LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Le inutili balle cosmiche del doroteo berlusca

In questo blog abbiamo scritto tante volte e con voci diverse intorno alla grande  abilità illusionistica del nano di arcore. Dalle promesse alle illusioni, dai colpi di prestigio alle vere e proprie menzogne, ne abbiamo scritto tanto ed in tanti ( valgano per tutti i 4 post estratti dal lavoro di Paolo Agnelli , iniziando dal primo) .

Quindi non era indispensabile tornare sul punto,  ma ieri Berlusconi, travestitosi da democristiano ecumenico, ha provato a fare il Doroteo ed è stata un bel concentrato di bugie in diretta televisiva.

Certo gli è andata male e lo sappiamo: da ieri Fini ha la seconda golden share sul governo, dopo quella in mano a Bossi e la sua badante.

Ed è anche vero che la brutta giornata del compleanno del berlusca rimarrà alla storia per l’ennesimo errore sui conti – ma fra i tanti onorevoli perché non si compra un matematico visto che le sbaglia tutte? – oltre che  per l’inutilità della strategia delle mani aperte, visto gli esiti finali. E’ la sconfitta delle colombe democristiane alla Gianni Letta ed è l’inizio di un periodo breve ma intenso in cui il nano si ribalterà tentando di farci fare la stessa sua fine.

Nonostante non sia servito a nulla , è però  vero che lo spettacolo Doroteo del banana di ieri ha raggiunto vette incredibili e pertanto vogliamo festeggiarlo e sacramentarlo riassumendo la montagna di menzogne che ci ha fin qui propinato.

Avendone già scritto troppo,  preferisco rimandarvi all’ottimo articolo di oggi sull’Unità di cui qui vi risparmio il gustoso preambolo.

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Dai banchi dell’opposizione si è levata una sincera e corale risata quando, nel discorso di ieri, il premier ha promesso il completamento della Salerno-Reggio Calabria: poco prima i fondi per l’A3 erano stati ulteriormente tagliati. Per una bugia svelata “in diretta”, una raffica di promesse lanciate a vanvera. Senza pudore.

1)Il Parlamento sovrano

«Il Parlamento è il luogo in cui la sovranità popolare trova la più alta espressione e il più alto esercizio. Non c’è democrazia e buon governo se il Parlamento non è libero e forte»

Quei 36 voti di fiducia e i richiami del presidente

La sovranità dei parlamento è stata «offesa» con ben trentasei voti di fiducia: il voto di fiducia azzera qualsiasi discussione su una legge. Numerosi i richiami del Capo dello Stato e del presidente della Camera contro l’uso del voto di fiducia.

2)Basta con la faziosità

«Ciascuno deve fare la sua parte, praticando il rispetto dell’avversario al posto della faziosità. Dobbiamo lasciarci alla spalle i residui della guerra fredda e degli schieramenti ideologici. In giro vedo e sento troppo odio»

Gli insulti a Consulta e Colle dopo il no al lodo

Non si contano gli episodi che contraddicono questa affermazione: nell’ottobre 2009, dopo la bocciatura del lodo Alfano, si è scagliato contro la Consulta e il Quirinale: «Sono di parte». Poi i magistrati come il «cancro», gli elettori di sinistra «coglioni».

3)Nessun aumento della spesa pubblica

«Il governo non ha commesso l’errore di aumentare la spesa pubblica in deficit. L’Italia aveva bisogno di rigore e credibilità: abbiamo tentato in ordine i conti e salvaguardato il reddito di lavoratori e famiglie»

La spesa corrente cresciuta di 18 mld

Il «rosso» dei conti italiani è passato nel 2009 al 53% dei Pil rispetto al 2,7% dei 2008 (dati Eurostat) e lo stock di debito è tornato ad aumentare, toccando quota 115,8% Senza aiuti alle famiglie, solo per la spesa corrente aumentata di circa 18 miliardi (Dpef).

4)Evitati i licenziamenti di massa

«Abbiamo evitato i licenziamenti di massa, tutelato i lavoratori maggiormente colpiti (…), esteso gli ammortizzatori ai precari e a tanti altri come gli apprendisti, gli interinali»

Disoccupazione record e il bluff dell’una-tantum

Il tasso di disoccupazione è salito all’8,5%(ultimi dati Istat). È il livello più alto dal 2003. La disoccupazione giovanile è al 27,9%: mai così male dal 1999.18mila precari hanno fatto domanda per avere gli «ammortizzatori»: solo 3mila le richieste accolte.

