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Mafia e cultura: le affinità elettive.

15 commenti

Non parlerò  di mafia in termini di giustizia penale, né approfondirò l’argomento degli attuali procedimenti in corso che concernono Berlusconi. Né voglio commentare la cattura di molti mafiosi avvenuta in questi mesi.

Lo abbiamo già fatto, lo faremo ancora , ma non oggi.

Io voglio aprire una discussione sulla mafia come mentalità , come cultura , come agire politico nel concreto ed anche concettualmente , cioé in rapporto con le idee politiche di oggi e di ieri .

Se esiste una maggiore permeabilità alla mentalità ed al potere mafioso da parte della destra o della sinistra, chi nella storia l’ha combattuta, chi l’ha subita o la utilizzata.

Se si può parlare di modo di pensare mafioso come modo di pensare tout court ed al di là del fenomeno precisamente perimetrato o se invece è più corretto parlarne in riferimento al solo suo significato tecnico-criminale.

Guai al popolo che ha bisogno di eroi: l’Italia pare averne bisogno più di altri paesi anche se molte volte è eroico semplicemente fare il proprio dovere fino in fondo.

Io comincio col dire la mia. Non credo che esista un a primazia nella lotta alla mafia in temini ideologici, ci sono stati esempi individuali di ogni tipo, uomini di ogni fede politica che l’hanno combattuta.

So che c’é chi non é d’accordo ma  sgombrerei il campo da una netta distinzione tra destra e sinistra in termini concettuali in relazione al pensiero ed al potere mafioso. Basti pensare al concetto di legalità e sicurezza per capire quel che dico.

Diverso è il campo concreto dell’esperienza politica reale.

Diverso ieri e diverso oggi.

Espongo due foto d’epoca.

La prima. Alla fine della guerra la D.C., l’M.S.I., gli emissari degli U.S.A., la mafia italoamericana sostenevano fortemente   i separatisti, la mafia locale siciliana e Salvatore Giuliano in funzione anticomunista ( vedi Portella della Ginestra) : il potere mafioso vedeva nella sinistra comunista del tempo un ostacolo, specie sul terreno delle riforme agrarie che miravano ad abbattere il latifondo.Anche la sindacalizzazione delle prime fabbriche,  la presa di coscienza dei propri diritti, umani oltre che politici,   fece sì che  chi era fino a poco prima un servo della gleba facilmente soggiogabile al volere piramidale della mafia, mettesse, meschineddu,  troppi grilli nella propria testa fino a rendersi indipendente o difficilmente permeabile.

La seconda. E’ una foto fatta di dichiarazioni. Piccolo gioco: indovinare i protagonisti.

1# “C’è uno strumento politico ed è il Partito comunista. Ci sono i Caselli, i Violante, questo Arlacchi che scrive i libri … Il nuovo governo [1994, Berlusconi] si deve guardare dagli attacchi dei comunisti”.-
2# “Quello che sto subendo è il frutto di una campagna denigratoria, è tutta una Speculazione Comunista, sissignori … I Giudici che mi stanno perseguitando, e soprattutto X, sono tutti Comunisti!”.
3# “Y è l’artefice di un Complotto ordito dal Partito Comunista ai miei danni”.
4 # “Quando il giudice mi ha interrogato, mi sono accorto che mi trovavo di fronte a un ammalato. Se dietro a varie scrivanie dello Stato ci sono degli psicotici la colpa non è mia”.
5# “il peggior male della Giustizia Italiana è la Politicizzazione”.

Risposte: 1. Totò Riina – 2. Michele Sindona [X è Giorgio Ambrosoli] – 3. Nino Salvo [Y è Giovanni Falcone] – 4. Luciano Liggio – 5. Matteo Messina Denaro

C’è qualcuno che in buona fede non noti una certa affinità culturale tra la mentalità mafiosa criminale conosciuta e la cultura di governo non della destra ma del berlusconismo?

