LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Altro che panini, burocrazia e complotti della sinistra che vuol vincere “facile” : questa è robaccia interna alla destra più malfamata…

Non si capisce nulla di questa vicenda se non si comprende il contesto politico interno alla PDL di questi ultimi mesi, da quando è iniziata la corsa alla successione del sultano impelagato ormai in troppe faccende sporche.

I nomi dei delfini in successione  li conoscete ed è del tutto inutile perder tempo a ripeterli.

Tra costoro c’é sicuramente Formigoni che con il suo esercito di elettori ciellini è ormai una potenza che fa ombra al premier a favore del quale non si è mai speso con troppa veeemenza per difenderlo dai “magistrati talebani”. E ieri gli è capitato questo incidente.

Ma conosco meglio la questione romana ed è sui veri retroscena di questa esclusione della Polverini che preferisco insistere.

Prendiamo questo Milioni, il presentatore di lista sgarrupato di cui tutti parlano in queste ore.

La tesi che doveva mangiare in quei momenti topici non sembra un granché. Non poteva farsi il panino dieci minuti dopo aver assolto gli obblighi?

E’ del tutto evidente che aveva scelto deliberatamente di rientrare dopo l’orario obbligatorio poichè a quel punto nessun compagno di partito avrebbe più potuto cambiare ciò che lui aveva modificato e cioè l’elenco dei candidati in cui aveva inserito degli amici e levato altri nomi a lui personalmente sgraditi.

Ma è possibile che costui abbia le spalle così grosse per cambiare le carte in tavola in extremis per infilare amichetti suoi senza essere bruciato immediatamente?

Non essendo nuovo a queste bizzarrie è probabile che sia stato usato da qualcuno che gli abbia poi promesso protezione.

Cui  prodest?

Chi si avvantaggia?

1) Berlusconi nella sua lotta contro Fini vero sponsor di Polverini ( vi ricordate come fu  – anzi come è tutt’ora – osteggiata la Polverini  da Feltri e tanti altri di F.I. che ce l’hanno con Fini?

Proprio oggi la Santanché, che con Feltri organizza da tempo gli agguati sul Giornale e che potrebbe comprarsi il foglio di famiglia insieme allo stesso compare di merende  – è stata premiata con un posto di sottosegretario.

E’ vero che nonostante le sue promesse si sarà messa in orizzontale, ma anche fare la cecchina conto terzi  è attività da premiare ( ricordate cosa disse di Veronica nel giorno del putiferio in cui questa si incazzò contro “il ciarpame” mentre Feltri pubblicava la foto nuda della moglie del premier? Disse che era meglio stesse zitta perchè aveva un’amante da tempo…)

2) Storace avrà tantissimi voti in più per la sua lista se tutto va come sembra e non è nuovo a brogli e reati in periodo ed in occasione di elezioni ( ne commise diversi, 5 anni fa, contro la Mussolini e Marrazzo). Già lo immagino stropicciarsi le mani soddisfatto.Trattasi di vera gentaglia e su questa ipotesi sono disposto a scommetterci.

Lorenzo68


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Polverini: fra complotti e burocrazia

La lista del PDL nel Lazio è stata esclusa per una “leggerezza da dilettante”. Questi i titoli che scorrono, accompagnati dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che poveretto si è trovato vittima di una boicottatura a suo dire, delle liste per le regionali nel Lazio che non sarebbero state consegnate in tempo.

Il ritardo c’è stato, di ben 50 minuti ad opera di Alfredo Milioni, sul quale si vocifera che avrebbe ritardato per proporre nuovi nomi e toglierne qualcuno poco desiderato. Il guaio è fatto e “quer pasticciaccio di via Polverini” rischia di compromettere ancora di più l’equilibrio, già precario, del PDL che ha visto come conseguenza persino uno scontro fra La Russa e Alemanno. Quello che però fa spavento ancora una volta è la conseguenza e le reazioni che sono derivate dalla mancata consegna. Si è riuscito a ricorrere contemporaneamente all’Ufficio Regionale, poi al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato, senza però disdegnare delle azioni civili e penali visto che nessun ufficio poteva, secondo loro, rifiutare la documentazione. Insomma, dietro questa gaffe ci sarebbero complotti burocratici e forzature ufficiose che avrebbero “impedito fisicamente” la consegna delle liste. A fare capo al complotto sarebbe la burocrazia stessa, rimbomba la Polverini, che ha lanciato addirittura a Napolitano l’appello di non uccidere la democrazia in questo modo. Va bene che l’autocritica non è mai stata caratteristica dominante della destra, del PDL, ma che addirittura si faccia ricorso contro le regole è altrettanto imbarazzante. Nessuno pensa al disprezzo di quest’ultime che puntualmente torna a galla quando vi sono mancanze ed errori umani. Soprattutto dopo lo scandalo della Protezione Civile, la burocrazia ostacola e basta, meglio affidarci alla clemenza del Capo dello Stato. Regole e termini dovrebbero essere cambiati per il favore di qualcuno, bisogna anzi interpellare i magistrati. Quei “talebani” che dovrebbero rimediare all’abuso, piuttosto che difendere un diritto. E se la Bonino non si augura leggi ad listam dopo quelle ad personam, la parola complotto rimbomba sempre di più.

La prima forma di questa “cospirazione” è quella di annientare la Polverini perchè “finiana”, visti i rapporti noti fra Fini e Berlusconi. La seconda fa pensare a una vendetta di Storace contro Fini, che non avrebbe inserito nessun suo adepto nella lista. Ma quella più probabile sembra essere anche quella più evidente per il PDL: degli uomini di sinistra hanno impedito fisicamente la consegna delle liste. Magari costruendo dei muri di cemento o mettendo barricate di ferro con transenne speciali. Qualcuno però si dimentica di chi aveva il compito di consegnare questa benedetta lista di nomi. Alfredo Milioni non è nuovo a stravaganze del genere. Il soggetto in questione, come racconta Repubblica, pare essere un tipo distaccato dai suoi uffici ma protagonista di episodi imbarazzanti, giustificati poi come errore d’ufficio, che lo hanno reso abbastanza famoso nel municipio di Roma. Nel 2006 alla vigilia delle Comunali sparì per un giorno intero, spegnendo telefono e lasciando i suoi compagni in giro a raccogliere nuove firme, nel 2004 da assessore al Bilancio allegò all’insaputa di tutti un documento con cui il consiglio del municipio XIX aveva bocciato, l’edificazione del parco vincolato di Casal di Marmo, infine nel 2008 urlò e sbraitò in consiglio “stronzi” contro esponenti del PD. Insomma, il personaggio in questione non sembra essere poi il garante di una missione “eroica” come quella della consegna delle liste, ne tantomeno si perde l’abitudine solita del PDL di infischiarsene delle leggi scomodando magistrati, capi di Stato e tribunali.

Ma d’altronde se è tutto un complotto per loro è lecito infischiarsene, sono polveroni che devono essere risolti

Nicola Sorrentino