LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Altro che panini, burocrazia e complotti della sinistra che vuol vincere “facile” : questa è robaccia interna alla destra più malfamata…

15 commenti

Non si capisce nulla di questa vicenda se non si comprende il contesto politico interno alla PDL di questi ultimi mesi, da quando è iniziata la corsa alla successione del sultano impelagato ormai in troppe faccende sporche.

I nomi dei delfini in successione  li conoscete ed è del tutto inutile perder tempo a ripeterli.

Tra costoro c’é sicuramente Formigoni che con il suo esercito di elettori ciellini è ormai una potenza che fa ombra al premier a favore del quale non si è mai speso con troppa veeemenza per difenderlo dai “magistrati talebani”. E ieri gli è capitato questo incidente.

Ma conosco meglio la questione romana ed è sui veri retroscena di questa esclusione della Polverini che preferisco insistere.

Prendiamo questo Milioni, il presentatore di lista sgarrupato di cui tutti parlano in queste ore.

La tesi che doveva mangiare in quei momenti topici non sembra un granché. Non poteva farsi il panino dieci minuti dopo aver assolto gli obblighi?

E’ del tutto evidente che aveva scelto deliberatamente di rientrare dopo l’orario obbligatorio poichè a quel punto nessun compagno di partito avrebbe più potuto cambiare ciò che lui aveva modificato e cioè l’elenco dei candidati in cui aveva inserito degli amici e levato altri nomi a lui personalmente sgraditi.

Ma è possibile che costui abbia le spalle così grosse per cambiare le carte in tavola in extremis per infilare amichetti suoi senza essere bruciato immediatamente?

Non essendo nuovo a queste bizzarrie è probabile che sia stato usato da qualcuno che gli abbia poi promesso protezione.

Cui  prodest?

Chi si avvantaggia?

1) Berlusconi nella sua lotta contro Fini vero sponsor di Polverini ( vi ricordate come fu  – anzi come è tutt’ora – osteggiata la Polverini  da Feltri e tanti altri di F.I. che ce l’hanno con Fini?

Proprio oggi la Santanché, che con Feltri organizza da tempo gli agguati sul Giornale e che potrebbe comprarsi il foglio di famiglia insieme allo stesso compare di merende  – è stata premiata con un posto di sottosegretario.

E’ vero che nonostante le sue promesse si sarà messa in orizzontale, ma anche fare la cecchina conto terzi  è attività da premiare ( ricordate cosa disse di Veronica nel giorno del putiferio in cui questa si incazzò contro “il ciarpame” mentre Feltri pubblicava la foto nuda della moglie del premier? Disse che era meglio stesse zitta perchè aveva un’amante da tempo…)

2) Storace avrà tantissimi voti in più per la sua lista se tutto va come sembra e non è nuovo a brogli e reati in periodo ed in occasione di elezioni ( ne commise diversi, 5 anni fa, contro la Mussolini e Marrazzo). Già lo immagino stropicciarsi le mani soddisfatto.Trattasi di vera gentaglia e su questa ipotesi sono disposto a scommetterci.

Lorenzo68

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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15 thoughts on “Altro che panini, burocrazia e complotti della sinistra che vuol vincere “facile” : questa è robaccia interna alla destra più malfamata…

  1. Più che “POLVERONI” direi “Polverini”.

    • E’ inutile che vi agitate, le votazioni saranno vinte dal popolo dei NON votanti, dai disgustati di questa politica sia di destra che di sinistra, in poche parole chiunque vinca non sarà mai l’espressione di una democrazia POPOLARE, ma bensì l’espressione di: LADRI-TRUFFATORI-CORROTTI-CORRUTTORI-INQUISITI-INQUISITORI. Chiaramente il tutto è compreso nel vecchio arco Costituzione cioè dalla estrema sinistra alla destra attuale.

  2. formigoni non ha le pal… ops i “requisiti caratteriali” per sganciarsi in tempo dal banana ed acquisire credibilità
    per il resto sono piuttosto convinta anch’io che storace ci abbia messo lo zampino, anzi lo zampone
    questi ex fascisti sono veramente senza remore e dignità, se lasci per sbaglio ( eh eh eh) un coltello in una loro sede e poi esci fai appena in tempo a chiudere la porta ed evitare schizzi di sangue…

