LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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SONO UNA DONNA , NON SONO UNA SANTA…NCHE’

9 commenti

C’è chi prova a minimizzare come la Gelmini, producendosi in figuracce megagalattiche, e chi invece reagisce con sincerità e dolore.

“Le donne! Prima gli dicono di sì, e poi gli fanno le corna. Ma io non lo tradirò mai!

In piazza oggi non una manifestazione delle donne ma di una parte di donne, che come unico obiettivo hanno quello di mandare a casa Silvio Berlusconi. Perché? Che male vi ha fatto?

Subito dopo, come si vede nella foto, Danielona  scoppia a piangere a dirotto ed ha una vera e propria crisi di nervi. Ripete continuamente strillando e percuotendo il suo accompagnatore “perchè ? ” ” E’ così buono e ci dà tanto!

Dopo una buona mezz’ora il signore della foto per distrarla l’accompagnerà a fare shopping, comprandole 13 paia di scarpe col tacco 17: solo allora pare si sia calmata…

Donne , avete fatto piangere la Santanchè, perchè? Un atto di liberazione non puo’ nascere sulle sofferenze altrui, non è giusto…

Un milione di donne sono scese nelle piazze di tutta Italia e nel mondo per la grande kermesse organizzata dal comitato “Se non ora quando” in più di 230 città italiane e in una trentina all’estero ( le più numerose a Ginevra Bruxelles Parigi Londra e New York ,ma perfino in Bangladesh vi sono state manifestazioni. Iniziative anche in Mozambico, Corea, Nepal e alle Hawaii ) :  basta con le offese alla dignità delle donne, la parola d’ordine, alla quale si è sommata la richiesta delle dimissioni di Silvio Berlusconi. Nelle piazze non solo donne, ma anche diversi . Tantissimi i cartelli e gli striscioni, assenti invece le bandiere di partito.

Piazza del popolo strapiena a Roma , dopo le 15 la gente non potendo più entrare ha riempito il centro storico: 200.000 persone

Suor Eugenia Bonetti: “Non ci rendiamo conto che la prostituzione del corpo delle donne è diventata parte integrante del quotidiano”

NEW YORK – L’appuntamento era a Times Square, nell’isola pedonale all’incrocio fra la 42esima Strada e Broadway. Ma la polizia all’ultimo minuto ha comunicato che la dimostrazione doveva tenersi a un isolato di distanza, all’angolo fra la 42 e la Settima Avenue. Un caso. Ma a molti è sembrato un segno del destino: il nuovo luogo per la manifestazione delle donne italiane di New York era stato fissato dalle autorità cittadine davanti al ristorante ”Ruby Tuesday”.

«Silvio degage. Vattene. È ora di dire addio. Dopo Ben Ali e Mubarak ora tocca a te» era uno degli slogan. A Bruxelles si è manifestato per bandire Berlusconi dal Consiglio europeo ma anche con cartelli tipo «100% italiana, 0% berlusconiana» e «Basta mafia e prostituzione, più rispetto per la Costituzione». Oltre un migliaio di donne, ma anche tanti uomini e famiglie, si sono ritrovati nei pressi della Grande Place. A Londra, con palloncini viola e ombrelli variopinti alcune centinaia di persone hanno affollato il marciapiede di Whitehall, all’incrocio con Downing Street: tra i cartelli uno con la scritta «Cercasi presidente del Consiglio onesto, dignitoso, rispettoso della Costituzione. Astenersi mitomani, sessodipendenti, collusi e ricattabili. Istrionismo non gradito». In Germania iniziative a Francoforte e Amburgo dove sulla neve, fra la cinquantina di manifestanti, c’era anche la parlamentare del Pd Laura Garavini. A Ginevra più di 150 persone hanno manifestato davanti alla sede delle Nazioni Unite: «Stop Pornocracy», chiedevano i cartelli, mentre in Svezia, a Malmoe, hanno manifestato un centinaio di italiane. Più di un centinaio di persone a Tokyo sotto lo striscione «bunka-bunka (cioè cultura-cultura, in giapponese) contro bunga-bunga». Una decina di manifestanti dietro uno striscione anche a Dhaka, in Bangladesh, mentre erano state annunciate altre iniziative negli Usa a Washington, Boston, Portland, in Michigan, a Toronto in Canada, Seul, Giakarta, Katmandu, Maputo, Honolulu e (domani) ad Auckland, in Nuova Zelanda.

