LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Perchè i musulmani, ad oggi, non sono integrabili

20 commenti

qui si dimentica spesso l’11 settembre come si dimenticano Madrid

e Londra

e dimenticandosi queste cose, molte persone dicono un mucchio di stronzate.

Questi attentati sono stati fatti da INTEGRALISTI ISLAMICI, non da complottisti o puttanate del genere.

Fanatici religiosi che, imbevuti di fanatismo hanno ucciso migliaia di persone innocenti.

Leggo stronzate che dicono che il Corano non incita alla violenza, non discrimina le donne e che è come la nostra bibbia.

Il Corano considera ebrei e cristiani INFEDELI, ed è compito di un buon musulmano conventire o eliminare gli infedeli.

Nel Corano si legge che la moglie deve obbedienza al marito ed al figlio, e stranamente ancora ci si stupisce per uomini stranieri che una volta avuto un bambino da una donna italiana scappano in Egitto o chissà dove col bambino.

E’ vero, anche noi nella Bibbia abbiamo passaggi da censurare, ed abbiamo un codice di leggi assimilabile alla Shar’ia islamica.

Ma c’è una differenza evidente tra noi ed i musulmani.

Noi la Bibbia non ce l’abbiamo in casa.

E non la leggiamo più.

Noi abbiamo secolarizzato la Chiesa, forse perchè abbiamo provato sulla nostra pelle lo Stato Pontificio, abbiamo capito che la Chiesa è un governo come tutti gli altri che ha usato la religione per controllare risorse e persone.

Quindi, a partire dalla breccia di Porta Pia per passare per i Patti Lateranensi di Mussolini ed arrivare al referendum sul Divorzio e quello sull’Aborto, gli Italiani hanno dimostrato che la religione è un argomento PRIVATO, che si può credere in Gesù Cristo ma senza farsi comandare nè dal Papa nè da quello che c’è scritto nella Bibbia.

Che quasi nessuno possiede nella propria casa e quasi nessuno legge.

I Musulmani hanno tutti una copia del Corano in casa, lo leggono e lo usano per orientare la propria vita.

Il Corano che dice che, qualsiasi reato tu compia, basta che paghi una somma di denaro adeguato e sei libero perchè è meglio un indennizzo alla famiglia che un colpevole in galera….

Il Corano che qui a Brescia ha ucciso Hina, armando la mano del PADRE che uccide una ragazzina perchè amava un povero muratore cattolico…

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/cronaca/pakistana-uccisa/confessione-padre/confessione-padre.html

E quale è la reazione di alcuni saggi illuminati?

Che chiunque dica queste cose è razzista, che la Lega è razzista, che i musulmani, poverini, si vogliono integrare e che la Lega glielo impedisce.

Gli stessi che saltavano di gioia in piazza Loggia qui a Brescia il giorno dell’attentato di New York, gridando “Bin Laden”?

L’integrazione, ad oggi, semplicemente non è possibile.

Lo sarà quando:

  1. i c.d. islamici moderati isoleranno i radicali e li consegneranno alle forze dell’ordine delle nazioni dove vivono. Fintanto che non accadrà e ci sarà complice silenzio anche di chi non è d’accordo sui fondamentalisti che frequentano la moschea, saranno tutti complici-fiancheggiatori-simpatizzanti.
  2. il Corano e la religione diventeranno per loro un fatto privato, come lo è per noi e quindi saranno davvero in primis cittadini italiani e poi musulmani

Fino a quel momento, la Lega ha perfettamente ragione a ragionare con la pancia, pur facendo stronzate come quella dei maiali di Calderoli.

I musulmani hanno diritto alle moschee, è una cagata dire diversamente, ma che se le paghino da soli e che si parli in Italiano dentro la moschea, perchè se dobbiamo controllare tramite la Digos o i servizi che non ci siano prediche radicali, già facciamo fatica ad infiltrare agenti bianchi tra di loro, figuriamoci se parlano anche in arabo.

