LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Caro figlio, è da un po’ che ti voglio parlare…….

4 commenti

Caro figlio,
è da un po’ che ti voglio parlare, ma o tu non ci sei o io con i miei impegni non sono ancora riuscita a farlo in tranquillità e libertà, per questo ho deciso di scriverti, però lo faccio perché so anche che tu mi ascolterai e perché so anche di non lasciarti nulla, ma credimi, non era questo il mio intento quando sei venuto al mondo, quindi ora vorrei poterti lasciare qualcosa che è parte di me ormai da tempo e che vorrei ti incoraggiasse a farti riflettere sul tuo futuro.
Da tempo ormai ciò che i nostri padri ci hanno insegnato si sta via via perdendo nei meandri di una politica ignobile e povera di valori, una politica che anziché aiutare il proprio paese a sradicare l’ignoranza, sta demolendo tutti i pilastri che hanno mantenuto questo nostro paese per anni in concorrenza con le potenze economiche mondiali, e non faccio distinzioni fra destra e sinistra.
Nel mio cervello una moltitudine di pensieri si confondono con le notizie che ogni giorno ci arrivano come dei massi, notizie di un Presidente del Consiglio che non denuncia un fatto di corruzione da parte delle forze dell’ordine, (persone di cui invece si dovrebbe avere la massima fiducia), notizie di uomini di governo che a tutto pensano tranne che al bene del nostro paese, vedi ciò che sta facendo il Ministro dell’Istruzione per quanto riguarda ricerca e pari opportunità per chiunque voglia studiare; se tuttora gli atenei sono in mano alle baronie è anche grazie a chi come questo Ministro non ha mai fatto niente per difendere chi col sudore aveva studiato per anni, ma chi paga mica sono loro, i cosiddetti baroni, chi paga per gli errori di “uomini di cultura” sono sempre gli stessi, la gente onesta, anche se di onesti ho sempre meno la certezza che ce ne siano, ma nel mio cuore spero e credo che ancora qualcuno esista.
Le ipocrisie dei nostri cosiddetti ministri mi fanno paura, vedi Brunetta con i suoi tornelli, vedi Alfano con la difesa del processo breve e prima con la legge Alfano, l’immunità delle quattro cariche più alte, che ancora non capisco, visto che l’unico che ha delle pendenze è sempre Berlusconi, va beh, evidentemente sono troppo ignorante per capire, ma non credo che questo fondamentalmente sia vero, lo dirà chi mi conosce.

Vedi Scajola che a Messina pochi giorni fa ha presentato la nuova tecnologia di connettività senza fili Wi-Max, a Giampilieri saranno contenti visto che ora potranno connettersi senza problemi, certo, non si da dove, visto che non hanno più una casa dove vivere, figurati cosa gli frega del Wi-Max, anche perché poco prima si era vista sfumare lo stanziamento di cento milioni di euro, emendamento alla finanziaria proposto da Gianpiero D’Alia e sottoscritto da Finocchiaro, Garraffa e Pistorio, ma che anche il giorno dopo l’alluvione, che col suo fango ci ha resi orfani di più di 30 persone, gli era stato gettato ulteriore fango grazie a Bertolaso che il 2 ottobre a poche ore dall’alluvione subito dopo essere sceso dall’elicottero, manco fosse andato al catasto, aveva dichiarato che responsabile di questa tragedia è l’abusivismo, peraltro smentito, visto che erano solo otto pertinenze, e le pertinenze sono cose tipo una finestra che diventa un balcone o qualcosa del genere, ciò ha fatto sì che quella stessa sera già le squadre di calcio hanno fatto finta di niente, lo doveva decidere la lega cosa fare e lei non lo ha fatto, ancora una volta non capisco………

Come mai squadre di un certo livello dimostrano un’indifferenza tale e poi attribuiscono ad altri la responsabilità di questa? Boh, torno a ripetere, io sono ignorante, ma c’è qualcuno che mi sa lo è più di me, viva la sensibilità della nostra Italia, che oltretutto si è vista chiedere dal Sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, comunque visibilmente colpito e straziato per questa tragedia, il lutto nazionale, che arrivati ad oggi posso dire a malincuore che ne potevamo fare a meno, ahimè, visto che tutt’oggi quell’indifferenza rimane tale.