5)Federalismo fiscale

«Attuare il federalismo significa valorizzare le aree meno sviluppate e rafforzare lo Stato. (…) Non comporterà maggiori costi per lo Stato e sarà attuato senza aggravio della pressione fiscale»

Massacrati gli enti locali e penalizzato il Sud

Il primo atto dei governo è stato antifederale: l’eliminazione dell’Ici. In seguito una linea costante: togliere al sud per dare al nord. Sono stati scippati i fondi Fas. I trasferimenti agli enti locali sono stati azzerati: ora non potranno far altro che aumentare le tasse locali.

6)Abbassare le tasse

«L’obiettivo del governo è ridurre la pressione fiscale tenendo conto delle esigenze del bilancio pubblico e sulla base della lotta evasione: senza creare deficit il governo intende intervenire al varo di norme con revisione su famiglie, lavoro, ricerca»

Il fisco in crescita e niente anti-evasione

Dice bene il premier: è un obiettivo. Finora il risultato è stato esattamente contrario: il peso del fisco sul Pil nel 2009 è aumentato, segnando il record del 43,2%. Sono state smantellate le misure antievasione dei governo Prodi, tagliati i crediti d’imposta sulla ricerca.

7)Eliminata la frammentazione politica

«Gli elettori hanno premiato il nostro comune appello a rendere più stabile il governo del paese, riducendo drasticamente la frammentazione politica e scegliendo due leadership: maggioranza e opposizione»

Voltagabbana, ribaltini, nuovi partiti: un vero suk

Il suk di questi giorni a Montecitorio è la migliore dimostrazione del fallimento del progetto di semplificazione. Cambi di casacca, nascita di nuovi gruppi e sottogruppi, caos nei numeri. La responsabilità non è solo di Berlusconi, ma lui ha alimentato i “ribaltini”.

8)Più risorse per la giustizia

«Riteniamo indifferibile un ulteriore aumento per le risorse della giustizia»

Sforbiciata alle spese e tagli al personale

Con la legge 133 dei 2008 è stato imposto un drastico taglio ai consumi intermedi della giustizia (22% nel 2009, 30% nel 2010, 40% nel 2011) una diminuzione del 10% del personale giudiziario e il blocco delle assunzioni del personale amministrativo.

9)La lotta alla mafia

«Mai nella storia della Repubblica sono stati inferti così tanti colpi a mafia e criminalità organizzata. Abbiamo la normativa antimafia più efficace al mondo».

E in Parlamento ci sono i condannati

Il Senato annovera due senatori condannati in appello per mafiosità: Dell’Utri, 7 anni per associazione esterna; Cuffaro, 7 anni per favoreggiamento alla mafia. Alla Camera, fino a luglio al governo, c’è Cosentino su cui pende una richiesta di arresto.

10)La squadra che si chiama Stato

«Va riconosciuto l’importante ruolo delle forze dell’ordine che hanno lavorato in perfetta sinergia con l’esecutivo, dando prova che esiste una grande squadra che si chiama Stato».

In due Finanziarie tolti più di 600 mln

Con le ultime due finanziarie il governo ha ridotto drasticamente gli stanziamenti al comparto sicurezza tagliando oltre un miliardo (-20%) nel 2008 e più di 600 milioni (-10%) nel 2010. Il taglio riguarda Polizia, Carabinieri, Penitenziaria e Guardia di Finanza.

11)Lotta all’immigrazione clandestina

«Gli sbarchi di clandestini sono stati ridotti dell’88%, passando dai 29mila del 2008-2009 ai 3miladell’ultimo anno. Vogliamo intensificare questa azione favorendo l’integrazione degli immigrati regolari».

La Caritas smentisce:«Flusso immutato»

La Caritas ha spiegato che «c’è un flusso costante e una pressione migratoria che rimane sostanzialmente immutata se non aumentata». Anche perché l’80% dei clandestini continua ad arrivare via terra. Mentre sono cresciuti gli sbarchi in Puglia.

12)La mannaia della ricerca

«Senza creare ulteriore deficit, il governo intende pervenire entro la legislatura al varo di norme che consentano una graduale riduzione della tassazione su famiglie, sul lavoro, sulla ricerca».

Ricerca: l’1,1% del Pil Nelle retrovie d’Europa

L’Italia è agli ultimi posti in Europa in materia di ricerca: l’1,1% del Pil di investimenti pubblici, inferiore a quelli di Francia, Germania, Svezia, Danimarca, Svizzera e Olanda. Siamo stati sorpassati anche da Spagna, Slovenia, Irlanda, Repubblica Ceca.