Sulla sinistra, sui giudici matti o comunisti, sul fastidio verso una certa legalità …c’é o no una affinità elettiva?

Crazyhorse70

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15 thoughts on “Mafia e cultura: le affinità elettive.

  1. No.

    la mentalità mafiosa è di TUTTA la cultura italiana.

    Siamo il paese con minore mobilità sociale in europa, i figli degli avvocati fanno gli avvocati e viviamo in una nazione con le caste come in India.

    Quando dobbiamo scegliere un professionista, avvocato o notaio o commercialista, non cerchiamo il più bravo.

    Ma l’amico di qualcuno che conosciamo, qualcuno che lo possa referenziare.

    Gli amici degli amici.

    Come la mafia.

    Esistono persone che sono “il miglior avvocato della città” e di solito sono degli imbecilli che hanno questa nomea perchè se la sono fatta al Rotary o al Llyon’s.

    Anche qui, aggregazioni di amici degli amici.

    Affari oltre determinati livelli li fanno sempre i soliti Ligresti, Caltagirone e vari.

    Perchè hanno la figlia che ha sposato Casini, e quindi anche qui non si fanno fare gli affari ai migliori, ma agli amici degli amici.

    E le Banche finanziano, a certi livelli, solo per relazioni interpersonali (o spiegatemi voi chi avrebbe potuto/dovuto finanziare Roman Zalescki se si guardavano garanzie, business plan ed ebdta come si fa con i poveri cristi qualsiasi…)

    Questa è pari pari la mentalità mafiosa.

    Anche gli italiani onesti hanno una mentalità mafiosa, ma semplicemente perchè siamo un paese medioevale.

    Un paese dove esistono le corporazioni, dove la libera concorrenza basata sul merito è un miraggio, dove il merito non conta un cazzo e dove i geni vanno in America.

    In America non c’è una mentalità mafiosa sociale, perchè chiunque può scalare la vetta e diventare ricchissimo, come Bill Gates, Steve Jobs ed i ragazzi che hanno inventato Google.

    Qui in Italia se Bill Gates fosse andato in banca per farsi finanziare Windows, se i genitori non ipotecavano la casa non gli avrebbero dato una lira.

    E forse nemmeno ipotecando la casa dei genitori.

    Qui in Italia tutti fanno le cose per relazioni, con gli amici degli amici, e questa mentalità medioevale è la stessa negli onesti e nei mafiosi.

    Identifichiamo chi non la pensa come noi come il nemico, e ci schieriamo come Guelfi e Ghibellini.

    Quindi, la Mafia in Italia non verrà mai sconfitta, perchè è fatta da italiani criminali che applicano a cose come il traffico di droga, di armi ed il racket la logica con la quale noi scegliamo da chi farci fare l’atto di acquisto della casa o quale idraulico scegliere (di solito consigliato sempre dall’amico…)

    • sono d’accordo su molte delle cose che dici nel lato sociologico del tuo discorso, tranne che:
      – il malcostume che denunci appartiene socialmente a molti ma non a tutti
      – c’e’ in politica invece una particolare affinità elettiva col berlusconismo
      – una questione di forma, che in un certo ambiente è però sostanza, sul termine “mafioso”
      non so se è una mia deformazione ma
      sai delle volte le parole sono pietre
      e l’uso del termine mafioso fuori dal suo contesto
      potrebbe banalizzare la mafia vera e renderla tutto sommato accettabile perché inevitabile, come del resto dici esplicitamente tu quando parli pessimisticamente di tutti gli italiani

      • io non considero la mafia “accettabile” perchè è una organizzazione di criminali che brutalizzano persone ed interi territori.

        ma non è un caso che le mafie, a livello mondiale, si basino su popoli che pur molto diversi, hanno mentalità medioevali.