Io spero che i musulmani si integrino, perchè così come sono adesso rappresentano un pericolo latente, ma l’opera di secolarizzazione, il distacco dalla religione come guida della vita e la cooperazione da parte loro per l’individuazione degli estremisti, devono VENIRE DA LORO.

Fino a quel momento, fino a che DAVVERO non vorranno loro integrarsi, fintanto che la CIA dice che non c’è dubbio su un prossimo attentato di Al Queda ma solo sul dove e quando, fino ad allora è chiaro ed evidente che genereranno dubbi e sospetti e paura, perchè le mani sporche di sangue per la religione ce le hanno loro.

E questo non è razzismo, ma constatare la realtà.

E ne sanno qualcosa in Olanda, dove hanno accoppato il regista di un documentario sull’Islam e dopo DECINE DI ANNI di pseudo integrazione, come la intendono i geni che a volte leggo su questo blog e non solo, fortunatamente la gente si è ribellata e l’estrema destra ha avuto un botto di voti.

Se qui in Italia non abbiamo più avuto attentati dopo Fiumicino, è perchè è ancora valido l’accordo di Andreotti con Arafat?

Voi non fate attentati e noi vi diamo la base logistica?

E questo ci mette tranquilli con la coscienza?

Perchè a nessuno frega un cazzo dei cinesi? Perchè sono schiavisti e danneggiano l’economia (e sono reati che la ns Pubblica Sicurezza può colpire) ma non si faranno mai esplodere in una metropolitana, quindi delle due l’una, o si è razzisti verso tutti o se si è spaventati dagli integralisti non lo si può chiamare razzismo.

UPGRADE DEL 26 DICEMBRE

è passato il Natale, siamo tutti più buoni e gli integrabilissimi musulmani cercano di far esplodere un aereo…

ARTICOLO DEL SOLE DI OGGI A PROPOSITO DI COME NON SIA UN PROBLEMA L’INTEGRALISMO ISLAMICO…

NEW YORK – Un terrorista ha cercato di far esplodere in volo un aereo della Northwestern in fase di atterraggio a Detroit. L’aereo, un Airbus A330 della Delta Airlines (che ha da poco assorbito la Northwestern e gestiva il volo) aveva 278 passeggeri a bordo, era arrivo dalla Nigeria via Amsterdam e fino ad allora, circa le 12 del giorno di Natale tutto si era svolto nella completa normalità. L’attentatore, Abdul Farouk Abdulmutallab, un nigeriano di 23 anni, è riuscito a far detonare un meccanismo esplosivo che aveva allacciato ai polpacci quando i piloti avevano già aperto il carrello di atterraggio.

Per fortuna, dicono le prime indagini, il meccanismo si è inceppato, evitando la tragedia. Ma i passeggeri hanno sentito lo stesso un botto, descritto da alcuni simile a quello di fuochi d’artificio, e hanno visto il fumo e le fiamme che si sono sprigionate dal posto 18 B, dove sedeva il terrorista. I testimoni, raccontano di urla di paura, della reazione degli assistenti di volo che portavano subito acqua per spegnere il piccolo incendio e dal contrattacco di un passeggero e poi di altri che hanno immobilizzato il terrorista. «Avevo sentito il carrello aprirsi, poi ho sentito il botto e ho pensato che potesse essere esplosa una gomma» ha detto un dei passeggeri alle agenzie di stampa dopo l’atterraggio.

Il giovane è stato subito trasferito vicino alla cabina di pilotaggio e ha detto di essere stato incaricato della missione da Al Qaeda. Fonti vicine agli inquirenti tuttavia esprimono prudenza, e dicono che l’uomo potrebbe aver agito per conto suo anche se il meccanismo che avrebbe dovuto far esplodere l’aereo era alquanto sofisticato: l’ordigno conteneva delle polveri che avrebbero dovuto esplodere al contatto di un liquido che l’uomo ha iniettato con una siringa. Per fortuna qualcosa non ha funzionato e l’episodio si chiuso con un grande spavento ma con l’ennesima conferma di quanto l’America sia sempre nel mirino dei terroristi, soprattutto ora, con l’annuncio di Barack Obama di una escalation in Afghanistan e con il tentativo di trasferire in territorio americano alcuni dei processi e dei detenuti di Guantanamo Bay.