13)Entro dicembre progetto per il Ponte sullo Stretto

«Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto di Messina»

Spesi 500 milioni per il ponte che non c’è

Finora sono stati spesi circa 500 milioni di euro in studi e progetti, ma dell’opera non c’è ancora l’ombra. Il direttore per il ponte sullo Stretto promette un progetto definitivo entro la fine dell’anno. Il Pd e la Cigl: per ora il ponte sta solo nel libro dei sogni.

14)Entro il 2013 la Salerno-Reggio Calabria

«Saranno triplicati gli interventi sul Mezzogiorno con investimenti per 21 miliardi di euro, raggiungendo nel 2013 alcuni risultati importanti come il completamento della Salerno-Reggio Calabria».

La chimera dell’A3: tagliati altri 145 milioni

Proprio ieri la commissione Ambiente della Camera si è pronunciata favorevolmente sulla deliberazione del Cipe n. 83 del 2009 che ha tagliato ben 145milioni di euro già assegnati alla realizzazione dell’A3. Complessivamente mancano all’appello 2,7 miliardi.

15)Provvedimento anti-corruzione

«Sul fronte della criminalità non vanno dimenticati molti provvedimenti sul diritto sostanziale per meglio contrastare criminalità, in particolare quello sulla corruzione».

Il decreto è fermo in Senato da sei mesi

Per la verità il decreto anti-corruzione è finito nel dimenticatoio. Il provvedimento -che prevede tra le altre cose l’ineleggibilità dei politici corrotti e procedure più trasparenti per gli appalti -è fermo in Senato da oltre sei mesi.

16) Disponibilità al dialogo

«Ho sempre detto che ferma restando l’intangibilità del programma di governo tutto si può dibattere e migliorare. La mia indole è aperta alla ricerca delle soluzioni migliori attraverso contributi diversi».

Fini espulso a luglio:«Incompatibile»

I finiani sono stati espulsi a fine luglio dall’ufficio di presidenza del Pdl. Fini è stato accusato di «stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo», «critica demolitoria» e «attacco sistematico al ruolo e alla figura del premier».

17) Prestigio internazionale

«Il nostro Paese svolge un ruolo da protagonista sulla scena internazionale ed è punto di riferimento per le Regioni di crisi».

Il premier snobba l’Onu Italia irrisa all’estero

Berlusconi ha disertato la riunione Onu sugli obiettivi del Millennio sapendo di non aver mantenutogli impegni presi nella lotta alla povertà nel mondo. In Europa le apparizioni pubbliche di Berlusconi suscitano spesso pena e ilarità.

18)Valorizzare i giovani e la scuola

«Se non siamo in grado di valorizzare i nostri figli saremo un paese senza futuro. Uno degli obiettivi del governo è potenziare il sistema educativo»

Il disastro Gelmini: tagli per 8 miliardi

Con la riforma delle superiori sono state ridotte le ore complessive di lezioni nei licei e negli istituti tecnici: meno latino e meno matematica, negli istituti sarà impossibile utilizzare i laboratori. In tre anni tagli complessivi per otto miliardi di euro.

19)Nucleare

«È necessario individuare forme di energia convenienti e rispettose dell’ambiente: l’unica risposta è il nucleare, sfida da perseguire con convinzione e determinazione»

Né conveniente né sicuro

Il nucleare non è conveniente: il costo di un chilowattora prodotto con energia solare è oggi inferiore al costo di un chilowattora prodotto con energia nucleare. E lo smaltimento delle scorie, ha detto pochi giorni fa il Mit di Boston, «è un problema insolubile».

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Crazyhorse70


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La mafia è una montagna di merda. Pensieri di un diciottenne.

Riceviamo da Gianluca Daluisio di Riccione questo bel post e lo ringraziamo perchè accende un lume di speranza nel deserto di lobotomizzati che ci circonda

Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente! “.

A pronunciare queste parole fu Peppino Impastato, politico, attivista, conduttore radiofonico italiano, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia, che gli costarono la vita.  Ormai sono passati più di 32 anni dalla morte di Impastato, un uomo che ebbe il coraggio, ma soprattutto la volontà di denunciare quel sistema di mafie, di illegalità diffusa che soffocava una terra bellissima, ma disgraziata come la Sicilia. Nonostante sia passato cosi tanto tempo il problema della mafia è ancora di primissimo ordine. Da un po’ di tempo a questa parte sentiamo in televisione e leggiamo sui giornali la grande pubblicità che il governo Berlusconi sta facendo, dicendo che loro stanno avendo dei veri risultati contro la mafia, che la riusciranno a sconfiggere entro fine legislatura. Si è vero ultimamente si sono avuti grandi risultati contro “il braccio armato” della mafia. Però prima di tutto io penso che il merito più che alla politica vada ai tanti magistrati, forze armate, poliziotti che combattono il crimine organizzato al rischio della propria vita ogni giorno, nonostante il governo gli tagli tantissime risorse.

