LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Uno scenario da incubo (?)

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NEL NOSTRO FUTURO 

UN BERLUSCONISMO SENZA B.?

 

A me, quelli che si mettono a prevedere il futuro, sono sempre stati antipatici.

Però, questa volta, in via puramente ipotetica, e senza alcuna pretesa divinatoria, vorrei sottoporre a chi legge qualche ipotesi che mi pare sensata.

La premessa è che Berlusconi cada a breve. La domanda è: e dopo?

Vorrei tralasciare qui ciò che potrebbe avvenire nell’immediato – non mi interessa qui immaginare quali percorsi seguirà la caduta del berlusconismo: se attraverso elezioni anticipate o mediante un governo tecnico o di larghe intese eccetera eccetera.

Mi piacerebbe, ma non posso, perché molto del “dopo” dipenderà ovviamente dal “come” Berlusconi cadrà.

L’assunto di fondo è che cadrà per una sola ragione: ora che i poteri che lo hanno sostenuto per 16 anni hanno visto crearsi le condizioni per un assetto culturale (in senso sociologico, beninteso…) e istituzionale di destra (il Marchionismo secondo me è stata una prova generale, come lo fu a suo tempo i pestaggio del G8 di Genova o l’assalto all’articolo 18), Berlusconi non serve più, e oltretutto è diventato davvero impresentabile a livello internazionale.

Quindi si affrettano a scaricarlo, a cominciare dal Vaticano, proseguendo con gli USA e i circoli conservatori dell’Occidente, per finire con i piduisti di casa nostra e il revanscismo neofascista ne noantri.

 Proviamo a immaginare due o tre scenari.

a) Elezioni anticipate. Molto dipende dalla Lega, ma è chiaro che non riuscirà a portare a casa il federalismo per intero. In questo caso, al di là dell’immediata convenienza elettorale, Bossi si troverà in una situazione scomoda: infatti non potrà che restare fedele, formalmente, al PDL, ma sapendo che si troverà all’opposizione per una legislatura (o peggio, che per governare dovrà venire a patti con il terzo polo, un’ipotesi che vede come il fumo negli occhi perché logorerebbe l’azione della Lega e durerebbe poco).

a.1 – Se alle elezioni il Cavaliere ottiene una vittoria di Pirro (ha la maggioranza in un solo ramo del Parlamento, o comunque con un margine troppo esiguo), siamo daccapo e il suo logorio entra in fase terminale – anche perché nel frattempo vengono al pettine un sacco di grane processuali. A questo punto tanto varrebbe per la Lega, il Vaticano eccetera eccetera scaricare subito Berlusconi e abbandonarlo al suo destino.

a.2 – Ma se non avesse la maggioranza? Se non l’avesse, stando ai sondaggi di ora, non l’avrebbe nessuno. Un’ipotesi da brivido, che non vuole nessuno a partire dal Colle. Ecco perché è probabile che non si voti a breve.

b) Dimissioni e reincarico (Berlusconi bis): ipotesi più probabile, ma che presuppone come minimo l’ appoggio esterno da parte dell’UDC o di FLI. Ammesso e non concesso che la Lega l’accetti, è uno scenario molto simile a quello già più sopra descritto (a.1)

 c) Governo tecnico con l’obiettivo di traghettare il Paese a una nuova legge elettorale (ammesso e non concetto che funzioni, durerebbe ben poco).

Come che vada, l’establishment è alla ricerca disperata di una via di uscita che servirebbe in realtà solo per prendere tempo e consentire il dissolvimento del PDL in partiti e partitini minori, destinati a venire fagocitati da Bossi. Casini e Fini. Berlusconi? Il modo di salvargli il culo lo troveranno, vedrete. Nella peggiore (per lui) delle ipotesi continuerà a gestire gli affaracci suo dall’estero, magari da una dacia sul Mar Nero (Hammamet? No, già visto), atteggiandosi come al solito a esule e perseguitato politico, mentre manterrebbe (scommettiamo?) intatto il suo impero mediatico e finanziario intestandolo a figli e prestanome. Gli concederebbero insomma una immunità in cambio della sua uscita di scena.

Ma quel che più mi interessa è l’evoluzione successiva.

