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Berlusconi ed il ventriloquo Schifani: la pistola scarica del pistola

10 commenti

Considerazioni politiche

Il presidente del senato ha dichiarato che “se la maggioranza non è compatta si va a nuove elezioni“.

Il presidente del consiglio il giorno dopo lo smentisce ma intanto ha fatto circolare la voce come una minaccia.

Poichè la sortita dello scudiero del premier non aveva avuto gli effetti desiderati tra i suoi riottosi alleati,  Berlusconi si è affretato a smentire il suo collaboratore facendogli fare – e  così formalmente evitando di fare anch’egli – una figura non eccelsa.

Vedo che anche oggi il vecchio ricattatore Kossiga si inserisce nella polemica minacciosa dicendo la sua nei confronti di Fini.

In realtà nonostante quel perfetto cretino di Feltri si affanni a snocciolare cifre e sondaggi, la pistola delle elezioni è scarica e non funziona. Anche perchè Bossi vuole a tutti i costi portare a casa legislatura e federalismo e Fini ha il solo intento di logorare il cinghiale ferito torturandolo senza alcuna fretta. Le opposizioni invece  hanno tutto l’interesse a consolidarsi nella lenta crisi del berlusconismo per giungere rinvigoriti alle elezioni politiche anche anticipate ma non troppo.

Inoltre  non s’é mai visto un tacchino fare il tifo per il natale  e poichè la maggioranza uscita dalle elezioni è numericamente fortissima e non ha ancora passato il termine minimo previsto per la pensione, sarà molto complicato pensare che nel segreto del’urna votino il proprio suicidio e si mandino a casa da soli.

Peraltro devo dire che secondo me  Fini è solo uno che sta facendo una battaglia per sè più che per limitare il potere autoritario di berlusconi e tutto sommato potremmo interpretare la commedia tra i due come il giochino  del gatto e la volpe o,  se preferite,  del poliziotto buono e di quello cattivo.

Sarebbe pertanto molto grave ed imperdonabile che qualcuno a sinistra pensasse che Fini stia facendo veramente l’argine democratico , sentendosi magari così sollevato dal peso di doverlo fare lui, l’argine!

Che la prossima volta trovi una pistola carica di una minaccia seria  Berlusconi se vuole essere credibile e che nessuno creda veramente che Fini in cambio di altra visibilità e di altro logoramento del premier non ceda sulla giustizia.

Perchè errarre è umano per il PD ma perseverare è diabolico.

Piuttosto diano un segnale alla propria base partecipando al NO BERLUSCONI DAY e facendo meno chiacchiere in parlamento.

Considerazioni costituzionali

Ma al di là delle ovvie considerazioni politiche che smentiscono i progetti cruenti dei berlusconici, c’è dell’altro e cioé che sarebbe ora di finirla con questa visione impropria del nostro assetto costituzionale, la leggenda della costituzione ” materialmente ” cambiata.

Ricapitoliamo per coloro che amano questa favoletta.

Alle dimissioni del premier non consegue automaticamente lo sciolglimento delle camere, il presidente del consiglio non decide da solo dopo le dimissioni e  non esiste nell’attuale sitema , checchè se ne dica in giro da parte di aspiranti costituzionalisti della domenica laureati ad Arcore,  un rapporto diretto tra governo e popolo.

Quindi in caso di dimissioni di berlusconi, Napolitano ha il dovere di incaricare altri che possano cercare e trovare una maggiornaza in grado di  sostenere un governo che continui la legislatura.

Questo è l’attuale assetto costituzionale, se qualcuno volesse mofidificarlo si desse da fare col procedimento dell’art. 138 e con la sua prevista maggioranza dei due terzi, ricordando che  altrimenti può esser chiesto un referendum oppositivo come successe nel 2006.

Questa era la repubblica parlamentare della prima repubblica e questa lo è della cosidetta seconda.

L’art. 88 della costituzione prevede che il presidente della repubblica sentiti i presidenti delle due camere può sciogliere le stesse . Il presidente del consiglio dal momento che ha il potere di controfirmare il decreto di scioglimento ( art. 89) concorre in questa decisione con un ruolo notarile secondo alcuni , paritario secondo altri.

Ma nessuno –  nè in dotrina nè in giurisprudenza –  ha mai pensato che possa il premier decidere la questione con un potere unico o  comunque in posizione  superiore a quello del PdR sul tema, quest’ultimo sulla questione essendo invece in posizione dominante.

Poi in base agli artt.  92 e 94 cost  il PdR  nomina il PdC e su indicazioni di questi i suoi ministri. Tale  governo siffatto ha dieci giorni di tempo per trovare la fiducia delle camere, altrimenti si dimette ed avvengono altre consultazione ed altro politico a cui viene affidata la guida di un governo. Solo quando non sia più possibile salvare la legislatura il PdR scioglie le camere.