Pensa che la sinistra chiese poco dopo i funerali le dimissioni del Sindaco, e qua ancora una volta non capisco, ma almeno a Messina un po’ di dignità ce l’hanno i nostri politicanti? Anziché unire un popolo straziato dalla tragedia e costruire una via nuova per comunicare con le istituzioni perché portino il nostro messaggio laddove venga ascoltato, cioè, nelle stanze del Parlamento, si vuole ancora dividere e lasciare questo popolo ancora in mano alla mafia, alla malavita, agli usurpatori? Io non capisco!
Ma non solo tutto questo fa male e ne fa tanto, c’è ancora tanto altro che vede uomini che prima non avremmo neanche considerato tali, perché collusi, corrotti, invischiati in giochi sporchi ed altro, essere a capo del nostro Governo, e ce ne sono tanti di nomi, situazione che una volta non avremmo accettato per niente al mondo. Allora qui spunta di nuovo quell’indifferenza che ora la sento ancora più pesante, perché significa che già da prima esisteva, esisteva nel momento in cui Berlusconi ha deciso di entrare in politica, facendosi creare un nuovo partito come Forza Italia da un mafioso, tale Marcello Dell’Utri, oggi si viene a sapere che Berlusconi, Silvio per tutti, nel 1994 prese accordi con la mafia…………… c’era già chi ne parlava, ma l’indifferenza di alcuni intellettuali e l’ignoranza che ha sempre fatto parte di questa Italia ha fatto sì che non se ne parlasse per interessi sempre più personali e sempre più sporchi. Oggi chi come me vive questo tormento vorrebbe scappare, ma non tutti lo possono fare, ed io sono una di queste, quindi cerco come posso di comunicare con quel pezzo di mondo che conosco per dirgli cosa penso, ma non c’è più nessuno che ascolta, quei pochi che rimangono anch’essi a loro modo cercano di farsi ascoltare………………… qualcuno ci riesce, altri no.

