LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

L’unità delle forze democratiche è possibile ?

2 commenti

Noi crediamo di sì, almeno ci vogliamo provare

Proposta di carta d’intenti ( bozza )

La situazione di emergenza democratica in cui si trova il nostro Paese induce ad una riflessione molto attenta sui problemi economici, sociali, occupazionali, di istruzione, di ricerca, di cultura, di informazione e di etica. Il declino è iniziato negli anni ’80 del secolo scorso ed è proceduto con un’accelerazione, sempre più intensa, per giungere oggi ad una situazione drammatica, nella quale il governo e la maggioranza di centro-destra attaccano gli stessi valori fondanti della nostra Costituzione.

Di fronte a tutto ciò, le forze di opposizione parlamentare non sono state e non sono in grado di condurre una battaglia efficace contro le proposte e i disegni di legge che la maggioranza porta avanti per difendere gli interessi delle forze dell’oligarchia economica e politica.

Siamo ormai giunti ad un momento nel quale è assolutamente necessario che i movimenti e le associazioni si coordino per essere in grado di combattere la battaglia con effetti sinergici e con ricadute in termini di efficienza e di efficacia.
Si potrà così avere una forza di mobilitazione più distribuita nel Paese, si potranno risparmiare risorse finanziarie, si potrà essere più rappresentativi ed efficaci nella comunicazione, si avrà maggiore forza di attrazione e possibilità nuove nella interlocuzione con le Istituzioni, e si potranno, in ultimo, ottenere con maggiore facilità eventuali sponsorizzazioni.

Il coordinamento dovrà tendere ad una situazione di equilibrio tra la soggettività di ciascun ente e gli effetti positivi della cooperazione che, oltre a quelli sopra indicati, saranno anche l’unione delle forze per presentare iniziative di interesse pubblico per il Paese. Quindi protesta e anche però proposta. La sinergia più significativa potrà essere un aumento delle competenze e delle conoscenze complessive. Si possono così anche immaginare enti, tra loro coordinati, con ciascuno una competenza in settori specifici.

Le funzioni di questo Coordinamento dovrebbero essere: assemblea con compiti di individuazione di macromanifestazioni e appuntamenti importanti, di iniziative di temi di una certa rilevanza, di qualsiasi altro atto di cooperazione necessario per ragioni organizzative e di approvazione di budget e consuntivi economici e finanziari.

I temi da affrontare debbono essere funzionali ai problemi emergenti del Paese. Prima di tutto bisognerà pensare ad un’iniziativa che proponga un significativo progetto/piano di tutela del lavoro in tutte le sue manifestazioni, compresi ovviamente la battaglia al precariato e alla disoccupazione. In parallelo o subito dopo, bisognerà pensare ad un intervento organico nel mondo dell’istruzione pubblica e dell’università; infatti, le conseguenze di un notevole miglioramento in tali settori sono strategiche per il futuro del Paese. Le ricadute più importanti saranno la formazione di un pensiero critico e di una nuova consapevolezza. L’intervento sull’istruzione si potrebbe denominare “Progetto Istruzione Futuro”.


Un altro fattore strategico per l’Italia è la ricerca. Bisognerà recuperare una nuova visione su questo tema, trascurato da decenni, che metta in moto un circolo virtuoso di innovazione, sviluppo e occupazione.
Si ritiene anche fondamentale intervenire nel settore dell’informazione, nel quale la decadenza e il declino sono noti e, purtroppo, a seguito delle iniziative del governo, potrebbero ancora peggiorare.

Tutte queste proposte saranno elaborate nell’ottica di attuare finalmente la Costituzione, specie nei principi fondamentali e nei diritti e doveri dei cittadini. La nostra Carta Costituzionale si deve difendere in modo assoluto, respingendo con forza tutti gli attacchi che la maggioranza partitica sta portando avanti.

Stante la situazione in cui si trova il Paese, che è un vero e proprio declino della democrazia, sarebbe necessario e urgente riflettere che il coordinamento degli enti, di struttura molto orizzontale, dovrà portare come conseguenza ad una Nuova Resistenza e, perché no, ad un esecutivo che potrebbe anche essere denominato “ Comitato di Liberazione Nazionale”. Tale Comitato sarà aperto ovviamente a tutte le forze partitiche che tengano in conto lo sviluppo della democrazia e della libertà e che condividano profili programmatici e obiettivi politici.

Ciò che si ritiene indispensabile è di creare una forza progressista in grado di contrastare l’oligarchia politica ed economica che è al potere, da troppo tempo, e che ha per obiettivo l’arricchimento di pochi e un conseguente e ulteriore impoverimento dei cittadini e soprattutto delle loro fasce deboli.

Tutto il processo indicato dovrà essere pianificato sia nei tempi, sia nei contenuti e nei vari obiettivi intermedi e finali, in modo che le forze progressiste e democratiche possano, nelle elezioni del 2013, avere un peso molto maggiore di ciò che, purtroppo, hanno avuto nelle consultazioni elettorali del 2008.

Si ritiene che ogni possibile cambiamento nel Paese non possa ormai che pervenire dal basso, perché dall’alto, e cioè dalle Istituzioni, non avverrà proprio nulla.
Questo cambiamento dovrà essere radicale e potrà quindi realizzare, finalmente, i diritti di cittadinanza.

Si dovranno dare delle opportunità a tutti i cittadini in una prospettiva che faccia intravedere per essi un futuro possibile. La trasformazione sociale e culturale dell’Italia è ormai improcrastinabile per costruire un nuovo profilo politico-culturale, con una visione di forte solidarietà e di promozione della persona umana.

A cura di Gaetano Crocellà-Pagina Facebook

Tavolo di coordinamento delle forze democratiche

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Autore: francacorradini

essere pensante

2 thoughts on “L’unità delle forze democratiche è possibile ?

  1. Nobili intenti; potete contare su d me…

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