LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Sei cardiopatico ?? a dieta ! buoni pasto dimezzati…

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Nella follia generale che imperversa in questo paese succede anche questo.

Riporto quasi  integralmente da  http://100cosecosi.blogspot.com/2010/01/varazze-appello-facebook-scandalo.html

di VALERIA ROSSI – Ci ha contattato il signor Adolfo Cacace di Varazze, raccontandoci una storia  incredibile quanto incresciosa.
Adolfo ha serissimi problemi di salute: ha subito quattro infarti ed è in attesa di trapianto di cuore, cosa che gli ha ovviamente impedito di proseguire nella sua attività lavorativa. Il Comune di Varazze gli era andato incontro offrendogli un assegno di 200 euro mensili (come se al giorno d’oggi si campasse con duecento euro…ma sorvoliamo su questo), che però è stato ritirato quando la sua convivente ha trovato un lavoro. Altra cosa abbastanza strana: le coppie di fatto non hanno alcun diritto, in quanto non sposate, quando devono ricevere qualcosa (eredità, pensioni ecc.)… invece, quando si tratta di portargli via qualcosa, diventano legalissime, quanto e più di quelle sposate.
Ma sorvoliamo ANCHE su questo.
Siccome la convivente di Adolfo guadagna 1000 euro al mese, una volta tolte le consuete spese di affitto, luce, gas eccetera (più le spese sanitarie a cui è sempre costretto un malato, come tutti sanno, nonostante la mutua), a conti fatti, per sopravvivere alla coppia restano 130 euro, ovviamente insufficienti. Alle rimostranze di Adolfo l’assistenza sociale aveva  risposto con la concessione di quattro buoni pasto mensili, da consumare alla Coop, di 52 euro l’uno: in questo modo, nonostante tutto, la coppia riusciva perlomeno a mettere insieme pranzo e cena… almeno fino al giorno in cui Adolfo è andato a fare gli auguri di Natale agli assistenti sociali ed ha scoperto che sotto l’albero lo attendeva un “regalo” quantomai sgradito: i buoni spesa sarebbero stati sospesi col nuovo anno.
Motivazione sconosciuta, anche se tra le righe gli hanno fatto capire che si trattava di un problema di “spese comunali” che esigevano un taglio di spese.
Ma si possono tagliare gli aiuti a chi è malato, non può lavorare e ha bisogno di mangiare per sopravvivere?
Pochi giorni fa Adolfo è andato dagli assistenti sociali e ha scoperto che il “regalino” era arrivato: niente più buoni. Non ci ha più visto e – come ci ha raccontato: “Ho buttato all’aria tutto, perché ho davvero perso la testa. Mi dispiace, ma così non posso andare avanti: non dormo più la notte, oggi a pranzo mangerò un pompelmo perché non posso permettermi altro. Mi hanno offerto la metà dei buoni pasto: 104 euro al mese per mangiare in due. Non ho accettato neppure quelli, perché non è possibile essere presi in giro in questo modo.
Il Comune che sta dissanguando le casse per costruzione di nuovi parcheggi, e in un prossimo futuro per la costruzione del retroporto… e i soldi vengono a prenderli a noi? Tra l’altro non ci sono soltanto io ad usufruire di questi buoni: non so esattamente di quante famiglie stiamo parlando, io ne conosco altre tre, ma mettiamo pure che si arrivi a una ventina: cosa pensa di realizzare, la Giunta, con 1000 euro al mese ottenuti togliendo letteralmente il pane di bocca a chi non è un fannullone, non è uno delinquente, ma è soltanto malato e impossibilitato a lavorare?”

