in causa, l’Msi finanziò i due imputati, offrendo loro 22 milioni di lire per i risarcimenti. Offrì anche alla famiglia di Marino 20 milioni ma questi soldi non vennero mai versati e la famiglia sporse denuncia contro il partito.
La magistratura chiese l’autorizzazione a procedere contro Servello e Petronio: la Camera dei deputati ritenne che non vi fossero gli estremi, e tutelò i due deputati negando il permesso per le indagini. Il 26 maggio 1978 con sentenza del Tribunale di Milano i dirigenti locali missini vennero assolti dalle accuse di aver organizzato deliberatamente gli scontri.

Avete capito da che genere di  fogna viene su il topo La Russa che si permette oggi di aggreddire gli studenti?

Sempre ieri è stata la giornataccia anche per un altro ex camerata, il sindaco di Roma, il genero di Pino Rauti, Alemanno, protagonista in questi giorni del piu’ grande scandalo di parentepoli che mai la capitale abbia conosciuto, con centinaia di chiamate dirette a lavoro per camerati, ex aterroristi, amici, parenti e cubiste varie.

Cionostante, invece di nascondersi e stare in silenzio, la faccia da culo  si è reso protagonista di vari insulti ai giudici che ieri mattina hanno rilasciato i 23 ragazzini presi e fermati nel luoghi delle violenze al posto dei veri autori , peraltro, che certamente più scafati, non sono rimasti certo lì’ a boccheggiare e vagabondare tra i lacrimogeni come vittime sacrificali pronte per essere “pescate”, ma si erano già per tempo dati alla fuga o comunque defilati.

Anche sul prode Alemanno c’é da risistemare un po’ di memoria storica.

Nel novembre 1991 – ricordano le agenzie – Alemanno fu arrestato per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all’aggressione di uno studente di 23 anni. Nel 1982 venne fermato per aver lanciato una bomba molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi otto mesi di carcere a Rebibbia. Il 29 maggio 1989 fu arrestato, a Nettuno, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficilae, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America Geroge H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. Fu scarcerato pochi giorni dopo. Verrà poi prosciolto.

Va bene che voleva distogliere l’attenzione dallo scandalo romano, ma non faceva meglio a stare zitto?

Alfonso

 


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Il compagno Fini e le menzogne della sinistra

Un ‘Italia piena di poveri piange la sinistra , peccato che sia tutto falso.

Il numero di auto circolanti in Italia è cresciuto di mezzo milione di unità, arrivando a 35.200.000, in pratica una vettura ogni 1,7 abitanti, un record in Europa. Lo rivela l’Automobile Club d’Italia nel suo rapporto statistico annuale, che indica in 1,7 milioni le radiazioni, a fronte di 2,2 milioni di immatricolazioni.

L’Istat indica una crescita della produzione industriale nell’agosto 2010 del 9,5%, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, che rappresenta il miglior risultato tendenziale dal dicembre del 1997.

Se sei di destra sei di sicuro un servo, se sei di sinistra sei certamente libero ed indipendente…

Sallusti sarebbe un servo di Berlusconi, la direttrice dell’Unità invece è libera ed indipendente. L’altra sera in televisione Concita De Gregorio ha ammesso  che il suo editore, tal Soru Renato, non è uno sconosciuto, è vero, «è l’imprenditore che ha inventato Tiscali», e giura: macché Pd, io sono indipendente. Omette di dire, la De Gregorio, che Soru è stato governatore della Sardegna: non da indipendente, ma col Pd. E mica ci passava per caso, nel Pd, visto che dal 2007 è nel «Comitato dei 45» che riunisce i leader democratici. Omette di dire la gallina rossa che il quotidiano ha preso 6.500.000,00 euro di finanziamento pubblico e che versa in difficoltà perché è in calo di vendite.

Tremonti taglia i fondi a questi piagnoni che usano i soldi del governo per attaccarlo: che ricominciassero a vendere salciccie alle feste invece di cacare col culo degli altri…

Dietro Fini ci sono quelli che erano dietro la D’Addario

Riporto una conversazione telefonica tra Porro e Arpisella, ormai diventata celebre. Trascrivo il brano che risponde, anche se oscuramente, al quesito: Chi c’è dietro Fini?:

Arpisella: «Dai secondo te chi c’è dietro Fini?». Porro dice di non saperlo, Arpisella chiarisce senza chiarire: «Ci son quelli che c’erano dietro la D’Addario dai su!», rinviando ulteriori spiegazioni ad un incontro.

Nessuno indaga su questo? Sono battute buttate lì? Ma se sono battute queste di Arpisella perché invece sono intimidazioni le cose dette cazzeggiando da Porro?

Chi sa quali promesse sono state fatte al presidente della Camera, affinché aiuti costoro ad abbattere Berlusconi. Chi sono costoro? Tutto il marcio della prima Repubblica, una brigata di mostruosi zombi che si stanno sfregando le mani, sghignazzando nelle retrovie di Gianfranco Fini e compagni.

