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Ecco chi (dice che) è contro “la casta”

5 commenti

PADAGNA MAGNA MAGNA

Che la Lega sia soltanto un’accolita di loschi figuri, dediti solo al perseguimento del potere e alla realizzazione di un politica di bieco razzismo e di egoismo territoriale, lo si sapeva da tempo.

Che nella testa e nel ventre dei legaioli persistano da sempre il disprezzo per le regole e per la democrazia, e il disegno di instaurare un regimucolo autoritario e un po’ cialtrone, pure. Lo avevano già dimostrato i sedicenti saggi di Lorenzago. Ma adesso, abbiamo una ulteriore prova del fatto che se ne strabattono del bene comune, dei conti pubblici e degli sprechi, e che tutto ciò che vogliono è ottenere il potere e gestirlo a favore della loro politica razzialcampanilista.

Le sempre nuove prodezze dei buzzurri in salsa verde comincia a fare schifo a molta gente. Ieri ho trovato su un blog un post formidabile, che riporto qui integralmente. Poi andate a vedere in fondo testo, e ditemi se si tratta di un blog comunista.

“INSERITO NELLA FINANZIARIA, AVREBBE DOVUTO TAGLIARE DEL 20% LE POLTRONE IN COMUNI E PROVINCE, DANDO UN SEGNALE ANTICASTA…. GLI AMMINISTRATORI LEGHISTI PIAGNUCOLANO E CALDEROLI FA DIETROFRONT: DEI 229 MILIONI DI RISPARMIO RIMANE SOLO IL BLUFF PADANO

Durante l’esame della legge finanziaria alla Camera, sembrava ne avesse fatto una questione di principio: il guerriero di Giussano Calderoli agitava la spada, non per tagliare teste agli infedeli islamici, ma i costi della Casta, tanto aborrita a parole. Voleva assolutamente ridurre del 20% le poltrone locali (tanto lui ne ha una nazionale per non fare una mazza). Ma ecco che dopo appena 12 giorni dalla sceneggiata, arriva il rapido “contrordine trinariciuti padani”: marcia indietro del governo sul taglio di 35.000 poltrone di consiglieri comunali, assessori, circoscrizioni e difensori civici.

Ufficialmente tutto rinviato di un anno, tanto per salvare la faccia: ma si sa che in Italia il rinvio è sempre l’anticamera della cancellazione, soprattutto quando si tratta di qualche misura indigesta per la burocrazia e le sue poltrone. In meno di due settimane è finito il rigore amministrativo: si tratta di un penoso cambio di rotta che viene incontro alle richieste dei sindaci, compresi quelli leghisti, che erano scesi in piazza e avevano addirittura interrotto i rapporti con il governo, bollando le misure taglia-poltrone, introdotte in Finanziaria, come un’illegittima invasione di campo.

Altro che taglio di 229 milioni di euro nel prossimo triennio, altro che riduzione dei consiglieri cominali del 20%, altro che tetto agli assessori che non potevano essere più di un quarto dei consiglieri. Riecco i difensori civici, riecco le circoscrizioni cittadine. “Abbiamo scherzato – pare dire Calderoli ala padagna del magna magna – ci eravate cascati eh?”.

Addio ai sindaci di comuni sotto i 3.000 abitanti che non avrebbero più avuto una giunta per risparmiare, addio al taglio del 30% dei fondi elargiti alle Comunità montane. Mai legge ha avuto vita così breve, mai ha visto un insurrezione quadri-partisan locale come questa. In pieno clima elettorale era rischioso inimicarsi le amministrazioni locali: proprio ora che che si devono rinnovare tanti sindaci e consigli di una migliaio di Comuni, quindici dei quali capoluogo. E chi lo va a dire poi alle fameliche bocche padane che i posti si sono ridotti del 20%, a gente che da anni si fa prendere per il culo dalla dirigenza leghista pur di arrivare a posare le chiappe adipose su una remunerata poltroncina? Calderoli, il semplificatore, ha innestato la retromarcia, abituato alle “porcate” com’è, cosa volete che sia un bluff in più o in meno?

