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Gibe II: crollo alla mega diga italiana in Etiopia

22 commenti

A   cura di Andrea Cocco • 9 Febbraio 2010, ripreso da AMISnet

Era stata inaugurata da appena dieci giorni e doveva essere uno dei fiori all?occhiello dell?aiuto allo sviluppo italiano. La scorsa settimana pero’ un tunnel della mega diga Gibe II, costruita in Etiopia e finanziata con 220 milioni di euro dal Ministero degli esteri, e’ crollato costringendo le autorita’ a chiudere immediatamente l’impianto. In passato il progetto era stato fortemente criticato non solo per la mancanza di adeguate valutazioni geologiche e di impatto ambientale ma anche per i sospetti di corruzione nell?affidamento delle opere alla ditta italiana Salini srl. I lavori, denuncia l’organizzazione Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, sono iniziati senza che fosse consegnato alcuno studio di fattibilita’ e senza i necessari permessi ambientali. L’opera, costata 375 milioni di euro e finanziata in parte anche dalla Banca europei per gli investimenti, e’ stata per di piu’ affidata alla Salini senza che venisse indetta alcuna gara d’appalto e in violazione delle norme europee sulla cooperazione.

Dopo dieci giorni di attivita’ la diga, che originariamente avrebbe dovuto essere completata nel 2007, e’ di nuovo ferma e potrebbero essere necessari diversi mesi per riparare il danno al tunnel di 27 chilometri che costituiva una delle opere piu’ ingegneristiche del progetto. A pagare le riparazioni dovrebbe essere la Salini, ma non si esclude che una parte dei soldi venga versata dallo stesso governo etiope. L’Etiopia e’ del resto legata anche ad un altro progetto con la cooperazione italiana: la mega diga Gibe III.

Affidato anche in questo caso alla Salini senza gara d’appalto e senza previa valutazione di impatto ambientale, la nuova opera ha un costo previsto di 2,6 miliardi di euro, ma la sua realizzazione potrebbe avere impatti ancora piu’ astanti di Gibe II. “Se completata”, ricorda la Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, “la diga devastera’ delicati ecosistemi della Valle del fiume Omo e del lago Turkana in Kenya, provocando gravi danni ai circa 500 mila contadini, allevatori e pescatori che vivono nell’area”

Nessun organo di stampa nazionale ( tranne un servizio del TG3) ha riportato la notizia.

Sarà per l’imbarazzo che crea al nostro governo?  Sarà che in questi giorni il governo che ha deciso inopinatamente di contruire nuove vecchie centrali nucleari non desidera essere disturbato con notizie siffatte? Sarà che l’ipocrisia dei candidati destrici alle regionali  – tutti loro negano di voler permettere le centrali nelle loro regioni, sapendo bene che dopo le elezioni saranno costretti a dire “obbedisco” –  vince sulla libertà di cronaca?

Ecco come ne ha parlato il TG3 la sera dello scorso 3 febbraio. Va detto che medesimo silenzio il governo italiano ha ottenuto dalla stessa stampa etiope, per evidenti motivi di opportunità che nel servizio vengono riportati ed esplicitati.

Pochi giorni prima Frattini l’aveva inaugurata in pompa magna con la grancassa mediatica di tuttl la stampa locale.

Che bella figura per il piccolo replicante del sultano, uno costretto ad andare in giro per il mondo a mettere toppe alle figuraccie del premier, ne ha collezionata una in proprio…

Mi ricorda antiche storie di fuciletti di latta, animo imperiale e “faccette nere da trattare come meritano”, non trovate? Senza aggiungere nulla sulla inquietudine che nasce a pensare a questi mentecatti che vogliono costruire – senza dirlo all’opinione pubblica impegnata nella scelta dei candidati – nuove centrali nucleari in giro per l’Italia…

Crazyhorse70

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22 thoughts on “Gibe II: crollo alla mega diga italiana in Etiopia

  1. hai ragione crazy
    la corte del banana ricorda quel periodo schifoso anche per questi motivi

  2. Obama sta puntando sul nucleare negli USA, un mentecatto anche lui?

  3. Visto che è già il secondo articolo nel quale parlate contro il nucleare, ed io sono fascista sporco e cattivo e quindi le mie sono provocazioni (è il solito vostro modo di rispondere ai miei fatti concreti), argomentatemi SERIAMENTE la decisione di Obama spiegata nell’articolo di oggi del Sole che riporto di seguito….

