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Le toghe rosso sangue ed i visi da non dimenticare

9 commenti

Tira una brutta aria in certi posti della Calabria, dove alcuni appetiti rischiano di rimanere con la bocca asciutta se vanno in porto alcune sentenze. Fra un pò potrebbe riprendere attività l’industria dei cadaveri.

La ‘ndrangheta è un pò che fa un sacco di soldi senza spargere molto sangue, perchè è strutturata diversamente dalle altre mafie e perchè è messa meglio con la cocaina , in pole position nelle gare del mondo globalizzato del crimine.

Le ‘ndrine hanno funzionato meglio di altre forme organizzative.

Però in questi mesi c’é fermento per delle decisioni che potrebbero far perdere un sacco di soldi e la bomba davanti al Tribunale di Reggio Calabria é stato un avviso annunciato da mesi.

L’altro giorno mi è arrivato tra le mani un libro di un giornalista calabrese che mi ha fatto pensare.

Spesso ci capita di ricordare il viso di Falcone e Borsellino, ma gli altri?

Sono tanti, troppi i giudici caduti per colpa delle mafie o del terrorismo ed il cui viso e la cui storia non ricordiamo più.

Ho avuto un moto  di rabbia verso me stesso perché pur sforzandomi non ricordavo più bene il viso di Rocco Chinnici e di Ciaccio Montalto, mentre la faccia di Rosario Livatino mi sfumava via , almeno in parte.

Come quando dopo tanti anni non riesci a ricordare bene più il viso di un amico che non vedi da allora.

Ma per questi tre uomini non doveva succedere: non posso non ricordare bene il loro viso. Non va bene.

Loro no, sono stati ammazzati. Certo sapevano che poteva accadere, hanno accettato il rischio per far funzionare la giustizia in posti dove il favore è merce ed il diritto è sconosciuto e ci si parla col fucile a pompa. In posti  dove ancora i muli cacano molto lentamente sul selciato ed il risultato rimane lì per giorni fino a solidificarsi e divenire arredo urbano.

I vecchi ti guardano di sguincio, quando entri nel bar, come un savoia venuto ad occuparsi di fatti che non lo riguardano.

Certo a Livatino non glielo ha ordinato il dottore di fare il giudice, ma insomma aveva studiato e si era sacrificato per questo. E poi era la sua terra. Poteva accadergli di fare anche altro dopo la laurea e poteva accadere che il caso decidesse per lui tanti anni prima, quando era all’Ufficio del Registro di Girgenti, facendocelo rimanere lì.  Il caso.

Ma non fu un caso quando la stidda lo fece massacrare sulla strada statale 640 : aveva trovato molti riscontri contro la tangentopoli siciliana ( così i giornalisti la chiamarono dopo la sua morte ) ed usava bene lo strumento della confisca dei beni.

Serio, riflessivo, sensibile, il “giudice ragazzino”   – così lo aveva sfottuto/intimidito il vecchio maiale Cossiga  qualche tempo prima  – aveva fatto un gran lavoro rompendo molte uova nel paniere della stidda e dei suoi riferimenti politici.

Forse ha ragione S.B. a considerarli una razza particolare. Sicuramente sono una razza diversa dalla sua, i giudici.

Silvio Berlusconi tu non vali neanche una unghia incarnita del piede di Rosario.

Ventisei uomini cancellati dalla vita a cui tutti avremmo diritto,  solo perchè facevano un lavoro per il quale è possibile , talvolta più che possibile, morire solo per aver fatto il proprio dovere.

L’onestà e la dedizione comportano questa eventualità.

E’ come un assioma inaccettabile ma che pervade tutto.

Tu fai il tuo dovere e loro ti tolgono da questo mondo, dove peraltro a te piaceva stare.

Non sei come quelli a cui non è dato di capire se la vita piaccia o no. Ti piace , eccome.

Anche tu come gli altri sei stato un giovane che aveva ed ha  voglia di vivere, diritto di viaggiare, conoscere e amare o  anche solo mangiare, dormire, scopare una volta ancora oltre quella ultima decisa da loro.

Lor signori decidono che da un certo momento in poi tu non devi un’altra volta respirare, sorridere, una volta ancora  vedere il sole la mattina sorgere, affascinarti alla luna.

E gli odori ed i sapori? Niente, ti tolgono tutto mandandoti non si sa dove, cancellandoti.

Ma chi cazzo sono questi? Chi si credono di essere? Cosa cazzo succede a questi semidei che possono cancellarti…

Per favore dopo aver letto l’elenco riguardate la foto di Rosario, tenetevela in mente. Il più possibile. Loro vincono anche se noi dimentichiamo.

Agostino Pianta, Brescia, 17 marzo 1969. Ucciso da un detenuto vittima di errore giudiziario.
Pietro Scaglione, Palermo, 5 maggio 1971. Mafia.
Francesco Ferlaino, Lamezia Terme, 3 luglio 1975. ‘Ndrangheta.
Francesco Coco, Genova, 8 giugno 1976. Brigate rosse.
Vittorio Occorsio, 10 luglio 1976. Ordine nuovo.
Riccardo Palma, Roma, 14 febbraio 1978. Brigate rosse.
Girolamo Tartaglione, Roma, 10 ottobre 1978. Brigate rosse
Fedele Calvosa, Frosinone, 8 novembre 1978. Unità combattenti comuniste.
Emilio Alessandrini, Milano, 29 gennaio 1979. Prima linea.
Cesare Terranova, Palermo, 25 settembre 1979. Mafia.
Nicola Giacumbi, Salerno, 16 marzo 1980. Brigate rosse.
Girolamo Minervini, Roma, 18 marzo 1980. Brigate rosse.
Guido Galli, Milano, 19 marzo 1980. Prima linea.
Mario Amato, Roma, 23 giugno 1980. Nar.

