LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse


7 commenti

Una questione di logica oppure le tre scimmiette…

Il Berlusconi  che ho votato dal 1993 in poi non è l’amico di Previti e Dell’Utri  ma il magnate liberale che si muove nell’idea del buongoverno di Urbani e nelle idee liberali di Antonio Martino.

C’è un tratto levantino ed azzeccagarbugli dell’ambiente di Berlusconi che non mi è mai piaciuto molto e che mi sembrava contraddire la sfida liberale e liberista dei primi tempi.

Ecco perché ieri pomeriggio non mi sono stupito più di tanto per le affermazioni illogiche del coofondatore di Forza Italia nel salotto televisivo della Annunziata.

Misteri della logica. Secondo Dell’Utri  Mangano non ha parlato ed è quindi un eroe perché non ha accusato Berlusconi e Dell’Utri.

Di Spatuzza invece ha detto che parla e “si capisce che non sa nulla, non dice nulla” quando tira in ballo Berlusconi e Dell’Utri.

Ora vorrei che mi spiegasse se intendeva dire che  Mangano è un eroe perché sapeva e non ha parlato, o se non ha parlato semplicemente perché non sapeva ( ma qui sembrerebbe illogico il riferimento all’eroe ).

E Spatuzza non è un eroe perché non sa e parla? Bene ma allora  se parlassero Riina e Provenzano cosa sarebbero? Ditemi voi : supereroi o qualche cattivo consigliori  di silvio si arrischierebbe a tacciarli come persone non informate sui fatti di mafia , forzando la realtà e la logica? Non è uno scioglingua credetemi.

Viene da dare ragione  a chi  ironicamente sottolinea che forse, come dice Silvio, leggiamo troppi libri di mafia e siamo cresciuti con le puntate della Piovra.

Mi viene da dare ragione a chi poi dipinge un ceto politico come trinariciuto e vittima delle tre scimmiette per poi concludere come nei migliori documentari comunisti  che “ la  mafia, lo sanno tutti, non esiste”.

Insomma siamo liberali ma mica del tutto scemi…

Alfredo Cantera


2 commenti

Bossi Barbarossa e gli sprechi

Io ho sempre appoggiato  la Lega, più con la ragione che con l’istinto ,  odiandone certi contenuti un pò stomachevoli provenienti dallo strato sociale più profondo.

L’idea di Bossi negli anni ’90 di tagliare le unghie allo statalismo, di piantarla con gli sprechi di Roma ladrona, di far metabolizzare al popolo italiano la bellezza e la estrema giustizia di rendere prossime le tasse al territorio di appartenenza è una genialità politica che ormai fa parte della storia.

Ed anche un certo politicamente scorretto atteggiamento verbale e sostanziale verso l’immigrazione è secondo me ormai giustamente sedimentato in tutto il popolo italiano: a che servono le lacrime di coccodrillo sui morti nei barconi quando tu non crei una logica idea di filtro tra le richieste e le possibilità reali di accoglienza?

Avere una identità locale e nazionale forte e coesa permette di accogliere, svicolare nel buonismo e nella indeterminazione dei popoli ha come esito il sopruso sul popolo più debole e con la identità più vaga, il nostro.

La chiesa faccia il proprio mestiere ma noi siamo liberi di decidere lo sviluppo in casa nostra senza farcelo imporre dall’esterno.

Certo non ho mai sopportato – forse perché per metà  sono meridionale – il razzismo endemico in alcuni suoi dirigenti locali e nazionali: dalle sparate di Gentilini e Borghezio alle ultime scenette di Matteo Salvini sulla metropolitana ed i posti a sedere.

In conclusione mi darete atto di non ver pregiudizi  se decido di affermare, come faccio qui,  che l’atteggiamento della lega verso la cultura e l’arte è da veri parvenue , da barbari impenitenti a cui non frega nulla di niente.

Sicchè quando qualcuno di loro se ne occupa finisce per assomigliare a quei ladroni di Roma che bombardavamo di  insulti vedendoli  ingrassare con sprechi, favori e nepotismo.

Nel fallimentare film “Barbarossa“, finanziato dalla Rai, Bossi recita il ruolo di un nobile lombardo. Ma come : Barbarossa padano, canone italiano?

Io rammento bene la giusta campagna della destra e del Giornale in favore dell’abolizione del canone Rai. Si diceva fosse un odioso balzello utile soltanto a pagare lo stipendio dei giornalisti comunisti.

Ed allora? L’idea era buona , ma riconfermabile anche oggi , visti i milioni di euro elargiti per finanziare la barzelletta cinematografica sul Barbarossa voluta dal Bossi. Che dire poi del milione virgola seicentomila euro all’anno che dovrebbe essere pagato per rinnovare il contratto a Bruno Vespa? Secondo il Corriere della sera questo sarebbe solo il minimo sindacale, a cui poi si aggiungerebbero dei bonus per eventuali altri lavoretti e partecipazioni a programmi tv.

Il maggiordomo di tutti i regimi democristiani prenderebbe circa 133 mila euro al mese. Attendo di conoscere che ne pensa Libero e il Giornale dello stipendio di Vespa. Aspetto titoloni e denunce in prima pagina.

