LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

PRIMO MAGGIO dedicato ai primi morti operai (Portici 1863)

4 commenti

Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà

ed un pensiero ribelle in cor ci sta…

canzone del poeta anarchico Pietro Gori

autore dell’inno del primo maggio

Dopo un piccolo omaggio a Rosellina con gli auguri migliori, inizio a ricordare e non è sempre facile perchè intorno a me tutto si muove per confondermi, semplificare, dimenticare e consumare.

Per molta gente il primo maggio significa solo una bella scampagnata con fave e pecorino se il tempo è clemente. Per qualcuno più giovane è il concerto di Piazza San Giovanni a Roma organizzato dai sindacati fin dal 1990. Ma quella che oggi è una istituzione automaticamente considerata una festa di primavera è qualcosa che in Italia, come nel mondo, ha una storia di lutti e prevaricazioni che nessuno dovrebbe dimenticare.

Ricordare il primo maggio in Italia significa ricordare l’infamia di Portella delle Ginestre.

Il 1º maggio 1947, nell’immediato dopoguerra, si tornava a festeggiare la festa dei lavoratori, spostata al 21 aprile durante il regime fascista in concomitanza del natale di Rroma.

Circa duemila lavoratori della zona di Piana degli Albanesi, in prevalenza contadini, si riunirono nella vallata di Portella della Ginestra per manifestare contro il latifondismo, a favore dell’occupazione delle terre incolte, e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle recenti elezioni per l’Assemblea Regionale Siciliana, svoltesi il 20 aprile di quell’anno e nelle quali la coalizione PSI – PCI aveva conquistato 29 rappresentanti (con il 29% circa dei voti) contro i soli 21 della DC (crollata al 20% circa).Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando, la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

Le prime vittime della storia operaia in Italia furono invece napoletane e l’episodio, ben argomentato musicalmente e nei testi nel video qui sotto dagli Stormy Six , è il paradigma della storia d’Italia e spiega benissimo in “poche note” il rapporto potere politico- mezzogiorno d’Italia fin dagli albori dello Stato.

Nell’estate del 1863, accade un triste episodio a Portici, nel cortile delle officine di Pietrarsa. Una vicenda storica poco conosciuta, ma riportata dai documenti del “Fondo Questura” dell’Archivio di Stato di Napoli.

Dopo l’Unità d’Italia, il Real Opificio Borbonico di Pietrarsa, il più grande e importante della penisola, passa alla proprietà di Jacopo Bozza. Costui, artificiosamente, prima dilata l’orario di lavoro abbassando nello stesso tempo gli stipendi, poi taglia in maniera progressiva il personale mettendo in ginocchio la produzione. Il 23 giugno 1863, a seguito delle proteste del personale, promette di reimpiegare centinaia di operai licenziati tra i 1050 impiegati al 1860.

Sui muri dello stabilimento compare questa scritta: “muovetevi artefici, che questa società di ingannatori e di ladri con la sua astuzia vi porterà alla miseria”. Sulle pareti prossime ai bagni vengono segnate col carbone queste parole: “Morte a Vittorio Emanuele II, il suo Regno è infame, la dinastia Savoia muoia per ora e per sempre”.

La promessa di Bozza è uno dei tanti bluff che l’impresario nasconde continuando a rassicurare i lavoratori e attenuando la loro ira elargendo metà della paga concessa dal nuovo Governo, una sorta di prima forma di cassa-integrazione.

Il 31 luglio 1863 gli operai scendono ad appena 458 mentre a salire è la tensione. Bozza da una parte promette pagamenti che non rispetterà, dall’altra minaccia nuovi licenziamenti che decreterà.

La provocazione supera il limite della pazienza e al primo pomeriggio del 6 agosto 1863, il Capo Contabile dell’opificio di Pietrarsa, Sig. Zimmermann, chiede alla pubblica sicurezza sei uomini con immediatezza perché gli operai che hanno chiesto un aumento di stipendio incassano invece il licenziamento di altre 60 unità. Poi implora addirittura l’intervento di un Battaglione di truppa regolare dopo che gli operai si sono portati compatti nello spiazzo dell’opificio in atteggiamento minaccioso.

Convergono la Guardia Nazionale Italiana, i Bersaglieri e i Carabinieri, che circondano il nucleo industriale. Al cancello d’ingresso trovano l’opposizione dei lavoratori e calano le baionette. Al segnale di trombe al fuoco, sparano sulla folla, sui tanti feriti e sulle vittime. Le forze dell’ordine parlano di sole due vittime e sei feriti trasportati all’Ospedale. Ma i morti sono almeno quattro: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri.

La Conoscenza rende Liberi dedica la giornata di oggi a queste prime vittime operaie della storia di Italia,  auspicando che , nonostante le pericolose e retrive tendenze attuali, non si debba più tornare ai tempi in cui era considerato normale per un padrone chiamare in aiuto l’esercito ed ottenere di far mitragliare i propri operai.


Crazyhorse70

Annunci

4 thoughts on “PRIMO MAGGIO dedicato ai primi morti operai (Portici 1863)

  1. Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul blog Vongole & Merluzzi dove si parla proprio di questo..

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/01/beato-sia-loperaio/

  2. ciao lordbad grazie, ti sono già venuto a trovare

  3. Bella trattazione, mi ha fatto piacere rileggere questioni che, purtroppo non vengono quasi mai portate sull pubblica piazza. Ci sarebbe bisogno a livello mediatico di massa di fare un po’ di cultura vera, di rispolverare le radici storiche di tanti misfatti, invece di parlare sempre delle stesse cose..

  4. I Primi operai morti li fecero i Savoia: diminuirono i salari, aumentarono le ore di lavoro e mitragliarono coloro che protestavano. Oggi le Bestie Savoia Vanno in televisione a pontificare e ballare..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...