        Infatti c’è la mafia cinese (dove il comunismo è un coperchio di una pentola che contiene ancora i valori che ispiravano il medioevo cinese e Kubilai Khan), c’è la Yakuza (ed anche qui i giapponesi celebrano rituali medioevali ispirandosi ai samurai) e c’è la mafia russa (dove i russi hanno trasferito il potere dal KGB e l’esercito ad affari privati e con la loro mentalità gretta e brutale sono medioevali quanto noi).

        Quello che io denuncio non è malcostume.

        Sono abitudini.

        Se ad un tuo amico si spacca il lavandino, ti chiede se conosci un buon idraulico.

        referenze.

        gli amici degli amici.

        sul piano politico, destra e sinistra sono uguali perchè a tutti e due fa comodo il controllo del territorio della mafia perchè assicura voti in cambio di occhi e bocca chiusa.

        • io non so se é giusto dire che questo comportamento è mafioso o chimarlo peppina o minchiasecca ma questa cazzo di abitudine tutta italiana è proprio in questi termini ed attraversa destra e sinistra, è vero.
          Anzi ti dirò è forse più meridionale che settentrionale, lo ammetto pur non rinnegando le mie origini.
          Questo tra la gente, che poi a livelo partitico ci sia una bella predilezione attuale per berlusconi ed i suoi è fuori discussione ed evidente, marco, da tante cose e non c’é bisogno di far processi penali per ammetterlo.

          • scusa ma non vedo differenze tra le collusioni di Bassolino e quelle del fratello di Fitto.

            la mafia privilegia chi controlla il territorio, quindi è in affari col centro destra dove comanda lui e con il centro sinistra dove comanda lui.

            la mafia è totalmente apolitica, è una azienda criminale e fa affari dove le conviene.

            Gli unici politici che ritengo culturalmente refrattari alla mafia sono i leghisti, perchè rappresentando chi guadagna il pane spezzandosi la schiena, hanno nel DNA il disprezzo per parassiti come i mafiosi ed i loro racket.

            Ma dire che culturalmente sono refrattari non significa che non ci siano leghisti collusi con la mafia, vivo nel mondo reale e l’unico colore che conta è il verde ma non quello della Lega ma quello dei soldi.

        • Cosa intendi per mentalità medioevale?
          Dio, Patria e Famiglia non rientra in questa categoria?

          Se ad un amico si spacca il lavandino e non conosce nessun idraulico e mi chiede se conosco un buon idraulico cosa devo fare? Dirgli di sfogliare le pagine gialle? Se sono stato soddisfatto dal lavoro di un idraulico non posso consigliarlo a chi me lo chiede?

          • la mentalità medioevale è quella delle caste.

            In Italia c’è quella dei Notai, numero chiuso ed ereditaria.

            Ma di norma non si va da quello che costa di meno, che è SUL MERCATO.

            Si va da quello conosciuto su piazza (non si sa bene per che cosa) o da quello consigliato.

            Se ad un mio amico si spacca il lavandino, gli dico di chiamare 10 idraulici, di farsi fare preventivo SCRITTO e di prendere quello che costa meno.

            Questo è mercato.

            Consigliargli quello che conosco è medioevo, perchè magari io ne sono soddisfattissimo ma di certo non posso sapere se è il migliore sul mercato o il più conveniente come rapporto qualità/prezzo.

            La mentalità medioevale è quella per la quale lo sport nazionale è il calcio.

            Uno sport dove a prescindere si rifiuta la moviola in campo, quindi regole certe.

            Ci si affida ad un arbitro, fallibile e molte volte corruttibile, e quando è palese un errore sghignazza chi ha vinto grazie a quell’errore.

            Ed abbiamo una pletora di pseudo giornalisti che discutono se un giocatore sia migliore dell’altro, in maniere assolutamente soggettiva ed arbitraria.

            Nel basket NBA, si sa chi è il miglior giocatore.

            Perchè per la mentalità del MERCATO, di SAPERE CHI E’ IL MIGLIORE, gli americani hanno le STATISTICHE.

            Non è il migliore chi è più simpatico, ma chi ha le MIGLIORI PERCENTUALI.

            Dati inoppugnabili, matematica.

