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Tre ipotesi sul perchè i potenti e ricchi vanno sempre e solo a mignotte

8 commenti

Ipotesi 1) il Fatto Quotidiano, Luca Telese

“Ma come! Sono uomini così belli e desiderati, che bisogno hanno di una prostituta?”.

E invece un bisogno c’è. Hai sempre fretta, sei terribilmente stressato, hai pochi tempi morti nell’agenda del palmare. Devi riempirli appena si liberano. Non devi lasciare tracce. Non devi avere implicazioni sentimentali, strascichi. Non devi accendere una relazione con una figura autonoma, che confligge con la famiglia di riferimento, che spesso – anche in contemporanea – deve essere impegnata nella rappresentazione della drammaturgia istituzionale.

Escort è una parola più comoda, asciugata al senso etimologico: la scorta, l’estrema protezione del segreto, la corroborazione curativa del corpo. Non più il corpo del politico, il sottosegretario, il presidente. Ma il capo, il sovrano che deve ristorarsi.
Se è così, però, il capo-semidio, non può sporcarsi le mani con il denaro. Non può distruggere il sogno mettendo mano al portafoglio. Il ruffiano che paga, diventa essenziale perché cancella la traccia e il senso di colpa.

Perché ricostruisce l’illusione del dono sessuale-votivo offerto al principe in virtù del suo carisma. La Protezione virile si sostituisce a quella civile. Meno male che ci sono le intercettazioni: ancora per un po’ Anemone resta un cognome, e non un mito.

Ipotesi 2, Sabina Guzzanti

“Per esempio, un interrogativo che non sarà fondamentale, ma a me m’è venuto, dopo queste intercettazioni, mi sono chiesta: ma perché vanno tutti a mignotte? C’hanno i soldi, c’hanno il potere, c’hanno tutto quello che vogliono, ma perché sempre e solo mignotte? È una domanda legittima, voglio dire: no? Ho chiesto in giro finché non me l’hanno spiegato, un ex tossico mi ha spiegato in modo molto semplice e chiaro che vanno a mignotte perché pippano: molto semplice. Perché la cocaina stimola la amigdala, che produce dopamina e ti fa venire voglia di scopare, però non ti si alza e le mignotte sono le uniche che hanno la pazienza di stare lì anche se non ti si alza, è molto semplice, è una verità che si potrebbe anche diffondere, perché no?”.

Ipotesi 3, la mia

La politica è cambiata, un tempo c’era una certa percentuale di persone che lavoravano politicamente per un impegno ideale disinteressato, o meglio interessato più a futuri rivolgimenti traumatici (rivoluzione) che non a fare soldi. Tale approccio con l’attività politica era psicologicamente  più appagante e tale appagamento faceva da contrappeso alle inevitabili fatiche e delusioni.

Inoltre certo valori,  per alcuni politici per altri morali, non erano ancora stati sotterrati dalla civiltà moderna lobotomizzante ed era più facile trovare in giro reazioni di rabbia ed indignazione oggi quasi scomparsi e sostituiti dall”attuale menefreghismo “cialtrone”,  per usare un termine caro a cavallo matto.

Oggi tale percentuale di idealisti è sicuramente inferiore e capita spesso che si cerchino scorciatoie per avere prima possibile potere e soldi, e tanto più ciò è valido quanto meno l’esercizio del potere politico risulti appagante.

L’attività politica  – vista ormai come una variante del mondo degli affari – è fatta di tanti di quei rapporti da “coltivare” e di tanti di quei nemici da ” fottere” che spesso sostituisce la libido sessuale ed inoltre concorre a creare ansia e pensieri che,  come  notorio,  disturbano la libido sessuale libera e consapevole ( potrei citare il volgare ” il cazzo non vuole pensieri” valido,  con una piccola modifica, anche per le femminucce; oppure il siculo-mafioso “megghiu cumannari ca futtiri “).

Vivere di rapporti da coltivare , rapporti di potere insomma, stimola quel genere di mentalità ed anche poi di sessualità , per cui  –  dopo aver fottuto tanti nemici durante il giorno –  risulta più consono ed appagante rimanere sulla stessa linea anche nel sesso, ricorrendo alle mignotte.

Senza dimenticare le solite chiacchiere più o meno fondate sui nuovi rapporti di forza all’interno della coppia, con la donna sempre più protagonista , conquistatrice e richiedente ( “quella gran rompicoglioni di mia moglie” si legge in diverse vecchie intercettazioni dei tempi della prima tangrentopoli) e l’uomo sempre più in un angolo.

