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ENAC fa il tifo per Alitalia a danno delle compagnie low cost

4 commenti

Da tempo è in corso un duro scontro tra l’ENAC e Ryanair. Scontro  arrivato al braccio di ferro finale e dal 23 gennaio il conto cominceremo a pagarlo noi passeggeri.

Il pretesto sta nel fatto che Ryanair sostiene che i passeggeri devono esibire un documento ufficiale (passaporto o carta d’identità). L’ENAC invece dice che sono sufficienti dei documenti anche non ufficiali (patente, porto d’armi e simili)

Che si tratti di una guerra creata ad arte è molto evidente in quanto la normativa internazionale richiede controlli severi ed accurati e chi ha viaggiato con Ryanair sa che i controlli sono una cosa seria ed è difficile dar torto alla Compagnia Aerea.

Appare quindi chiaro che l’ENAC vuole favorire Alitalia a danno delle compagnie low costL’analisi è dell’Istituto Leoni di Torino che elabora studi e ricerche economiche. Infatti l’ENAC vuole imporre ai vettori a basso costo una sentenza del TAR che riconosce validi per le tratte nazionali “qualunque documento permesso dalla legge“.

Ryanair e Easyjet stanno “rubando” fette crescenti di mercato all’Alitalia in grossa difficoltà, per cui si prevede che anche per il 2009 chiuderà con oltre 300 milioni di passivo. La concorrenza delle compagnie low cost sul mercato nazionale non permette di iniziare quel piano di rilancio che è ormai urgente. Il Centro Studi sostiene che l’ENAC non sta più agendo in modo imparziale, ma che invece da tempo sembra sostenere gli interessi del vettore nazionale. L’Enac per contro sembra impegnata ad appesantire le tasse aeroportuali a carico dei vettori low cost.
La battaglia sembra destinata a lasciare pesanti macerie, sia per gli ingenti danni a carico dei piccoli aeroporti che sono diventati basi operative delle compagnie a basso costo, sia e sopratutto a carico dei passeggeri che utilizzano il servizio offerto da Ryanair e Easyjet.
Ma Ryanair minaccia di abbandonare definitivamente l’Italia, per cui si avrebbe anche una grave ricaduta nel settore turistico perchè tutto il traffico turistico internazionale verrebbe dirottato su altre nazioni.
A nessuno (Alitalia, ENAC e loro fiancheggiatori) viene in mente che la via più semplice è quella di adeguare le tariffe aeree a quelle dei voli low cost. E’ banale pensare che le compagnie low cost volino per beneficienza, e se hanno degli utili vuol dire semplicemente che Colaninno,Trochetti e soci non trovano sufficiente investire e guadagnare come seri imprenditori.
Hanno fatto bocca alla grandissima bistecca Telecom e vogliono ripetere il raggiro. Qualcuno lo faccia sapere a San Silvio, o lo dica almeno a Bossi(che crede che i ladroni siano tutti a Roma).
Mario S.

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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4 thoughts on “ENAC fa il tifo per Alitalia a danno delle compagnie low cost

  1. Alitalia nel 2003 ha fatto volare circa 22 milioni di passeggeri. Ha circa 22.500 dipendenti.

    Ryanair nel 2003 ha fatto volare circa 20,5 milioni di passeggeri. Ha circa 1.800 dipendenti.

    Negli ultimi 4 anni, lo Stato ha versato circa 2 miliardi di euro per ripianarne le perdite ed evitare il fallimento.. senza questo generoso azionista alle spalle, Alitalia sarebbe già fallita da anni.. ma quel che impressiona, è che le ristrutturazioni di cui si è sentito parlare e per cui già ci sono stati scioperi negli anni passati, non hanno portato a nulla… nulla di nulla.

    Alitalia ancora oggi ha 10 volte i dipendenti di RyanAir, per far volare lo stesso numero di passeggeri.
    Questa è solo l’ultima delle greandi stupidaggini-carrozzone creata da Berlusconi e di cui ancora si vanta.
    Solo un regime mediatico corrotto che non evidenzia la verità ed un popolo bue che non vuole conoscerla, possono fargliela passare liscia…

  2. è il solito carrozzone gestito da “italiani”che si occupano d’altro (colannino e soci)e francesi che l’hanno avuto per un piatto di lenticchie
    e due miliardi nostri
    c’e’ qualche berlusconico capace di interloquire su questa cosa?

  3. Berluscones e leghisti dovrebbero dirci che e pensano di queste dichiarazioni

    Malpensa, Italia “Penso che non sia assolutamente possibile che un hub come Malpensa venga privato del 72 per cento dei voli. Quelle di Air France sono condizioni irricevibili. Perché di fronte a 200-300 milioni di perdite per Alitalia l’abbandono di Malpensa comporterebbe perdite per oltre un miliardo di euro” (4-18 marzo, 2008).

    “Rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli hub di Malpensa e Fiumicino” (programma del Pdl: sette missioni per l’Italia, 2008). Nell’aprile del 2009 la cordata italiana della Cai voluta da Berlusconi sceglie solo Fiumicino come hub: a Malpensa, Alitalia conserva 187 voli alla settimana su 1.237. I cassintegrati dello scalo, considerando l’indotto, sono 2.500. (n.d.r.: e le bandiere verdi della Lega sono sparite!)

  4. Vi rispondo io. E vi dico che i vostri dati derivano da un’analisi condotta con odio. E’ evidente!

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