Assisteremo davvero all’affermarsi di un centro destra serio, europeo, davvero democratico, legalitario e liberale? Ho i miei dubbi. Dopo oltre vent’anni di sdoganamenti, il mercato elettorale del razzismo, del neofascismo e dell’evasione fiscale vale (faccio una stima) un buon 30%. Quali spazi avrebbe un centro destra serio?

 Più probabile che il Terzo Polo venga a patti con la Lega. Quello che potrebbe avvenire (Dio non voglia!) è quindi lì evoluzione del berlusconismo senza Berlusconi. Rischiamo di ritrovarci le stesse facce patibolari, lo stesso razzismo, la stessa fobia antilaburista e antiecologista, di oggi, solo con qualche cautela in più sul piano della legalità e qualche figura di merda in meno sul piano della ribalta internazionale.

E un berlusconismo così rischiamo di non levarcelo di torno mai più.

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14 thoughts on “Uno scenario da incubo (?)

  1. il rischio del credibile scenario che prefiguri è proprio quello del terzo polo con la Lega, ma trovare un personaggio che vi faccia da trait d’union apportando quel valore marginale in più per carisma e potere non sarà facile

    la tua analisi prefigura il berlusconismo senza b. con il solo riferimento del centrodestra: hai mai provato ad immaginare i danni che ha fatto nel tessuto culturale del centrosinistra?

    Voglio dire il modernissimo rottamatore Renzi , come è stato notato anche qui di recente, è un bel berluschino…
    Senza contare quel fastidio generale trasversale per la sinistra (che ha la stessa gente di sinistra) per i vecchi riti, per il concetto stesso di politica e per lo strumento – partito, per l’eccessiva “bontà” verso gli immigrati, per l’eccessivo piacere per le tasse e per la burocrazia, per le regole.
    Alcuni di questi sentimenti sono anche miei, quando all’inizio appoggiai B. convinto della necessità di una rivoluzione liberale ed ancora adesso mi appartengono, quel che mi è ora chiaro è che B. ne è agli antipodi.
    Ma il berlusconismo è anche questo? Il fenomeno è più complesso di come tu lo sintentizzi ed è meno negativo di quanto sembri oltre che essere più esteso di quanto lo immagini.
    A meno che tu per berlusconismo non voglia indicare solo la degenerazione del delinquente politico ed allora il discorso si apre e si chiude così.

    Ma come tu ben saprai, per l’eterogenesi dei fini, anche il delinquente politico B. potrebbe aver smosso qualcosa di positivo nelle viscere del paese

    • Certo che sono consapevole dei danni fatti nell’ethos di centrosinistra (Renzi docet), anzi prioritariamennte a questo mi riferivo quando dicevo che “culturalmente” la destra non ha più bisogno di B.: è riuscita a contaminare anche la sinistra con certi assunti di fondo (le tasse come male assoluto, il leaderismo al posto della partecipazione, l’accettazione del privilegio e delle sperequazioni sociali, e via elencando come fai tu).
      Che tu, da destra, intravveda qualcosa di positivo nel lascito storico del berlusconismo non mi sorprende. In fondo, l’unica promessa mantenuta dal farabutto è la sconfitta della sinistra. Ma non chiedere a me di gioirne…

  2. nel tempo ho cambiato idea sulla natura politica di B., da un po’ di tempo penso che egli sia stato mosso prevalentemente da motivi illeciti

    ciononostante ritengo che non vadano buttate a mare certe parole d’ordine liberali che erano e sono entrate nel comune sentire – anche al di là della consapevolezza e delle intenzioni di B. – pur considerando, come quasi tutti voi qui dentro del resto, il fenomeno delinquenziale come priroritario e quindi da risolvere al più presto

