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Battisti come Valpreda?

10 commenti

Battisti come Valpreda dopo la strage di Piazza Fontana?

L”isteria collettiva dell’italietta putrida, perbenista e  fascista , ha ieri prodotto la solita tiritera allo scopo di distrarre.

Sempre meno efficace, pelaltro.

Con l’aiuto dei media di regime ( “molte contestazioni in tutta italia” dicono i TG di RAISET…ma quando mai ? C’é più gente al raduno del partito dei pensionati della provincia di Aosta) e del servilismo di tutti o quasi i giornali ( vedi la storia delle sette sorelle delle editoria ) hanno messo sù la giornata della contestazione contro il Brasile di Lula.

Ninete di più ridicolo, un flop totale.

Circa un centinaio  di camerati infreddoliti che saltellavano in mezzo alla bancarelle di Piazza Navona , sperando di far numero con le diverse centinaia di turisti che passeggiavano nella piazza piena di stand approntati per le feste.

Patetici.

Il governo si è prodotto in una citazione di quella canzona di De Andrè che dice “.. si costerna, si indigna, si inpegna,poi getta la spugna con gran dignità..“, Berlusca infatti fa finta di essere infuriato , ma non troppo perchè aggiunge subito che “il Brasile è nostro amico”.

Non mi interessa parlare seriamente dei motivi ufficiali ed ufficiosi per i quali è stata negata la estradizione, nè sparare sulla croce rossa discettando sulla bassissima credibilità del nostro paese da quando c’é il pagliaccio al potere.

Di ciò ce ne è notizia a sufficienza dappertutto, preferisco raccontare ciò che non si dice o che si minimizza.

Il nano si é fatto vedere a Milano tutto vestito di nero con quel troione fascita della Santanchè che scortavano il povero Torreggiani in sedia a rotelle, ma subito dopo ha gettato acqua sul fuoco dicendo che i “rapporti bilaterali non cambiano” e  cosi’ sbertucciando e coprendo di ridicolo  i vari La Russa e Gasparri che da giorni strepitano inutilmente gracchiando dai tg compiacenti improbabili dichiarazioni di guerra contro Lula.

La solita arma di distrazione di massa, stavolta non ha funzionato.

Ripeto solo qualche decina di deficienti vestiti di nero che facevano i saluti romani davanti all’ambasciata del Brasile, accompagnati da quel genio della Meloni e dispersi tra le bancarelle di Piazza Navona, sembravano un gruppo di giocolieri sfigati di qualche circo di strada in cerca di qualcuno che gli tirava 20 centesimi.

Ho iniziato dicendo Battisti come Valpreda, aggiungo che in confronto a Battisti, i dubbi su Sofri ed il pentito Marino sono quisquillie e pinzellacchere.

Io non so’ dire se Battisti sia innocente, ma ritengo che non si sia provato oltre ogni dubbio che egli sia colpevole.

Leggete qua un po’ di sana controinformazione,  leggete qui i dubbi e le perplessità che provoca la storia processuale di Cesare Battisti, sul sito CARMILLA ON LINE.

Crazyhorse70

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10 thoughts on “Battisti come Valpreda?

  1. Degli anni di piombo c’è una marea di gente che non ha pagato o ha pagato in maniera minore/maggiore rispetto al dovuto.

    Questo accanirsi contro Battisti è veramente sterile. Deve pagare perché ha ucciso. D’accordo, allora dovrebbe pagare anche chi ha evaso, truffato o mandato sul lastrico centinaia di famiglie, come Tanzi, che invece s’è fatto 6 mesi di domiciliari, ‘sto stronzo.

    Stiamo tanto attenti a rendere giustizia OGGI per fatti che sono accaduti in un periodo in cui ragazzi di 18 anni impugnavano la pistola e andavano a sparare per fare la rivoluzione – tempi dunque completamente diversi rispetto a quelli odierni e quindi difficilmente collocabili in un’ottica di giustizia contemporanea – ma non prestiamo la minima attenzione a ciò che di veramente criminale succede nell’Italia di oggi, e che merita di gran lunga di più l’estradizione.

  2. Sono d’accordo col contestualizzare le uccisioni che avvenivano allora, ma dovremmo farlo anche con chi allora giovane italiano lottava per difendere la nazione contro un pericolo vero, il comuninismo, allora non percepito ma successivamente ammesso da tutti o quasi.
    Pensate cosa sarebbe del nostro presente e futuro se fossimo passati dall’altra parte della cortina di ferro…
    per il resto la figura di Battisti e degli intellettuali a supporto è veramente meschina

    • Il post è incentrato sulla distorsione dell’informazione, cioè sulla malafede e sulle stranezze delle condanne passate in giudicato.

      Per il resto, il comunismo è un’ideologia che ha come obiettivo la sconfitta delle ingiustizie sociali, il fascismo l’esasperazione delle stesse sino allo sterminio di chi è giudicato inferiore. Dal tuo discorso traspare una certa simpatia per il fascismo che per me non puo’ essere nemmeno messo sullo stesso piano.

      Anche ammettendo che il regime sovietico era un abominio in cui mai avrei voluto vivere, il comunismo italiano ha contribuito a rendere questo paese un po’ meno fascista e bisognerebbe riconoscergli almeno questo merito.

  3. Battisti si è macchiato di reati gravissimi, e il fatto che il movente fosse ideologico può al massimo costituire una attenuante (blanda) attenuante morale.

    Discorso analogo varrebbe per gli stragisti neri, non fosse per il fatto che erano, appunto, stragisti.

    Per quanto riguarda la comparazione tra le due ideologie, sapete bene che personalmente le trovo non capomarabili, semplicemente, per il motivo che adduce bene Giorgione qui sopra.

    Il comunismo non ha mai prescritto i gulag, (né tanto meno la persecuzione degli ebrei) anzi il suo spirito è di realizzare la vera democrazia. Il fatto che poi STalin si sia macchiato di ciò che sappiamo, non toglie che uno possa essere comunista (non stalinista, sia chiaro), ma anche e contemporaneamente democratico; la stessa cosa non si può dire di un fascista e tanto meno di un nazista, perché fascismo e democrazia si contrappongono per definizione: basta leggere i discorsi di Mussolini e il Mein Kampf per rendersene conto.

  4. Camerata, se io fossi operaio a Mirafiori non so nemmeno se voterei. Perché si tratta di un ricatto.

  5. è la globalizzazione bellezza, non mi pare di aver mai sentito da te discorsi no global, o sbaglio?
    Se sei operaio ed hai bisogno, voti eccome

    • Appunto, quindi è un ricatto.
      QUanto alla globalizzazione, non invochiamola a sproposito per giustificare qualsiasi cosa.
      ci sono Paesi (Germania e Francia, Svizzera, solo per citarne tre) molto più competitivi di noi, che hanno costi del lavoro e salari più alti e a questo punto anche un alegislazione del lavoro più garantista e più rigidas della nostra.
      Eppure reggono il colpo della competizione.
      Come mai?
      Perché hanno capito ciò che chi mastica di management, di marketing e macroeconomia sa da secoli (‘ste cose le sa anche Marchionne, ma è in malafede e quindi si guarda bene dal dirle, e con lui Tremonti): cioè che la ocmpetizione con la Cina, l’India, il Brasile eccetera non la si può vincere sul lato dei costi o della flessibilità o delle minori garanzie sindacali, perché lì è una rincorsa senza speranza.

      Si può tenere botta sul medio lungo termine solo investendo in ricerca, formazione, innovazione, qualità.
      Un tasto, questo, che i nostri sedicenti imprenditori nostrani non vogliono toccare nemmeno da lontano.

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