    NEW YORK – Barack Obama ha varcato ieri il Rubicone del nucleare: ha annunciato garanzie federali per 8,33 miliardi di dollari per la costruzione di due nuovi reattori in Georgia affidati alla Southern Co., una delle principali società energetiche dello stato. È la prima volta dal 1970 che l’America mette in cantiere un progetto per una nuova centrale. A questo ne seguiranno quasi certamente altri: vi sono dei progetti in Carolina del Sud, Texas, Maryland.
    Nel bilancio 2010 Obama ha proposto di triplicare gli stanziamenti per garantire la costruzione di nuovi impianti nucleari da 18,5 miliardi di dollari a 54 miliardi di dollari. Ma c’è anche una svolta politica: in campagna elettorale Obama aveva preso le distanze dai progetti nucleari, criticati dagli ambientalisti per i pericoli posti dai reattori nucelari che utilizzano materiale radioattivo. Gli impianti nucleari inoltre erano un vessillo dell’ex presidente George W. Bush.
    Era stato lui a chiedere i primi stanziamenti per le garanzie ed era stata la sua amministrazione a varare nel 2005 il progetto di legge per il nucleare, osteggiato da molti democratici e dagli ambientalisti.
    Ieri Obama ha dunque fatto un passo verso il centro: «So che i difensori dell’ambiente sono contro il nucleare – ha detto – ma per prevenire le peggiori conseguenze nei cambiamenti climatici dobbiamo aumentare i nostri approvvigionamenti nucleari». Le centrali, ha aggiunto, saranno «sicure e pulite» e garantiranno «la sicurezza e il futuro del nostro paese». E qui Obama ha lanciato il messaggio più importante: «Basta con lo stesso vecchio dibattito di sempre tra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori. So che ci sono delle opinioni differenti ma non possiamo permetterci di non fare passi avanti».
    Obama, che ha presentato ieri la sua iniziativa in Maryland a Lanham durante una visita a una centrale elettrica gestita dal sindacato degli elettricisti americani, ha spiegato che questo impianto «consentirà di tagliare l’inquinamento da CO2 di 16 milioni di tonnellate all’anno rispetto a un impianto equivalente al carbone, è come togliere 3,5 milioni di veicoli dalle strade» ha detto. Il presidente ha sottolineato che l’impianto contribuirà allo sviluppo economico attraverso progetti energetici: per la costruzione che comincerà nel 2011 per un impianto e nel 2012 per l’altro e terminerà fra il 2016 e il 2017, si creeranno circa 3.500 posti di lavoro. A costruzione ultimata, per la gestione permanente ci vorranno 800 persone. L’impianto a regime servirà circa 550mila abitazioni e una popolazione di 1,4 milioni di persone.
    Ci sono ovviamente polemiche di altro genere per un progetto di questo tipo. Una delle più importanti riguarda la gestione dei rifiuti, che Obama ha affrontato promettendo misure di assoluta sicurezza «grazie ai progressi tecnologici che abbiamo compiuto sia per la gestione dell’impianto che per il riciclaggio dei rifiuti». La seconda, che invece Obama non ha affrontato, riguarda il fatto che quasi certamente la garanzia sarà a fondo perduto.

    LA SCHEDA
    I due reattori in Georgia
    L’amministrazione americana investirà 8,3 miliardi di dollari (circa sei miliardi di euro) per la costruzione di due reattori nucleari a Burke, in Georgia. Il piano, possibile grazie a una legge del 2005, dovrebbe creare 3.500 posti di lavoro – di cui 800 permanenti – e fornire energia a 1,4 milioni di persone.

