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Un solo popolo, un solo stato: differenze tra antisionismo, antisemitismo e “antiscemitismo”

13 commenti

L’antisemitismo non è uno scherzo e non si può liquidare con freddure stupide e inappropriate sull’“antiscemitismo”, che suscitano solo l’ilarità di qualche pennuto affetto da aviaria. Quando parlo di “antisemitismo” mi riferisco anzitutto all’antisemitismo storico, convenzionalmente inteso, al classico razzismo contro gli Ebrei, ma pure all’antisemitismo contro il popolo palestinese, che appartiene anch’esso alla stirpe “semitica”, anch’esso vittima di una politica di persecuzione e di aggressione militare, di spietati eccidi di massa di cui sono note le responsabilità sioniste.

Il razzismo vero e proprio, il peggior “antisemitismo”, non comunemente ideologico, ma brutalmente militare, è quello messo in pratica da quelli che sono i veri assassini e terroristi, vale a dire il regime sionista di Israele e i suoi alleati storici anglo-americani.

Altrimenti, come si potrebbe definire la politica di persecuzione e sterminio portata avanti negli ultimi decenni dallo Stato di Israele con l’appoggio, più o meno tacito, degli USA, contro popolazioni inermi e non militarizzate che vivono nella striscia di Gaza?

Rammento una risoluzione dell’ONU, la 1544 del 19 maggio 2004, che ha condannato le violenze israeliane in quella regione, chiedendone l’immediata cessazione. Come altre risoluzioni delle Nazioni Unite, anche questa è stata disattesa e violata da Israele. Rammento che Israele possiede da anni la bomba atomica, ma nessuno si è mai azzardato a condannarla per questo, mentre si cerca di strumentalizzare e criminalizzare in modo pretestuoso la volontà del regime iraniano, indubbiamente dispotico e tirannico, di dotarsi di armi nucleari, come hanno fatto in passato gli USA (gli unici ad aver usato armi atomiche contro popolazioni civili, in Giappone nell’agosto del 1945), l’ex Unione Sovietica, la Gran Bretagna, la Francia, l’India e il Pakistan.

Se con l’orribile accusa di “difensore di criminali” si intende infamare chiunque si schieri a fianco delle popolazioni palestinesi, assolutamente inermi, che vivono nella striscia di Gaza e sono massacrate senza pietà dalle truppe israeliane, ebbene, ammetto che quella definizione si adatta al sottoscritto. Come sono uno strenuo difensore della causa e delle ragioni del popolo ebraico quando questo è stato ed è oggetto di razzismo, come quando fu vittima della Shoah, nei lager nazisti durante il secondo conflitto mondiale.

Questa parentesi mi serve a spiegare la mia posizione in materia di “antisemitismo”. Sarebbe assurdo se cominciassimo a risalire indietro nel tempo, agli albori dello Stato di Israele, o più indietro, alla nascita del sionismo. Un movimento che propugna da sempre la causa ebraica più oltranzista, che ha fatto ricorso a metodi e pratiche di stampo terroristico, tuttora una prerogativa politica di Israele e del sionismo internazionale.

Per il momento mi limito a formulare una elementare, ma agghiacciante domanda: perché chi difende a spada tratta Israele contro i suoi nemici e si adopera in tutte le maniere per denunciare ogni accenno di antisemitismo, non reagisce allo stesso modo, non si indigna e non si commuove neppure a compassione di fronte alle sofferenze e alle sopraffazioni subite dal popolo palestinese ad opera di uno Stato il cui popolo ha vissuto per secoli le stesse ostilità e persecuzioni, specie durante la seconda guerra mondiale? La “diaspora” sofferta dal popolo palestinese non merita lo stesso rispetto e la stessa considerazione che riconosciamo giustamente alla “diaspora” del popolo ebraico? Lo sterminio a danno del popolo palestinese non merita la stessa condanna, la stessa risposta assunta nei confronti del genocidio consumato in modo crudele contro gli Ebrei?

Detto questo, mi preme far presente che non sono antisemita. Non lo sono in quanto non disprezzo, non perseguito e non insulto alcun popolo di origine semita, sia che si tratti del popolo ebraico che di quello arabo, dato che non ho ragioni personali, o di altro genere, per farlo. Invece, confesso di essere antisionista, nella misura in cui condanno con fermezza la politica di aggressione e di espansionismo economico militare perseguita da Israele a scapito dei Palestinesi, confinati e incalzati nella striscia di Gaza, costretti a subire stragi, ostilità, persecuzioni e violenze d’ogni tipo dalle truppe occupanti.