Credo che sia anche per questo che le indagini sullo scandalo Fini vanno a rilento e che la procura di Napoli invece mandi in fretta e furia venti agenti a perquisire tutto e tutti al Giornale..

Il vento di destra in europa è sempre robusto: basta con gli immigrati

L’estrema destra sfonda anche a Vienna L’Fpoe raddoppia i propri voti, i socialdemocratici perdono la maggioranza assoluta.Elezioni Vienna 2010. Anche il baluardo “rosso” della capitale austriaca si sta sgretolando. Il vincitore della tornata elettorale è l’Fpoe che ottiene il 27% dei voti.

Potete affannarvi come volete a disquisire di governi tecnici e tradimenti vari, ma il vento che spira nel mondo va contro di voi.

Vai Silvio e vai Umberto, finiamo il lavoro iniziato…

Mediolungo


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Finalmente cacciato fuori le mura il cavallo di troia della sinistra…

Ecco l’intervento del compagno Fini dopo essere stato cacciato via dal PDL.

Ieri sera in due ore, senza poter esprimere le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare perché ritenuto colpevole di, e leggo il documento che é stato approvato ieri sera, “stillicido di distinguo o contarietà nei confronti del governo, critica demolitoria alle decisioni del partito, attacco sistematico al ruolo e alla figura del premier“, inoltre avrei “costantemente formulato orientamenti” perfino, pensate che misfatto, “proposte di legge che confliggono con il programma elettorale“.

La concezione non propriamente liberale della democrazia che l’onorevole Berlusconi dimostra di avere, emerge anche dall’invito a dimettermi perché, sempre parole del documento, “allo stato è venuta meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni“.

Il resto dell’intervento lo leggete qui

Il tono lamentoso dello sconfitto è di estremo godimento per chi come me ne aveva indicato lo squallore ormai da tempo.

Era ora che Silvio Berlusconi rompesse gli indugi e tagliasse via il ramo secco dall’ albero delle libertà.

Eppure aveva dovuto sorbirsi un infinito via vai di colombe, ultimo Ferrara, che gli diagnosticavano sventure inenarrabili se si fosse deciso a recidere il rapporto con “er caghetta”.

E già perchè questo è il soprannome che i camerati di un tempo avevano affibbiato a Fini per sottolineare il suo coraggio nelle occasioni di tensione coi rossi della capitale.

Insomma il solito colpo di genio del premier che fidandosi del proprio istinto e facendosi forze del rapporto carismatico e fiduciario con gli italiani, ha deciso di spargigliare una situazione pericolosa di lenta asfissia, chiarendola e rischiarandola con la luce della semplice evidenza dei fatti.

Gianfranco Fini è da tempo fuori dal PDL ed anche dai valori della destra su tutto un insieme di questioni che è inutile ripetere; la sua deriva radficaleggiante lo ha portato ormai ad essere il vero leader dell’opposizione al governo e solo l’ipocrisia levantina dei media di regime ( a proposito : grande Minzolini nella sua ricostruzione sincera degli avvenimenti sul TG1…) ha potuto fino ad ora ammantarlo come un martire della libertà.

Piuttosto se avesse la dignità che pochi gli riconoscono, dovrebbe lasciare lo scranno più alto della Camera e scendere nella lotta politica alla luce del sole, ma er caghetta non lo farà mai, infischiandosene così per l’ennesima volta  della volontà dei suoi elettori, che lo hanno votato come uomo di destra e se lo ritrovano a sinistra…

Il tragitto del premier è invece limpido e preciso: se e quando i numeri verranno meno si andrà a votare.

Punto e basta.

Mediolungo


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Premiare sempre le madri nell’affidamento dei bambini vuol dire far regredire la società

Io credo nella mia patria, l’Italia, nella famiglia tradizionale e nella religione cattolica. Senza questi valori fondanti una società è in balia dell’anarchia, del relativismo o peggio ancora del comunismo.

Considero importante ed anzi fondamentale, all’interno della famiglia, la figura paterna. E’ il padre che dà la sicurezza, le regole, l’esempio del concetto di autorità e di responsabilità. E sapete perché? Perchè la madre dà amore incondizionato, senza alcun bisogno di ricevere nulla in cambio. Amore sempre e comunque.

Inoltre rigetta sul figlio la propria ansia, anch’essa in modo incondizionato, rinchiudendolo in un bozzolo amorevole e caldo, da dove il futuro bamboccione difficilmente vorrà e potrà uscire per affrontare la vita.

Tutto ciò, in apparenza bellissimo, è  alla lunga diseducativo, finisce per diventare un disvalore, uno stimolo a non crescere, a non spiccare il volo e , specialmente , a non rispettare le regole ed i valori fondamentali di una Nazione.

Ricevo tra le lettere in redazione questo bellissimo e lirico appello del sig. Barzagli che condivido in pieno. I giudici italiani , condizionati da una subcultura comunista e femminista, danno sempre ragione alle madri sulle richieste di affidamento dei bambini in caso di separazione.

