LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

L’Aquila non c’é più, solo casette di legno lontane e centri comerciali

25 commenti

Si è scritto tanto qui dentro sull’argomento ed anche in anticipo  su tutti gli altri. Aggiungo qualcosa in occasione dell’anno trascorso da quel 6 aprile, ma solo per finire di infrangere il palcoscenico, il set televisivo della coppia B&B divenuta in fretta B$B.

Ignorati gli allarmi del ricercatore Giampaolo Giuliani. Dossier della Polizia accusa: omicidio colposo

C’è un’informativa giudiziaria – riservata – redatta della Polizia dell’Aquila che accusa i vertici della Protezione Civile di omicidio colposo. Omicidio colposo per non aver dato l’allarme alla popolazione aquilana prima della scossa fatale del 6 aprile scorso. Nonostante uno sciame sismico – in corso da quattro mesi e con oltre quattrocento scosse – giustificasse quanto meno la dichiarazione di “stato d’allerta”, se non l’evacuazione (come invece avvenuto in Garfagnana nel 1985). Una “negligenza fatale” secondo gli investigatori. Ora il rapporto dettagliato (con documenti scientifici, interrogatori e perizie) è stato inserito nel fascicolo di indagine della Procura dell’Aquila sul “mancato allarme” nei giorni precedenti la tragedia e si trova sul tavolo del sostituto procuratore Fabio Picuti.

Ho ascoltato  il prefetto de L’Aquila che esorta a non contrapporre”due curve una che dice tutto va bene e l’altra che dice tutto va male” ed ho pensato prima che fosse  un passo avanti rispetto alle trombe suonate a tutto spiano da B&B,  poi invece ho capito che è ancor peggio, quasi una confessione: stanno sgretolando il palcoscenico, se un prefetto di tal guisa dice queste cose vuol dire che la verità è grosso modo tutta negativa.

La rassegnazione della popolazione locale tramortita della sciagura ha a lungo consegnato la ribalta al sogno mediatico dell’avvoltoio  Berlusconi,  per cui l’Abruzzo è una spettacolare parata governativa. Il silenzio connivente di gran parte dei media e della sinistra tramortita per conto suo glielo ha consentito.

Io nel mio piccolo ho fatto di tutto fuori ed anche  qua dentro per provocare qualcosa, per spiegare il giochino sempre man mano più chiaro.

La logica sbagliata dei due tempi: prima protezione civile con potere assoluto: tanto denaro velocemente concentrato sulle new town, alla fine ghetti costati come hotel a 5 stelle. Poi forse chissà mai la ricostruzione…

L’ Umbria e Marche? Lì c’era stato insieme coi soccorsi il ricovero delle opere d’arte e contemporaneamente un piano di ricostruzione. Berlusconi ha giocato tutte le fiches subito e solo sui soccorsi,  sul resto solo chiacchiere o neanche quelle, come quando  ha lanciato l’adozione dei monumenti ma nessuno l’ha seguito.

Non ha mantenuto la promessa di aiutare il  reticolo di piccoli negozi ed imprese con soldi mai visti finendo di uccidere quel tessuto economico che dà un senso anche sociale alla vita di relazione in un quartiere . Così facendo ha preparato invece la mostruosità dell ‘abbandono definitivo della città per i mega centri commerciali “vivibili” e raggiungibili colla macchina dalle casette del canadà…

Un anno perduto anche  per il centro storico: ora dicono “non ci sonprogetti per ricostruire”, “non tocca a noi togliere le macerie”,  “sbagliano questi con le carriole” aggiunge anche l’Arcivecovo de L’Aquila Giuseppe Molinari

Hanno scelto  senza chiedere il permesso un tipo di sviluppo fatto di case di legno che da provvisorie saranno definitive , decentrate nell’anello intorno a L’Aquila, lontane dal centro e dalla vita sociale, senza anima come casette svizzere costruite per le scampagnate a cui nessuno ha spiegato che è per sempre. E poi centri commerciali dove far passare il tempo ai decerebrati senza radici, secondo un ben preciso modello di sviluppo qui dentro già ben evidenziato

Ad un anno dal  terribile terremoto in Abruzzo come redazione vogliamo segnalare il libro inchiesta dell’autrice di “morti bianche”, Samanta di Persio giovane scrittrice aquilana e terremotata .

Titolo: Ju tarramutu. La vera storia del terremoto in Abruzzo
Autore: Samanta Di Persio
Prefazione: Beppe Grillo
Casa editrice: Casaleggio Associati

Con le testimonianze inedite dei Vigili del fuoco intervenuti a poche ore dal sisma Ju tarramuto è un insieme di testimonianze di cittadini terremotati raccolte dalle scrittrice aquilana Samanta Di Persio. Il viaggio nella città distrutta dal sisma del 6 aprile inizia da ottobre 2008, quando ci furono le prime scosse.