Come dicevo se contro il lato “armato” della mafia si stanno avendo ottimi risultati, dall’altro, nei confronti della cosiddetta mafia dai “colletti bianchi” c’è ancora molta pulizia da fare.

Vedete, io sono molto giovane, ho appena 18 anni. Sto veramente molta male a pensare che in parlamento, a ricoprire ruoli prestigiosi all’interno delle nostre istituzioni ci siano persone colluse con la mafia. Marcello Dell’Utri(ideologo di Forza Italia) condannato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa è ancora li, a ricoprire il ruolo di Senatore della Repubblica, e nessuno dice niente. Silvio Berlusconi è indagato insieme allo stesso Dell’Utri dalla procura di Firenze come mandanti delle stragi del 93’, è anche qui tutti tacciono, d’altronde lui è soltanto il Presidente del Consiglio. La cosa, però, che mi da ancora più fastidio non sono le persone come Dell’Utri, come Totò Cuffaro. Io non me la prendo con loro, quelli fanno il proprio lavoro fanno i collusi con la mafia. A me fa rabbia la molta gente che non si indigna che rimane la a testa bassa, indifferente. M.L. King diceva :”Non mi fanno paura le parole dei disonesti, ma il silenzio degli onesti”. Non bisogna mai essere indifferenti, bisogna sempre avere la forza, ma soprattutto la volontà di reagire, come fece Peppino Impastato, come hanno fatto Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e tutti gli altri martiri. ITALIANI ALZATE LA TESTA.

Il grande problema Italiano è di livello culturale. Gli Italiani se ne fregano o per apatia, o per rinuncia. Vedete io penso che il vincitore sia semplicemente un sognatore che non ha mai mollato, per questo non bisogna mai rassegnarci anche se purtroppo è la cosa più spontanea che ci viene da fare quando pensiamo che non ci siano più speranze.

Io mi voglio rivolgere a tutti gli italiani e soprattutto ai giovani, alla mia generazione: fate sempre il vostro dovere, al di là dei vari pericoli o delle varie difficoltà che potrete incontrare nel farlo. Io cercherò sempre di combattere per ciò in cui credo. Probabilmente sarò un illuso, forse perderò tutte le mie battaglie, ma come diceva Indro Montanelli, una battaglia la riuscirò sempre a vincere, la più importante, quella che si ingaggia ogni mattina davanti allo specchio. L’importante non è il risultato, ma la consapevolezza di aver fatto il proprio dovere.

Per questo dobbiamo combattere per il nostro paese, per il nostro futuro. Molto mi dicono di scappare all’estero se voglio vivere in un paese normale. No. Io non scapperò perché so che il mio posto, il mio futuro è qui nella mia terra e noi tutti, e specialmente noi giovani, dobbiamo batterci per questo. Perché lo dobbiamo ai nostri morti, a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato e molti altri, ma soprattutto lo dobbiamo ai noi stessi.

Io sono convinto che il nostro paese possa essere una nazione normale, ma per far questo ci vorrà una rivoluzione culturale e morale che smuoverà le coscienze di tutti gli italiani. Gli Italiani si devono iniziare ad indignare e a reagire. Ognuno nel suo piccolo può migliorare il nostro paese. Essere onesti nella vita di tutti i giorni, informare i propri amici. Si perché un altro grosso cancro del nostro paese è l’informazione. Sono veramente poche le voci libere,  al contrario dei tantissimi giornalisti servi dei poteri. Quindi noi tutti dobbiamo fare qualcosa nel nostro piccolo. Ricordiamoci che tante piccole gocce formano un oceano.

Lo so è difficile, ma occorre farlo e soprattutto bisogna crederci nel cambiamento.

Spero che un giorno io possa raccontare ai miei figli, ai miei nipoti questo periodo parlandone soltanto come un brutto ricordo, una situazione totalmente differente dalla realtà.

Aiutatemi a crederci e realizzare questo sogno.

Gianluca Daluiso

Chiunque mi voglia contattare lo può fare attraverso il mio profilo FACEBOOK :

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Rendiamo precari sindacati e politici………

Lavoro, per sindacati dati Istat indicano emergenza sociale

Allarme di Cgil, Cisl e Uil dopo la diffusione dei dati Istat.

