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Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009: a che punto siamo? mia intervista a una cittadina aquilana

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Ringraziamo Enza Blundo che si è prestata gentilmente a rispondere alle mie domande.

Enza si definisce cittadina senza una città…..
Sono un’insegnante e madre di cinque figli, ormai grandi, sono rientrata molto presto nella mia casa che ha resistito al sisma, ma vivo come cittadina senza una città. Ho sempre creduto nel valore della trasparenza e della partecipazione e mi sono resa conto sin da subito che in molti modi non venivano  salvaguardati i diritti costituzionali e spesso gli aiuti venivano condotti con una modalità non del tutto adeguata e senza un necessario  confronto con i bisogni e le risorse del territorio.

Nel Luglio 2009 ho dato origine ad un’Associazione Onlus  apartitica “Cittadini per i cittadini con una  finalità di tutela dei diritti dei cittadini del cratere, perché ci siamo  resi conto subito che in molti modi non venivano  salvaguardati i diritti costituzionali e spesso gli aiuti venivano condotti con una modalità non del tutto adeguata e senza un necessario  confronto con i bisogni e le risorse del territorio.

Dopo circa 1000 giorni  le priorità a L’Aquila sono rimaste le stesse: poter ricostruire la propria abitazione per tornare nella propria casa e poter constatare una ripresa dell’economia locale: quello che manca soprattutto è la città nel suo insieme, l’assenza di luoghi di socializzazione sia nel centro storico pressochè  inaccessibile, che nelle cosidette new town (19) che sono solo dormitori.

Basti pensare che delle 9000 pratiche-progetti di ricostruzione delle case danneggiate in modo grave  8400 restano senza una risposta definitiva e , senza la garanzia del contributo previsto, nell’impossibilità quindi di iniziare i lavori o tenere in piedi il cantiere.
Mentre i politici locali continuano il balletto dello scarico di responsabilità, si privilegiano presentazioni scenografiche di masterplan solo per alcune zone peraltro non rispondenti alle priorità e alle aspettative dei cittadini, sponsorizzate invece da interessi di altro genere.
Manca infatti ancora un Piano di Ricostruzione Generale ed è mancata la volontà di attivare la partecipazione dei cittadini per individuare, insieme, le soluzioni condivise più idonee

continua qui

Franca C.

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Autore: francacorradini

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