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Quando gli schiavi si ribellano e la loro rabbia spaventa la borghesia

25 commenti

La rivolta rabbiosa ed improvvisa (ma prevedibile) dei braccianti africani della piana di Gioia Tauro, che hanno messo in atto una furiosa guerriglia urbana che rievoca le scene incendiarie della banlieue parigina o dei ghetti di Los Angeles di alcuni anni fa, ha turbato i sonni tranquilli di una società piccolo-borghese che si è ridestata attonita e sgomenta dal torpore in cui sono sprofondate pure le masse proletarie italiane, vittime di un razzismo strisciante alimentato quotidianamente dai media e dal governo in carica.

Gli ipocriti e i benpensanti si scandalizzano facilmente di fronte alla rivolta degli immigrati, deprecando l’aggressività e la rabbia con cui si è manifestata, celebrando l’intervento armato delle forze dell’ordine, come se la violenza di chi reagisce all’oppressione non abbia una ragione morale superiore alla violenza perpetrata dall’oppressore. Gli schiavi non possono e non devono ribellarsi al loro padrone.

La violenza fa parte di una società che la condanna come un delitto quando ad esercitarla sono gli ultimi e i più deboli, i negri, i proletari e gli oppressi in genere, ma viene legittimata come un diritto quando è una violenza sistemica esercitata dal potere, per cui viene autorizzata in termini di repressione armata finalizzata alla salvaguardia dell’ordine costituito, un ordine retto (appunto) sulla violenza di classe.

Non a caso la violenza viene esecrata solo quando è opera degli oppressi e degli sfruttati. Si pensi alla rivolta di massa che alcuni anni fa esplose con furore nella banlieue parigina, espandendosi con la rapidità di un incendio alle altre periferie suburbane della Francia. Si pensi all’esplosione di rabbia e violenza dei lavoratori immigrati di Rosarno, in maggioranza di origine africana, oppressi e sfruttati a nero, maltrattati e vessati dai caporali e dalla criminalità al limite della sopportazione umana.

Per comprendere tali  fenomeni sociali occorre rendersi conto di ciò che sono diventate le aree periferiche e suburbane in Francia, ossia luoghi di ghettizzazione, degrado ed emarginazione, occorre verificare le condizioni brutali e disumane in cui sono costretti a vivere i lavoratori agricoli immigrati in Italia, sfruttati al massimo dagli sciacalli della malavita organizzata locale e dal padronato capitalistico di stampo mafioso e legale.

In Italia meridionale si è formato un vero e proprio esercito di forza-lavoro migrante, in gran parte di origine africana, che si muove periodicamente dalla Campania alla Puglia, dalla Calabria alla Sicilia, seguendo il ciclo dei raccolti agricoli, che lavora nei campi in condizioni al limite della schiavitù e vive in ghetti subumani costituiti da baracche di cartone e nylon sostenute da fasce di plastica nera, in aree misere e degradate.

Questi braccianti irregolari, in quanto clandestini, sono costretti a lavorare a nero e sotto al sole per 14 ore al giorno, retribuiti con meno di 20 euro giornalieri, sfruttati in condizione di estrema ricattabilità, sottoposti all’arroganza dei caporali e alle vessazioni della criminalità mafiosa che controlla sia i flussi migratori che il lavoro nero. Questa manodopera agricola offerta a bassissimo costo è estremamente conveniente, in quanto viene prestata senza rispettare alcun contratto sindacale e quindi senza osservare alcuna norma di sicurezza e di retribuzione, consentendo notevoli profitti economici.

Dunque, per capire l’emblematica rivolta dei “nuovi schiavi” bisognerebbe calarsi nella loro realtà quotidiana dove il disagio sociale e materiale, il degrado urbano, la violenza e lo sfruttamento di classe, la precarietà economica, il dolore, la disperazione e l’emarginazione degli extracomunitari, costituiscono il retroterra materiale, sociale ed ambientale che produce inevitabilmente drammatiche esplosioni di rabbia, violenza e guerriglia urbana come quelle a cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni in Calabria.

Invece, tali vicende sono etichettate e liquidate (ingiustamente e banalmente) come atti di “teppismo” e “delinquenza”, secondo parametri razzisti e classisti che sono tipici di una mentalità ipocrita e benpensante che da sempre appartiene alla piccola borghesia.

