LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Il falso mito del “carisma” di B.

7 commenti

 

Fu vero leader? …ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo, permettetemi qualche dubbio in proposito. Dall’inglese, “to lead” significa “guidare”, “farsi seguire”. Il che implica che se c’è un leader debbono esserci, per definizione, dei followers: coloro i quali lo seguono. Ma l’idea stessa del guidare e del seguire implica un moto, un dirigersi verso un fine, una meta. L’avere una direzione.

Ed è qui che possiamo fare una prima distinzione. Esistono leader che si fanno seguire per un ideale che implica un futuro migliore e di progresso (Gandhi, M.L.King, solo per citarne due arcinoti) ed altri che si fanno seguire assecondando gli istinti peggiori della gente (persino scontato Hitler). Nella seconda categoria, quella dei leader “negativi” possiamo annoverare coloro i quali non avrebbero seguito se non sulla base del terrore e della menzogna (ancora Hitler, ma anche Stalin). Insomma, ci sono leader e leader.

E Berlusconi? Berlusconi incarna un modello abbastanza originale di leader. Il leader che potremmo definire “assolutorio”. La gente lo segue perché – come dice Severgnini – è lui stesso un’assoluzione ambulante.

Se lui, potente ed osannato, evade le tasse, corrompe i giudici, si abbandona alle orge, fa regolarmente la figura del parvenue maleducato nelle cerimonie ufficiali, diffama gli avversari, piega le regole a proprio vantaggio ed occupa la posizione che occupa, se lui dall’alto dello scranno su cui siede “sdogana” anche il razzismo, l’egoismo localista e Faccetta Nera in nome del pragmatismo, allora cosa vuoi che sia se io non mi faccio fare la fattura dall’idraulico, se parcheggio in seconda fila, se evado a mia volta, se cerco la “spintarella”, se disprezzo il diverso e il più povero (avete notato che il peggior insulto oggi è “sfigato”?)… Insomma, ecco perché metà – o poco meno – degli Italiani ancora lo seguono: perché è il monello che c’è in noi, è il proprio porco comodo che diventa lecito e anzi si vanta della sua – della nostra – furbizia.

Ne consegue il disprezzo per le regole e l’invettiva contro il moralismo, lo sbrago totale dei costumi e dell’educazione, il dileggio verso la cultura ed i libri, sino all’esaltazione dell’egoismo come virtù (questa viene da lontano, chi si ricorda il “gene egoista”?), che Albanese ha reso benissimo con Cetto La Qualunque quando grida dal palco del comizio di voler fare, per i poveri e i bisognosi, una “beata minchia”. Ed ecco la vera ragione per la quale il trionfo del berlusconismo ha implicato, necessariamente, la sconfitta del senso civico e dell’altruismo della sinistra e del cattolicesimo progressista: il comunismo e lo stalinismo non c’entrano una cippa, è fumisteria ideologica. Il vero bersaglio è la coscienza in senso etico. Come ebbe a dire Gaber, “non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”. Perché lo temo? Basta guardare lo sguardo beota e soddisfatto di sé del cretino qui sopra, per capirlo.

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7 thoughts on “Il falso mito del “carisma” di B.

  1. Questo post mi sembra la scoperta dell’acqua calda…

  2. caro dati, bel post
    leggermente più colorito del solito
    stai cominciando a perdere le staffe anche tu, vero?

    compagni l’ora è grave se anche i dati ed i fatti fanno intravedere il cuore e ..lo stomaco

  3. è il proprio porco comodo che diventa lecito e anzi si vanta della sua – della nostra – furbizia.

    vero, ma lo sapete che ogni tanto becco dei colleghi che mi dicono ” si vabbè ma insomma questo poveraccio alla fine che ha fatto di male?” dei colleghi, capite…

    dati e fatti stai su oknotizie http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=4140189dfc93cae8

  4. tutto abbastanza ovvio e condivisibile tranne un dato storico: STALIN complessivamente considerando il suo periodo al potere fu seguito dalla maggior parte dei russi entusiaticamente, sia per gli obiettivi raggiunti del piano quinquennale che resero industriale un paese essenzialmente agricolo, sia per l’enorme carisma ottenuto con la vittoria sui nazisti. Per la maggior parte dei russi viventi allora, la tante ombre del periodo paranoide del terrore non oscurarono le molte luci.

  5. “Ovvio”?
    “Scoperta dell’acqua calda?”
    Opinioni rispettabili ma non direi proprio: non vedete quanti ancora (anche a sinistra) dicono che lui è popolare perché è vicino alla gente, perché ha successo, perché ha (addirittura!) carisma, manco si stesse parlando di S.AGostino?

    @Rosellina: si, mi sto davvero rompendo i c******i.

  6. La libertà di pensiero e di espressione è uno dei diritti più importanti ma anche uno di quelli più sgradevolmente infangato dalle persone che si permettono di manifestare insulti inutili, non costruttivi, e con una ignoranza culturale a dir poco sorprendente alle soglie del 2012 (un assassino come Stalin visto come un eroe)…comincio a sperare che le previsioni del calendario Maja non siano una bufala come le cose che “alcuni” e lo sottolineno, scrivono su questo blog. Moderate i termini e siate educati in un mondo che si dimentica facilmente cosa sia il rispetto

  7. L’ immaggine del deficiente con il cartello difatti mi ricorda molto le facce dei seguaci del pompetta quando seduti in poltrona applaudono il loro sodomizzatore che spara cazzate a raffica riproducendo i suoi numeri da clown all’infinito e loro i beoti che si complimentano l’un laltro sorridendo compiacendosi delle cazzate dette quali fossero delle furbate. Certamente ne debbo dare atto che queto ometto è riuscito a fare un miracolo,riuscire a svuotare i cragni di questa gente senza aprirli…….

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