Così facendo perpetuano una ingiustizia che ha i suoi effetti negativi proprio sulle piccole menti e  sulla loro educazione che sarà parziale ed alla lunga fuorviante perchè contrastante con la fondamentale figura paterna che ne esce mortificata e svilita.

Centinaia di migliaia di bambini che crescono senza la sicurezza e la giusta ‘autorità paterna avranno una visione distorta ed anarchica della vita,  nemica di alcuni valori fondamentali, come la famiglia, la responsabilità personale, lo stato e la religione cattolica.

Senza contare quella giusta autostima che in genere nasce e cresce in relazione alla figura paterna.

Un esercito di mammoni anarchici e senza midollo, come nella intenzioni della propaganda comunista da sempre alla ricerca di un cambiamento profondo della società, fin dal suo dna: era questo l’uomo nuovo di cui parlava Gramsci?

Tutta la mia solidarietà ai tanti signoti Barzagli che lottano non solo  per se stessi e per  i loro figli, ma anche per la Nazione.

Mediolungo

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Egregi Signori,

c’è un dramma oggi che è alla base di molti altri drammi della società. C’è un reato grave contro tutti, contro la pace e la vita, che viene compiuto con frequenza micidiale nelle separazioni ma anche in tante famiglie apparentemente sane ed unite.

Questo dramma è l’impossessamento dei bambini, e delle loro menti. Prendiamo le separazioni: da vent’anni, ancora oggi, ogni 100.000 separazioni (3/4 richieste da donne) 80.000 madri chiederanno ed otterranno l’affido esclusivo o prevalente dei figli, un affidamento “schiacciante” che mortifica la libertà fisica e mentale del bambino, che lo rapisce e lo chiude in gabbie di obblighi e costrizioni dalle quali l’altro genitore non potrà salvarlo perché anch’esso è costretto e se si ribellasse incorrerebbe in pesanti sanzioni e nel carcere.

I nostri più recenti Avi, scrittori della Costituzione, dei diritti e dei doveri, delle responsabilità, delle libertà e delle speranze, oggi stenterebbero a credere tanta crudeltà che ogni anno strappa oltre 90.000 bambini ai loro più essenziali affetti ed interessi morali ed educativi. Quando loro scrissero la Costituzione vollero proteggere la Nazione ed i loro successori dagli scempi delle guerre, del sangue e della disuguaglianza tra popoli, e sarebbero stupefatti nel vedere come il nemico più grande oggi venga da dentro. E’ una loro colpa quella di aver menato e punito solo i figli maschi, quando mentivano, quando non erano etici, civili, corretti, quando erano ladri, bugiardi, dissennati: avrebbero dovuto riservare (e salvare) lo stesso trattamento alle loro figlie.

Questi sono i risultati: 80.000 madri (solo nelle separazioni) che ogni anno si “prendono” bambini e ragazzi ancora non maturi e fragili, tagliando via dalla loro vita gran parte delle loro speranze, ricchezza, possibilità, libertà, sviluppo, violando qualsiasi fondamento di libertà, espressione, uguaglianza, partecipazione, responsabilità, ispirazione, dell’altro genitore, degli altri nonni, zii, cugini, dell’altro in genere.

Così insegnano ai loro bambini che la vita è una proprietà. Così insegnano ai loro figli l’egoismo, la solitudine, l’odio. Così imprigionano i figli cittadini del futuro nel baratro del mono-genitore, della mono-opinione, dell’assenza di confronto, scambio, collaborazione, comprensione.

La società di oggi in regressione morale, asettica di valori ed etica, la società che più che società sembra un insieme non coeso di esseri autistici, è il risultato di questo impossessamento in fasce dei propri cittadini, di questa castrazione di ogni slancio ed apertura, dell’atrofia delle menti istupidite dal controllo, dall’isolamento, dal plagio di un’orda di genitrici che dietro la scusa di ansie ed iperprotezione chiedono ed ottengono il razionamento delle ore d’aria dei loro figli coi loro padri e col mondo intorno, e stanno uccidendo la voglia di vivere, respirare, sperare, costruire, fortificarsi, dei bambini e dei ragazzi e con loro della società stessa.

Non so come andrà a finire. Dio, o la Natura, o la volontà di uomini e donne ancora sani, possano salvarci da questo lento declino e strangolamento a cui siamo oramai tutti sottoposti, da questa tirannia ancora non pienamente riconosciuta ed ammessa. Una guerra c’è già in corso, e c’è bisogno di persone che si uniscano e si scrollino dal torpore per espugnare le mura del possesso e della schiavitù delle piccole anime e delle piccole menti, per ridare a tutti i figli la speranza di un futuro più aperto, condiviso, propositivo, per rimettere nei loro occhi quella saggezza e quella luce di cui hanno bisogno per poter illuminare il nostro ed il loro futuro.

F.BARZAGLI

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P.S. Autorizzo e auspico la pubblicazione