LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Se si spegne l’ultimo lume rimasto, quello liberale, si spegne la luce…

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Voglio rendere palese la sostanza , i contenuti che stanno dietro il mio atteggiamento verso  questo governo e le speranze che nutro verso Fini o chiunque mostri di voler dare una raddrizzata liberale a quello che , anche per colpa del nostro premier, è divenuto un manipolo di comparse spesso imbarazzanti.

Il mio retroterra culturale non è quello di Gianfranco Fini, nè son disposto a giurare sulla bontà contenutistica e non di potere della sua “ribellione”, ma non vedo molte alternative a quello che mi sembra un lento spegnimento del lume liberale ed innovativo di questa compagine berlusconiana.

La Lega, al di là dei proclami iniziali, ha sempre portato avanti in concreto una politica ondivaga e populista che va dai dazi contro i cinesi al neo clericalismo, al “sostituiremo la sinistra “; in concreto spesso ha fatto da contraltare al partito della spesa del sud, favorendone la crescita.

In buona sostanza la Lega si mostra molto lontana dai principi liberali. Stessa evoluzione ha avuto Tremonti , socialista,  liberista e liberale  e poi ancora colbertiano e statalista : non è un caso che il ministro delle finanze rappresenti l’anello di congiunzione tra Bossi e la Finanza.

In generale tutta la politica italiana si è allontanata dal liberalismo : mentre alla fine degli anni ’90 facevano a gara a chi era più liberale, in  questo secolo si ricordano solo le scarne lenzuolate di Bersani e nient’ altro.

Allontanandosi dal lume liberale, l”ultimo lume rimasto dopo il tramonto di quello socialista, la situazione politica va incontro alla notte più buia, dove vincono solo le non regole del non mercato.

Oggi va di moda infatti  il lasciar che le cose vadano come vanno, pensando che questo sia un principio liberale e sbagliandosi di grosso!

Tornando a questa maggioranza, più che di voler  governare si è dati l’idea di voler comandare, si è chiacchierato molto di aspetti extraistituzionali per mesi, azioni più che altro spettacolari e televisive , ma poco, molto poco si è visto come attività concretamente  innovativa.

Questo paese va rivoltato come un calzino, scrostando il vecchiume e le rendite di posizione.

Non mi rifersco solo ad un welfare pieno di ipergarantiti,  con la esclusione di milioni di lavoratori senza tutela.

Ma anche al tessuto industriale, zeppo di aziende che fanno del sottobosco politico ed assistito la loro maggiore fonte di guadagno.

Anche la Confindustria – che dovrebbe darsi una buona rinfrescata al proprio interno di recente ha dato un avviso al governo: non tutti i media hanno sottolineato la particolare valenza critica dell’interventi e dello studio della confindustria. Non solo e non tanto perchè la Marcegaglia abbia alzato la voce, quanto perchè a Parma son stati sfornati dati molto negativi.

Nel 2014 il pil procapite sarà infatti del 10% in meno rispetto alla media europea.

Negli ultimi dieci anni il Pil pro capite italiano ha registrato un calo del 4,1% e da qui al 2014 si attestera’ sotto la media Ue di almeno 10 punti.

Questo lo trovo inaccettabile e trovo intollerabile la reazione cauta ed ottimistica degli addetti ai lavori di fronte a questo scenario.

L’Italia deve tornare a crescere e lo puo’ fare solo cercando di abbattere quelle ‘muraglie’ che impediscono la modernita’.

Un messaggio che gli economisti di Confindustria, guidati da Luca Paolazzi, affidano ai numeri di una vasta indagine che ripercorre i momenti piu’ importanti della vita del Paese. “Nel ’90-91 il Pil pro capite italiano era 6 punti sopra la media dell’area euro. Nel 2009 siamo andati sotto di 5 punti ed entro il 2014 ne perderemo altri 10. Per quella data dunque il Pil pro capite sara’ sotto di 10 punti“, spiega Paolazzi dal palco di Parma.

Una crescita stentata, dunque, che rende fosco il futuro, imbriglia le imprese e finisce con “incattivire” la popolazione.

Ecco perchè chiunque esso sia occorre spingere  sulla necessità delle riforme subito e se Fini si mostrerà conseguente e coerente, molti di coloro che come me  si sono allontanati dalla politica e dall’impegno diverso tempo fa, delusi da una rivoluzione liberale divenuta burletta,  potrebbero tornare ad interessarsi.

Pochi analisti moderati hanno avuto il pregio di sottolineare come queste elezioni siano state perse da tutti: molto perse da alcuni – tra cui pd e pdl – e molto meno da altri – la lega.