Ricordo uno dei più grandi uomini della storia universale, un ebreo socialista, laico e antisionista: Martin Mordechai Buber. Il quale sosteneva che lo Stato di Israele, che non era ancora nato, non avrebbe dovuto assumere un’identità etnico confessionale. Quest’uomo di buon senso pensava alla creazione di uno Stato che riunisse tutti i semiti in Palestina. Invece, altri “padri fondatori” della nazione israeliana hanno voluto la formazione di uno Stato su basi etniche, strutturato in senso esclusivista e razzista.

Tra i nomi dei vari leader sionisti che hanno contribuito alla fondazione dello Stato israeliano come si configura oggi, bisogna citare: Davide Ben Gurion, capo dell’Hagamah, l’Agenzia ebraica sionista; Shamir e Begin, capo dell’Irgun, nonché la famigerata Banda Stern, descritte dai Britannici come vere e proprie organizzazioni terroristiche. In direzione esattamente opposta si muoveva Martin Buber. Questi è ritenuto uno dei padri spirituali della patria e della nazione israeliana, un po’ come Giuseppe Mazzini. E’ stato uno dei più importanti filosofi del XIX secolo. Era di orientamento esistenzialista e socialista, ma dissentiva profondamente nei confronti dell’ideologia sionista.

Martin Mordechai Buber era di nazionalità austriaca e di origine ebraica. Aderì inizialmente al movimento sionista, ma se ne distaccò non appena si rese conto della vera natura del movimento, per aderire ad una filosofia di ispirazione esistenzialista e socialista, ed abbracciare la causa della convivenza pacifica tra i popoli in Palestina. Egli sosteneva che lo Stato di Israele, che si sarebbe costituito nel 1948, non dovesse reggersi su un fondamento etnico confessionale (come poi è accaduto), tantomeno di tipo oltranzista. Basti pensare ai gruppuscoli estremistici di destra e alle formazioni politiche e religiose integraliste, ben rappresentate nel Parlamento israeliano. Si pensi al Likud, un partito di orientamento ultraconservatore, che costituisce la principale forza politica del paese, insieme al partito socialista (“socialista” per modo di dire). Martin Buber pensava alla creazione di uno Stato che riunisse Ebrei e Arabi musulmani, per metterli in condizione di coesistere pacificamente e di condividere, con pari dignità e pari diritti, le responsabilità della direzione e dell’organizzazione politica, economica e sociale di uno Stato non confessionale o integralista, ma laico e inter-religioso.

Altro che “due popoli e due Stati”: un solo popolo e un solo Stato! Questa era la geniale, ambiziosa, ma non utopica, soprattutto “profetica” visione di Martin Mordechai Buber.

Invece, Ben Gurion, Begin, Shamir e altri leader sionisti, moderati o estremisti che fossero, hanno pensato e partecipato alla creazione di Israele come si struttura oggi: uno Stato ebraico di tipo etnico confessionale, con aspirazioni imperialistiche prepotenti, con una decisa predisposizione all’aggressività e all’espansionismo verso l’esterno.

Restando in tema, voglio citare una frase molto bella. L’autore è sicuramente ebreo, ma ignoto; tuttavia il senso è condivisibile da parte di tutte le persone dotate di buon senso.

La frase dice: “Se tu scrivessi ebrei invece di israeliani, coinvolgeresti anche me che sono ebreo, ma non israeliano, e che sono antisionista”. In questa asserzione è riassunta tutta la differenza semantica, politica e culturale tra “antisemitismo” e “antisionismo”.

Alcuni opinionisti “filoscemiti” e filosionisti di casa nostra affermano che Israele avrebbe fatto bene a violare le risoluzioni dell’ONU, per proteggersi dai suoi nemici. Dunque costoro, come Israele, il principale “Stato canaglia” del Medio Oriente, si auto-escludono dalle norme della legalità internazionale, dalla civile convivenza tra i popoli, per cui meritano solo parole di disapprovazione.