  3. da molto tempo vado dicendo che berlusconi è in crisi.
    Dopo l’apice della popolarità,
    raggiunto nei giorni sciacalleschi delle prime passeggiate sui cadaveri degli aquilani, dopo che il 25 aprile nella vertigine del potere quasi assoluto si sentì il re sole e divenne addirittura partigiano antifascista,
    iniziò il lento declino
    con una serie impressionante di autogol, con la sfacciataggine e la protervia di chi non sente limiti, sbracando di suo senza alcuna forza contraria che lo costringesse, con l’inizio delle inchieste, con qualche stop costituzionale.
    Poi la statuina fermò l’emorragia per un pò ma subito dopo il declino riprese lento ed inesorabile.
    Direttamente proporzionale al suo declino è stata la determinazione con cui qualche delfino si è proposto
    ed ora, nel bel mezzo della crisi – drammaticamente anche economica – all’interno della PDL c’é una tonnara violenta peggiore della notte dei lunghi coltelli, perchè di tutti contro tutti
    Come previsto ci lascerà tante macerie, non come quelle che bertolaso ha lasciato dietro di sè a L’Aquila, ma quasi…
    Questa destra di governo è talmente corrotta ed incapace, che i due fratelli nazionalisti ed estremisti polacchi al confronto sono dei gentleman moderni, capaci ed onesti.
    In Thailandia stanno ad esempio meglio di noi avendo condannato il Berlusconi locale.
    Difatti la Corte Suprema di Bangkok ha espropriato una buona parte delle fortune dell’uomo piu’ ricco della Thailandia, che andranno a finire nelle casse dello Stato. La Corte ha requisito 46 miliardi di baht (circa un miliardo di euro) all’ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra e alla sua famiglia. Precedentemente gli erano stati “congelati” circa 76 miliardi di baht. La decisione e’ stata presa per punire il conflitto di interessi di Thaksin tra i suoi molteplici interessi finanziari e il suo ruolo di primo ministro svolto dal 2001 al 2006. Per il resto leggi qui http://ilsalottodellalternativo.splinder.com/post/22320687/Non+%C3%A8+l%27unico%3A+ce+n%27%C3%A8+uno+an
    Quindi per concludere la thailandia è per noi che siamo messi così male, un mito di democrazia liberale ed efficiente irragiungibile…
    un grazie sentito anche per questa vergogna ai cialtroni che l’hanno fatto sultano : grazie cialtroni!
    Fossero costoro almeno in possesso della stesa dignità ed onore di quei generali tutto d’un pezzo di una volta che quando perdevano si sparavano un colpo in testa e tanti saluti…
    no, il rischio è che te li ritrovi riciclati e pentiti o peggio tra qualche anno pronti a giurare ” di non averlo mai amato ed anzi averlo avversato”

  4. Sono solo dei po(l)verini… E penso che sia plausibile che queste elezioni siano l’inizio della resa dei conti. Anche se temo che Berlusconi sia comunque troppo forte per farsi disarcionare dagli attuali aspiranti al trono. Si faranno del male, ma non verranno puniti, non abbastanza, non questa volta. (Vorrei sbagliarmi!)

  5. Penso che gli Italiani (almeno, metà di loro) non siano ancora pronti per svegliarsi.

  6. vi dirò pur essendo, relativamente parlando, giovane, ovvero 30enne, qualche campagnuccia elettorale me la son fatta anch’io. Diciamo una decina considerato regionali, provinciali etc etc, ma seppure fossi digiuna completamente di come funziona, qualche riflessione l’h o fatta anch’io. 1) come possono dei rappresentanti di un partito che a detta di B è oltre il 60%, spaventarsi perché i radicali non li fanno entrare. Ma poi, è un tribunale di corte d’appello, in posti dove si incontrano tante entità politiche diverse (tra cui anche neofascisti), c’è un servizio di vigilanza. E su! non s’è mai sentito che ti impediscono di entrare, a meno che non voui rientrare fuori tempo, allora lì girano e ci si difende.

  7. Credo proprio che siano una banda di incapaci, quarda come governano l’italia non si meritano di essere inseriti perche sono degli incapaci,se no è per incapacità allora èpeggio perche stanno facendo dei giochi molto sporchi,(del resto ci sono abituati). Ciao

  8. Riporto una voce che corre e che sarebbe stata riferita proprio da uno dei presenti alla ricezione agli atti elettorali in questione che l’avrebe riferita ad un suo amico che l’ha detto ad alcuni amici ecc fino a me . Milioni si sarebbe presentato in ufficio con tutte le carte circa 30 minuti prima della scadenza ma, proprio quando le stava facendo vidimare riceve una telefonata di Berlusconi: Buongiorno Presidente come sta?….. Sì stavo giusto presentando le carte… dice davvero?…Ma possiamo farlo? …E gli altri?… Ma chi togliamo per mettere la signora in questione?…D’accordo, faccio io: In pratica secondo questa fonte “inside” Berlusconi avrebbe chiamato Milioni per mettere una sua amante in lista tra i primi togliendo un nome tra gli ultimi( che notoriamente sono un riempitivo). Successivamente il Milioni si sarebbe allontanato, pur rimanendo nelle vicinanze, per inserire il nome in questione ma avrebbe ritardato perchè non si riusciva a sapere la data di nascita della signora in questione e che il Milioni avrebbe anche urlato nel corridoio mentre stava al telefonino per cui molti avrebbero ascoltato e visto questo strano tizio che urlava e si sbracciava perchè il telefonino della candidata dell’ultima ora era spento. Per quanto verosimile, a lume di ragione,però mi sembra difficile che Berlusconi telefoni a Milioni per inserire un nome all’ultima ora all’insaputa di tutti gli altri ma comunque riferisco una voce che mi proviene da fonte di solito ben informata dei “movimenti” di palazzo.