    Un piano da 54 miliardi
    L’amministrazione Obama ha previsto in finanziaria prestiti federali garantiti per l’energia nucleare per altri 35,5 miliardi di dollari, che si aggiungono ai 18,5 miliardi già in bilancio ma non ancora spesi. In tutto le risorse dovrebbero quindi arrivare a 54 miliardi di dollari: budget sufficiente a costruire sei o sette centrali (i costi stimati per ognuna sono tra gli 8 e i 10 miliardi).
    In America ci sono 104 reattori nucleari in 31 stati che generano circa il 20% dell’energia elettrica usata nel paese, cioè il 70% di quella considerata pulita.

    Contro il global warming
    Il presidente Obama ha detto che il nucleare – bloccato dal 1979, anno dell’incidente di Three Miles Island in Pennsylvania – non è di destra né di sinistra. A spingere a favore della scelta nucleare non ci sono solo esigenze economiche ma anche ambientaliste: «Il nucleare – ha detto il presidente – rimane la maggiore fonte d’energia che non produce emissioni inquinanti. Una centrale atomica a parità di energia prodotta in un anno, è capace di ridurre l’inquinamento di 16 milioni di tonnellate di carbone. Praticamente è come togliere dalla strada 3,5 milioni di automobili».

  4. chisse ne frega di obama
    e poi se sei fascista perchè citi l’odiato “negro” per convincerci del nucleare?
    Il web è pieno di post che spiegano perchè il nucleare ITALIANO sarebbe SICURAMENTE pericoloso – visto come costruiamo i palazzi e le dighe lo capisci pure tu – , senza soluzione per il prolema delle scorie, di terza generazione quidi già vecchio, pronto fra 15 anni, dispendiosissimo -10.12 miliardi di euro nostri, nel senso di noi contribuenti, cioè dipendenti e pensionati, perchè voi del pdl le tasse non le pagate – e inoltre coprirebbe una piccolissima percentuale di fabbisogno energetico…
    INFINE solo per concludere in bellezza non mi fido della classe dirigente italiana che costruisce merda che crolla dappertutto
    insomma fatti un giro capirai che questo nucleare non serve a nulla…
    più seriamente di così non si può rispondere
    ad uno che non argomenta sul nucleare proposto dal suo governo
    ma copia ed incolla articoli su obama
    cercando di fare lo spiritoso, senza riuscirci
    di’ a formigoni se ti costruisce una
    piccola centralina nucleare sotto casa tua e non rompere…

  5. a proposito di costruzioni e regime poco fa è stato sbugiardato Gianni Letta.
    Al contrario di ciò che lui ha dichiarato proprio a L’Aquila , fra le ditte che in queste ore stanno lavorando ci sono anche le ditte di quelli che ridevano la notte del 6 aprile. Ecco perchè non volevano pubblicare la lista delle ditte ed anche perchè in queste ore stanno pensando come abolire le intercettazioni!!!
    In un paese normale domattina il premier darebbe le dimissioni insieme al suo sottosegretario mendace, ma non succederà: solo a sinistra si dimettono.
    La destra è veramente un contenitore di infamie incredibili.Andate a farvi fottere governo di corrotti evasori razzisti e mentecatti
    ed io che perdo tempo pure a parlarci …

    • Hai detto niente!!!: “se fossimo un Paese normale…”
      se davvero fossimo un Paese normale, un tipo come letta sarebbe da qualche decennio a redigere necrologi in qualche giornaletto di provincia; bertolaso a spacciare sciroppi e supposte come l’Albertone di “il medico della mutua” e berluscone…

      berluscone non avrebbe nessun problema di dimissioni e mattutine comparsate davanti al Presidente della Repubblica

      no, avrebbe soltanto quello di rispondere prontamente all’appello delle sei e di non arrivare in ritardo al lavatoio… che sai da quant’anni occupperebbe una solida cella!
      ed i fascisti che han trovato per terra il biglietto della lotteria tornerebbero nelle fogne alle loro occupazioni…
      paese normale?!?!