Barack Obama è stato subito informato dell’attentato alle Hawaii, dove festeggiava il Natale con alcuni amici in una villa sul mare. Il Presidente si è subito messo in contatto con John O’Brennan, il coordinatore antiterrorismo alla Casa Bianca e lui stesso ha rivolto alcune delle domande che il giorno dopo si pongono tutti: come e’ stato possibile che il giovane nigeriano abbia portato gli esplosivi a bordo nonostante i controlli di sicurezza? Cosa non ha funzionato nell’intelligence che cerca di monitorare i possibili sospetti? Come il nigeriano abbia superato i controlli resta un mistero e conferma che nonostante le mille difficolta’ che incontrano i passeggeri ai controlli di sicurezza, chi vuole fare un attentato riesce a trovare il modo di farlo lo stesso. Il risultato immediato è stato un ordine di intensificare i controlli. Sul piano dell’intelligence, il nome dell’attentatore non compariva sulle liste dei servizi americani, ma sembra che fosse presente su altre liste internazionali.

Resta in America, forte, la consapevolezza che il terrorismo, la continuità del pericolo di un attacco, lo spavento sono sempre in agguato: «Questo era un attacco vero – ha detto il deputato di New York Peter King, membro della commissione antiterrorismo, già informato dagli inquirenti – per fortuna non ha funzionato, ma il pericolo è stato molto reale». «Ci vorranno giorni per capire davvero cosa è successo e come è successo» ha aggiunto un funzionario della Casa Bianca. Molto dipenderà dalla confessione del terrorista: è stato ricoverato in ospedale per forti ustioni in molte parti del corpo. Ma non è in pericolo di vita

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20 thoughts on “Perchè i musulmani, ad oggi, non sono integrabili

  1. La differenza tra uno stato laico e democratico (uno stato di diritto se si preferisce) e uno stato “etico”, autoritario e basato sull’arbitrio consiste in due fatti:

    a) che la responsabilità è individuale, personale

    b) che la legge è uguale per tutti.

    Piaccia o no, le cose stanno così. Se ci si illude che per difendersi si può discriminare preventivamente (a priori appunto) una categoria umana (per appartenenza a una religione, o su basi etniche, o per le scelte sessuali, o per altre caratteristiche) indipendentemente dalle azioni degli individui, si ottiene il bel risultato che per non avere il remotissimo rischio di vivere in uno stato islamico nel 2150, si vive da subito in uno stato in cui la libertà e la democrazia non ci sono più.

    E oggi tocca ai musulmani, domani toccherà magari a qualcun altro. Che so io, quelli che non tifano per il Milan, o che votano per un “partito dell’odio”.
    Una volta ho chiesto a un blogger (o forumista, non ricordo) di destra: “ma scusa, a parti invertite, tu accetteresti che la sinistra – in nome della governabilità e dell’efficienza del governo – facesse delle leggi per blindare il proprio potere e soffocare i diritti dell’opposizione?”

    Sapete qual’è stata la sua risposta?
    E stata: “Egoisticamente sì. Del resto, sempre meglio che governiamo noi”.

    • Sorry, è un refuso.
      Ovviamente la risposta era “egoisticamente, no”

    • infatti non ho detto di blindarli, ho semplicemente detto che nelle moschee si deve parlare in Italiano (è un problema?) e che sono loro che devono secolarizzare la religione per integrarsi e che fintanto che non lo fanno la gente è autorizzata a diffidarne.

      • Già. Peccato che finché la gente ne diffida, per loro è difficilissimo integrarsi. E si innesca un circolo vizioso.

