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Crisi economica, usura bancaria e crisi della giustizia: quando i giudici tutelano le vittime

3 commenti

Ritengo -e l’ho sempre scritto su questo mio blog fino, probabilmente, a rischiare di essere considerato noioso e monotono da chi legge le mie pur modeste opinioni- che le cause dell’attuale crisi economica italiana, al contrario di quanto comunemente affermato sui media, possano, solo in minima parte, ricondursi alle medesime ragioni che hanno determinato la crisi che, da circa un anno, si trascina in varie parti del mondo, principalmente, a causa del fallimento di banche ed assicurazioni negli Stati Uniti.

La crisi economica italiana, a mio avviso, è fortemente determinata, da una parte, dallo strapotere e dall’impunità del sistema bancario e, dall’altra, dalla crisi della giustizia e della politica i cui responsabili, amministratori e rappresentanti, per diversi motivi, non sempre hanno saputo o voluto far rispettare le norme di legge: talvolta, probabilmente, non lo possono fare dal momento che, come le imprese, anche i partiti, i movimenti o i loro rappresentanti sono indebitati.
Esistono, oltre che il codice penale e il codice civile, migliaia di sentenze che ribadiscono alle banche il divieto di pretendere interessi su interessi o richiedere il saldo determinatosi, nel corso degli anni, a causa dell’addebito di interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto non dovute ed altri oneri illegittimi. Eppure, nelle aule di giustizia, continuano a circolare impunemente soggetti che richiedono ed ottengono decreti ingiuntivi al fine di ottenere somme che, per legge e giurisprudenza, non sono dovute, costringendo, così, la controparte a difendersi. Ci sono, poi, esecuzioni immobiliari fondate su mutui “suggeriti”, spesso, dagli stessi funzionari di banche per estinguere apparenti saldi di conto corrente già gravati dall’addebito di interessi su interessi ed altri oneri illegittimi.
Se uno spacciatore di droga, con una cambiale o un decreto ingiuntivo esecutivo, minacciasse un’esecuzione immobiliare, il giudice civile non farebbe altro che sospendere il titolo per evitare che si concretizzi la minaccia trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica; se non fosse possibile sospendere il titolo (ad esempio, perchè divenuto definitivo per difetto di opposizione), probabilmente, resterebbe ferma la definitività del titolo ma (almeno, si spera) la pretesa illecita non troverebbe, comunque, tutela nelle aule di giustizia. Diversamente accade, a volte, se, invece, una pretesa illecita viene avanzata da un rappresentante della banca che, con un titolo rappresentativo di una pretesa che l’ordinamento analogamente vieta, minaccia la vendita di una casa, di un’impresa o di un intero patrimonio.

continua sul blog di Roberto di Napoli

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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3 thoughts on “Crisi economica, usura bancaria e crisi della giustizia: quando i giudici tutelano le vittime