Ti dicevo di quei ministri, volevo continuare per dirti che nessuno sta facendo niente per te, sono tutti impegnati a coprire le nefandezze di Silvio, e non solo la destra, ma anche la sinistra che non fa niente per opporsi a questo stato di cose, anzi, ci ammorba con discorsi per niente costruttivi e poveri di programmi alternativi, solo alcuni cercano di proporre qualcosa, ma chi li ascolta? Anzi…………………
Insomma, c’è un’Italia che sta morendo sotto il peso del cemento, sotto lo smog creato dalle macchine e dalle fabbriche, un’Italia del sud che ha e che sta contaminando il suo territorio con i rifiuti tossici provenienti dal nord; un nord che vorrebbe dividerci quando per unirci ha massacrato milioni di persone all’epoca dell’Unità d’Italia, questo sui libri non lo scrivono, ma è storia; un’Italia dove uomini che scrivono sulla mafia e uomini di giustizia che combattono la mafia vengono uccisi da altri uomini per salvaguardare i loro violenti e sporchi giochi di predominio e di potere su tutto e su tutti, ma soprattutto in quella parte in cui ancora si riconoscono giovani che credono che con la mafiosità possano rivestire un ruolo che gli si addica e che gli confà per ottenere un lavoro che in certi casi è l’equivalente dell’andare a rubare, perché gli viene proposto un lavoro che viene tolto a qualcun altro che con la propria onestà potrebbe rivestire quel ruolo in maniera più consona; in altri casi invece altri ottengono più prestigio perché gli si fa rivestire un ruolo pubblico, quindi chi li guarda e li ascolta pensa che quella sia una persona adatta a ricoprire quel ruolo, ma, torno a dire ahimè, quegli uomini non sono altro che i mafiosi travisati da persone perbene, ed ancora qui non capisco, perché io ho avuto degli esempi di integrità, che mi è stata incorporata nel mio codice genetico, quindi non riesco a vivere se non rispettando ciò che ho imparato sia studiando che vivendo, cioè, la Costituzione Italiana, perché sono una persona nata in questo paese e come tale pretendo che i miei diritti e doveri di cittadina vengano rispettati. Ci sarebbe da dire ancora tanto, ma quello che vorrei ti arrivasse è che il tuo futuro in Italia è più precario di quello che pensi e di quello che si vede, ma tu devi mettercela tutta per essere un giorno riconosciuto come un buon studente e una persona perbene. Qua non c’è molto da prendere e Silvio anni fa in un articolo di La Repubblica lo disse a chiare lettere, ed è quello che sta facendo, ci sta mandando via per rimanere solo lui, ma quello che lui non sa è che quando lui non ci sarà più molta gente tornerà e si riprenderà tutto quello che ora è anche suo, perché, com’è vero che la vita mi ha insegnato, tutto ciò che fai ti ritorna come un macigno, così sarà, per tutto il marciume che ci sta buttando addosso, altrettanto e di più ci riprenderemo.
A questo punto, caro figlio, ciò che ti voglio lasciare non è questo peso di un’Italia che qualcuno sta facendo morire solo per salvaguardare i propri interessi, ma voglio lasciarti l’idea che l’Italia si può risollevare e l’unico modo per farlo è di riappropriarsi del territorio, già lo fanno quei ragazzi che con coraggio si sono messi a lavorare quei terreni confiscati alla mafia e che hanno coltivato e coltivano con tanta passione, lo devi fare anche tu, il modo c’è, parlare direttamente con l’Europa, perché là qualcosa si muove per quanto riguarda le energie rinnovabili e per il riconoscimento dei prodotti autoctoni ed anche per il turismo, questo farà ritornare l’Italia a lavorare. Lavorare la terra, ma con la differenza che le tecnologie serviranno a migliorare le colture e quant’altro serva perché sulle nostre tavole ritroviamo il gusto delle cose buone, cosa che solo l’Italia sapeva fare e che tutto il mondo ci riconosceva. Lavorare per mantenere la qualità della vita e dell’aria che respiriamo sempre ad un certo livello di bontà, tutto questo è lavoro, lavoro e lavoro. L’Italia fa parte ormai di un grande territorio quale è l’Europa, di questo si deve fare forza, perché noi ora come ora siamo un puntino sulla cartina geografica, oltretutto neanche ben visto in quasi tutto il mondo, una volta non era così, credimi, noi ci sentivamo forti e potenti. E così eravamo.
Parla con i tuoi coetanei, parla a chi puoi e con tutta la forza che puoi trovare dentro te stesso, vedrai che tutto ciò che farai non sarà vano, ti sentirai più forte ed un giorno ai tuoi figli potrai dire di aver combattuto, nonostante tu non abbia fatto il servizio militare, per qualcosa di grande, la lotta più grande della storia con tanti giovani del mondo, perché in altre parti stanno già combattendo per far sì che il pianeta non muoia sotto le multinazionali del cemento, della droga, della mafia, del petrolio, ma soprattutto sotto il peso dell’indifferenza.
Di una cosa sono certa, non sarai solo, anzi, troverai molti più amici così di quanti mai ne hai avuti nella tua vita.
Ti voglio bene, caro figlio……………

Margherita P.

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Autore: francacorradini

essere pensante

4 thoughts on “Caro figlio, è da un po’ che ti voglio parlare…….

  1. cara margherita
    i figli dovrebbero impararsi a smuovere il loro sederino dal caldo soffice in cui le nostre paure li hanno depositati e rivolgersi verso la realtà
    ed imparare che niente si ha se non lo si è conquistato
    men che mai un diritto
    buona fortuna a te e tuo figlio

    • Ti appoggio, Alfonso, ma proprio per quello che dici tu è nostra responsabilità e dovere farli smuovere, noi ce li abbiamo depositati ed ora li dobbiamo instradare, io ho già iniziato con mio figlio, e so che sarà un bel lavoro, ma se vogliamo cambiare, come diciamo, anche in questo ci dobbiamo mettere una buona dose di volontà e affrontare la questione. I figli sono un bene che va coltivato, anche quando pensi che questo non serva più perchè sono grandi. oOggi non è così, ai nostri figli non gli stiamo lasciando nulla. Io combatterò la mia battaglia di civiltà e salvaguardia del territorio dentro e fuori casa. Sarà dura, ma voglio morire sapendo che qualcosa ho fatto.

  2. Grazie Margherita !
    Ci sentiamo

    • Grazie a te, Franca, spero di poter portare quella positività che in questo momento mi distingue nella grande folla sia della strada che del web. E’ un periodo strano il nostro, la strada è lunga, ma uniti percorrerla sarà più semplice.
      A presto.
      Il 19 sarai con me a Villa nel mio cuore e nella mia mente.
      Ciao

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