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Sfiduciamo il Presidente del Consiglio: sottoscrivete la mozione

Fin dall’infanzia un essere umano sa che un’azione lesiva verso la collettività ha sempre delle conseguenze, se non altro formali, che deve essere pronto a fronteggiare. Se a scuola non prepari la lezione e sei interrogato arriva un brutto voto, anche se non sarai bocciato.

Se diffami …il prossimo finisci in tribunale, anche se non in prigione.

Se guidi di notte a fari spenti,puoi essere sanzionato pur salvando la patente.

Se un presidente del Consiglio, intercettato, finisce sotto processo per concussione, deve essere sfiduciato anche se poi rimarrà dov’è.

Questo è il dovere dei politici tutti, indistintamente, un dovere a cui la maggioranza può sottrarsi per sudditanza, ma l’opposizione ha il dovere di presentare la mozione di sfiducia. I sapientoni della real politik dicono “non si può presentarla se non si è certi del buon fine”.

Se l’insegnante, il giudice, il vigile non facessero il loro dovere che Paese sarebbe questo? L’opposizione, che spesso in passato ha rivendicato il diritto a non sottoscrivere le mozioni dell’Italia dei Valori, si è comunque sottratta ad un atto formale che sanciva il richiamo al rispetto delle regole.

Le notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani sono gravissime: Berlusconi ha ordinato ai suoi sodali di zittire l’opposizione e imbavagliare l’informazione libera ed avvantaggiarsi nell’opera di propaganda mediatica che conduce in una situazione di assoluto monopolio. Cos’è questo comportamento ignobile e coercitivo se non una turbativa degli equilibri democratici di un Paese? Quanto accade in questi giorni è la conferma di ciò che l’Italia dei Valori ha da sempre denunciato: Berlusconi è al Governo per salvaguardare i propri interessi e quelli delle sue aziende e, pur di raggiungere questo obiettivo, è disposto ad ignorare regole e leggi che regolano gli equilibri della democrazia.

L’Italia dei Valori in Parlamento ha deciso di presentare una mozione sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio in quanto: mortifica le istituzioni, piegandole a proprio uso e consumo; calpesta lo stato di diritto e i principi sanciti dalla Carta costituzionale; non si occupa dei problemi reali che attanagliano il Paese. Come ben sapete, la mozione di sfiducia, per essere

presentata – come recita l’articolo 115 (comma 1) del regolamento della Camera – “deve essere motivata e sottoscritta da almeno un decimo dei componenti della Camera”. In pratica, la mozione ha bisogno del sostegno di 63 deputati.

Noi  dell’Italia dei Valori, alla Camera, abbiamo già sottoscritto l’atto, ma siamo solo 24 deputati.

Dunque, le nostre firme non bastano.

Per questo, ci auguriamo che anche gli altri partiti dell’opposizione abbiano il coraggio e la determinazione di apporre la loro firma alla mozione. Ma le firme di 63 deputati servono a compiere un atto formale, gettano le basi di un’iniziativa che questa maggioranza farebbe apparire come frutto di una ritorsione politica. Qui non si tratta di una ritorsione politica, non può essere ricondotta ad una scaramuccia parlamentare.

Questa mozione è un cartellino rosso di espulsione dal campo per reiterato non rispetto delle regole più basilari che garantiscono l’esistenza

dello Stato di diritto, è una dichiarazione che vuole demarcare una linea netta   tra chi accetta e non accetta un comportamento spregevole da parte di larga parte del governo Berlusconi.

Invito i cittadini a firmare simbolicamente in Rete l’atto affinché diventi propria di tutti quegli italiani, e non di 63     parlamentari (per ora 24), che vogliono liberarsi di un Presidente del Consiglio, e di un governo, sordo alle istanze del Paese.

Bisogna provare e chiedo ad ognuno di voi di fare la sua parte per diffondere la sottoscrizione:

i partigiani cominciarono in pochi, ma riuscirono a far trionfare la democrazia.

( appello di Antonio di Pietro )



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E’ un copione vecchio e già visto

Sarà pur vero che certi scandali “giornalistici” escano puntualmente in campagna elettorale, così come è scontato che una volta usciti comincino a crearsi le solite due fazioni che lottano entrambe per la verità e per i propri diritti.

Da una parte abbiamo la parte che avendo la maggioranza dei voti, lotta per gli ideali di democrazia che puntualmente vengono violati da programmi di denuncia, da piazze corsare, da giornalisti che si sostituiscono ai politici e dalla campagna d’odio che puntualmente viene inaugurata quando c’è uno scandalo, li ai piani alti.

Poi dall’altra parte c’è l’opposizione, quella che si batte in nome del popolo, ma che come dice Santoro sembra “la bella addormentata nel bosco”. Non una sola parola, ammutolita a maggior ragione dall’arresto di Frisullo, che aveva gli stessi vizi di Silvio Berlusconi, solo che oltre alle escort che chiedeva in cambio di appalti, si faceva pagare anche con cappotti e scarpe di lusso. Un’opposizione dove non è possibile neanche vederne l’essenza stessa, la resistenza o la protesta che in teoria dovrebbe esercitare. Non fa alcun danno, anzi fa quasi tenerezza.

Magari fanno la fine di Di Pietro, che mentre cercava di spiegare al “grazioso” La Russa dov’era il peccato del suo premier, questi ha cominciato a sbraitare, potenziando la sua voce rauca diventando non solo fastidioso ma anche antidemocratico. Quindi al diavolo il plularismo, la libertà d’espressione e il rispetto dei tempi. Di fronte a certe situazioni o a certe persone è meglio non replicare, andare via, Di Pietro prende ed esegue. Che cosa può fare opposizione? Prendere qualche seria posizione nei confronti di Napolitano?

