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INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

3 commenti

Partendo dall’idea comune che la Costituzione rimane  ( e deve rimanere ) la MADRE di tutte le leggi, ho fondato su Facebbook una pagina  Sto con la Costituzione che cerca di analizzare lo stato di attuazione della Costituzione, cercando di elaborare un progetto , consapevoli che:

la Costituzione è tutto : è un manifesto di intenti,una linea di condotta, un programma politico,un programma di governo….

Ecco uno dei primi contributi che vi segnalo molto volentieri e a proposito del quale  vorrei i vostri pareri.

E’ di Lamberto Roberti che si è  candidato anche  al Parlamento Europeo utilizzando la facoltà di elettorato passivo data dalla Costituzione.

Ovviamente invito chi è su FB ad iscriversi alla pagina  e contribuire alla buona riuscita di questo  “gruppo di studio “.

Franca


INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

Una Legge che afferma l’applicazione di un “premio di  maggioranza”, il quale “regala” a dei partiti dei deputati senza che essi abbiano ottenuto il suffragio degli elettori, in Democrazia in Italia ed in Europa, ha motivazioni di rilevante incostituzionalità.
Qualsiasi Legge che escluda “per soglia minima” l’elezione di deputati che abbiano raggiunto il quorum, in Democrazia, in Italia ed in Europa, ha motivazioni di rilevante incostituzionalità .
Dalle elezioni del Parlamento tenutosi il 09 aprile 2006, l’Italia da Repubblica  Democratica si è trasformata in Repubblica  Partitocratrica, dove il potere , detenuto attraverso l’elettorato passivo, è stato sottratto al Popolo Sovrano.
Il Popolo vota un secondo turno di nominati da capi di Partito, senza alcun potere di scelta.
Il primo rilievo a supporto, deriva dall’art. 48 della Costituzione che afferma: “il voto è personale ed uguale, libero e segreto”.
Significato: il voto ha come unità di misura l’individuo; che è l’unità.
L’entità individuo si trasforma in numero, equivalente ad 1 (uno); tanti voti individuali, di valore 1, (uno) la cui sommatoria fornisce il risultato elettorale in valore totale.
Quando questo valore raggiunge il quorum, cioè un numero ottenuto dalla somma algebrica del totale dei voti validi, diviso i deputati da eleggere, e fornisce almeno un numero intero, in Democrazia si ha il diritto e la certezza dell’elezione, perché quel numero corrisponde al numero di individui che attraverso il voto ha deciso in modo irretrattabile chi sia il loro delegato.
Nella nostra Costituzione non sono contemplate norme che deviano da quanto affermo.
Quindi qualsiasi norma legislativa che premiando alcuni, in danno di altri, che hanno raggiunto il quorum e li esclude, è chiaramente incostituzionale.
In sostanza l’art. 1 II comma “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” supporta il concetto che il voto, unico mezzo di partecipazione attiva in Democrazia, del cittadino elettore, non può essere annullato, come nel caso degli esclusi per soglia, ossia il voto di quei cittadini non può assumere valore 0 (zero) in disuguaglianza ad altri cittadini, per i quali assume il valore 1 (uno) e neppure l’opposto come per gli eletti per premio di maggioranza, che può assumere valori illimitati, ossia 10, 100, 1.000, 10.000 o 100.000.

Perché chi nominato per “premio” potrebbe non avere ricevuto un solo voto. (Lamberto Roberti)

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Autore: francacorradini

essere pensante

3 thoughts on “INCOSTITUZIONALITA’ DELLE LEGGI ELETTORALI

  1. la costituzione è il miglior programma di governo esistente

  2. “Qualcosa si è mosso nella società e tutti sappiamo che la Costituzione vive proprio grazie al sostegno e alla capacità di identificazione dei cittadini. È una novità non da poco, soprattutto dopo anni di ossessivo martellamento contro la Costituzione. Oggi la politica dell’opposizione dev’essere tutta politica “costituzionale”. Dopo tante ricerche di identità inventate o costruite per escludere, sarebbe un buon segno se la comune identità costituzionale venisse assunta come la leva per cercar di uscire da una crisi che, altrimenti, davvero ci porterebbe, in modo sempre meno strisciante, a un cambiamento di regime”. Stefano Rodotà su Repubblica, 9 marzo 2010

  3. E giunto il momento di chiedere conto alla Giustizia Amministrativa ed alla Suprema Corte di Cassazione, rispettivamente con ben 4 ricorsi di Revocazione di Sentenza al Consiglio di Stato ed un ricorso di Revocazione di sentenza alle Sezioni Unite Civili.
    Tutto ciò al fine di ottenere una Ordinanza di sospensione dei processi con invio alla Corte Costituzionale del quesito di incostituzionalità della Legge elettorale.

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