I giornali locali dal 14 dicembre hanno iniziato a riportare fedelmente l’intensità delle scosse.

Per quattro mesi gli aquilani hanno convissuto con la terra che tremava, almeno due o tre volte al giorno. Giampaolo Giuliani, tecnico dell’istituto di fisica nucleare del Gran Sasso, a marzo incomincia a rendere pubblici i suoi studi sul radon e quindi la pericolosità di una scossa forte. Inizia a diffondersi il panico nella città.

Molte famiglie dormono in macchina per la paura. Il pomeriggio del 30 marzo c’è la scossa più forte fino a quel momento: magnitudo 4. Viene avvertita da tutta la popolazione. La gente si riversa nelle strade. Il traffico va in tilt. Il prefetto dell’Aquila indice una riunione per il giorno dopo con la Commissione grandi rischi, la Protezione civile, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ed i rappresentanti degli Enti locali. Si aspetta ansiosi l’esito del vertice, al quale i sismologi del posto non vengono invitati. Il 1° aprile la stampa riporta: “Nessun pericolo, i terremoti non si possono prevedere.” Intanto il sindaco ha disposto la chiusura di alcune scuole, perché avevano riportato dei danni.

I Vigili del fuoco raccontano che sono intervenuti in abitazioni private, già prima del 6 aprile, eppure quella notte erano solo in 13. 307 le vittime.

Sarebbero state di più se fosse avvenuto di giorno. Sarebbero state di più se non avessero dormito in macchina. Dopo quattro mesi di sciame sismico non c’erano presidi, punti di raccolta. In ospedale non era mai stata fatta un’esercitazione di evacuazione. Gli edifici pubblici, le scuole sono crollate quasi tutte. Eppure si potevano evitare i morti ed i danni. Il fisico Gaetano De Luca aveva scoperto già dal 1996 che L’Aquila era costruita su un suolo che accelerava la forza del terremoto. La regione aveva commissariato ad Abruzzo Engeneering il censimento delle strutture da consolidare: 149 edifici pubblici e 139 scuole.

Il rapporto costato 5 milioni di euro è finito in un cassetto. Mentre il centro storico è zona rossa, il Governo e la Protezione civile decidono come sistemare gli sfollati. Metà popolazione nelle tende, metà negli alberghi della costa abruzzese. Se inizialmente questa divisione è una necessità, successivamente sarà strategico. I cittadini vengono tenuti lontani dalla discussione per la ricostruzione della città. Le decisioni arrivano dall’alto. Non una new town, ma diciannove new town. Il piano C.a.s.e. prevede alloggi per coloro che hanno perso la casa, prima tremila abitazioni, poi con una sveltina si arriva a quattromilacinquecento. Non si vuole fare un’altra Irpinia. Ma alla fine i conti non tornano. Dopo aver speso settecento milioni di euro, le case non bastano. Si chiedono casette di legno e container. Dall’altra parte ci sono coloro che hanno le abitazioni con danni lievi. Non possono rientrare perché la burocrazia e farraginosa e lenta. E poi gli unici soldi che il Governo aveva messo a disposizione sono stati utilizzati per il piano C.a.s.e. Nel libro la parola ad esperti che spiegano come poteva essere gestita l’emergenza: la soluzione governativa non era l’unica e soprattutto non è stata la più giusta.

il libro è acquistabile online sul sito http://www.beppegrillo.it e noi ne raccomandiamo l’acquisto.

Crazyhorse70

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25 thoughts on “L’Aquila non c’é più, solo casette di legno lontane e centri comerciali

  1. se queati nn sono figli di puttana ,nn mi a voi ma ai signori che ci governano,cosa possono essere?stronzi? merde?predatori dell’arca ormai perduta?
    o semplici affaristi?fate voi

  2. questo governo ha infatti scelto il modello delle newtown seguendo il berlusconi imprenditore edile
    questa gente non vEDRà mai più la sua città e crescerà nel modello sociale dei sobborghi USA col centro commerciale per svernare e consumare
    con gli sponnsor banche e finanziarie varie
    del resto cos’é berlusconi se non tutto questo?

