LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Negli anni ’70 il PCI era la seconda gamba del potere.

3 commenti

Sollecitato da Rosellina esprimo il mio parere su quegli anni di piombo.

Cossiga è dicuramente uno delle architravi delle istituzioni nel marasma successivo agli anni di piombo, ma spesso dà l’idea di giocare con le parole, millantando ruoli da protagonista anche laddove fu, al più, una importante comparsa.

Ad esempio nell’ affaire Moro, l’evento più importante della nostra storia politica, furono altri, – tra cui Andreotti, Fanfani, Berlinguer, Pecchioli, Zaccagnini, più una serie di importanti uomini della finanza e dei servizi –  ad avere assunto la funzione di protaginisti della difesa delo stato contro le B.R. ed a scegliere che non bisognasse trattare con loro, pena una legittimazione dei terroristi.

Craxi invece, in una delle sue più fulgide scelte, in mezzo alle tante ombre e luci della sua attività, spinse per la trattativa scegliendola difesa della vita umana, ma non ebbe successo né fu compreso dall’assetto di potere centrale DC-PCI di allora.
Voglio ricordarlo perchè quella fu una scelta da liberale vero che gli riconosco.

Come riconosco a Marco Pannella una grande coerenza sul medesimo punto fin da allora.

Tornando a bomba, a molti piace aver steso allora e mantenere oggi  un velo pietoso su quegli anni: un pò per garantirsi l’oblio delle responsabilità, un po’ per lasciare indenne l’immagine di qualche padre della patria.

Ad esempio io non concordo con la beatificazione della figura di Berlinguer, perchè sono convinto che il ruolo del PCI non fu solo quello apparente di oppositore che non potesse mai governare ( fattore K) ma a che ad un certo punto, all’esplodere dei movimenti libertari degli anni ’60 e ’70 ( prima che il ’68  fosse ideologicamente manipolato e poi naufragasse negli anni di piombo, questa era la sostanziale natura, antiautoritaria e liberale, del movimento) ebbe una funzione di seconda gamba repressiva dello stato.

Lo stalinismo di cui era pregno il gruppo dirigente togliattiano aveva da tempo mutato in governativo ed iperealista il percorso politico, un tempo rivoluzionario, del PCI.

Qui andrebbe indagato lo spirito stalinista in p0litica, estremamente realistico e duttile (per usare un eufemismo) , ma per brevità rammento a tutti l’episodio più eclatante di realismo, quando  Stalin si alleò con Hitler solo pochi giorni prima dell’inizio della seconda guerra mondiale.

Lo stesso Hitler sulla sconfitta del quale poi il PCUS disegnerà la propria legenda e chiamerà a rapporto il proprio popolo a scacciare l’invasore nazista solo qualche mese dopo. Questo per dire che trovo assolutamente plausibile che nella cultura del PCI abbia trovare spazio sia il sentimento pseudo riviluzionario, buono per la base, che quello molto più realista e cinico del partito di governo.

Sono quindi convinto che non esiste un belzebù solo ma che la stagione nera delle stragi impunite e della repressione studentesca, trovi il suo mandante anche in una seconda nascosta ma consapevole gamba del potere-antipotere di allora: il PCI.

In particolare l’emissario di Berlinguer verso certi poteri indicibili ( per capirci: la finanza piduista di allora) era sicuramente il senatore Pecchioli.

Non dico altro anche se potrei argomentare ulteriormente con altri episodi e deduzioni , ma  mi riservo di farlo su sollecitazione ( eventuale e sperata, non sono così presuntuoso da aspettarmela…) di qualche navigante interessato.

Tornando al post che mi ha sollecitato,  l’omicidio di Giorgiana Masi che grida ancora vendetta,  alla luce di quanto ho premesso trovo sbagliato  prendersela solo col finto bersaglio con la K, il quale, giova ripeterlo, ha avuto nei momenti cruciali della nostra storia, molta minore responsabilità di quanto ne millanti oggi per “giocherellare al vecchio potente e misterioso” ( citazione : intervento di Marco Pannella, non ricordo dove).

Nessuno degli appartenenti a quell’assetto di potere di allora, questo sì espressione massima del cattocomunismo imperante nelle istituzioni, ha mai avuto il coraggio di indagare a fondo in quegli anni e ritengo che finchè continueranno a vivacchiare gli eredi di quel potere nulla sarà svelato, con buona pace di Rosellina e della sua voglia di giustizia…

Alfredo Cantera

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Autore: rosellina970

ricercatrice univeritaria-ufficio contratti

3 thoughts on “Negli anni ’70 il PCI era la seconda gamba del potere.

  1. concordo sulle enormi responsabilità del PCI di allora

    ma che sia coautore di strategie delle tensione

    quando è lo stesso PCI che avrebbe dovuto guadagnarci dal compromesso storico
    e quindi dalla permanenza in vita di Moro

    mi pare una bufala

  2. Colgo l’occasione del tuo articolo, Alfredo, perchè proprio da mesi “leggo” negli eventi italiani alcune similitudini a quegli anni, soprattutto il malcontento dell’elettorato di sinistra, plaudo alla tua analisi e concordo con Crazyhorse70, ma di fondo c’è un’amarezza che a stento m’incoraggia a credere che in Italia si possa ancora progredire. L’ignoranza di gran parte del popolo italiano, le banche che impoveriscono anzichè aprire un nuovo corso, la politica che vende il nostro debito a Cina e India e fa sembrare Tremonti un mostro sacro dell’Economia, gli altri burattini proseguono ad obbedire al Dio America, che dal Dopoguerra ad oggi ha impartito le direttive di democrazia, la Chiesa sempre troppo “collusa” con i poteri occulti e non, la mafia che non è più mafia ma sempre presente, insomma, sarebbe lungo l’elenco, quindi concludo. In Italia non solo non è morta la Prima Repubblica, ma non è mai morta la Monarchia, cioè, sono cambiati i suonatori ma non la musica, e fino a quando si manterrà questa situazione, il nostro destino non cambierà, rimarremo sempre le pedine di un “gioco” senza fine, ed io, come dice Crozza, non capisco perchè questa relazione non finisce.

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