Milano Piazza Castello, 80.000 persone entisiaste anche sotto la pioggia  

 

Bologna , 60.000 al grido di “Berlusconi dimissioni”

Napoli 100.000 “se non ora quando” 

Ed anche Torino, Cosenza , Brescia , Udine ed in tutta Italia.

Preceduta dai commenti della Gelmini, della Santanchè  della Prestigiacomo e della Carfagna ( l’unica che ha almeno sottolineato la legittimità della manifestazione )  – le veline ministro della destra sono state tutte univoche nel minimizzare e disprezzare le donne in piazza  – ora c’é anche la reazione del Papi.

Ecco la risposta del premier stamattina : “Mi è sembrato un pretesto per sostenere il teorema giudiziario che non ha nessun riscontro nella realtà: una mobilitazione di parte, faziosa, contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualsiasi mezzo per abbattermi”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, intervistato da Maurizio Belpietro, in collegamento telefonico con ‘Mattino Cinque’, a proposito delle manifestazioni di ieri delle donne e definendo una “vergogna” questo teorema. “Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi – ha aggiunto – sanno con quanta considerazione e rispetto io mi rapporto con loro”. AH AH AH AH AH AH AH…

L’unico rapporto che hai con le donne è di tipo ” tu me la dai ed io ti riempio di soldi regali carriera, anche politica”” Se poi sei minorenne , ti faccio ricca”

Gioia

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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9 thoughts on “SONO UNA DONNA , NON SONO UNA SANTA…NCHE’

  1. bell’acquisto per il blog, brava Gioia, bel post

  2. La Santanché è una donna? A me sembra solo una vajassa

  3. quando il berlusca dice come stamattina che ha sempre valorizzato le donne, bisogna credergli:

    2000 euro per la presenza
    5000 euro palpatina
    7000 euro sveltina
    5 milioni se minorenne e sa troppe cose…

  4. Pingback: SONO UNA DONNA , NON SONO UNA SANTA…NCHE’ : NO BERLUSCONI DAY

  5. La maggior parte dei berluscones lo difendono non per convinzione, ma per egoistico interesse : è tutta gente che se va giù lui gli vanno dietro e la loro carriera politica finisce lì !!

    Questa invece ci crede proprio ed è veramente convinta di quello che dice e che fa !!

    Qui ormai siamo all’idolatria ed alla reazione isterica per la perdita temuta dell’oggetto amato.

  6. mi sono presentata alla manifestazione con questo cartellone, “Sono una donna, non sono una Santa…nchè“, l’idea di questo slogan mi era venuta in mente pochi giorni prima ma poi ho scoperto che già (in passato, passato) avevano avuto la stessa idea e che lì, a Piazza del Popolo, centinaia di persone erano concordi con me, perchè?

    Perchè forse questa donna, in apparenza tanto elegante ma che non esita a mostrare il dito medio davanti milioni di persone molte delle quali bambini a casa con i genitori a vedere la televisione, è anche molto inattendibile.
    Qualche anno fa diceva che il Presidente del Consiglio vede le donne solo in orizzontale, mentre oggi lo difende a spada tratta.

    Devo dire GRAZIE ALLA SANTANCHE’ perchè insegna alle donne come non essere, mai, nella vita: volgari e inattendibili.
    http://recensionelibri.files.wordpress.com/2011/02/manifestazione02.jpg?w=622&h=400

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