Tanto non si comincia certo a tagliare i ministeri inutili come il suo. “Roma ladrona” è servita, i cavalieri della padagna sprecona battono in ritirata. E la casta trasversale tira un sospiro di sollievo: dai tagli siamo passati ai ragli degli asini.”

http://www.destradipopolo.net/?p=1713

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5 thoughts on “Ecco chi (dice che) è contro “la casta”

  1. questa è la prova
    che non tutti a destra hanno dimenticato la dignità e la coerenza
    e se consideravano il papi un’avventuriero mafioso dieci anni or sono
    continuano con questa idea anche oggi
    sulla lega del resto c’é sempre la vecchia questione per cui un nazionalista vero non sta con chi si pulisce il culo con la bandiera italiana…

  2. Anch’io ho notato la presenza di qualche blog di destra, in genere appartengono alla destra sociale, che rifiuta di piegarsi al pregiudicato di arcore.
    Quanto ai leghisti la loro classe dirigente è quanto di più brutto, clientelare, stupido e senza respiro l’italia abbia mai partorito
    Una bella lotta col partito azienda a chi ha la palma del peggio…forse la lega è preferibile perchè ha un radicamento popolare e non è una struttura nata per delinquere…
    ma i suoi dirigenti sono veramente pessimi, ignoranti e senza futuro!

  3. la destra ex MSI sembra ormai avviata ad un ruolo di opposizione europea che accetta la democrazia
    per contro la Lega ha assunto un ruolo di neo fascismo con mediazioni via via più attenuate e contradditorie e l’esame dei comportamenti e delle teorizzazioni dei capibastone nè da conferma molto evidente

  4. Sono d’accordo con mario s.
    E soggiungo che questo episodio dimostra come la Lega è disposta a sfasciare i conti dello Stato pur di portare a casa il suo federalismo fiscale, che non produrrà alcun risparmio, anzi!

  5. NON CONTRO LA “CASTA”, MA CONTRO LE CASTE!

    Una facile e comoda persuasione comune assegna ai politici l’etichetta di “Casta” per antonomasia, nel senso deteriore del termine. Non c’è nulla di più distorto che assecondare tale mistificazione, alimentando un clima di qualunquismo che è più deleterio del male stesso, più nocivo della corruzione e dell’inettitudine del ceto politico.

    I cittadini, indignati dai loro osceni “rappresentanti”, reagiscono con atteggiamenti di crescente distacco dalla vita politica. La conseguenza inevitabile per la democrazia è che l’esercizio della professione politica diviene un appannaggio riservato a una cerchia sempre più ristretta ed elitaria, dunque più corrotta e corruttibile dai grandi potentati economici sovranazionali, esenti da ogni azione di controllo esercitabile dalle masse popolari.

    In tal modo le democrazie occidentali, esistenti solo sulla carta, degenerano in forme oligarchiche controllate da comitati d’affari formati dalle corporation multinazionali e dai padroni incontrastati del capitalismo bancario e finanziario.

    Pertanto, di caste privilegiate e corrotte non c’è solo quella politica. Lungi da me l’idea di difendere la casta politica. Tuttavia, ci sono altre caste parassitarie che sono addirittura peggiori, molto più corrotte e potenti della casta politica.

    Si pensi solo all’alto clero, che usufruisce di franchigie speciali quali, ad esempio, l’esenzione da varie tasse, tra cui la vergognosa dispensa dal pagamento dell’imposta ICI sugli immobili ecclesiastici.

    Si pensi alle colossali rendite godute dall’alta finanza, ai profitti completamente detassati che inoltre causano la rovina di milioni di piccoli risparmiatori. In genere si tratta di semplici e onesti lavoratori, illusi e sedotti dalle “sirene mediatiche” degli investimenti in borsa, alla ricerca di “facili fortune”, mentre li attende solo la peggiore delle iatture: il crack finanziario.

    Si pensi, dunque, alle grandi speculazioni borsistiche che, nel giro di pochi giorni, hanno mandato in rovina intere nazioni, addirittura intere regioni continentali come il Sud-Est asiatico o vaste aree dell’America Latina: si pensi al crack argentino di qualche anno fa.

    Si pensi alle popolazioni dell’Africa, letteralmente stremate dallo sterminio alimentare, stritolate dai debiti su cui speculano i pescecani dell’alta finanza internazionale. Si pensi a queste inaudite forme di parassitismo generato dall’establishment capitalistico globale: un insieme di caste parassitarie e speculative che prosperano a spese della stragrande maggioranza del genere umano. Un sistema affaristico che schiaccia i diritti più elementari degli esseri umani, che stentano persino a sopravvivere fino al tramonto.

    Nell’abbrutimento causato dall’alienazione, dalla servitù e dallo sfruttamento, nell’imbarbarimento provocato dalla logica criminale del profitto, miliardi di esseri umani sono costretti nella condizione più abietta e intollerabile, ridotti allo stato brado: l’uomo è condannato ad essere la più feroce tra le belve.

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