      • hai ragione caro bertoldino se fossimo in un paese normale tu saresti capace di argomentare le tue idee senza ricorrere agli insulti e sopratutto saresti capace di usare autonomamente i tuoi neuroni senza ripetere quello che ti mettono in bocca i grandi dirigenti della tua cara sinistra e se fossimo in un paese normale tu come tutti i tuoi fratelli sinistri accettereste serenamente la decisione della maggioranza degli italiani.

        • caro vince,

          se fossimo in un paese normale – scegline uno qualsiasi anche del terzo mondo – il boss di arcore sarebbe in galera da tempo o comunque non sarebbe presidente del consiglio

          neanche in burundi

          facevi meglio a tacere, te la risparmiavi questa del “paese normale” era meglio, non ti pare?

    • come al solito dici stronzate e nessun argomento concreto, comunque non hai deluso le mie aspettative ed hai fatto esattamente quello che mi aspettavo.

      • A me pare che il primo commento di Alfonso in risposta al tuo fosse pieno di risposte concrete ma, giusto per chiarezza, te lo riporto qui:
        “il nucleare ITALIANO sarebbe SICURAMENTE pericoloso – visto come costruiamo i palazzi e le dighe lo capisci pure tu – , senza soluzione per il prolema delle scorie, di terza generazione quidi già vecchio, pronto fra 15 anni, dispendiosissimo -10.12 miliardi di euro nostri, nel senso di noi contribuenti” “e inoltre coprirebbe una piccolissima percentuale di fabbisogno energetico…
        INFINE solo per concludere in bellezza non mi fido della classe dirigente italiana che costruisce merda che crolla dappertutto” (su questo l’Abruzzo insegna)

        • anche a me pare, ma il soggetto è conosciuto ed ormai non ci facciamo più caso…

        • Scusa Granchi F, ma secondo te, se costruiamo le centrali atomiche NUOVE, le facciamo diverse dagli americani? Hanno in cantiere 3 anni solo per i progetti.

          Non possiamo non costruire nulla solo perchè la Mafia mette la sabbia nel cemento.

          E se Obama, che non mi sembra di estrema destra, punta sul nucleare è perchè è certamente caro, ma in questo momento non è il mero costo energetico che conta ma l’impatto sulle emissioni, ed il nucleare non ha emissioni.

          Nulla è gratis nella vita, non puoi avere la corrente per lo stile di vita occidentale e non consumare o idrocarburi ed inquinare oppure nucleare ed avere il problema scorie, perchè nessuno rinuncia alla lavatrice, all’aria condizionata, alla televisione al plasma e la corrente ci serve, dobbiamo quindi averla senza soffocarci per le emissioni.

          Il nucleare è certamente energia cara, ma è indubbiamente senza emissioni.

          • altro ottimo articolo oggi del Sole sempre sul nucleare:

            Il progressista Obama, il «verde» Obama, abbraccia il nucleare come buona carta da giocare per garantire al pianeta un futuro energetico ma anche ambientale. Lo fa in nome di un interesse bipartisan, spingendo l’industria, la finanza, la tecnologia. Tutta la tecnologia e non solo quella nippo-americana AP1000 di Westinghouse-Toshiba. Che anzi deve vedersela, perfino da loro, con il concorrente francese Epr, più avanti nello sviluppo e con due reattori già in costruzione in Francia e Finlandia.
            Pragmatismo. Realismo. Indispensabile coraggio, quello di Obama. Gli avversari politici, nuclearisti già certificati, dovranno assecondarlo. I finanziamenti pubblici non mancheranno, seppur con tutte le obiezioni del caso.