Roma, 23 set. (Labitalia) – Sindacati allarmati dai dati diffusi oggi dall’Istat sull’occupazione. “Sono i dati più gravi degli ultimi dieci anni per la disoccupazione, l’occupazione giovanile, il Mezzogiorno e per il fenomeno dell’inattività”, dice senza mezzi termini il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, che aggiunge: “L’Istat evidenzia che dopo la prevalente espulsione di lavoro temporaneo adesso i più colpiti sono i lavoratori a tempo indeterminato, che l’occupazione di lavoratori migranti è soprattutto sanatoria di lavoro esistente e che l’occupazione a tempo parziale ha caratteristiche prevalenti di non volontarietà da parte delle persone”. Secondo Fammoni ”la crisi determina dunque un cambio profondo nel lavoro eppure il Ministro del lavoro non lascia trasparire dalla sue parole alcuna preoccupazione o volontà di agire, continuando ad affermare unicamente che stiamo meglio della situazione europea. Non è così : l’Italia – sottolinea – ha uno dei più bassi tassi di occupazione in Europa, il record della disoccupazione giovanile, un livello altissimo di inattivita’ e lavoro nero e un numero di ‘sospesi dal lavoro’ che porta il tasso di disoccupazione ‘reale’ ben oltre la media europea”.

continua qui ( Adnkronos )

dopo la diffusione dei dati ? prima che facevano , dormivano ??? non si erano accorti di nulla ??

E’ il tempo di far sentire aria di precarietà anche ai sindacati.

Come ? niente di più facile ? stracciando le tessere…..

E per i politici  come fare ?

Un pochino più complesso ma ci si può applicare con profitto per raggiungere lo scopo…..

Franca C.


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La Lega incoerente ed inconcludente chiacchiera bene ma sguazza nella casta peggio di tutti




Solo delle facce da scemo come questo cornuto qui a sinistra possono ancora credere nella Lega pulita e popolare di un tempo.

Ormai la Lega è essa stessa ladrona come e peggio del PSI di Craxi e difende i mafiosi ed i camorristi che un tempo condannava  ( vedi il voto di pochi giorni fa a favore dei Cosentino,  Di lorenzo e  personaggi simili ).

La Lega ormai è feccia esattamente come i berlusconici, ed il peggior nepotismo regna sovrano e sfacciato, basti guradare la faccia contenta di questo altro deficiente qui sopra a destra.

Il vecchio catatonico che è già un bel pò che parla per mezzo di rotti e scorregge urla che i romani sono “porci”, ma considerando quel che fa la Lega in concreto  al di là delle chiacchiere, i padani dovrebbero intonare grugnendo “ Grazie Roma” tutti i giorni, altro che “va pensiero”.

Ecco perché e percome la Lega è incoerente e sguazza nella casta peggio di tutti.

Tripli incarichi vietati ma chissene frega

Il recordman dei ”triplincarichisti” è proprio un leghista: Daniele Molgora, deputato. sottosegretario e presidente della provincia di Brescia.

La legge afferma che chi sta al governo non può avere altri incarichi pubblici, tranne in enti culturali, assistenziali, religiosi, università e fiere.

Ebbene la Lega svetta felice e gioiosa in cima a ogni classifica coi suoi parlamentari.

Roberto Simonelli è presidente della Provincia di Biella. Gianpaolo Vallardi, sindaco di Chiarano. Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella (Padova). Alberto Filippi, consigliere comunale di Vicenza. Giacomo Chiappori, sindaco di Villa Faraldi (Imperia). Sandro Mazzatorta, sindaco di Chiari (Brescia). Claudio D’Amico, sindaco di Cassina de’ Pecchi (Milano). Giovanna Negro, sindaco di Arcole (Verona) e via così enumerando nomi a grappolo e a raffica e non basterebbe lo spazio d’un articolo di giornale (si veda allora il libro di Sergio Rizzo: «La cricca», Rizzoli), per citarli tutti (una ventina).

Si fanno dare milioni dal magna magna romano per scrivere contro il magna magna di Roma.

Si sono fregati la maggiorparte dei fondi per l’editoria : Il Dipartimento per l’editoria della presidenza del consiglio ha elargito a «La Padania» finanziamenti per 50 milioni di euro.

Per scrivere ogni giorno contro la ”suburra romana”, per lanciare ogni giorno fuoco e fiamme contro i magna magna e da cui si vorrebbe fare traslocare i Palazzi che contano verso il nord. Prendi i soldi e scappa?