Ce lo domandiamo anche noi, anzi giriamo la domanda al Sindaco di Varazze, che abbiamo conosciuto e che ci era sembrato persona sensibile e attenta ai bisogni dei suoi cittadini.
Speriamo davvero che ci sia una spiegazione diversa da quella che sembra di intuire dalle parole di Adolfo, ma soprattutto ci auguriamo che si possa trovare una rapida soluzione, anche perché non ci sembra giusto che una persona gravemente malata di cuore debba subire un simile stress, che certamente non migliora neppure le sue condizioni di salute.

di VALERIA ROSSI – Ci ha contattato il signor Adolfo Cacace di Varazze, raccontandoci una storia  incredibile quanto incresciosa.
Adolfo ha serissimi problemi di salute: ha subito quattro infarti ed è in attesa di trapianto di cuore, cosa che gli ha ovviamente impedito di proseguire nella sua attività lavorativa. Il Comune di Varazze gli era andato incontro offrendogli un assegno di 200 euro mensili (come se al giorno d’oggi si campasse con duecento euro…ma sorvoliamo su questo), che però è stato ritirato quando la sua convivente ha trovato un lavoro. Altra cosa abbastanza strana: le coppie di fatto non hanno alcun diritto, in quanto non sposate, quando devono ricevere qualcosa (eredità, pensioni ecc.)… invece, quando si tratta di portargli via qualcosa, diventano legalissime, quanto e più di quelle sposate.
Ma sorvoliamo ANCHE su questo.
Siccome la convivente di Adolfo guadagna 1000 euro al mese, una volta tolte le consuete spese di affitto, luce, gas eccetera (più le spese sanitarie a cui è sempre costretto un malato, come tutti sanno, nonostante la mutua), a conti fatti, per sopravvivere alla coppia restano 130 euro, ovviamente insufficienti. Alle rimostranze di Adolfo l’assistenza sociale aveva  risposto con la concessione di quattro buoni pasto mensili, da consumare alla Coop, di 52 euro l’uno: in questo modo, nonostante tutto, la coppia riusciva perlomeno a mettere insieme pranzo e cena… almeno fino al giorno in cui Adolfo è andato a fare gli auguri di Natale agli assistenti sociali ed ha scoperto che sotto l’albero lo attendeva un “regalo” quantomai sgradito: i buoni spesa sarebbero stati sospesi col nuovo anno.
Motivazione sconosciuta, anche se tra le righe gli hanno fatto capire che si trattava di un problema di “spese comunali” che esigevano un taglio di spese.
Ma si possono tagliare gli aiuti a chi è malato, non può lavorare e ha bisogno di mangiare per sopravvivere?
Pochi giorni fa Adolfo è andato dagli assistenti sociali e ha scoperto che il “regalino” era arrivato: niente più buoni. Non ci ha più visto e – come ci ha raccontato: “Ho buttato all’aria tutto, perché ho davvero perso la testa. Mi dispiace, ma così non posso andare avanti: non dormo più la notte, oggi a pranzo mangerò un pompelmo perché non posso permettermi altro. Mi hanno offerto la metà dei buoni pasto: 104 euro al mese per mangiare in due. Non ho accettato neppure quelli, perché non è possibile essere presi in giro in questo modo.
Il Comune che sta dissanguando le casse per costruzione di nuovi parcheggi, e in un prossimo futuro per la costruzione del retroporto… e i soldi vengono a prenderli a noi? Tra l’altro non ci sono soltanto io ad usufruire di questi buoni: non so esattamente di quante famiglie stiamo parlando, io ne conosco altre tre, ma mettiamo pure che si arrivi a una ventina: cosa pensa di realizzare, la Giunta, con 1000 euro al mese ottenuti togliendo letteralmente il pane di bocca a chi non è un fannullone, non è uno delinquente, ma è soltanto malato e impossibilitato a lavorare?”

Ce lo domandiamo anche noi, anzi giriamo la domanda al Sindaco di Varazze, che abbiamo conosciuto e che ci era sembrato persona sensibile e attenta ai bisogni dei suoi cittadini.
Speriamo davvero che ci sia una spiegazione diversa da quella che sembra di intuire dalle parole di Adolfo, ma soprattutto ci auguriamo che si possa trovare una rapida soluzione, anche perché non ci sembra giusto che una persona gravemente malata di cuore debba subire un simile stress, che certamente non migliora neppure le sue condizioni di salute.

continua : http://100cosecosi.blogspot.com/2010/01/varazze-appello-facebook-scandalo.html

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Autore: francacorradini

essere pensante

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