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Internet aveva censurato Travaglio

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La sua trasmissione del Lunedì, Passaparola, è da un paio d’anni seguita da tantissime persone.

Numerosissime sono le visite e anche i commenti che seguono ogni intervento di Marco Travaglio, il quale da il suo punto di vista sotto forma di editoriale video ogni Lunedì, dei temi più caldi del momento illustrando con le sue inesauribili fonti, le contraddizioni e i limiti di quello che succede nel nostro paese. Il caso (se vogliamo chiamarlo così) ha voluto che settimana scorsa l’ultimo suo intervento, “Bertoladri”, sia stato oscurato e censurato da youtube e da Google. Il filmato per fortuna dei fan del giornalista del Fatto Quotidiano, è apparso dopo un paio di giorni di nuovo in rete e a disposizione della comunità grazie all’intervento dello staff di Beppe Grillo, che ospita gli interventi sempre con grande puntualità. La spiegazione data per l’increscioso episodio è “violazione del copyright”.

Ora, da qualche giorno Google ha avuto una dura condanna dove ne hanno fatte le spese ben 3 dipendenti, per il caso del ragazzo autistico picchiato da alcuni compagni di scuola, quindi sembra si sia voluto cautelare lo stesso Youtube e “ingraziarsi Mediaset”. Come non tutti sanno Google ha in atto con Mediaset una causa in atto, ed ha anche già subito una condanna in sede cautelare. Il sospetto è che si cominci ad avere una leggera ansia per il clima non certo consenziente verso l’informazione libera in Italia. Tra le aziende infatti che si sono mosse a tutela del copyright c’è proprio la rete di Silvio Berlusconi, che si è attivata con notevole impegno contro quel diritto che invece rende come unici responsabili le persone che danno e raccontano una libera interpretazione dei fatti. Qui casca l’asino. Passaparola viene ripreso esclusivamente a casa del giornalista Marco Travaglio, non sembra quindi che la casa del giornalista sia sotto la tutela di Mediaset. Ancora, le sue parole e quelle di tutti i cittadini che vengono imbavagliati non hanno ancora subito il copyright tramite qualche decreto legge, o magari ora per chiedere di andare in diretta o su internet è necessario il permesso di qualche Ministro o avvocato. Youtube, in evidente stato di imbarazzo, si è visto costretto dal giudice della causa civile fatta davanti al Tribunale di Roma per mano della RTI, a inserire nuovamente il video precedentemente rimosso. Inoltre il Tribunale di Roma incarica un perito che ha il compito di vigilare sui contenuti che vengono quotidianamente inseriri da Youtube, scegliendo a questo punto fra i milioni di video presenti, di censurare proprio il video di Travaglio all’insaputa della stessa piattaforma. Peggio, viene dichiarato addirittura il falso “violazione di copyright” per poter portare sul tavolo una lieve giustifica. Si delegittima il legittimo.

E’ comico anche sentire oramai in giro che l’Italia è il paese che permette una grande libertà di stampa e di opinione rispetto agli altri paesi.

Ci chiediamo, visto che lo hanno fatto già con le televisioni, quanto tempo passerà prima che oscurino tutto il web e neghino il dettato di fatti che evidentemente non sono scomodi, ma pesano solo quanto dei macigni

Nicola Sorrentino

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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