        • Roberto,

          io diffido finchè non vedo atti concreti, ma pur diffidando offro una possibilità.
          Io ho insegnato a musulmani il mio sport, e si sono integrati con i miei allievi.
          Ma erano ragazzi nati qui, che non facevano il ramadan, che si facevano qualche birra con i miei allievi e che avevano la religione nel privato.

          Quindi è una dimostrazione che queste rarissime mosche bianche, si integrano.

          Peccato che siano criticati e denigrati dai loro stessi fratelli (me lo raccontavano loro) e quindi il desiderio di non integrarsi è della maggior parte della comunità.

          Poi forse la mia è una esperienza limitata, certamente, ma questo conosco perchè toccato con mano e di questo parlo.

  2. Più che un refuso, mi sembra un lapsus freudiano.

  3. In parte quello che dici può anche essere condivisibile, ma imo sbagli considerando gli islamici come una cosa unica e non come un insieme di persone accomunate sola dalla fede religiosa, come quando i politici parlano della ggente (gg voluta) come se fosse chissà che essere mitologico.
    La vicenda di Hina è leggermente tirata per i capelli se vuoi accomunare il pensiero del padre a quello di tutti gli islamici, altrimenti cosa avrei dovuto pensare quando un italiano ha accoltellato alla gola la figlia (fortunatamente senza ucciderla) solo perché usciva con un ragazzo albanese?
    Un ultimo appunto: come si può considerarsi cristiani senza sapere cosa c’è scritto nella Bibbia (anche solo nel Nuovo Testamento)? per sentito dire?

    • per fortuna la gente non sa cosa c’è scritto nella bibbia e si ricorda solo quello imparato all’oratorio, perchè se avessimo anche i fondamentalisti cattolici (come i pazzi che in America uccidono i medici abortisti) avremmo due problemi e non uno solo.

      • ma che dici? Confrontare la Bibbia col Corano è come condondere la religione dell’amore e della carità con quella del proselitismo forzato

        • ascolta, io sono credente ma Sodoma e Gomorra, l’idea del Dio Vendicatore, sono idee cattoliche.

          Anche noi abbiamo nella Bibbia insegnamenti che con la carità cristiana hanno poco a che fare, in primis nella genesi perchè la mela del peccato è quella della “consapevolezza” quindi veniamo scacciati dal paradiso perchè abbiamo deciso di pensare con la nostra testa…

          Quindi, bisogna essere onesti e dire che anche noi, nel nostro testo sacro, abbiamo cose che era meglio non ci fossero scritte.

          Ma la differenza tra Bibbia e Corano, ed i relativi fedeli, è che io leggo la Bibbia e CONSAPEVOLMENTE ragiono con la mia testa e decido cosa fare, quindi cerco di dare una mano a chi è in difficoltà e di aiutare i più deboli (che è il vero messaggio cristiano), chi legge il Corano tende a seguire PEDISSEQUAMENTE quanto c’è scritto.

          Il sottoscritto prega tutte le sere, ha fatto elementari, medie e superiori in scuola privata e cattolica ma pur avendo interiorizzato i veri insegnamenti di Cristo, penso con la mia testa.

          La maggioranza dei Musulmani prende il Corano alla lettera.

          Non sputtanare il Corano, è comunque un testo sacro, il problema che ha in comune con la Bibbia è che è stato scritto in altri tempi ed andrebbe letto anche come metafore e non LETTERALMENTE, noi cristiani con la bibbia l’abbiamo fatto, i musulmani ancora no.

          E fintanto che non lo faranno, e quindi daranno maggiore importanza alla religione che alle leggi, sarà difficile integrarli.