  3. non considero ciarpame l’idea di giungere seriamente ad un abbassamento del prelievo fiscale accompagnato da una seria lotta alla evasione sanzionata anche con pene “statunitensi”.
    Non pagare le tasse deve divenire un disvalore morale enorme, parallelamente si possono diminuire le tasse, iniziando dai produttori ( lavoratori ed imprese ) passando solo in seguito per le professioni ( troppi buchi neri nelle loro attività) inoltre alzando la tassazione sulle rendite parassitarie da speculazione pura
    non è ciarpame prendere provvedimenti amministrativi di tipo sanzionatorio verso le evidenti irresponsabilità e lentezze patologiche della nostra burocrazia, solo che coinvolgerei nelle sanzioni i dirigenti, anzi inizierei da loro
    come anche misure ancor piu’ estese di flessibilità nel mondo del lavoro, vincolate a precise garanzie progressivamente ( nel tempo )del tutto simili a quelle del c.t.indeterminato, colpendo con l’automatica nullità ( valutabile dal giudice anche senza contraddittorio ) ogni finzione giuridica volta a lucrare sull’elemento precario senza averne i presupposti. Cominciando pero’ anche a fare a meno di unitili totem come l’art. 18 stat. lav. oggi enorme privilegio per pochi…

    togliere la legge Bossi Fini ed il reato di clandestinità, che comportano effetti illogici, ma collegare comunque le entrate di immigrati con il lavoro e la decorosa sistemazione, registrando i flussi annuali in sede regionale con il controllo di imprese e lavoratori, togliendo al ministro dell’interno la supremazia sulla materia

    liberalizzare le droghe leggere e depenalizzare una serie di reati minori svuotando le carceri di due terzi degli attuali occupanti

    potrei andare avanti ma devo fermarmi, continuero’ l’elenco appena possibile

  4. Appunto,
    come volevasi dimostrare il lascito di B. dopo 17 anni non è solo ed esclusivamente negativo; anzi puo’ sostenersi che la sinistra, come per la Lega col federalismo, abbia introiettato alcuni principi liberali e liberisti sconosciuti alla macchina da guerra di Occhetto.
    Oggi moltoi esponenti del PD si presentano, come ancor meglio Veltroni nella scorsa campagna elettorale, forse anche più credibili del gruppo pdl su certi argomenti ( vedi le lenzuolate di Bersani).

  5. Ma guarda che la lotta all’evasione e la liberalizzazione delle droghe leggere sono cavalli di battaglia della sinistra da sempre.
    Se invece mi parli di una maggior disponibilità a comprendere le ragioni degli imprenditori, questo è vero. Persino troppo vero, direi.

  6. la lotta all’evasione all’americana forse sì, le liberalizzazioni in tema di stupefacenti sono una vecchissima bataglia radicale e liberale

    ricordo bene come nel PCI si reclamassero invece pene dure contro i devianti, i tossici per essere questi ” servi del sistema che regalano il cervello al potere che li controlla”

  7. Vedo che come sempre bisogna intendersi sul concetto di “sinistra”. Io con questo termine non intendo certo il PCI soltanto, né tanto meno la sua pretesa egemonica sull’area liberal-laburista.
    Per dire, il Partito Radicale degli anni ’70-’80 era certamente di sinistra (li chiamavamo anche “compagni radicali”, facendo arricciare il naso a Giorgio Gaber).

    • ma quali radicali ma quali liberal laburisti? Negli anni ’70 contavano come il due di coppe quando regna bastone!
      Non voglio irrompere nelle discussioni di altri, ma l’egemonia del PCI nella sinistra fu totale fino a quando non ci provo’ Bettino

      Prima di allora solo l’estrema sinistra cerco’ di opporsi al PCI ( il PSI era soggiogato al PCI ) finEndo tutti in galera, morti oppure in banca OPPURE ALCUNI oggi per amore della libertà stan con silvio

      • Certo che il PCI egemonizzava la sinistra. Ma, a parte il fatto che i radicali condussero battaglie coraggiose fregandosene delle cautele di Botteghe Oscure,mi viene da dire: e con questo?
        Qui stiamno parlando di ideali, mica di peso politico.

        • hai ragione, il peso culturale delle idee libertarie radicali in quegli anni era notevole mentre le loro idee liberiste in economia erano ancora sullo sfondo
          ricordo invece le loro battaglia per il presidenzialismo all’americana e le battaglie sulla fame nel mondo…

      • Per amore della libertà o del bunga bunga? Amore della libertà o fifa per la galera?
        AMore per la libertà o per il potere?

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