Non comprendo quindi il  tono trionfalistico post elettorale del tutto inconferente ed illogico e spero che in questi giorni chi di dovere non faccia una ribellione solo politicistica.

Una piccola appendice su di un aspetto che conosco piuttosto bene per essermene occupato talvolta professionalmente per la mia azienda.

Riguarda il mondo no profit.

Il 30 marzo, nel silenzio mediatico,  con un decreto ministeriale pubblicato a tempo di record sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo 2010 n. 75 il governo per inizativa di Tremonti ha pensato bene di sopprimere le tariffe agevolate postali per tutte le organizzazioni del settore non profit.

Ciò comporta il venir meno di una normativa favorevole incentrata sul mondo del volontariato e sulla particolare natura benemerita di alcune attività, talvolta sostitutive di inadempimenti statali. Risultato?

Aumento del 500% del costo di spedizione per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica, cioè per tutte quelle comunicazioni che tali associazioni mandavano ai suoi soci. Insomma, un bel colpo ad un settore, quello delle organizzazioni e associazioni no profit, organizzazioni tipo queste : Amnesty International, Save the Children, ActionAid, AIRC, Amref Italia, CESVI, COOPI, FAI-Ambiente Italiano, Fondazione “aiutare i bambini” onlus, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Greenpeace, LAV, Lega del Filo d’oro, Lega italiana per la Lotta contro i Tumori-Milano, Medici Senza Frontiere, Telefono Azzurro, Terre des Hommes, Telethon, Unicef Italia, Un Ponte per, WWF Italia e l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Io non so se ci sia o meno la voglia di fare un po’ di cassa con un settore considerato non tradizionalmente amico di questa maggiornaza, ma l’operazione mi sembra del tutto in perdita e poco lucida anche perchè, come accennato  sopra, alcune di queste associazioni  svolgono una attività utile  e che altrimenti nessuno svolgerebbe .

C’é un buco da correggere?

Gira voce che servirebbero , per le sole spese correnti, almeno 4-5 miliardi di euro e  che pertanto sia necessara una  manovra correttiva a giugno, anche se in realtà l’intervento non sarebbe mirato alla correzione dei conti ma solo al finanziamento di spese correnti.

Una valutazione ancora più approfondita potrà essere fatta a fine maggio, con il quadro dell’andamento delle entrate fiscali. Tra i fondi necessari vi sarebbero anche quelli per il rifinanziamento delle missioni all’estero per il secondo semestre 2010.

Sulle indiscrezioni  arriva la parziale smentita del viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas: “Mai saputo niente“, ha dichiarato di recente al quotidiano online Affaritaliani.it.

La notizia non è di quelle buone e nonostante le solenni promesse del governo ( mai le mani nelle tasche …) , il  rischio di rovinarsi le ferie estive sussite.

Il rischio è che gli italiani a giugno si trovino ulteriormente salassati.

Cominciano ad esser tante le cose che questo governo non ha fatto.

Questo governo non ha abbassato le tasse e,  dopo aver tagliato i trasferimenti ai Comuni, ora si appresta a recuperare altri soldi con una nuova manovra finanziaria.

Resta da capire su cosa si baserebbe la manovra finanziaria eventualmente correttiva : riscadenzare i  Bond del Tesoro? Tassare gli immobili sfitti e di proprietà di banche e società finanziarie (esclusa una reintroduzione dell’ICI ,  immagino)? Aumentare il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie speculative, compreso il regime di doppia tassazione per le banche, più alto per quelle “d’affari”?

Attendo curioso, sperando nel frattempo in chiarimenti politici.

Alfredo Cantera

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Autore: laconoscenzarendeliberi

per favorire l'incontro di idee anche diverse

2 thoughts on “Se si spegne l’ultimo lume rimasto, quello liberale, si spegne la luce…

  1. anch’io penso che una persona di destra coerente non voglia morire berlusconizzato

  2. Per chi ama scommettere. Direzione Nazionale PdL > Berlusconi, se vuole essere Berlusconi, ha una sola soluzione: non accettare nè correnti, nè fronde, nè altra manifestazione visibile di dissenso interno. Come in un CdA di impresa il socio di minoranza sta lì solo ad aspettare che arrivino i dividendi. Fini ha di fronte 2 soluzioni. 1) Riuscire a conquistare un minimo di visibilità e peso politico come esponente ex AN. 2) Essere cacciato (o farsi cacciare) dal PdL. In entrambi casi sarà meglio che essere “fagocitato” e diventare un ectoplasma. Se Berlusconi vuole essere ancora “il Cavaliere” le probabilità di un divorzio sono al 90%.

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