Insomma attendo di veder rappresentate le mie istanze liberali sempre e comunque: mi rifiuto di vedermi irrigimentato in un esercito padronale che deve nascondere o omettere le verità perché così conviene al capo. Questo modo di agire è uno dei motivi per cui fin da piccolo ho avuto in odio i comunisti e le sinistra in generale: bisognava essere uniti contro il nemico e si doveva per il partito anche dir menzogne o cambiare idea.

Contrordine compagni vi ricordate ?

Quindi capirete che è connaturata in me la ripulsa verso le guerre di religione fideistiche e non sarà certo questa deriva alla feltri e belpietro a farmi cambiare idea.

No al canone, no a Barbarossa sprecone , niente aumenti a Bruno Vespa, le guerre di religione fatevele fra di voi.

Alfredo Cantera


7 commenti

Meno tasse per i nuovi proletari, gocce del mare azzurro

Ogni giorno che passa sono sempre di più i nuovi proletari.  A differenza del glorioso passato bolscevico oggi però non vediamo bandiere rosse a far loro da ala nè si ode l’entusiasmo dei rimasugli comunisti ancora annidati nel nostro paese.

Del resto anche come proletari sono un pò mediaticamente sfigati. Tutta gente che non ha ombrelli come gli operai della FIAT , gente che non sale sulle gru o sui tetti perché non è nella loro mentalità ed anche perché sopra il loro negozietto non c’è neanche spazio per una canadese né troverebbero il cronista dell’Unità che affannosamente gli sventaglia il microfono sotto la bocca.

Da gennaio a giugno 2009 hanno chiuso in Italia 36.000 negozi. 6.000 AL MESE. 200 al giorno. A fine anno le previsioni di Confesercenti sono di meno settantamila.  Soprattutto a conduzione famigliare. Resistono le grandi catene. Un calcolo prudenziale, pur tenendo conto dell’apertura di nuovi negozi, è di almeno 200mila persone senza lavoro quest’anno. I negozi chiudono per la crisi, per la mancanza di ottimismo dei consumatori, per la concorrenza dei supermercati e per le tasse. Sui primi tre punti è difficile intervenire, sull’ultimo invece si può. I negozianti devono pretendere l’uguaglianza fiscale di fronte alla legge. Io non mi sono stracciato le vesti per la morale offesa dallo scudo fiscale ma se i grandi evasori pagano il 5% per rientrare in Italia ripuliti e verginelli anche il commercio al dettaglio deve avere un’aliquota massima del 5%.

Berlusconi e Tremonti stiano attenti , l’incazzatura delle persone  per bene che hanno votato credendo all’idea di  meno tasse e più sicurezza è incommensurabilmente superiore agli strepiti dei dipietristi e dei moralisti a gettone anche perchè si ode di meno ma vale di più.

Questa è la base sociale del pdl e continuando così rischiano di perdere il potere quello vero e non per storie di donnine o per improbabili corresponsabilità mafiose. Ma per promesse non mantenute.

Ed un segnale si può dare anche fra qualche mese alle regionali.

Noi non facciamo manifestazioni folkloristiche e di solo impatto mediatico come il No Berlusconi Day, una manifestazione che serve solo per selezionare una nuova classe dirigente di qualche partitino della sinistra.

Nè partecipiamo con grande interesse alla trappola del tifo scattata in questi giorni su mafia si e mafia no.

Noi  lavoriamo in silenzio e vediamo una situazione pessima intorno a noi , tutto è più o meno come prima ed il tempo passa.

L’unica nostra arma è semplicemente ragionare e poi non andare a votare ed ho l’impressione che molti stiano sottovalutando un “certo fastidio” nell’elettorato pdl.

Attenti, questi molti, che un “certo fastidio” non è registrabile dai sondaggi, men che meno nella parte moderata del paese, da sempre restia a reagire in maniera immediata e veritiera di fronte ai sondaggi.

Attenti che da che mondo é mondo siamo noi le vere gocce – parafrasando un titolo letto in questo blog – la moltitudine di gocce che insieme fanno il mare. Fossi in te non mi preoccupaerei del mare viola , Silvio, ma di quello azzurro che è poi l’unico vero colore del mare…

Niente taglio dell’Irap, neanche in formato mini, niente alleggerimento dell’Irpef e niente cedolare secca sugli affitti: sul tavolo ci sono  4 miliardi di euro da spendere e questi serviranno per interventi “strutturali”, dal welfare alle piccole e medie imprese, e non per misure “mirate”. Sembra il programma di Epifani.

La misura è colma, per me già da tempo.

A proposito degli altri, dall’altra parte dell’emisfero purtroppo certe benefiche minacce di allontanamente si sono rivelate illusorie: Veltroni non  e’ più andato in africa come promesso e D’Alema non ci ha lasciati soli per andare a fare mister PESC in europa e sono di nuovo ambedue in giro a fare danni.

Questi due per il pd sono una cappa mortale.

Alfredo Cantera