Parentopoli: sono diventati raffinatissimi nepotisti e cantori del “tengo famiglia”

Che dire dell’infornata di parenti che la Lega ha organizzato nella Giunta regionale a Torino. La figlia del capogruppo leghista lavora col governatore leghista. La moglie dell’assessore all’Ambiente lavora alla segreteria dell’assessore ai Trasporti. Il capogruppo dei «Pensionati con Cota», Michele Giovine, al centro dell’indagine penale sulle firme false per la presentazione della sua lista alle ultime elezioni su cui pende l’annullamento per presunti imbrogli nello schieramento dei vincitori, ha alle dirette dipendenze sua sorella Sabrina. Mentre Cota e il suo braccio destro, l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, intrattengono uno scambio coerente con lo slogan del nuovo governo locale («Dove c’è la Regione Piemonte, c’è casa»). Ovvero hanno preso una coppia e se la sono divisa da bravi amici: Giuseppe Cortese è il responsabile dell’ufficio comunicazione di Cota e sua moglie, Isabella Arnoldi, è la responsabile dell’ufficio comunicazione di Giordano. E così via, perchè se a un partito manca il cuore che cosa resta? I padanisti il cuore ce l’hanno così grande che, per aggirare la legge che vieta di assumere i propri parenti, è stato escogitato lo «scambio delle compagne».

L’ex presidente del consiglio regionale friulano Edouard Ballaman prese in ufficio la signora Laura Pace, compagna del compagno di partito ed ex sottosegretario agli Interni, Maurizio Balocchi, e Balocchi prese come collaboratrice Tiziana Vivian, alla quale Ballaman era legato prima di fidanzarsi e poi sposarsi con l’attuale compagna. Quella con cui, dopo aver lanciato lo slogan «I potenti devono viaggiare in utilitaria», ha troppo a lungo scorrazzato in autoblù (è andato a prendere la nonna di lei, lo zio della fidanzata poi moglie e altri giri così). Ballaman s’è accorto che stava esagerando e ha fatto il bel gesto di rinunciare alla macchinona (ma in cambio s’è fatto dare 3.200 euro di risarcimento per questo atto francescano) e infine è stato pizzicato per i suoi abusi e costretto alle dimissioni poche settimane fa da presidente del consiglio regionale friulano.

Ecco perché i mangioni leghisti si oppongono alla abolizione delle Province.

Basta spostarsi di poco dal Friuli in Veneto, ecco la Provincia leghista di Treviso che si regala spot tv da 200 mila euro. O i lampadari da novemiladuecentoquaranta euro del pubblico erario comprati per la sede della Provincia a Venezia. Con la seguente motivazione, da parte della presidentessa Francesca Zaccariotto: «Mica potevamo mettere un neon!». Proprio le province sono il punto debole dei crociati in lotta contro Roma Sprecona. «Non posso abolirle, perchè la Lega scatena la rivoluzione», si lamenta Berlusconi.

Ed è proprio così. A dispetto del fatto che, nelle Province, il debito ha raggiunto quota 11,5 miliardi (200 euro a cittadino), correndo più in fretta – ma non quanto l’onorevole leghista Alessandri, il super-velocista da autoblù che prende multe a ripetizione ma non le vuole pagare perchè «i miei sono spostamenti istituzionali» – del debito dei Comuni. Se il niet all’abolizione delle Province già ci costa quanto mezza manovra finanziaria di Tremonti, anche i ministri del Carroccio risultano piuttosto onerosi.

Giancarlo Galan, il berlusconiano ora titolare del dicastero dell’Agricoltura, ha fatto i conti in tasca al suo predecessore Zaia, attuale governatore veneto. Risultato? «Sono al corrente – scrive Galan in un suo dossier – del fatto che, per l’insieme delle iniziative di comunicazione, al ministero che ora dirigo c’è un bilancio non inferiore ai 50 milioni di euro l’anno. Che servono ad alimentare parassitismi comunicativi e banalità insensate».

Non sarebbe il caso a questo punto, invece di sacramentare contro il «centralismo» da suburra e di succhiare dalle mammelle della Lupa come tanti Romolo e Remo mascherati di verde, che al posto del «Va pensiero» i leghisti intonassero «Grazie Romaaaaa»?.