Quest’ultimo continua a lasciare la sua solita dichiarazione credendo di far da paciere, ma in realtà non fa che commentare perchè è nei suoi doveri. Potrebbe prendere una posizione in aiuto dei magistrati? I quali quotidianamente vengono insultati, accusati di essere politicizzati, di voler fare le super star e di rovesciare il governo? Non ci pensiamo nemmeno. Perchè in tutto questo maremoto di notizie, già viste e già vissute, i media, ma anche i giornali di denuncia non parlano di ciò che realmente interessa al cittadino? Perchè non lo fa la sinistra che potrebbe dare una svolta al suo profilo, cominciando quindi a essere presa anche sul serio?

Non c’è traccia (solo minuscole) dei veri problemi molto più seri rispetto a un giro di intercettazioni. Luca Telese a Tetris gli ha dedicato 10 minuti, ma anche se solo 10 giornali ne parlassero in maniera approfondita si farebbe già un passo avanti: il problema dei senza lavoro. Berlusconi va a Napoli, aiuta il ragazzino Caldoro, ma non menziona quei due gesti (avvenuti a Napoli e a Nocera Inferiore) di due imprenditori morti suicidi perchè rimasti senza lavoro, con una barca di dipendenti da pagare.

Un altro scandalo che emerge è quello della spazzatura. Ma chi lo chiama scandalo sbaglia, perchè il problema non è mai stato risolto. Una parte dei rifiuti viene prontamente tolta solamente perchè il premier deve sostenere il suo candidato, quindi perchè sta arrivando a Napoli. Per la serie “facciamo trovare casa pulita per l’ospite”, mentre invece le province muoiono e chi deve raccogliere i rifiuti è senza stipendio da due mesi. A questi nessuno li aiuta. Non abbiamo più bisogno di sapere che il nostro Presidente del Consiglio, quando non gli sta bene una cosa, fa subito di testa sua e ordina, infischiandosene dell’importanza dei ruoli, di minacciare Tizio e Caio chiedendo la chiusura di questo o quest’altro. Sappiamo anche che chiunque parli contro Berlusconi non ha nessuna credibilità e attendibilità, dovrebbe solo vergognarsi e tacere. Un pò come Spatuzza, non ritenuto attendibile un tempo, ma prontamente ritenuto “indispensabile” dai Pm di Firenze, per catturare altri mandanti delle stragi del 93.

La sinistra tace ma dovrebbe cominciare a interessarsi dei cassa integranti, di come questi poveracci abbiano dovuto inventarsi un sistema comunicativo del tutto spiazzante, recandosi all’Asinara per fare un pò di rumore. Un rumore che in un paese come il nostro non desta sospetti, si preferisce sempre e comunque rimanere sulle stesse cose, anche perchè nessuno sembra stancarsi. I problemi veri sono un’altra cosa

Nicola Sorrentino


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Fausto e Jajo: ridategli il diritto di sapere chi li ha ammazzati

A maggioranza abbiamodeciso  di pubblicare questo post di Bertoldino.

Dalle cinque e mezza di ieri sera a stanotte, in via Mancinelli, a Milano, si sono ricordati due ragazzi che oggi avrebbero cinquant’anni ma che sono stati ammazzati a 18.

I loro assassini sono ancora liberi, bazzicano le curve degli stadi e le radio del tifo a Roma.

Uno di questi è Mario Corsi http://www.faustoeiaio.org/html/corsi.htm

Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci erano due ragazzi di 18 anni frequentanti il Centro sociale Leoncavallo. La sera di sabato 18 marzo1978, vengono uccisi con 8 colpi di pistola in Via Mancinelli, a Milano. Vengono ricordati in genere coi soprannomi di Fausto e Iaio.

Vedi qui una  ricostruzione del fatto http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Fausto_e_Iaio

Quello che voglio dire oltre a ricordare i due compagni è che in Italia c’è un maledetto bisogno di verità, ci sono buchi storici formidabili da riempire, centinaia di persone uccise dai fascisti e dagli stragisti da onorare ricostruendo la cazzo di verità.

Molti in questi mesi sono presi dalla berlusconite, malattia che prende gli adoratori del testa di vitello che siede indebitamente ad Arcore ed a Palazzo Cjhigi , come anche coloro i quali pensano di esaurire tutte le energie poltiiche appresso all’ombelico del sig. B. per farlo cadere.

Se continua così con la crisi che morde il culo della gente in questi mesi ci penseranno fra un po’  i lavoratori a mandarlo a casa presto, non i giochetti della borghesia intellettuale ” democratica”

Io sono fra coloro che non hanno intenzione di impiccarsi sul tema, considero S.B. un  variante dilettantesca e delinquenziale del potere costituito non a tutti i costi più pericolosa per gli interessi di classe.

Neanche sufficientemente seria da richiamare alle armi partigiane che invocano unioni di altri tempi.

Lo sfruttamento capitalista c’è nei fatti con Prodi come con S.B. che ripeto è una variante puramente delinquenziale e mi fa ridere vedere come lo stato borghese abbia permesso ad un evidente deviante in guanti bianchi di prendere il potere, fottendo una enormità di professionisti dello sfruttamento.

Io non ho la malattia che pare contagiare tutti e pretendo la verità sugli omicidi e sulle stragi

Voglio sapere perché Mario Corsi può portare in giro tra la curva sud  e le radio degli ultras il suo culo di merda e e perché il giudice Forleo archiviò la sua posizione.

Voglio sapere la verità …

Bertoldino