LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Il libro dei sogni è in realtà un incubo concreto per i soliti noti

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Ieri sera il premier in collegamento da Bruxelles con Porta a Porta ha fatto un nuovo show di menzogne con l’aiuto del solito lacchè : “La cancelliera si è scusata per i risolini”, ma lei smentisce. Poi chiede un passo indietro di Bini Smaghi. Gelo di Parigi: “Non servono gli appelli in tv”. Sui licenziamenti più facili: “I lavoratori andranno in Cig”

Insomma, il solito mix di menzogne e figuracce che tanto piace al cittadino medio italico un po’ peone…

L’ultima sortita del pagliaccio di arcore fa venire in mente come l’uso della menzogna sia l’unica strategia messa in atto con coerenza dagli inizi della discesa in campo ad oggi. Anche se non tutte le menzogne di Berlusconi sono uguali, molte hanno la sola funzione di nascondere quelle più importanti.

Spesso si dimenticano,  nel marasma di bugie ed escort, scandali e barzellette sceme raccontate dal premier, le menzogne pesanti, quelle decisive, storiche.

Parlo delle menzogne  ormai memorabili, come quella che avrebbero abbassato le tasse e non avrebbero mai messo le mani nelle tasche degli italiani.

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BANKITALIA: FISCO DA RECORD NEL 2012, LA PRESSIONE SFIORERA’ IL 44%

La pressione fiscale l’anno prossimo raggiungera’ il nuovo massimo storico sfiorando il 44% del pil. Ma per il contribuente italiano il peso di tasse e imposte potrebbe essere anche piu’ gravoso se gli enti locali aumenteranno i prelievi per fronteggiare i tagli ai trasferimenti previsti dalle manovre per centrare l’agognato pareggio di bilancio nel 2013. E’ quanto ha indicato Daniele Franco, funzionario generale della Banca d’Italia, nell’audizione sulla legge di stabilita’ davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato.

La pressione fiscale quindi salira’ dal 42,3% del 2010 al 42,7 nel 2011 e dal 2012 si attesterebbe su valori intorno al 43,8 per cento, un massimo storico (nel 1997 essa aveva raggiunto il 43,6 per cento del PIL). Le stime di Via Nazionale non includono gli effetti dell’attuazione della delega fiscale e assistenziale, che potrebbero determinare maggiori entrate fino a 0,2 punti di pil nel 2012, 1,0 nel 2013 e 1,2 nel 2014. Inoltre – sottolinea l’esponente di Bankitalia – va rilevato che gli enti decentrati potrebbero disporre aumenti del prelievo per compensare i tagli apportati con le manovre estive ai trasferimenti dallo Stato.

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Tutti hanno seguito la tragicomica storiella europea del finto duello tra le due destre  del continente, duello che come unico scopo ha quello di distrarre i cittadini meno informati dall’unico vero obiettivo più o meno dichiarato: far pagare ancora una volta la crisi ai soliti noti. Quindi sorvolo sulla storia degli sberleffi e dei tre giorni per ritornare credibili, al minuetto credono solo gli allocchi, Berlusconi è solo la variante affaristico clownesca delle peggiori e malintenzionate destre rabbiose ed antipopolari che purtroppo governano le istituzioni europee. Hanno creato la crisi con la loro fiducia nelle idee iperliberiste, nell’autoregolamentazione del mercato, nel mito della finanza creativa. Le loro banche hanno comprato immondizia spacciandola coi poveri cristi per buoni affari ed ora vogliono far pagare la crisi a chi l’ha sempre pagata, i lavoratori.

Leggendo bene la famosa lettera dei sogni si capisce subito come in gran parte rimarrà tale per molti aspetti . Vediamo alcuni contenuti: l’età minima per le pensioni di vecchiaia si innalza a 67 anni, nuove misure per rilanciare le infrastrutture,  liberalizzazioni dei servizi pubblici, norme di semplificazione, riforma delle professioni, con l’abolizione delle tariffe minime, spinta all’occupazione, in particolare femminile, con i contratti agevolati di inserimento, e per i giovani, viene confermata la già annunciata riduzione dei contributi sull’apprendistato; inoltre si prevede di favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro.

Quante chiacchiere per non dire che si tratta di chiacchiere e basta altrimenti le avrebbero rese concrete in questi anni. Alcune altre sono ridicoli tentativi di andare contro la volontà popolare espressa nei referendum di qualche mese fa, quello contro la privatizzazione dei servizi comuni locali. Altre ancora come le liberalizzazioni delle professioni sono cose ancora più impossibili, visto l’esercito di avvocati lobbisti che il nano malato si è portato dietro in parlamento e che già ha posto il veto sul tema.  Per altri versi sono anni che si parla del  credito di imposta sulle assunzioni nel Mezzogiorno, ma l’unica cosa che importa a costoro del mezzogiorno è il serbatoio di voti clientelare e mafioso.

Le uniche parti della lettera che a parer mio da sogni o incubi diverranno realtà sono le misure che colpiscono lavoratori pubblici e privati, cosa del resto che rappresenta una costante per il governo Berlusconi, che ha sempre saputo manomettere le buste paga ed ha raschiato il fondo senza pietà .

Del resto come ha detto la ministra infermiera pelvica del premier , la Gelmini, la destra è ideologicamente contraria a mettere le mani nelle tasche deegli italiani ricchi con una imposta patrimoniale.

Ecco quindi che la vere novità possibili e praticabili contenute nel dl sviluppo riguardano essenzialmente  una nuova stretta sul pubblico impiego, con l’obiettivo di ridurre il numero dei dipendenti pubblici, ricorrendo, se necessario, anche alla messa in mobilità, mentre per il settore privato è prevista una revisione delle norme sui licenziamenti per motivi economici, con l’obiettivo di stabilire in questi casi un indennizzo del lavoratore, senza diritto al reintegro.

Il documento prevede infatti “…una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato…” che può voler dire soltanto completa mano libera di licenziare per le aziende, visto che esiste già una legge per mobilità e licenziamenti in caso di crisi (la legge 223/1991) ed il famigerato articolo 8 della manovra di agosto. Si vuole arrivare chiaramente anche alla cancellazione dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, in linea con quanto previsto dallo Statuto dei Lavori di Sacconi.

Per il pubblico impiego si prevede la “…piena attuazione della Riforma Brunetta…” (che significa taglio degli stipendi con la decurtazione del salario accessorio per il 75% dei dipendenti) e che “…Per rendere più efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilità obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale (e possibilità di licenziamento); c. il superamento delle dotazioni organiche.”, cioè la cancellazione delle “piante organiche” e di ogni relativo elemento oggettivo di valutazione delle funzioni e dei carichi di lavoro e quindi del personale necessario. L’insieme di queste misure portano ad una sola conclusione: futuri licenziamenti anche nel pubblico impiego.

Eppure ci sono ancora degli allocchi che hanno tirato un sospiro di sollievo per la apparente promozione avuta dalla lettera a Bruxelles, quelli che credono che il vero unico avversario della sinistra sia il pagliaccio e fanno il tifo per la destra più seria e credibile di stampo europeo. Siamo alle solite:  i veri nemici della sinistra sono le destre egemoni nella sinistra stessa, da D’Alema a Veltroni, da Renzi a Fioroni pronti sempre a portare l’acqua con le orecchie alla destra , purchè sia solo un po’ più presentabile del nano di Arcore…

Rosellina970

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Autore: rosellina970

ricercatrice univeritaria-ufficio contratti

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