            Nel football americano, lo sport nazionale, non solo c’è la moviola in campo ma le statistiche influenzano la borsa degli atleti.

            Questo perchè l’estensione della mentalità della RICERCA DEL MIGLIORE, portano alla razionalità ed alla matematica.

            Qui in Italia siamo in pieno medioevo, su tutto.

            Come si crea la fama un avvocato in una città?

            Per la % di cause vinte?
            per i soldi che ha guadagnato?

            No, quella è l’america.

            qui da noi perchè è l’avvocato di tizio o caio, magari suoi amici di scuola.

            e quindi un imbecille, che fa fare le cause ai suoi praticanti, accede a contratti da fare che un neolaureato bravissimo mai vedrà.

            Negli USA, se sei bravo e sei nato morto di fame, puoi diventare ricchissimo.

            Perchè si premia il MERITO.

            Qui si premiano le AMICIZIE e le RELAZIONI.

            Come nel castello del medioevo.

    • Tutto molto condivisibile, ma vorrei fare qualche precisazione:
      Bill Gates è divenuto quel che è adesso con atteggiamenti mafiosi (basta pensare alle licenze OEM) e se non c’era il mercato degli IBM-compatibili non ne avremmo fortunatamente sentito parlare.
      Se mi parli di qualità i suoi sistemi erano l’ultima ruota del carro, se non quella di scorta.
      Steve Jobs ha sicuramente capacità manageriali, ma la mente informatica-elettronica dietro alla Apple era l’altro Steve (Wozniak) che dopo aver lasciato la Apple si è trovato di fronte una porta chiusa dietro l’altra a causa di atteggiamenti non proprio irreprensibili da parte di Jobs nei confronti dei fornitori.
      Google: l’algoritmo che ne sta alla base è frutto di un italiano: Massimo Marchiori e il suo Hyper Search.

      • vero.

        ma se nascevano in Italia, non avremmo nè Google nè la Apple nè la Microsoft.

        Che per stare negli affari serva essere squali, nulla da dire.

        che per poter ENTRARE nel mondo degli affari, in Italia sia molto difficile se non nasci già ricco o già con relazioni, è altrettanto vero.

        Gli uomini di successo americani che ho citato sono solo ESEMPI, il problema è che qui in Italia ne puoi citare solo UNO, il fondatore della Technogym. Che per far partire l’azienda si è ipotecato pure le mutande del nonno, perchè per le banche italiane certamente era un business a rischio…

        1 contro molti, e purtroppo lui è l’eccezione perchè la regola è che chi ha una idea di business vincente ed innovativa va negli USA e la realizza con un fondo di venture capital, una cosa che qui in Italia sappiamo solo cosa vuol dire ma in teoria.

        • Nulla da eccepire sulle differenze tra USA e Italia che anche un cieco vedrebbe, ma avessi voluto fare esempi con poche o nessuno scheletro nell’armadio avrei fatto i nomi di Larry Ellison (Oracle) i fondatori della Sun, i due dietro alla RedHat (Young e Ewing), magari Mark Shuttleworth (anche se è sudafricano), Mark Cuban … solo per rimanere in campo informatico

        • Ti dò perfettamente ragione su tutto (e non stò scherzando).
          Ti dico però che c’è un’altro uomo di successo che si è fatto dal nulla: Silvio Berlusconi.
          L’unica differenza con quello della Tecnogym è che B non si sà da dove abbia preso i primi soldi e, soprattutto, rispecchia completamente il quadro degli italiani da te fatto prima (è per questo che vince le elezioni).