Lorenzo68


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Santa Lucia, il governo si porta via. Rissa tra agenti immobiliari blocca l’Italia da tre mesi…


La rissa tra i due compari, i due fondatori del pdl ha raggiunto il più basso dei livelli in uno scontro tra le più alte cariche. Ora sono andati a fare a botte nelle antille, con personaggi improbabili e barbe finte che neanche nei peggiori film del genere…

Ed il paradosso è che mentre si prendono a coltellate i seguaci di Fini assicurano che la prossima settimana voteranno comunque la fiducia a quel malfattore che usa i servizi deviati e quant’altro oggi aggiungerà Fini nel suo video messaggio nel web.

Il problema è la casa di Montecarlo, prima viene questa e poi l’Italia.

E’ evidente che sia un pretesto per nascondere l’enorme fallimento di questa  destra che ha iniziato a governare tra le fanfare gli applausi ed  i 100 parlamentari in più ed ora è ridotta alla compravendita degli ascari per sopravvivere.

L’importante è che di questa incredibile debacle non si parli: non solo i giornali di famiglia ( Libero, Il Giornale, Panorama, Chi e tanti altri…) ma anche i giornali “veri” , tutti o quasi accodati a seguire la campagna meschina sui 60 mq disputati, uno  scontro di potere tra il camerata Fini ed il duce Berlusconi ridotti ad una rissa tra agenti immobiliari.

L’unica domanda a cui Fini dovrebbe rispondere è questa: cosa aspetti a sfiduciare Berlusconi che consideri un pericolo grave per la democrazia?

Ma il problema non è solo sottolineare il male delle destre ed il loro lento tramonto, bensì costruire una alternativa che li mandi al più presto a casa.

E questo va fatto subito, sia se ci sarà il conto alla rovescia per le elezioni di marzo, sia che il nano si travesta da Andreotti e galleggi ancora per un po’ nei liquami da egli stesso prodotti.

Il problema è il PD.  Diviso tra guardoni , autolesionisti ed inciucisti , non riesce a gestire neanche il blocco sociale che , un po’ dimagrito, gli deriva dall’essere stato PCI.

Prima o poi dovremmo affrontare questo argomento, partendo dalla constatazione che mai nella storia si sono avuti progressi, riforme o alcunchè di avanzato avendo come motore il PCI. Le iniziative ( dalle riforma agrarie nel mezzogiorno, allo statuto dei lavoratori, alla riforma del diritto di famiglia, al divorzio e l’aborto ed ogni altra conquista ) hanno sempre visto i dirigenti del PCI protagonisti ultimi e meri certificatori delle lotte altrui.

Sono sempre stati trascinati da questo o quel movimento, da questa o quella pressione della base. La base del PCI, a cui riconosco una grande generosità di militanza e passione,  la vera  protagonista dei cambiamenti, spesso senza l’appoggio del partito.

Io sono anarchica, ma la storia non ha nascondigli e va riconosciuta e raccontata per quel che è.

Qualcosa del genere a quanto sta accadendo oggi, auspicabilmente.

Molti, anche a sinistra,  si stanno appassionando ai metri quadri di Tulliani, con una attività guardonistica che sfocia nell’onanismo della sconfitta annunciata.

C’è invece  qualcuno fra coloro che si dicono di sinistra pronto a mettere sul tavolo le questioni serie del lavoro, della scuola, dell’acqua, delle energie rinnovabili, dei rifiuti che rispuntano da sotto il tappeto, della mafia che investe indisturbata, delle tasse sui salari che vanno tagliate?

C’é qualcuno di costoro dell’opposizione graziosa a sua maestà, pronto a lasciare l’aula quando il banana farà il suo famoso discorso a fine mese?

C’é qualcuno che si dice di sinistra pronto a condurre seriamente la battaglia del salario minimo garantito ?

L’unica nota positiva è questa della manifestazione del 16 ottobre 2010 lanciata dalla FIOM, ripresa dala parte più consapevole del popolo viola che ha spinto per l’appello di  Micromega :  l’esigenza di riunire le lotte a difesa della Costituzione con quelle operaie è insopprimibile e il non averlo capito dimostra il grave limite di una parte del Popolo Viola, che indulge in un atteggiamento piccolo borghese ed autoreferenziale, più interessato ai media che ai contenuti, forse determinato a sterilizzare gli entusiasmi, alla mera conservazione di un serbatoio di voti per il PD.

Ma come ho spiegato prima, niente si è ottenuto nella storia senza prendere a calci nel sedere il corpaccione dell’ex PCI, un elefante rigico e lento, oggi magari un elefantino, che arriva per ultimo ed ha la tendenza a sedersi sopra le conquiste ottenute dal sacrificio altrui.

Dai morti di Reggio Emilia in poi.