  9. Cosa c’è dietro la bufera che ha travolto la Polverini

    di Michelle Barracuda 2 Marzo 2010

    Nessun complotto dei berluscones contro la Polverini, candidata scelta da Fini. Nessuna svista o pausa panino da parte di chi doveva consegnare le liste in tempo. Nelle righe che seguono vi spieghiamo cosa è accaduto a Roma nei giorni scorsi. Il problema è Piccolo. Nel senso di Samuele Piccolo, ex An, consigliere comunale nemmeno trentenne, un perfetto sconosciuto a livello nazionale ma che a Roma smuove decine di migliaia di voti, con tanto di corrente, adepti e a capo di una organizzazione capillare da far paura.

    Piccolo, visto il vasto seguito, aspirava ad un posto in consiglio regionale. Un “desiderio” che avrebbe però sottratto voti agli altri candidati e per questo mal vista da mezzo partito. Se ci si aggiunge che tra Piccolo e Alemanno non corre buon sangue, la tesi si fa ancora più credibile. Sarebbero stati due suoi scagnozzi, presenti sabato al Tribunale di Roma, ad accorgersi che Alfredo Milioni, il delegato del Pdl alla consegna delle liste, avrebbe cancellato all’ultimo minuto il suo nome, o sarebbe stato sul punto di farlo. Questo non è ancora chiaro. Un motivo che ai due fedelissimi di Samuele Piccolo sarà sembrato sufficiente per scatenare il parapiglia e sollecitare l’intervento dei rappresentati di lista dei radicali. “Per uccidere un gattino hanno usato tritolo e dinamite” è il claim che si rincorre tra militanti, candidati e addetti ai lavori.

    Per capire il motivo dello scoppio di questa bomba è necessario spiegare però cosa accade solitamente all’interno dei partiti nei giorni e nelle ore che anticipano la consegna delle liste. In pratica succede di tutto: trattative, pressioni, minacce, giri vorticosi di telefonate. Una volta decisa la lista con i nomi dei candidati si parte per il Tribunale. Molte volte capita che quella lista spesso venga cambiata all’ultimo momento per togliere un nome scomodo o inserirne un altro. Il presidio dei fedelissimi di Piccolo in tribunale era lì proprio per evitare lo sgambetto dell’ultimo minuto.

    E così, negli ambienti romani del Pdl, si fanno sempre più insistenti le voci di una telefonata arrivata all’ultimo minuto ad Alfredo Milioni per togliere alcuni candidati che non dovevano stare in lista, tra i quali appunto Piccolo, ed inserire, a quanto si mormora nell’entourage della Polverini, Pietro di Paolo, consigliere uscente e marito della deputata romana Barbara Saltamartini, come capolista. “Pronto, Alfredo? Devi togliere Piccolo, De Lillo e Paolozzi e mettere Di Paolo capolista”, questo verosimilmente il colloquio durato pochi secondi tra Milioni e un capo partito. Milioni avrebbe quindi eseguito gli ordini di scuderia. Ma chi ha fatto la telefonata? Chi è stato a dare l’input finale a questo sessantenne ex socialista, ex forzista e oggi presidente di un municipio romano che da anni si occupa di presentare le liste di Forza Italia? “Milioni prende ordine solo dai suoi”, tagliava corto ieri un dirigente ex An interrogato durante l’inizio della maratona oratoria organizzata in una piazza al centro di Roma. Due i nomi che girano nella galassia pidiellina: dall’altro capo del telefono dicono che ci fosse o Gianni Sammarco, deputato, coordinatore romano del Pdl, ma soprattutto cognato di Cesare Previti o Alfredo Pallone, europarlamentare e vice coordinatore regionale del Lazio. Ma i sospetti (che per ora, tali restano) gravitano tutti su Sammarco. Nel frattempo però i due hanno smentito presunte telefonate.

    Anche Sammarco e Pallone, così come Piccolo, sono una vera potenza a Roma e provincia. Loro ordinano e i soldatini eseguono. E appunto, secondo i gossip romani, da uno di loro due potrebbe essere partito l’ordine e Milioni, fedele pedina, avrebbe eseguito. A far saltare il tavolo, gli uomini di Piccolo, gente di periferia con i quali non si scherza e che il gotha del Pdl romano non aveva proprio calcolato.