            Ben altra cosa rispetto allo scenario un po’ sconfortante che il nostro paese sta dedicando allo stesso tema. Tanti i pentiti del referendum che nel 1987 ha smantellato il nostro atomo, allora all’avanguardia. Pentiti a sinistra, in questi giorni preelettorali, defilati dietro il no pregiudiziale al piano messo sul tavolo dal Governo Berlusconi con il suo ministro Claudio Scajola.
            Il no della sinistra è apparentemente netto. Ma magari, dopo i necessari fragori delle amministrative, i pragmatici riprenderanno fiato e innescheranno più meditate riflessioni. Come non ricordare, del resto, le vecchie simpatie pro-atomo del segretario Pd Pier Luigi Bersani. Che ora se la cava anche lui con un pizzico di diplomazia dicendo che «per il nucleare ci vuole il fisico» e «questo piano è pasticciato e non dà le necessarie garanzie».

            L’imbarazzo della sinistra è del resto poca cosa rispetto a quello che deve attraversare il centrodestra ufficialmente nucelarista. Formigoni, Zaia, per non parlare della Sardegna di Cappellacci. Tutti «appoggiano» la ricetta ufficiale, ma nei loro territori proprio no. Il nucleare non entrerà. Perché comunque – se la cavano così – non è necessario. Il dopo elezioni dovrà portare consiglio anche a loro.

            • La mia risposta è nel link più sotto.
              Ricordati che siamo un paese parzialmente libero con la libertà d’informazione sotto il livello delle scarpe: non conviene informarsi solo sugli organi di stampa “ufficiali”.
              E, comunque, il fatto che Obama sia d’accordo sul nucleare (chissà per quali motivi…) non cambia la natura stessa del nucleare di una virgola: –antieconomico; se guardi tutto il ciclo di vita delle centrali e dell’uranio o plutonio o quel che ti pare;
              –velenoso (le scorie dove cazzo le metti?);
              –da idioti perchè di uranio ce n’è già pochissimo e, quando noi avremo finito le nostre belle centrali (una decina d’anni) sarà già finito o quanto meno razionato (così dopo la fregatura della fine del petrolio ci sorbiamo anche quest’altra).

              “Non possiamo non costruire nulla solo perchè la Mafia mette la sabbia nel cemento.”

              Il problema non è cosa possiamo costruire o no; il problema è che la mafia metterà di sicuro “sabbia nel cemento” della centrale nucleare (ma se a te và bene così…).

              “Il nucleare è certamente energia cara, ma è indubbiamente senza emissioni.”

              Infatti le scorie radioattive sono acqua saponata.

              Comunque ripeto, per tutti, leggete il link postato da me qua sotto.

      • forse non sai leggere:
        ti ha risposto eccome…

  6. ho trovato tra i commenti in giro questo qui
    sull’italia del 2020:

    Berlusconi era alla presentazione del libro di Vespa. Poi ha fatto un colpo di telefono a Bertolaso: “dai, facciamoci una ripassata della Francesca insieme”. Non li ha sentiti nessuno visto che, grazie al dio di Ruini, le intercettazioni erano state finalmente abolite con un voto di fiducia del Parlamento. Poi, siccome Berlusconi porta una sfiga della madonna – sempre la madonna di Ruini – c’è stata una scossa di terremoto – l’ennesima dopo i terremoti accaduti in occasione dei suoi precedenti mandati – così i due, lui e Bertolaso, hanno lasciato perdere la Francesca e si sono dati subito da fare per organizzare la spartizione degli appalti della ricostruzione. Uno degli imprenditori contattati era tutto allegro, non riusciva a smettere di ridere, aveva le lacrime agli occhi, per le risate. Ovviamente, siccome grazie al dio di Ruini erano state abolite le intercettazioni, la telefonata con le risate dell’imprenditore è rimasta super-segreta. E Berlusconi il giorno dopo si è fatto vedere sui luoghi del disastro, era in lacrime, ma stavolta erano lacrime di dolore, stringeva al petto un bambino appena rimasto orfano e piangeva. Dopo è andato a presentare un libro di Vespa e poi, finalmente, si è potuto ripassare la Francesca. Italia, anno 2020