          • c’e’ anche una gran differenza filologica fra i due testi che non possono essere paragonati per alcune piccole parti del vecchio testamento
            poiché il Corano è intriso di una idea di proselitismo forzato, del tutto impregnato di questo, in ogni sua parte.
            Comunque concordo sulla loro incapacità di sapere eleborare alcunchè perchè è vero che amano ripetere a memoria interi capitoli
            da secoli è così
            e non mi interessa passare o meno per razzista nel constatare una differente capacità di lettura, per usare un eufemismo…

  4. ho messo il post su oknotizie http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=49c5501011eb5f12
    concordo sul fatto che tranne rare eccezioni che se la vivono male, anche da me i mussulmani sono inintegrabili…

  5. Intanto, bentornato Marco !
    Così il blog, oltre a Mediolungo avrà ( ri-avrà ) un’altra voce che da senso alla mission originaria del blog.

    Sull’argomento , alquanto complesso , non mi esprimo.

    L’ultima volta che l’ho fatto sono stata oggetto di una polemica tanto capziosa quanto lunghissima ( ancora un mese fa qualcuno ne ha trovato recente traccia in un forum.. )

    • per la tranquillità di alcuni redattori, scriverò poco e solo se e quando sarò ispirato.

      la mission originaria del blog non funziona, l’unica persona di idee diametralmente opposte alle mie con la quale ho un dialogo costruttivo e di idee è Dati & Fatti.

      Comunque, Buon Natale Franca a te ed ai tuoi cari.

  6. Ho appena upgradato l’articolo, visto che gli amichetti integralisti hanno cercato di farci un regalo di natale facendo esplodere un aereo….

  7. la nostra missione funziona benissimo e per mantenere qualcuno poco tranquillo
    continueremo così per molto tempo ancor

  8. Il Profeta dell’Islam è nato vissuto ed ha operato in un contesto storico preciso che è necessario conoscere per poter comprendere la natura dell’impatto che la sua opera e la sua missione di profeta hanno esercitato su quell’area in quel tempo, e che ha esercitato anche sulla nostra cultura e sull’evoluzione e sul progresso anche della società occidentale. La popolazione araba di quel tempo viveva immersa in tradizioni animalesche ed era frammentata in miriadi di gruppi estranei tra loro. Quando il profeta dopo aver ricevuto la rivelazione inizió attraverso un processo tuttaltro che scontato, ad avere un riscontro ed a contare con un numero sempre maggiore di persone che si armonizzavano con il suo progetto, non è che si svegliava la mattina e imponeva un modo di vedere e pensare che automaticamente veniva accettato da tutti. Il suo era un ideale di società che si potrebbe definire “illuminista” in cui tutti erano uguali di fronte a Dio, uomini e donne. Il profeta ha iniziato una nuova fase nella tradizione giudeo-cristiana ma è qualcosa che vive attraverso le persone. Non esiste in astratto. Quasi ogni passo del Corano si rifà nella sua forma più esteriore ad eventi contingenti che stavano accadendo in quei tempi. Non c’è dubbio che molti aspetti del Corano siano stati strumentalizzati e che oggi se ne siano maggiormente pubblicizzate declinazioni che appaiono odiose e prive di realtà e buon senso, ma se si vuole conoscere veramente qualcosa occorre munirsi di una certa elasticità mentale e la tradizione islamica racchiude un universo prezioso che oggi molti non possono neanche sospettare. Ovviamente, ripeto, ci sono persone e persone e la Tradizione vive attraverso le persone, e ognuno spesso riesce a vedere quello che cerca di vedere. – La realtà è quello che prendiamo per certo. Quello che prendiamo per certo o per vero è ciò in cui crediamo. Queste credenze si basano nelle nostre percezioni. Ciò che percepiamo dipende da ciò che cer chiamo di vedere. Ciò che cerchiamo di vedere dipende da ciò che pensiamo. Quello che pensiamo dipende da ciò che percepiamo. Ciò che percepiamo determina quello che crediamo. E quello che crediamo, a sua volta, determina ciò che prendiamo per verità. E quello che prendiamo per verità è la nostra Realtà… (Queste ultime frasi le ho lette da qualche parte)

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