    Perché i sospetti ricadono su Gianni Sammarco? Per due motivi. E’ stato l’unico a difendere apertamente Milioni. Gli altri del suo partito o se ne sono lavati le mani o lo hanno pesantemente aggredito. Un dirigente molto addentrato nelle vicende del Pdl romano ha spiegato a l’Occidentale un retroscena verosimile: “Milioni non è un fesso, lo conosciamo tutti qui nel partito, se ha sbagliato è perché è stato indotto all’errore e per questo ha chiesto al suo partito di essere messo al riparo dal linciaggio. E chi è quel dirigente pronto a difendere uno indifendibile? Secondo me solo uno costretto. Del resto, in politica la solidarietà non si esprime mai casualmente”.

    E poi c’è un altro indizio: da due giorni Sammarco è descritto dagli uomini del suo entourage come nervoso, teso, cupo. Oltre la soglia. Lo si è visto arrivare di mattina presto, lui che mattiniero non è, e passa molte delle sue serate a via Veneto, al comitato della Polverini per leggere avidamente i giornali avvolto nella sua consueta nuvola di fumo. “Ieri al Comitato faceva un caldo pazzesco e lui tanta la fretta di leggere i giornali, non si è nemmeno tolto la giacca”, hanno raccontato alcuni presenti. “Questo di togliere un nome per metterne un altro all’ultimo minuto è un trucco che avviene regolarmente”, spiega un eletto al Comune di Roma nelle file del Pdl, “ma di solito l’imbroglio avviene dentro il taxi in modo che al momento dell’arrivo in tribunale nessuno si accorga di nulla. Se le voci che corrono sono vere, i vertici locali hanno commesso un enorme peccato di presunzione. Hanno azzardato troppo, volendo fare non un cambiamento, ma addirittura quattro modifiche, per di più inserendo un nuovo capolista a pochi minuti dalla scadenza del termine. Roba da dilettanti”.

    Ora si apre un nuovo scenario. Decine di candidati, che hanno già sborsato centinaia di migliaia di euro, sono terrorizzati dall’idea di rimanere senza la candidatura e quindi fuori dai giri che contano. Alcuni di loro sarebbero eventualmente piazzati come assessori alla regione qualora la Polverini vincesse. Altri nominati al Comune di Roma nella giunta di Alemanno. Qualche poltrona dovrà saltare per forza. Nel mirino, secondo indiscrezioni, ci sarebbe quella alle politiche abitative di Alfredo Antoniozzi, ex forzista, il quale, oltre ad avere uno degli assessorati più importanti di Roma è anche eurodeputato. Sarà per questo che Antoniozzi è stato visto in questi giorni aggirarsi tra Campidoglio e comitato della Polverini più nervoso che mai. Il suo posto traballa.

    In tempi di crisi il doppio incarico è un lusso che nessuno può permettersi. Tutti dovranno stringere la cinghia e sperare nel frattempo, cosa assai improbabile, che i ricorsi vengano accettati.
    http://www.loccidentale.it/articolo/cosa+c%E2%80%99%C3%A8+dietro+la+bufera+che+ha+travolto+la+polverini.0087163

  10. Caro Claudio, io invece ho una sensazione diversa, cioè che questa gentaglia che ci governa sia ormai troppo abituata ad essere al di sopra delle regole e della legge, o a farsi le leggi ad personas che li fa sentire infallibili. Una volta che qualcuno decide, giustamente, di far rispettare le regole rimangono nella “tagliola” e sbraitano scaricando le colpe sugli altri, invece di prendersela con la propria presunzione ed imbecillità. Se non bastasse Roma il caso Formigoni ne è la prova lampante. Se ci sono delle regole e delle leggi (fatte e votate da loro), siano esse stupide, assurde, complicate quanto vuoi, debbono essere rispettate e valere per tutti, nessuno escluso, questa è la base di ogni democrazia che vuol rimanere tale. Se poi vogliamo discutere di politica allo stesso modo in cui al bar si discute della partita persa incolpando sempre l’arbitro….

  11. Non entro nel merito dell’ultimo commento …

    Ma francamente, nel caso della lista PdL del Lazio, mi sembra proprio che il centrodestra abbia fatto tutto da solo …. non a caso anche Bossi li ha definiti “dilettanti allo sbaraglio” ….

    Anche se certamente – tra l’altro conoscendo personalmente Alfredo Milioni, maneggione un pò “sgarrupato” ma tuttaltro che coglione – non è stata questione di panini ma di “impicci” da fare sulle liste … naturalmente sempre a danno di altri esponenti dello stesso centrodestra …

    Che c’entra la magistratura ? E’ questione di orologi, Milioni è entrato in tribunale con 45 minuti di ritardo … mò sta a vedere che pure gli orologi sono “comunisti” ….

    Radisol

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