La puttana è disponibile per antonomasia, è la geisha, la moglie bambina a cui guardare senza ansia né affanno, la donna che ti fa sentire uomo e non ti assale di pretese ed attese. Certo poi alla fine c’é quel piccolo particolare del pagamento della prestazione, ma spesso agli uomini piace col tempo illudersi di fare solo dei regalini.

In conclusione credo che le tre ipotesi abbiano tutte qualche parte di verità e vorrei sapere voi che ne pensate…

Rosellina970

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Autore: rosellina970

ricercatrice univeritaria-ufficio contratti

8 thoughts on “Tre ipotesi sul perchè i potenti e ricchi vanno sempre e solo a mignotte

  1. bello, chiaro efficace, Rosy.
    Io penso che le tre ipotesi siano complementari, ma che tu abbia preso in pieno la natura dei rapporti.

  2. Il quesito non è corretto: Del Bono non è andato a mignotte,ha solo portato la sua segretaria in vacanza, con dotazione di bancomat. Lascia perdere che erano soldi della regione, è secondario (si sa che i cittadini bolognesi amano i loro politici sinistri e che li voterebbero anche presentassero uno spaventapasseri). Del Bono non passerà alla Storia ma almeno alla Geografia sì. Marrazzo poi, non erano mignotte, amica mia.

  3. se vuoi vedere il marcio del PD per non parlare della metastassi che c’é dalle tue parti accomodati
    qui non facciamo sconti a nessuno…

  4. Un saggio ha scritto che l’uomo non paga la puttana per scopare ma per andarsene dopo aver finito. In questo c’è una grande verità perchè la rostituta non dà e vuole alcun coinvolgimento sentimentale,non cerca il suo piacere ma solo quello del cliente, una volta finito ” l’atto” non chiede nulla, non ti telefona ma aspetta di essere telefonata, entro certi limiti è a tua disposizione per le piccole perversioni (bdsm), non ti cerca a casa, puoi continuare la tua vita normalmente insomma ed avere una vita relativamente segreta. Molto spesso leggiamo di calciatori o attori considerati sex symbol che “vanno a puttane”, perchè?Proprio perchè l’uomo ha paura di scoprirsi, di rivelarsi quasi fosse una debolezza imperdonabile. E poi, come dice un mio amico, tra cinema,cena e locale notturno alla fine spendi di più per non parlare dei regalini!!!!!!!

  5. Io ne dico un’altra, che non sarà unica, ma c’era.
    Nell’area della sinistra militante di solito la compagna era parte viva ed attiva dell’azione politica.
    Per cui era vivace e continuo il confronto e la compagna esigeva il rispetto da parte del maschio-compagno.
    Giorni fa un vecchio militante PCI mi raccontava di un leader storico locale, onorevole, che mentre ballava appassionatamente con una, veniva affrontato dalla moglie che lo schiaffeggiava in pubblico (anni 70/80) ridicolizzandolo.
    Nelle file del PCI già questo legame si era notevolmente attenuato e non era infrequente scoprire risvolti assai contradditori e criticabili, sintomo abbastanza chiaro del degrado ideologico in atto.

  6. la verità è che molti uomini ( non ho idea delle percentuali )vanno a puttane per i motivi descritti da Michele.
    Gli uomini di potere e i ricchi non fanno eccezione.
    Ovviamente la differenza sta nel prezzo.

    L’uomo del popolo che viaggia con la Smart si accontenta ( deve accontentarsi ) di cose a poco prezzo.
    Il potente ed il ricco che viaggia con auto potenti, anche in “questo frangente” vuole dimostrare di poter acquistare cose costose.

    Il vero problema, nel caso dei politici in particolare, è che si permettono il lusso di fare tutto ciò con i soldi degli omini che viaggiano con la Smart ed i nostri….( intendo anche quelli di noi donne ……).

    • Io non so , se come recita il titolo, “i potenti e ricchi vanno sempre e solo a mignotte “.

      Forse sì.

      Se tra le mignotte includiamo anche le mogli che si accoppiano con loro solo per SETE di DENARO E POTERE.

  7. Sono arrivata qui per caso, facendo un giretto per altri blog. Complimenti.
    Bel post, e belle domande. Probabilmente ognuna delle delle tre spiegazioni del “fenomeno” contiene del vero. Aggiungo una considerazione personale: nessuno ammette mai di andare o essere andato a mignotte (o almeno io non ho mai sentito nessuno ammetterlo). Questo significa che la mignotta-mignotta, quella che tutti sanno cosa fa, non si esibisce in pubblico, come un’auto, o un blackberry.
    La massaggiatrice, si’, fa figo.
    angelina

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