  3. ignorare Giuliano e poi diffamarlo dopo il sisma è stata anch’essa una grande carognata

  4. MI MANCA PANATTONI..QUALCUNO SA CHE FINE ABBIA FATTO??

  5. CHE VUOL DIRE MODERAZIONE CHE TUTTI I MIEI COMMENTI VENGONO PREVENTIVAMENTE ANALIZZATI?? ALLA FACCIA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

    • PS: SOSTENETE IL MOVIMENTO 5 STELLE, E’ L’UNICA ALTERNATIVA AL MENO DI NIENTE

      • Per ora anche l’IdV non è troppo male.
        Certo… io son toscano e, se avessi avuto una lista 5 Stelle anche qui, non avrei saputo chi votare dei due.
        Comunque, per ora, il più valido mi sembra l’IdV anche perchè ha reali potenzialità di governare mentre il M5S è troppo di nicchia.

        • PECCATO CHE L’IDV SI ALLINEI..
          ALTRIMENTI POTREBBE MUOVERSI COL 5 STELLE…
          PROBABILMENTE LE POLTRONE SN COMODE ANCHE PER LORO
          😉

          FRA DX E SX MEGLIO IL MOVIMENTO

          • MI MANCA PANETTONI..QUALCUNO SA CHE FINE ABBIA FATTO??

          • Non può muoversi col 5 Stelle perchè il MoVimento 5 Stelle non si allea ai partiti qualunque e chiunque essi siano; per sua scelta.
            Quando il M5S cambierà idea probabilmente non ci saranno problemi a vederlo insieme all’IdV.

            E comunque io, tanto allineato, non lo vedo visto che lo tengono lontano come la peste tutti gli altri partiti (a parte il Pd ma lo fà per mera convenienza).

            • il movimento nn si allea ai partiti che ancora usano identificarsi in sigle senza senso come dx e sx

              mera convenienza=poltrone=servilismo????

              • No. Per quello che ne sò io, il M5S non si allea con nessun partito. Dx, sx, su e giù è uguale: il M5S è CONTRO i partiti a prescindere.

    • @ DVD979
      No, solo il PRIMO commento va in moderazione
      Poi controlliamo che non sia spam (e quindi che la mail sia vera ) poi tutto ok
      A volte però fa le bizze da sè Word Press

  6. ops scusa la svista nn sn molto pratico di blog..

    cmq la domanda è quella sopra

  7. ops scusa la svista nn sn molto pratico di blog..

    cmq la domanda è quella sopra..

  8. è ora che qualcuno metta le cose a posto in questo blog
    dove si allontanano le voci di destra perchè scomode
    Ancora a cincischiare su L’Aquila dove il governo ha battuto il record mondiale di velocità nel costruire case vivibili e per molti migliori di quelle perse?
    Beetolaso è studiato nelle università USA come un fenomeno
    e noi qui a tagliargli le unghie
    ridicoli
    ancora con queste stronzate del modello di sviluppo nemico degli aquilani
    il nemico degli aqulani sono i chiacchieroni, non chi fa le cose svelto e bene

    • vai a vederti la logica del friuli..
      ops dimenticavo..se nn sbaglio dal prox anno gli aquilani ricominciano a pagare le tasse (nn sono state bloccate per 10)..gli impianti di produzione mancano..la domanda mi sorge spontanea dove azz trovano i dindini??

      ps: 2500€ al mq nn è tantino come prezzo per l’alta velocità, mica è un treno?

      uauauau
      mi racco spalleggia sempre l’asfaltato

    • Bertolaso è studiato anche dai giornali esteri (e infatti, ci pigliano per il culo. Siamo la barzelletta d’Europa).

      Le case che ha costruito vanno benissimo, ma è possibile che in un anno non siano riusciti a togliere neanche un etto di macerie?

      Mavvia, dai!

  9. Leggere queste stronzate mi fa veramente sorridere… si parla sempre di congiure, premeditazioni e via dicendo da quando c’è Berlusconi al governo. Ragazzi non è un complotto, non è X files, è vita reale, e per quanto calcolatore, e furbo sia il MIO amato Silvio per il terremoto in Abruzzo si è mobilitato ed ha avviato moltissime iniziative, ed opere, per far vivere in modo pregevole quei poveri sfortunati. A breve si inventeranno che ha impiantato nel sottosuolo dei congegni per far partire il movimento sismico, e farsi buona propaganda elettorale… ma fatemi il piacere “chiaccheroni” e COMUNISTI!

    • Il problema non è tanto ciò che ha fatto, ma ciò che DICE di aver fatto rispetto alla realtà.

      Lui mente costantemente, così spesso e bene che non se ne accroge neanche lui, figurati te!

  10. gli aquilani sono Italioti esattamente come quelli di TUTTE le altre regioni d’Italia, non ti credere che un terremoto ti trasformi magicamente in una mente eccelsa, se lo votavi prima lo voti ancora e poi lui è stato abile a salire sul siparietto e a recitare la parte che conosce bene da anni, il suo repertorio vecchio del :ghe pensi mì

  11. Pingback: Addio per sempre a L’aquila bella mè « LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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