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Non c’é la casta dei politici, ma le caste degli sfruttatori

9 commenti

Una facile e comoda persuasione assegna ai politici l’etichetta di “casta” per  antonomasia, nel senso deteriore del termine. Non c’è nulla di più distorto che assecondare tale mistificazione, alimentando un clima di qualunquismo che è più deleterio del male stesso, più nocivo della corruzione e dell’inettitudine del ceto politico.

I cittadini, indignati dai loro osceni “rappresentanti”, reagiscono con atteggiamenti di crescente distacco dalla vita politica. La conseguenza inevitabile per la democrazia è che l’esercizio della professione politica diviene un appannaggio riservato a una cerchia sempre più ristretta ed elitaria, dunque più corrotta e corruttibile dai grandi potentati economici sovranazionali, esenti da ogni azione di controllo esercitabile dalle masse popolari.

In tal modo le democrazie occidentali, esistenti solo sulla carta, degenerano in forme oligarchiche controllate da comitati d’affari formati dalle corporation multinazionali e dai padroni incontrastati del capitalismo bancario e finanziario.

Pertanto, di caste privilegiate e corrotte non c’è solo quella politica. Lungi da me l’idea di difendere la casta politica. Tuttavia, ci sono altre caste parassitarie che sono addirittura peggiori, molto più corrotte e potenti della casta politica.

Si pensi solo all’alto clero, che usufruisce di franchigie speciali quali, ad esempio, l’esenzione da varie tasse, tra cui la vergognosa dispensa dal pagamento dell’imposta ICI sugli immobili ecclesiastici.

Si pensi alle colossali rendite godute dall’alta finanza, ai profitti completamente detassati che inoltre causano la rovina di milioni di piccoli risparmiatori. In genere si tratta di semplici e onesti lavoratori, illusi e sedotti dalle “sirene mediatiche” degli investimenti in borsa, alla ricerca di “facili fortune”, mentre li attende solo la peggiore delle iatture: il crack finanziario.

Si pensi, dunque, alle grandi speculazioni borsistiche che, nel giro di pochi giorni, hanno mandato in rovina intere nazioni, addirittura intere regioni continentali come il Sud-Est asiatico o vaste aree dell’America Latina: si pensi al crack argentino di qualche anno fa.

Si pensi alle popolazioni dell’Africa, letteralmente stremate dallo sterminio alimentare, stritolate dai debiti su cui speculano i pescecani dell’alta finanza internazionale. Si pensi a queste inaudite forme di parassitismo generato dall’establishment capitalistico globale: un insieme di caste parassitarie e speculative che prosperano a spese della stragrande maggioranza del genere umano. Un sistema affaristico che schiaccia i diritti più elementari degli esseri umani, che stentano persino a sopravvivere fino al tramonto.

Nell’abbrutimento causato dall’alienazione, dalla servitù e dallo sfruttamento, nell’imbarbarimento provocato dalla logica criminale del profitto, miliardi di esseri umani sono costretti nella condizione più abietta e intollerabile, ridotti allo stato brado: l’uomo è condannato ad essere la più feroce tra le belve.

Lucio 2008

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Autore: rosellina970

ricercatrice univeritaria-ufficio contratti

9 thoughts on “Non c’é la casta dei politici, ma le caste degli sfruttatori

  1. poderoso, riflessivo efficace e convincente
    questo bravo compagno merita sempre applausi coi suoi post.

  2. l’analisi è corretta e finalmente si nota che chi scrive non solo ha studiato sui testi giusti ma li ha anche elaborati.

    • vedere due compagnucci della parrocchietta che ancora usano certi termini non so se mi fa più ridere che piangere…
      ciao nipotini di pol pot…
      quanti siete ancora? due trecento, ah ah ah
      la progressiva sparizione di una specie subumana sconfitta dalla storia…
      se continuate così forse vincerete un viaggio premio in treno di seconda classe per sesto san giovanni sette giorni sette ospiti delle ex acciaierie…

  3. Un paese non certo formato da ricchi, che vota una classe dirigente di imprenditori e finanzieri che quando è al potere si arricchisce puntualmente!

    Un sud che muore di fame e che manda Berlusconi a governare assieme alla Lega Nord che li chiama colerosi e terroni!

    Insomma, un paese incorente ed autolesionista

  4. l’italiano è professionale solo nella incoerenza
    2 anni fa leggevi solo attacchi alla casta e il popolo bue fu convinto che la casta era sostanzialmente la sinistra .
    Oggi ci sono sprechi ruberie e privilegi a mani basse ma il popolo bue pare non scandalizzarsi più.
    Ma lora è vero che basta avere il controllo sulle televisioni per poter fare e dire tutto ed il contrario di tutto.
    Al bar i cloni berlusconici, quei pochi che lo ammettono pubblicamente, ti rispondono che il Mago di Arcore è degno di governare perchè è ricco e quindi non ha bisogno di rubare.
    Dimenticano o non sanno che il suddetto ha rubato abbondantemente prima di entrare in politica, proprio per questo sta facendo l’impossibile per salvarsi il culo.

  5. la verità è che gli itaiani sanno bene distiguere fra politicanti che si arricchiscono da sempre con falsi miti e rivoluzioni inesistenti e uomini come silvio che provano a cambiare le cose contro quel’apparato burocratico che è la casta…

  6. Questa, poi, che gli avversari di Silvietto vostro si siano arricchiti (lui invece si sa, è povero in canna e soprattutto è onesto), è veramente mondiale.
    Siete così abbagliati dalle sue panzane, che non ammetete nemmeno l’evidenza.

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