Rosellina970


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Camilleri, Flores d’Arcais, don Gallo, Hack: “In piazza con la Fiom contro Berlusconi”


Rilanciamo questa buona notizia condividendo anche le argomentazioni ed i rilievi contenuti in questo comunicato.

Le cose migliori nella storia di queste paese sono scaturite dall’unione dei movimenti con la classe operaia.

Non dimentichiamolo.

Finchè c’è lotta, c’è speranza

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Camilleri, Flores d’Arcais, don Gallo, Hack: “In piazza con la Fiom contro Berlusconi”

Il segretario generale della Fiom, Landini, e i principali dirigenti regionali, hanno aderito all’appello con il quale invitavamo la società civile a scendere al più presto in piazza con queste “parole d’ordine”: giornata di lotta già indetta dai metalmeccanici Fiom per il 16 ottobre. Del resto, quando arrivarono le prime adesioni, non pochi ci invitarono a non disperdere le energie in troppi appuntamenti successivi e ravvicinati.

FUORI BERLUSCONI

REALIZZIAMO LA COSTITUZIONE

VIA I CRIMINALI DAL POTERE

RESTITUIRE LE TELEVISIONI AL PLURALISMO

ELEZIONI DEMOCRATICHE

L’adesione dei dirigenti Fiom ci sembra di straordinaria importanza. Anche perché nel tempo trascorso dal nostro appello la situazione in Italia si è modificata e aggravata: il regime Berlusconi è diventato il regime Berlusconi-Marchionne ( vedi qui le riflessioni di Crazyhorse70 ).

La pretesa di calpestare i diritti costituzionali nello stabilimento Fiat di Pomigliano è diventata la linea dell’intera Federmeccanica, con l’avvallo infine dell’intera Confindustria spalleggiata dal sostegno del governo. La volontà di assassinare la Costituzione, di cui parlavamo nel nostro appello, tracima oltre il berlusconismo tradizionale, appartiene ormai al regime Berlusconi-Marchionne.

Ecco perché sentiamo il dovere di rilanciare con convinzione ancora più forte il nostro appello, precisando però la data dell’appuntamento e – da un generico “al più presto” – facendola coincidere con la giornata di lotta già indetta dai metalmeccanici Fiom per il 16 ottobre. Del resto, quando arrivarono le prime adesioni, non pochi ci invitarono a non disperdere le energie in troppi appuntamenti successivi e ravvicinati.

Si aggiunga il fallimento a cui il settarismo autoreferenziale di una “pagina nazionale viola” sta portando la possibile scadenza del 2 ottobre ( vedi qui le riflessioni di Rosellina ).

Quella del 16 ottobre, indetta dalla Fiom, è ovviamente una manifestazione sindacale. Che però esplicitamente fa riferimento ai diritti generali e costituzionali oggi messi a repentaglio. Non sarebbe la prima volta che ad una manifestazione sindacale si affianca in sinergia una autonoma e bene accolta presenza politica: il 1 maggio del 1968 un grande corteo del movimento studentesco partì dalla “Sapienza” per confluire a san Giovanni, e un rappresentante di quelle lotte fu invitato dalla Cgil a parlare dal palco. Nel 2002 movimenti civili e no-global parteciparono con appuntamenti autonomi alla giornata di lotta sindacale conclusasi al circo Massimo, e in tutti gli scorsi decenni analoghe virtuose “ibridazioni” furono realizzate più volte.

Rinnoviamo perciò il nostro appello alla società civile, associazioni, club, volontariato, gruppi viola, e a tutte le personalità che hanno il privilegio e la responsabilità della visibilità pubblica, perché si impegnino tutti, individualmente e direttamente, a fare del 16 ottobre una indimenticabile giornata di passione civile.

Andrea Camilleri

Paolo Flores d’Arcais

Don Andrea Gallo

Margherita Hack

Questo il testo di adesione della Fiom al primo appello di Camilleri, Flores d’Arcais, don Gallo e Hack: Condividiamo il vostro appello del 24 agosto. L’attacco alle libertà e ai diritti dei cittadini è espressione della regressione autoritaria in corso nel nostro Paese, che colpisce la democrazia dentro e fuori i luoghi di lavoro.Siamo convinti perciò che sia necessaria grande consapevolezza e mobilitazione in difesa della Carta Costituzionale“.

Maurizio Landini – segretario generale Fiom-CgilMirko Rota – segretario generale Fiom BergamoBruno Papignani – segretario generale Fiom BolognaLuciano Gallo – segretario generale Fiom VenetoMaurizio Mascoli – segretario generale Fiom CampaniaGiovanna Marano – segretario generale Fiom Sicilia

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