LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


2 commenti

Una dedica speciale…

A chi ha seguito le vicende di Terzigno e Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, guardando i Tg, pur abitando a pochi Km, morbosamente attento alle vicende di Sara e Rubi, annoiato per le cronache di 4 paesucoli senza nessun gossip, né alcun interesse mediatico.

A chi si è infastidito per i sacchetti parcheggiati sotto casa, innervosito con quei selvaggi che ne impedivano il conferimento, completamente ignaro di come si faccia la raccolta differenziata, ma molto preoccupato per qualche nomination del “Grande Fratello”.

A quei colleghi che ho tentato di interessare al problema, che non hanno mai avuto il coraggio di dirmi “Non me ne frega niente”, ma erano molto occupati a guardare i fascicoli, le scarpe o il soffitto mentre spiegavo la situazione giuridica. A loro tutta la mia stima.

A quei giornalisti, a quelle trasmissioni televisive, pur contattati da tre anni, che non hanno mai considerato un argomento interessante una discarica in un Parco Nazionale, ma che sono intervenuti in massa al primo compattatore bruciato. Senza, comunque, capire nulla della situazione.

Ai politici, di maggioranza e di opposizione, che non si sono degnati di scomodarsi dalle loro comode, calde e ricche poltrone, che ci hanno lasciati soli durante il massacro di Stato. Un grazie speciale e di cuore.

A tutti quelli che hanno sottoscritto l’accordo del 29 ottobre scorso, in buona o cattiva fede, evidenziando che quel foglio ha la validità giuridica della lettera di Totò e Peppino, che se avessero firmato Topolino, Minnie e i sette nani la situazione sarebbe rimasta identica, che la fregatura è sempre insita nella frase “tranne che in situazioni di accertata criticità” che sarà l’unica parte dell’accordo ritenuto valido ed essere posto in essere alla prima emergenzina creata ad arte (vedere Taverna del Re). Anche a loro mille grazie, per l’oculatezza delle scelte nell’accordo.

A tutti quelli precedentemente citati, dedico queste mie parole.
A quelle persone che ieri sera alla manifestazione riunitasi alla rotonda non c’era, che non ha visto i 4 paesi scendere i strada, non ha visto i bambini ed i loro meravigliosi cartelli, le donne di Acerra, i precari con i loro slogan per il lavoro e la difesa del territorio, la delegazione dei no-tav piemontesi, migliaia di persone accorse per la propria terra, con la consapevolezza di essere cittadini responsabili, consci dei propri diritti.

Io c’ero.

A tutti gli assenti ingiustificati, dico solo….peccato. Avete perso uno spaccato di civiltà e di senso di appartenenza che abbiamo da vendere.

Quando volete, ve ne trasmettiamo un po’, sicuramente ne avete bisogno!

Maria Rosaria  Esposito


5 commenti

Trova le differenze : breve storia di Caligola ( fonte Wikipedia )……

Gaio Giulio Cesare Germanico (latino: Gaius Iulius Caesar Germanicus; Anzio, 31 agosto 12 – Roma, 24 gennaio 41) , meglio conosciuto come Gaio Cesare o Caligola, fu il terzo imperatore romano, appartenente alla dinastia giulio-claudia, e regnò dal 37 al 41.

Le fonti storiche pervenute lo hanno reso noto per la sua stravaganza, eccentricità e depravazione, tramandandone un’immagine di despota.

L’esiguità delle fonti fa comunque di Caligola il meno conosciuto di tutti gli imperatori della dinastia.

Fu assassinato da un gruppo di sue guardie.

…….omissis…..

Si pensava che Caligola avrebbe proseguito la politica del padre, Germanico, ma non fu così.

Il breve impero di Caligola fu caratterizzato da una serie di massacri nei confronti degli oppositori interni e da atti che tendevano a una continua umiliazione della classe senatoria.

Caligola si comportava in modi assai strani che lo identificavano come un “pazzo”.

Le fonti antiche vedevano in lui un esempio di “pazzia sanguinaria”

Secondo una leggenda, infatti, nominò senatore il proprio cavallo (che si chiamava Incitatus), anche se è evidente che il suo decreto di nomina esprimeva il suo totale disprezzo per il Senato che avrebbe potuto benissimo essere arricchito dalla sua bestia.

In realtà Caligola fece solo una battuta una volta dicendo che avrebbe potuto nominare il proprio cavallo come senatore, essendo questo più capace dei senatori stessi.

Altri racconti attestano che aveva frequenti attacchi d’ira.

Tacito racconta che, durante un banchetto, Caligola scoppiò a ridere improvvisamente.

Un commensale che sedeva con lui gli chiese il motivo della sua risata e Caligola rispose che stava pensando alla morte di quest’ultimo che in seguito fece uccidere.

Caligola adottò una politica di assolutismo monarchico, voleva diventare un sovrano cui si rendevano onori divini sul modello delle monarchie orientali,esasperando il noto processo di divinizzazione degli imperatori defunti.

Caligola assunse atteggiamenti autocratici e pretese che gli venisse eretto un tempio.

Egli si rese popolarissimo con elargizioni alla plebe e costosi giochi circensi.

…………………omissis………..

Stando alle fonti, Caligola, al culmine del suo regno, avrebbe voluto essere proclamato Dio.

Potrebbe trattarsi dell’ennesima manifestazione della sua follia, oppure di una subdola politica per aumentare il suo potere presso i popoli ellenistici, abituati da tempo a considerare il loro sovrano una divinità

Insomma, il tentativo religioso di un principe giovane di mantenere il potere con tutti i mezzi.

Questo, comunque, provocò molto scontento, soprattutto, presso quelle popolazioni che già avevano problemi con la semplice autorità civile di Roma senza contare quella religiosa, per esempio i Giudei, che scatenarono moti di rivolta molto pesanti………………..

per continuare a leggere andate qui

http://it.wikipedia.org/wiki/Caligola