Gaetano Costa, Palermo, 6 agosto 1980. Mafia.

Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Trapani, 25 gennaio 1983. Mafia.
Bruno Caccia, Torino, 26 giugno 1983. ‘Ndrangheta.
Rocco Chinnici, Palermo, 29 luglio 1983. Mafia.
Alberto Giacomelli, Trapani, 14 settembre 1988. Mafia.
Antonino Saetta, Canicattì, 25 settembre 1988. Mafia.
Rosario Angelo Livatino, Agrigento, 21 settembre 1990. Mafia.
Antonino Scopelliti, Campo Calabro, 9 agosto 1991. ‘Ndrangheta e mafia.
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Capaci, 23 maggio 1992. Mafia.
Paolo Borsellino, Palermo, 19 luglio 1992. Mafia.
Luigi Daga, il Cairo, 26 ottobre 1993. Terrorismo islamico.
Paolo Adinolfi, Roma, 2 luglio 1994. Scomparso.

Crazyhorse70

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9 thoughts on “Le toghe rosso sangue ed i visi da non dimenticare

  1. Lacrime e retorica non cambiano i termini
    tu stesso ammetti che son 16 anni che non muore nessun giudice
    forse vivono di luce altrui e riflessa
    le toghe rosse attualmente alla caccia di Silvio Berlusconi
    fan solo polica
    quando all’insulto a Cossiga è servito solo a sminuire il valore di quel che scrivi
    due righe false scrite bene
    rimangono due righe false
    è la vostra vuota retorica ad esser da freno a questo paese
    ben che vada sei costretto a parlare di cose pre muro di Berlino
    cercate di lavorare il pomeriggio e di produrre giustizia e non giudici ragazzini e romanzi popolari.

    • Che bel commento, non c’è che dire. Una sfilza di fesserie impressionante.

      Prima fesseria: i giudici, per non essere di parte, devono farsi ammazzare. Ora sono di parte, quindi, perché son 16 anni che non ne accoppano nemmeno uno. Stà a vedere che è merito di Berlusconi.

      Seconda fesserie: Le toghe rosse a caccia di B. fan solo politica. Come se potessero indagare su un politico senza sentirsi dire che fanno politica. Come se su B. non fossero saltate fuori tonnellate di prove.

      Terza fesseria: “cercate di lavorare”: siamo alle solite. Mi ricorda mio padre, fascista dentro, che davanti al ’68 diceva che gli operai e gli studenti che portestavano “non avevano voglia di lavorare e di studiare”, e che “Nelle fabbriche, si lavora, a scuola si studia, non ci si fa politica” (ma naturalmente, nemmeno in piazza, in chiesa, allo stadio, al cesso, a casa propria, eccetera).

      Quanto all’insulto a Cossiga, ribadisco e rilancio che è stato il più losco figuro che mai sia approdato (ahinoi) al quirinale, un ambiguo personaggio immanicato coi peggiori servizi segreti. Quell’insulto lì gli sta bene.

  2. “Silvio Berlusconi tu non vali neanche una unghia incarnita del piede di Rosario”

    la più bella frase del 2010…

  3. é vero
    comunque un bacio a cavallo matto

  4. Capisco chi ha un interesse diretto ,anche servile, per far parte del berlusconismo rampante. Non me ne stupisco troppo . Ciò che mi sconcerta è la tifoseria acritica di brave persone che si auto condizionano a non vedere ed a non riflettere. Cosa succede nella testa di chi nega l’esistenza di leggi ad personam? Cosa succede nella testa di chi nega che Berlusconi debba farsi processare semplicemente perchè abbondano fatti di cui deve rispondere? Come si possono denigrare giudici che sono morti per difenderci dalla criminalità organizzata? Come si può pensare di avere un processo breve semplicemente perchè i termini vengono decisi per legge, senza modificare leggi,procedure e fornire mezzi e personale al sistema giustizia?Tutto ciò può essere solo effetto di condizionamenti propagandistici? Ci deve essere dell’altro. Se qualche sociologo fosse in grado mi farebbe piacere avere una risposta.

  5. succede che siamo stufi della repubblica delle chiacchiere e vogliamo finalmente decidere il cambiamento
    fare le cose che servono
    nessuno nega il valore dei giudici uccisi
    ma ci sembra che sia la solita lezioncina moralistica
    dei chiacchieroni
    che sembrano quasi auspicare nuove morti per sentirsi vivi
    otto mafiosi dentro ogni giorno mi sembra la miglior risposta

    • Anche il recupero dei soldi (scudo fiscale) e dei beni (messa all’asta dei beni) confiscati alla mafia, sono una buona risposta.

      Inoltre, anche i tagli alla giustizia, il taglio delle intercettazioni, le auto senza benzina e gli scioperi di tutti (polizia, carabinieri, polizia penitenziaria e chi più ne ha più ne metta) sono una discreta risposta.

      Hai ragione: avete scelto il cambiamento… di merda, ma sempre un cambiamento è! Soddisfatti voi…

  6. tu stai fuori di testa o fingi
    non puoi scrivere veramente queste cose qui

  7. Grazie della bella citazione ispiratrice del buon commento. Volevo precisare che nel capitolo di Livatino ricostruisco filologicamente la frase di Cossiga che non è mai stata riferita al giudice come ha spiegato successivamente il presidente della Repubblica. E’ stato il libro di Nando Della Chiesa ad attribuire una falsa patente,

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