Tornando alla questione dell’antisionismo, ribadisco la mia posizione contraria al sionismo come dottrina politica. Tuttavia, tale posizione non può essere confusa, se non in malafede, con l’antisemitismo, tantomeno con il negazionismo.  Bisogna condannare qualsiasi manifestazione razzista, contrastare ogni insorgenza neonazista, rigettare le opinioni che tendono a separare gli uomini e i popoli in “superiori” e “inferiori”. Proprio per tali ragioni ritengo che l’assunzione del sionismo come fondamento dello Stato israeliano abbia condotto a politiche aggressive e persecutorie verso i popoli confinanti e soprattutto verso i legittimi abitanti della Palestina, gli Arabi Palestinesi.

Occorre proclamare con forza che Israele, fino a quando sarà lo Stato Ebraico anziché uno Stato laico e non confessionale, sarà sempre uno Stato fondato sull’esclusione e sulla discriminazione religiosa e razziale. E’ necessario denunciare le occupazioni e le aggressioni israeliane contro i popoli e i Paesi mediorientali, fino a quando Israele continuerà ad aggredire ed occupare territori altrui, violando le risoluzioni dell’ONU.

Infine, è molto importante saper distinguere tra ebrei e israeliani, e parlare di “politiche aggressive di Israele e dell’esercito israeliano”, e non di Stato ebraico.

Lucio Garofalo

R

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Autore: francacorradini

essere pensante

13 thoughts on “Un solo popolo, un solo stato: differenze tra antisionismo, antisemitismo e “antiscemitismo”

  1. questo articolo è vergognoso, definire assassino Israele è riabilitare Hamas.

    Non commento ulteriormente sennò vengo censurato.

    • No.
      Semplicemente sono entrambi assassini.

    • israele è nato con una occupazione militare illecita ed abusiva
      voi fascisti vi siete interessati agli ebrei solo da quando sono divenuti una potenza militare
      quando erano un popolo errante per voi
      erano solo saponette
      andate a nascondervi nelle fogne

      • ma nasconditi tu, testa di cazzo.

        non sai nemmeno distinguere i fascisti dai nazisti, due fenomeni storici ben diversi.

        ripeto, leggi qualche libro, aiuta.

        • Certo fenomeni ben diversi ma che andavano ugualmente a braccetto in quel periodo (dato che Mussolini era il miglior alleato di Hitler).

          • ma sono fenomeni storici ben distinti.

            Il Nazismo aveva solide basi religiose, le SS erano i cavalieri di Thor ed a queste stronzate sulla razza ariana, la necessità di purgare il mondo, il tornare alla razza originale ci credevano davvero.

            il Nazismo è stato un fondamentalismo religioso per l’elite ed un controllo delle masse basato sull’orgoglio nazionale ed il razzismo.

            Il Fascismo è stato un modo all’italiana di rendere orgoglioso un popolo che non lo è mai stato, di essere italiano ed ha dato scuole, sanità e welfare che ancora oggi sono figli di Mussolini.

            E non è nato come fenomeno razzista.

            Quindi sono due fenomeni STORICI ben distinti.

            E restano fenomeni storici, perchè oggi 2010 sono passati 80 anni dal ventennio, e pensare che esistano ancora dei fascisti veri, gente che crede davvero nella dittatura nel mondo moderno, è voler credere alle favole solo per poter avere un nemico e far andare le mani.

            Oggi ci possono essere persone di destra, di estrema destra, ma chi si dichiara fascista oggi è fuori dal tempo.

            Io sono di destra, non rinnego le mie radici nè la mia ammirazione per Mussolini (che se fosse morto di ictus prima della dichiarazione di guerra avrebbe piazze e strade, altro che Piazzale Loreto) ma vivo nel 2010 e considero il fascismo solo un fenomeno storico.

            Sono i comunisti che non hanno fatto i conti con il loro passato, che ancora oggi fanno i distinguo su Stalin e Pol Pot ed ancora oggi presentano il partito della Rifondazione Comunista, senza avere capito che anche il Comunismo, fenomeno storico del 900, ha fatto il suo tempo e comunismo e fascismo sono adatti a libri di storia, di certo non sono proposte politiche attuali o attuabili.