Lucio Garofalo

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Autore: francacorradini

essere pensante

25 thoughts on “Quando gli schiavi si ribellano e la loro rabbia spaventa la borghesia

  1. incredibile ma vero ma sono sostanzialmente d’accordo con te.

    se la ‘ndrangheta non avesse schiavizzato i negri in Calabria, tutto questo non sarebbe accaduto.

    certo è che se quelli che tu chiami migranti ed io chiamo immigrati CLANDESTINI non fossero entrati ILLEGALMENTE in Italia, tutto questo non accadeva.

  2. Guarda che sono entrati illegalmente perché qualcuno ha detto che entrare è illegale.
    Avete fatto una legge che dice che per entrare bisogna avere il lavoro.
    Questi il lavoro ce l’avevano, ma sono stati dichiarati illegali ugualmente.

    • questi non avevano lavoro, erano schiavi della ‘ndrangheta, un pò diversa…

      • Come sarebbe a dire? Loro facevano un lavoro onesto. Il fatto che la ‘ndrangheta li sfruttasse, ne fa delle vittime, non certo dei colpevoli.

        • lavoravano in nero, con un caporale della ‘ndrangheta. In un comune dove su 10.000 abitanti ci sono 400 affiliati alle cosche (dati della Polizia).

          ha ragione Zaia, queste cose in Trentino non succedono.

          • Cosa c’entra? Il lavoto ce l’avevano, o no?
            E’ onesto, raccogliere le arance, o è maioso per definizione?
            E chi è sfruttatod alla mafia, è un mafioso o una vittima?
            Questa era la domanda.

          • come può esserci speranza di un mondo migliore quando c’é gente importante al potere che aizza il popolo contro persone dalla pelle di un colore diverso?
            I mandanti morali e politici di quel che è successo a Rosarno sono i leghisti
            gentaglia che fa della paura e dell’odio l’unico modo di far politica

            • i mandanti politici non esistono, ma chiaramente non riuscite a capire l’ovvio

              • invece di offendere sul non capire l’ovvio
                spiegalo
                perchè non esistono i mandanti?
                se quelli del NBD per tre mesi di attività sono stati accusati di essere mandanti del matto con la statuina
                perché la lega con i suoi anni di insulti ed istigazioni -ti devo copiaincollare quel che han detto i vari Gentilini ecc.? – non può considerarsi mandante?

                • perchè a Rosarno non c’è stato razzismo ma guerra tra poveri.

                  ho scritto un intero pezzo su questo blog su come la penso in merito, se ti interessa vattelo a leggere.

                  • ma che modo strano di discutere..
                    anch’io ho scritto pezzi ma sto ora discutendo con te
                    comunque dire che non c’é razzismo perchè c’é guerra dei poveri
                    non è una risposta
                    ma una conferma
                    spesso il razzismo esce fuori prorpio nella guerra dei poveri…

                    • buono a sapersi
                      marco panattoni depennato
                      con lui non serve discutere
                      cambia discorso
                      e fugge via

                    • sei davvero un idiota.

                      visto che ho scritto un intero pezzo su questo blog su questo argomento, o ti faccio il copia incolla del pezzo che ti spiega perchè secondo me non è razzismo oppure te lo vai a leggere.

                      si chiama GUERRA TRA POVERI, è stato pubblicato qualche giorno fa e persino tu potresti riuscire a trovarlo.

                      Una persona normale andrebbe a leggerselo, tu no, tu devi dire stronzate.

                      E pretendere che la gente a mezzanotte non vada a dormire perchè se lo fa fugge da clown come te.

  3. scopro ora postando su OK notizie che l’articolo è già stato pubblicato in originale su un altro blog.
    Prego
    Lucio di indicare qual è la fonte primaria al fine di evitare spiacevoli discussioni di attribuzioni di paternità.

    In due parole : qual è il blog dove scrivi principalmente,Lucio ?
    Così il post lo completiamo con il link.
    Grazie

  4. Non capisco bene il senso della tua domanda.

    Come sai, non ho mai preteso che si aggiungesse un link ai miei articoli. D’altronde, basta semplicemente la mia firma per stabilirne la paternità e la fonte. Dunque, mi pare che si ponga un falso problema, almeno per quanto riguarda il sottoscritto. Comunque, provo a rispondere ugualmente alla tua richiesta di chiarimento.

    Il blog principale per cui scrivo è il mio (mi sembra giusto, no?): si chiama BlackBlog e lo trovate al seguente link: http://lucio2008.wordpress.com.

