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Il gioco delle tre carte

3 commenti

Le tre carte false sono la manfrina sulla cacciata di Fini il “traditore”, la campagna mediatica formidabile sulla casa di Montecarlo e sulla famiglia Tulliani e la pressioni continue ed i veri e propri attacchi a Napolitano per costringerlo a tradire la costituzione ( le stupidaggini ripetute qui da Mediolungo sulla nuova costituzione materiale ) ed andare subito a votare con questa legge porcata.

Ha fatto accendere le luci di scena ai suoi servi ed ai suoi manganellatori a pagamento perchè non si parli d’altro, si alzi molto fumo e si crei una telenovela agostana che catturi l’attenzione della ormai inesistente opinione pubblica.

Anche quasi tutti media non di sua proprietà lo inseguono se queste stronzate per gonzi.

Le tre carte vere che si sta giocando al riparo della attenzione e del controllo sono invece queste: risolvere gli enormi debiti personali ( fra De Bendetti e l’erario si arriva sul miliardo e più, ma in parte già stanno provvedendo con un apposito emendamento ad aziendam della finanziaria ) nascondere l’enorme fallimento del proprio gioverno sotto tutti i parametri ( una bella sintesi la propone ieri dati e fatti ) risolvere il vero incubo della ripresa autunnale ( se in dicembre verrà proclamata l’incostituzionalità del legittimo impedimento il nano si trova scoperto su tre processi) compreso quello per cui ha perso il sonno.

Il resto sono stronzate per gonzi che si fanno distrarre facilmente, gente che si fa dettare l’agenda da un delinquente politico, gente , come la maggior parte del PD, che ha paura della loro ombra.

Crazyhorse70

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3 thoughts on “Il gioco delle tre carte

  1. Questa storia della costituzione materiale… Mettiamo un po’ di chiarezza.

    La Costituzione indica, anzitutto, dei valori. Quando ci si riferisce allo “spirito” della Costituzione, si parla di questi.
    Si parla di costituzione materiale quando la prassi si discosta o integra il dettato costituzionale.
    E’ normale – entro certi limiti – che la prassi politica e istituzionale si discosti un po’ dalla lettera del dettato costituzionale; i limiti entro i quali ciò è accettabile sono delineati dai valori stessi (=se la prassi è interpretativa di una norma ma non confligge con lo spirito della costituzione).
    Laddove la sotituzione materiale è in contrasto con essi, siamo (per definizione) davanti a comportamenti anticostituzionali e come tali illegittimi.
    La Costituzione dice che la sovranità apprtiene al popolo, ma che è da questi esercitata nei limiti contenuti nella costituzione stessa. In altra parte della Carta, si dice anche che il parlamentare eletto esercita il suo alto incarico “senza vincoli di mandato” (=non decade per il solo fatto di non rispettare quanto aveva promesso in campagna elettorale, bensì dovrebbe esprimere il proprio voto, di volta in volta, secondo coscienza).
    Sempre nella Costituzione è scritto che se viene meno la maggiroabnza parlamentare, il Presidente della Repubblica può sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, ma solo dopo aver constatato che nessuna altra maggioranza alternativa è possibile.
    E’ così per ovvi motivi di buon senso, ed infatti è così in tutte le democrazie occidentali ch’io conosca.
    Il combinato disposto di questi tre principi costituzionali indica che NON siamo in una democrazia populistica (=in cui l’unico mandato che conti è quello che esprime il popolo nell’urna) e che l’emergere in sede parlamentare di una maggioranza differente da quella che ha vinto le elezioni è assolutamente legittimo.
    Vale solo la pena di sottolineare che la tanto sbandierata costituzione materiale, su questo punto, è sempre stata consonante con il detato della Carta.
    Infatti mai si è visto, nella seconda repubblica (nella prima tanto meno, perché la cosa era assolutamente pacifica e non fu mai posta in discussione da alcuno), che la caduta di un governo inducesse di per sé il Presidente ad indire nuove elezioni senza prima incaricare un nuovo presidente del consiglio con mandato almeno esplorativo.
    Questo, in punto di diritto costituzionale, è

  2. Questo, in punto di diritto costituzionale, è quanto.
    Il resto sono solo chiacchiere strumentali, degne solo del furfante di Arcore e del buzzurro in salsa verde (non sto nemmenoa citare qui il nostro affezionato balilla da osteria).

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