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Firma le due petizioni in difesa del tuo reddito

2 commenti

Il salario minimo stabilito per legge è la retribuzione minima – su base oraria, giornaliera o mensile – che deve essere corrisposta al lavoratore di qualsiasi settore, da rivalutarsi periodicamente in base a criteri prestabiliti.
Il salario minimo legale costituisce quella quota base di stipendio che deve essere necessariamente corrisposta al lavoratore, e al di sotto del quale il datore di lavoro non può scendere.
Attualmente, nell’Unione Europea, 20 Stati membri su 27 hanno regolamentato la materia in via legislativa: Belgio, Bulgaria, Estonia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ungheria.
In Italia il salario minimo legale non è mai stato introdotto, preferendogli la negoziazione tra le parti sociali – imprenditori e sindacati – che hanno fissato livelli salariali minimi nei contratti nazionali; tuttavia, nel tempo, si sono create grandi diseguaglianze e sperequazioni retributive a discapito dei lavoratori non appartenenti a categorie garantite, quali i lavoratori atipici e gli stagisti.
Una legge di iniziativa popolare che istituisca il salario minimo legale è conforme ai principi affermati dalla Costituzione della Repubblica Italiana, negli articoli 1, 3, 4 e, in particolare, nell’articolo 36:
” Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.”

PER FIRMARE

Il reddito di cittadinanza garantisce – ad ogni cittadino che si trovi in difficoltà economica – un’entrata sicura per vivere dignitosamente e non sprofondare nella povertà e nell’esclusione sociale.
Nell’ambito dell’Unione Europea l’Italia è l’unico Paese – insieme alla Grecia – a non contemplare forme di reddito di cittadinanza, disattendendo l’articolo 34 della Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione Europea vincolante per tutti gli Stati membri!
Il reddito di cittadinanza supporta la persona – che non dispone di risorse proprie sufficienti – nei momenti in cui si appresta ad inserirsi per la prima volta nel mercato del lavoro, quando ne è stata espulsa senza poter usufruire di alcun ammortizzatore sociale, e in tutti gli altri casi di disoccupazione involontaria.
La legge che contempla l’istituzione di reddito di cittadinanza è ispirata ai principi di democrazia, uguaglianza, solidarietà e giustizia, ed è ormai assolutamente necessaria, data l’emergenza sociale e le condizioni di vita ormai insostenibili per troppe persone e famiglie nel nostro Paese.
Tale legge è conforme ai principi affermati dalla Costituzione della Repubblica Italiana, negli articoli 1, 3, 4 e, in particolare, nell’articolo 38: “I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.”

PER FIRMARE

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Autore: francacorradini

essere pensante

2 thoughts on “Firma le due petizioni in difesa del tuo reddito

  1. i cittadini e, in particolare i lavoratori, sono stati SVENDUTI da questi politicanti ai poteri forti.
    Perfino i sindacati che dovrebbero difendere i nostri diritti si sono svenduti agli imprenditori!!!
    Abbiamo perso anche i diritti piu’ fondamentali, quali quello di scioperare, minimo garantito.
    Ci stanno togliendo anche il diritto alla pensione: tra poco ci manderanno in pensione a 80 anni!!!
    Ma dov’è lo Stato????

  2. C’è la COSTITUZIONE che garantisce questi diritti!!!
    Percio’ un qualsiasi governo, daccordo con la confindustria, NON PUO’ E NON SI DEVE PERMETTERE di
    APPORTARE MODIFICHE ALLA NOSTRA COSTITUZIONE in questo modo.
    C’è un Parlamento il quale E’ IL SOLO che ha questo potere… NESSUN ALTRO!!!

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