    Non è un blog molto seguito o visitato, anzi per nulla, ma tant’è. Del resto non me ne occupo molto, non dedico molto tempo e molta cura al suddetto blog, mi limito solo a postare qualche articolo senza alcuna periodicità. Invece era maggiormente seguito e commentato (ed anche meglio curato dal sottoscritto) un altro mio blog che ho abbandonato da oltre un anno. Si intitola Sbrigate Rozze ed è visitabile al seguente indirizzo web: http://luciospartaco.splinder.com.

    Se la tua domanda si riferisce alle mie collaborazioni con altri blog e siti, in questo caso l’elenco si fa più lungo e non saprei da dove iniziare. Forse potrei partire esattamente dal vostro blog. Ma potrei indicare anche altri blog:
    Il pane e le rose (http://www.pane-rose.it/files/index.php?c7:o164:e1), Proletaria (http://www.proletaria.it/index.php/proletaria), Il Comunista Quotidiano (http://comunistaquotidiano.blogspot.com), ecc.

    Infine, detto per inciso, sono personalmente contrario ad ogni esclusiva o copyright imposto sulle idee, in quanto ne impediscono la libera circolazione. Sul web, poi, sarebbe addirittura un controsenso.

    P.S. anche a me sembra INCREDIBILE che Marco Panattoni si trovi d’accordo con me. Comincio a preoccuparmi un poco…

    • Lucio, per evitare problemi, ma non con te ( c’è gente che pensa di avere il diritto d’autore anche sui respiri che fa… vero Rosellina ?? ) ti consiglio di far così.
      Pubblicare il post sul tuo blog e poi noi lo pubblichiamo qui con il link al tuo
      così magari ti salgono anche le visite 😉

      E nessuno potrà prendersela con noi per aver copiato un post del loro blog anche se scritto da te.

      Succede, succede

  5. lo schiavo che suda sfruttato ad un euro l’ora, però va bene, anzi
    specie se non si fa vedere in giro
    certo che se pretende troppo e vuole uscire alla sera ed andare al bar o peggio pretende diritti
    in questo caso buttiamolo fuori
    che anzi siamo stati buoni che lo abbiamo sfamato…
    non so se è peggio la mafia o chi l’accetta omertosamente salvo a comando incazzarsi con gli ultimi

    E che nessuno faccia l’angioletto o il buon leghista
    questi ultimi decenni di veleno razzista e sottocultura mediatica
    hanno confortato nei loro propositi ipocriti e benpensanti che cialtoneggiano a Rosarno come dappertutto http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=49c518719aeb33df

  6. Sono d’accordo con rosellina.

    Come accade sovente, di fronte alla tragica e furibonda rivolta dei braccianti africani della piana di Gioia Tauro, i benpensanti di casa nostra mostrano di indignarsi e scoprono l’esistenza del problema dell’immigrazione clandestina, dei lavoratori migranti ridotti in condizioni disumane al limite della schiavitù, e scoprono il dramma indicibile e doloroso dello sfruttamento del lavoro nero.

    Finché gli extracomunitari subivano in silenzio, senza protestare, i torti e le vessazioni dei caporali, della malavita e dei padroni, nessuno ha gridato allo scandalo e nessuno ha speso una parola di esecrazione morale.

    Invece oggi, gli stessi benpensanti che prima tacevano, sembrano scandalizzarsi (ingenuamente o in malafede) di fronte alle scene di violenza e devastazione scaturite dalla rabbia e dalla disperazione dei “nuovi schiavi”.

  7. Non è per caso che l’equivoco deriva dal fatto che gli articoli destinati a questo blog, li ho inviati talvolta anche all’e-mail di Rosellina, oltre che a Franca? Se così fosse, sarebbe una colpa commessa dal sottoscritto in assoluta in buona fede. Se devo essere sincero, non sono nemmeno sicuro di aver capito il problema…

    • NO, Lucio scusami ma sono sempre troppo sintetica.

      Voglio semplicemente evitare che uno dei blog da te citati ci accusi di aver copiato da loro.. non sapendo che noi riceviamo gli articoli direttamente da te.

      In effetti questo blog ha suscitato e suscita molte invidie, volevo cautelarmi.
      Tutto qui

      • concordo con Franca
        una volta una deficiente con un enorme concetto di sè – considerandosi oriana fallaci sotto copertura – ci ha rotto le ovaie per settimane per un suo post che avevo ripreso per inserirlo qui
        quindi va bene il percorso detto da Franca…

  8. Comunque, per me va bene quello che ha suggerito Franca.

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