  2. c’é eccome caro crazyhorse
    i tuoi post sono tutti illuminati ma questo è veramente
    utile ad una discussione serena.
    La mafia sta con chi governa e pretende un patto: voti contro favori.
    Lo sò che non ne vuoi discutere oggi ma non è un caso che si sta indagando proprio su di un patto come questo avvenuto agli albori della seconda repubblica.
    Un patto che potrebbe essere stato siglato e poi magari successivamente denunciato ( il 61 a zero iniziale alle elezioni, parla chiaro)per non perdere troppo la faccia con l’elettorato legalista del nord.
    Forse delle volte il dato politico è più esplicito di quello giudiziario, che ha bisogno di prove diverse.
    Quanto al livello culturale, la destra ha avuto anche lei dei caduti sul fronte, ma era una contraddizione in termini, perchè conviveva e convive coi valori della mafia in maniera completa ed evidente.
    Fateci caso: sono sempre lì a precisare che la mafia si combatte cogli arresti e con gli eserciti, mai hanno messi giù un progetto culturale sul punto, una alternativa di valori…
    quanto alla sinistra, pio la torre è solo un ricordo…

  3. Acute osservazioni, Crazyhorse, che aprono (spero che lo aprano) un dibattito stimolante e fecondo.
    Condivido, anzitutto, il discrimine che proponi tra berlusconismo, che è ideologia del malaffare e dell’egoismo, dalla destra tout-court (sono dell’avviso che se B. avesse pensato che gli convenisse, si sarebbe dichiarato anche staliniano…), non solo perché sarebbe ingeneroso identificare nella destra il ricettacolo ideologico della cultura mafiosa, ma anche perché in realtà parliamo di una cultura feudale, che affonda le sue radici nella nostra storia di popolo.
    Né ne farei una questione di superiorità morale della sinistra, almeno in questo caso, perché non è che l’esser di destra significhi non aver la schiena diritta (e quelli come Falcone e Borsellino son lì a dimostrarlo).
    Altra cosa è la lotta tra potere mafioso e sinistra storica, una lotta che ha fatto i suoi morti ed ha avuto le sue stragi. Mentre i Borsellino e gli Ambrosoli, eroi borghesi, sono eroi per il comportamento, ma non “in quanto” di destra o borghesi, l’odio della mafia per i socialismi è storicamente documentato, benché il tentativo più feroce di sradicare la mafia con la violenza sia stato di Mussolini (tentativo purtroppo fallito).
    Le ragioni mi sembra che siano evidenti, e le hai efficacemente tratteggiate: il potere mafioso, in quanto feudale, vede nella popolazione un ammasso informe di servi, il che è ovviamente incompatibile con una filosofia di liberazione, quale è il socialismo.
    Tale tendenza è ravvisabile anche nell’atteggiamento del mafioso verso la religione: un atteggiamento di devozione esteriore, che invade la sfera etica solo nel campo della morale sessuale e familiare, e che al più vede la carità come elemosina, come favore da elargire al povero (che però è tenuto alla riconoscenza e all’obbedienza perpetua).

    • proprio così e grazie per l’apporto sull’aspetto religioso su cui non avevo detto nulla…
      dimmi invece sull’uso del termine fuori contesto…

  4. Ciao ho letto poco fa sul sito mafia zero un commento che,sinceramente mi ha fatto pensare…Io credo,come la maggior parte che a prescindere da tutto(vedi commento su mafia zero) la mafia vada annientata in modo definitivo e legale, tutti o quasi sanno anche che abbiamo delle leggi che oramai vanno più a favore dei criminali che non al cittadino onesto e rispettoso delle leggi.Secondo me se veramente vogliamo migliorare quest’italia corrotta tutti quanti(quelli che credono che la mafia vada fermata)devono mettersi sotto, esporsi e prima o poi qualcuno nelle alte sfere onesto non corrotto dal potere e da ciò che rappresenta disposto a rischiare veramente per un italia migliore ci aiuterà a fare piazza pulita!!!Forse è difficile se non impossibile che chi arriva sulla poltrona resti onesto,ma ehi sperare in un mondo migliore ,di quello che abbiamo non costa nulla e onestamente nemmeno cercare di migliorarlo é per il bene comune…E meritiamo di crescere i nostri figli,nipoti ecc in un mondo più giusto,più sano,più onesto

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