  7. Tra l’altro Obama ha altri problemi. Un paese, il suo, superinquinante con una coscienza ecologica da terzo mondo. Per loro il potenziamento del nucleare, rispetto all’abnorme consumo di idrocarburi che hanno, può ancora essere comprensibile. Inoltre loro sugli standard di costruzione non scherzano, mica come noi Italiani.
    Infine, non ha mai avuto un referendum popolare che dicesse un “NO” bello secco all’energia atomica.

  8. altro piccolo particolare: per loro trattasi si 4° generazione
    per noi le vecchie “terze” francesi

  9. Pingback: Le imprese italiane all’estero | Metallo tra i denti

  10. Vorrei sapere quanti morti hanno fatto le 600 dighe attualmente presenti in Italia e quanti ne hanno fatto le 6000 dighe degli USA…
    Non capisco: Le dighe raccolgono l’acqua dei fiumi in un bacino, il bacino non può prendere tutta l’acqua che proviene dal fiume perchè altrimenti strariperebbe… il bacino alimenta una centrale idroelettrica, quindi tanta acqua entra in centrale tanta acqua esce e prosegue lungo il letto del fiume.
    Non capisco dove dovrebbe finire l’acqua del fiume Omo se non nello stesso fiume…
    Nel 2006 lo straripamento del fiume Omo ha causato la morte di 7000 indigeni, come li chiamate voi, i bacini da quando esistono (qualche centinaio di anni) hanno la proprietà di modulare le acque dei fiumi ed evitarne lo straripamento, in oltre nei periodi di siccità hanno la proprietà di continuare a fornire acqua alle popolazioni.
    La cosa strana è che tutto questo avviene normalmente ogni giorno in Italia come nel resto dei paesi sviluppati e non riesco a trovare nessuna notizia di prosciugamento di nessun fiume o lago a causa delle dighe in nessun posto del pianeta.
    L’Italia acquista il 40% dell’energia elettrica dalla Francia, che la produce con centrali ATOMICHE l’idoelettrico è sicuramente ecologico rispetto al nucleare. No?
    Detto questo, non capisco perchè l’Etiopia non può vendere l’energia prodotta nel suo paese ai paesi confinanti, i soldi incassati dalla vendità entrano in Etiopia e ne determinano lo sviluppo del paese.
    Si parla da anni del terzo mondo, dei paesi africani che sono sottosviluppati, si dice da decenni che noi dobbiamo aiutarli allo sviluppo… e allora?
    Non sarà che vi state sbagliando?
    Non sarà che si sta seguendo l’innesco del servizio della BBC mandata appositamente per conto della British Petroleum perchè quest’ultima ha grossi interessi economici per il recente ritrovamento di bacini petroliferi in etiopia?
    Un paese sviluppato non permette certo alle multinazionali di mettere le mani sulle proprie risorse naturali…
    Quindi bisogna creare una campagna ingannevole al fine di poter continuare a fare affari tenendo i paesi del continente nero in regime di sottosviluppo economico, tecnologico e culturale, per continuare a sfruttarne le materie prime, come il petrolio ecc… senza essere disturbati da qualche “INDIGENO” che è andato a scuola perchè il suo paese può.
    Certe volte si grida alladro!!! alladro!!! per distrarre e commettere il furto dietro le quinte.
    Chi non ha cognizione tecnica e non ha la possibilità di valutare secondo parametri realistici e scientifici, fa come tutta la massa della popolazione, segue la scia al grido di battaglia e poi si trova a combattere contro i propri fratelli.
    Allora…?
    Adesso che sapete un po’ di verità, cosa ne pensate di questa campagna contro l’energia rinnovabile ecologica
    per eccellenza, l’idroelettrico e il favoritismo al petrolio e le sue centrali fumose?

    Ciao.
    Ale.

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