C’è qualcuno che ancora non si è accorto che di riffa o di raffa sono mesi che il governo tratta  solo dei fatti privati del berlusca?

C’è qualcuno che ancora non si è accorto come questi fatti confliggano con gli interessi degli italiani?

Crazyhorse70

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10 thoughts on “Berlusconi ed il ventriloquo Schifani: la pistola scarica del pistola

  1. Una delle cose più fastidiose di questo periodo è in effetti questo loro insistere sulla nuova costituzione materiale.
    Le osservazioni del post mi sembrano inoppugnabili.

  2. secondo l’autore del post votare una scheda con il nome del candidato premier che poi se vince lo diventa – è successo con Prodi e con Berlusconi – non ha nessuna influenza nella prassi costituzionale?
    Certo occorre adeguare il diritto alla prassi e questo passo dovrà essere fatto
    ma non si può negare l’evidenza e scegliere di adeguare la prassi al diritto
    quewsto vuol dire andar contro la sovranità popolare
    voi di sinistra siete i veri conservatori

  3. Essere conservatori, verso un sedicente riformismo che in realtà è sfascio ed eversione, è più che un diritto. E’ un dovere.

  4. lei mi conferma che
    come una volta volevate cambiare il mondo e rappresentavate il progresso
    oggi siete veicolo di conservazione dei privilegi di questa macchina statale vecchia ed imbolsita
    Una macchina statale che perpetua essa sì le ingiustizie
    e la conservazione, non delle “istituzioni repubblicane” come idealisticamente declamate,
    ma di un mondo marcio di privilegi e burocrazia
    che blocca il progresso e mantiene le rendite di posizione
    Ma quando imparerete a rispettarci,
    a tener conto dei desideri della maggioranza degli italiani?

  5. Questo paese paga (soprattutto al sud) il guardar troppo alla forma piuttosto che la sostanza, e il tuo post ne è chiaro esempio. Al di là del dettato costituzionale la sostituzione del PdC porta a elezioni. unica alternativa è che la coalizione che la sostiene cambi cavallo, mossa che comunque potrebbe esser controproducente se avvennisse con manovra di palazzo, vedi prodi-d’alema.
    I giochini del facciamo un governicchio con chi ci sta e raccattiamo tutti i pezzi possibili fanno capo ad un passato, che si spera ormai superato, da repubblichina

    • invece andare a votare ogni due anni è una cosa fica da repubblicona:
      – la casta si spartisce più posti e soldi
      – se ne sprecano altri per le elezioni
      – si formano governi con maggioranze megari meno chiare di questa così ci trasciniamo dei cancri che non decidono.
      Il fatto è che dietro quella forma c’é una sostanza politica che tu non comprendi
      come non comprendi che il problema é solo uno : S.B.

  6. Le considerazioni di BP appaiono precostituite ed appicicate con una certa violenza sulla lògica del ragionamento.
    Senza sorvolare su motivi e contenuti della grave crisi della sinistra, è pur vero che la Costituzione è una conquista civile di valore enorme oggi accettata con evidente tormento dai berluscones (perfino Gasparri lo ha capito).
    Accettata con acume tattico, per poter poi procedere -come comunque si sta facendo- alla demolizione parziale ed allargata, si da poterla rendere idonea alle necessità del sovrano e dei cortigiani.
    In questo senso è possibile che una persona schierata a sinistra venga definita “conservatrice”.
    Lo sfascio prodotto dal quasi ventennio di potere del B è tale che è giustificabile che ci si arrocchi su posizioni a rigore definibili di conservazione.

    L’errore, per me inaccettabile, è di considerare la sinistra un blocco unico tra cittadino di sinistra e dirigenti del partiti tradizionali della sinistra (spesso corrotti è collusi quanto e più dei PDL).
    In questa visione miope si ignora un processo molto difficile e lungo che la base della sinistra sta portando avanti per buttar fuori i boss…di sinistra. Una lotta sottile, difficile,lunga.
    In questo contesto si dovrà riuscire a superare le barriere formali e pregiudiziali tra i cittadini onesti che credono nei valori di progresso.

    Il ’68 in Italia nacque e si sviluppò sui contenuti di Lettera ad una professoressa dei Ragazzi di Barbiana, con l’attacco frontale alla squallida ipocrisia di una società ingiusta,corrotta e decadente. E i boss della sinistra di allora reagirono all attacco frontale alla loro corruzione accusando il movimento di neofascismo.
    Tutto è cambiato, ma nulla è cambiato.

  7. tocqueville si sta appassionando a questo blog, e specialmente a te crazy

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