            • Ok. Ora che hai finito di sparare cavolate come una mitragliatrice, riprendi fiato e ripeti con me:
              Mussolini era il miglir alleato di Hitler.
              Si, si, proprio Hitler; quello che “aveva solide basi religiose, le SS erano i cavalieri di Thor ed a queste stronzate sulla razza ariana, la necessità di purgare il mondo, il tornare alla razza originale” etc; Mussolini era il suo alleato più forte (un genio, doveva essere, per fare una cosa simile).

              Un’altra cosa: anche a me dispiace che non sia morto di ictus prima della dichiarazione di guerra; fosse morto molto prima…

              Comunque non ho dubbi che ti piaccia Mussolini: leggendo un pò della sua storia mi ha colpito la sua straordinaria similitudine con Berlusconi e capisco come tu possa votare dei suoi alleati (anzi, ti consiglio di votare direttamente per lui la prossima volta).

              “Il Fascismo è stato un modo all’italiana di rendere orgoglioso un popolo che non lo è mai stato, di essere italiano ed ha dato scuole, sanità e welfare che ancora oggi sono figli di Mussolini.”

              Più che un modo all’italiana è stato un regime che ha utilizzato la violenza e lo squadrismo per ottenere consenso, etc, etc… ma… Bah! E’ incredibile che dopo 80 anni ancora non si riconosca Mussolini per quello che era: un dittatore che ha usato ogni mezzo per arrivare al potere. Un dittatore che ha privato un sacco di persone delle proprie libertà fondamentali
              e anche della vita.

              Come disse qualcuno: anche Hitler avrà pure aiutato qualche vecchietta ad attraversare la strada, no? Avrà pure costruito un ponte o fatto un ospedale, no?
              Ma allora, per essere dittatori, per creare un regime ed essere quindi condannati per questo, uno, cosa deve fare? Come lo deve fare? Deve ammazzare tutti? Deve squartare le persone davanti alle scuole elementari? Deve stuprare tutto ciò che gli passa davanti?
              Che cosa fà un dittatore?

              • Mussolini si è alleato con Hitler perchè altrimenti la germania ci invadeva direttamente.

                L’inghilterra ci ha schifati, e quindi anzichè farci invadere l’ha tentata.

                leggiti anche tu qualche libro di storia, aiutano.

                • ma dove hai studiato, sull’Intrepido o sul Monello?
                  – Hitler nasce come seguace del Mussolini della prima ora, il fascismo è stato l’esempio da seguire per Hitler che era all’inizio addirittura soggiogato dalla personalità del duce
                  – l’Inghilterra ci ha fatto la corte per anni – proprio per la nostra influenza su hitler – ma Mussolini ha scelto di seguire Hitler confidando che potesse vincere facilmente ed in poco tempo in tutta Europa
                  -ci ha consegnato mani e piedi ad un pazzo furioso che in Italia con la complicità delle tue camice nere ha commesso stragi schifose di vecchi e bambini.
                  prima studiare poi parlare…

                  ed a proposito di costruire ponti e strade chiunque sua stato al potere, da pol pot a ceusesco ad hitler , ne ha costruite a bizzeffe…

                  • forse non leggo solo IL MANIFESTO come fai tu….

                    Hitler aveva Mussolini come modello, ma Mussolini considerava Hitler strano ed inquietante.

                    Quando Churchill ci ha fatto il dito, fatto storico, Mussolini con un esercito ridicolo e la certezza che l’Italia, per la sua posizione, sarebbe stata oggetto delle attenzioni di Hitler, anzichè fare la vittima sacrificale o il neutrale come Franco (non poteva perchè ai nazi serviva l’Italia per andare in Africa) ha giocato le sue carte ed è saltato sulla barca, sperando in una vittoria dell’Asse.

                    Studia tu qualche libro, prova con le dispense a fumetti, probabilmente riesci a capirle perchè mi rendo conto che per te i libri senza figure sono troppo difficili

                    • Quindi anche le leggi razziali, gli italiani deportati, ecc le ha fatte solo per difendere gli italiani dai nazisti?

                    • sei un imbecille da cortile
                      io ho letto diversi libri
                      anche di studiosi “revisionisti” come De Felice
                      tu non sai neanche cosa vuol dire “revisionisti”
                      e pensi che De Felice sia un pugile pugliese

                      la tua ricostruzione dal dito in poi fa ancora ridere dopo mezz’ora dall’averla letta
                      sei uno spasso

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