  1. USURA BANCARIA – BANCA SOTTO PROCESSO A FORLI’

    Il 24 gennaio 2011 alle ore 9,30 presso il Tribunale penale di Forlì
    inizia il processo per l’odiosissimo reato di USURA BANCARIA AGGRAVATA,
    da secoli piaga sociale e flagello sociale.
    Come al solito i giornali importanti non danno la notizia, pur essendo di
    carattere ed interesse nazionale.
    Siccome è una delle poche occasioni che capitano in una Italia così
    ipocrita e disinteressata ai veri problemi degli imprenditori, e principalmente
    dei piccoli imprenditori (in troppi dimenticano che l’Italia è basata
    sulla microeconomia), pertanto è una delle poche occasioni
    dove un piccolo imprenditore (NISI Antonio e fratello NISI Terzo)
    è riuscito a far processare penalmente due ex legali rappresentati di una stranotissima
    banca italiana nonché un ex direttore di filiale (l’usura per chi se ne fosse dimenticato è previsto dalla legge come reato fin dal 1930 [codice Rocco, guardasigilli di Mussolini (nonno)]
    al pari di una rapina o di un omicidio, per rendere l’idea),
    dove l’usura bancaria aggravata si annidava nel conto corrente (il conto corrente
    è quel conto che un soggetto ha in banca, in genere sempre in rosso,
    dal quale periodicamente la banca estrae dei fogli di carta bianca o colorata, ma non filigranata,
    li chiama estratti conto e li manda ai propri correntisti.
    I più sprovveduti aprono la busta, guardano il saldo e possono decidere
    sul da farsi, se cestinarli, conservarli, passarli al personale addetto alla contabilità,
    i meno sprovveduti cercano di capirci qualcosa, fra altri fogli scritti in genere con caratteri
    piccolissimi, in mezzo a pubblicità varia patinata (tipo il dentifricio trasparente
    che illumina la mente), ma spesso vi rinunciano fidandosi molto della propria banca.
    In molti quando parlano della banca dove hanno un proprio conto
    la definiscono impropriamente o meno “la mia banca” con un tono di voce
    simile a chi ha ingoiato un panino col prosciutto ed è rimasto in bocca dalla parte
    destra ed un panino con la mortadella ed è rimasto dalla parte sinistra,
    quindi con delle belle gotone.
    In quei fogli chiamati estratti conto si annidano molte cose, e ci si può annidare
    anche l’usura bancaria, siccome a differenza dell’usura praticata dallo strozzino
    (lo strozzino è quello che alcune volte si autodefinisce benefattore), che è conosciuta
    anche come usura trasparente, quella bancaria invece è invisibile, vale a dire c’è
    ma non si vede [per fare un esempio comprensibile a tutti, è il contrario dei nostri politici,
    loro si vedono ma non ci sono, l’usura occulta c’è ma non si vede],
    altri nomignoli sono usura sommersa, usura d’impresa (questo invece è un nome
    tecnico), usura occulta, usura invisibile, usura mascherata e così via.
    Pertanto se qualcuno avesse la curiosità morbosa o volesse farsi una cultura
    o volesse capire i suoi soldi dove sono andati a finire, o capire perché è fallito,
    o capire perché la sua casa è andata all’asta, o capire perché anche piccoli
    debiti nonostante che uno ce la metta tutta non riesce mai ad estinguerli,
    o capire perché non è riuscito a risparmiare in 200 anni di attività neanche una
    lira (con l’euro ancora peggio) è una delle poche occasioni che gli capitano
    nella propria vita di poter assistere ad un processo penale pubblico (i processi penali
    in genere sono pubblici e non si paga il biglietto) dove in contraddittorio, vale a dire che ci sono tutte le parti dal pubblico ministero che è colui che sostiene l’accusa nei confronti di quei
    soggetti (legali rappresentanti della banca e direttore di filiale) che sono alla sbarra,
    ci sono gli avvocati di fiducia degli imputati che difenderanno il loro operato,
    ci sono i testimoni, c’è il tribunale penale composto dal presidente che sta al centro
    e da un giudice a destra ed un giudice a sinistra, c’è il difensore della parte offesa
    e denunciante (vale a dire sei sigg.ri Nisi), ci sono i consulenti degli imputati,
    c’è il consulente nominato dal pubblico ministero, ci sono io quale consulente di parte
    delle persone offese, citato sia come teste che in qualità di ctp.
    Pertanto, è probabile che alcuni misteri o tanti misteri incomprensibili di poter
    capire o tentare di capire dove si nasconde e/o dove si annida l’usura bancaria invisibile ed occulta,
    sommersa, larvata contenuta negli estratti conto che la banca denunciata ha inviato periodicamente
    ai soggetti denuncianti (Nisi).
    Quanti imprenditori, cittadini, consumatori, studenti, maestri/e professori e professoresse
    anche universitari fossero mossi dalla curiosità di poter scoprire questi misteri,
    e sentire con le proprie orecchie e vedere con i propri occhi, anche se non in tanti in quanto
    i quotidiani nazionali non hanno la minima intenzione di dare questo genere di notizie,
    in maniera trasversale e condivisa, siano della famiglia Berlusconi che quelli di sinistra,
    hanno cose molto più importanti da fare, poi quando pare loro invocano l’imbavagliamento,
    e spesso qualcuno tira in ballo l’art. 21 della costituzione, c’è anche chi vuole un bis.
    Chi a tutt’oggi non è mai riuscito a capirci niente né dalle associazioni dei consumatori,
    né dai propri avvocati, né dai propri commercialisti, consulenti, né dai curatori fallimentari,
    né dal parrucchiere di fiducia può partecipare a questo processo e rimarrà soddisfatto.
    Il Movimento 5 stelle di Cesena a tal proposito ha predisposto una intervista,
    visibile su youtube al seguente link:

  2. sono una vittima dell’usura bancaria e sono una vittima dell’ingiustizia italiana da 12 anni sono sotto attacco delle istituzioni dello stato mio figlio è stato ucciso in un incidente stradale nel 1999 il 3 aprile alla vigilia di pasqua e i colpevoli sono coperti dai carabinieri e dai giudici di savona sono stato usurato dalle banche e ricattato con il concorso dei giudici di savona se volete sapere la storia vi mando il fascicolo via fax .

  3. mandacene una sintesi via web che ci facciamo un post

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