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Quale avvenire per le giovani generazioni?

7 commenti

scuole_privateRendiamoci conto da chi siamo governati. Ad esempio, prendiamo in considerazione il “geniale” ministro Brunetta, che si erge (si fa per dire, vista l’altezza) ad eroe e paladino di una crociata antifannulloni. Ebbene, costui è un docente universitario, ossia appartiene all’elite dei professori, a quella categoria dei docenti che guadagnano troppo e, almeno in molti casi, lavorano assai poco. Infatti, lo stesso Brunetta è stato censurato e richiamato più volte proprio per assenteismo dal Rettore dell’Università dove (non) lavorava. Lo stesso Brunetta risultava un primatista dell’assenteismo anche nel Parlamento Europeo: infatti, figurava tra i parlamentari europei maggiormente assenteisti. Insomma, Brunetta è il classico ministro che predica male e razzola peggio.

Passiamo alla Gelmini, che è soltanto il ministro-ombra dell’Istruzione. Il vero ministro che detta la politica scolastica del governo è Giulio Tremonti. A proposito del quale bisogna riconoscere che si sta dimostrando assolutamente incapace di gestire l’attuale crisi economica. Ecco chi sono i nostri governanti: gente inetta e irresponsabile! Si badi bene che il mio non è un discorso fazioso, animato da sentimenti di partigianeria politica. Non critico la politica del governo perché è di destra, mentre il sottoscritto si dichiara di sinistra. Occorre superare tali idiozie, andare oltre queste insulse categorie.

La verità è che sono preoccupato della situazione, sono inquieto per il futuro non solo della scuola, ma dell’intero paese, sono crucciato per l’avvenire delle giovani generazioni. Sono allarmato perché stanno letteralmente smantellando e impoverendo la scuola pubblica, stanno disarticolando la parte che funziona meglio, ossia la Scuola Primaria, che risulta essere tra le migliori del mondo, collocandosi ai vertici delle graduatorie mondiali, almeno in base alle valutazioni internazionali. In tal modo si rischia di condannare i nostri giovani ad un triste futuro di degrado ed ignoranza, quindi di mancanza di libertà, democrazia e giustizia sociale. Dunque, domandiamoci quale modello di scuola e di società, quale avvenire vogliamo consegnare ai nostri figli.

Ma non è solo l’attuale governo ad aver accumulato gravi responsabilità politiche e morali. La storia, in effetti, è molto lunga e risale indietro nel tempo sino agli anni ’90, esattamente al 1998, quando Berlinguer (ministro della Pubblica Istruzione in un governo di centro-sinistra) varò ed introdusse la cosiddetta “autonomia scolastica” e la “parità scolastica”. In altri termini, ciò ha significato un incremento progressivo dei fondi economici destinati alle scuole private e una sottrazione crescente di fondi alle scuole pubbliche. Da ciò è scaturita un’accelerazione storica del processo di dissoluzione della scuola pubblica, a cui la Gelmini sta assestando il colpo letale e finale.

Lucio Garofalo

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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7 thoughts on “Quale avvenire per le giovani generazioni?

  1. questo governo fino ad ora si è caratterizato per conoscere solo le forbici per tagliare dove non serviva e le disgrazie con Bertolaso.
    Per il resto solo mignotte e festini

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  3. il “geniale” ministro Brunetta, che si erge (si fa per dire, vista l’altezza)

    primo
    sei un vero razzista
    secondo
    sarai un fannullone precario della pubblica amministrazione ed hai paura che brunetta ed i cittadini ti facciano un culo così…
    terzo
    voi comunisti siete solo dei perdenti sfigati che la storia ha sconfitto
    quarto
    siccome siete perdenti e sfigati vi han sbattuto anche fuori dal parlamento, gli stessi operai vi schifano e contate nulla
    quinto
    non continuo perchè è troppo facile con voi : è come sparare sula croce rossa

    • anticom,

      primo
      sentire lezioni di razzismo da te, fa ridere i polli

      secondo
      non è elegante fare illazioni su una persona che non conosci, e ancor meno è accostare il concetto di “precario” (che non è una colpa, ma una sfortuna) a quello di fafnnullone

      terzo
      che noi siamo comunisti è il solito semplcicismo, così come dare dei perdenti a chi non la pensa come te

      quarto
      gli operai non hanno votato i comunisti non perché secondo te siano perdenti o sfigati, ma perché non se ne sentono rappresentati, il che è leggermente diverso

      quinto
      peccato, che non continui, perché una serie di asserzioni del genere qualificano solo chi le fa.

  4. Ringrazio datiefatti, il quale mi ha anticipato nella risposta. Effettivamente, ricevere lezioni e prediche in materia di razzismo da chi presumo dovrebbe semplicemente imparare a tacere sull’argomento, visti alcuni commenti che ho letto in precedenza dello stesso autore (mi riferisco ad anticom), è quantomeno ridicolo, se non addirittura grottesco. Del resto, la battuta (ovviamente ironica ed irriverente, ma la satira è per sua natura politicamente scorretta e dissacrante, altrimenti diventa un’altra cosa, molto simile alla piaggeria e al servilismo) relativa all’altezza di Brunetta, corrisponde solo ad una pura e semplice constatazione di un dato di fatto assolutamente evidente ed innegabile. Al contrario, non è altrettanto evidente ed incontestabile l’osservazione riguardante la mia presunta condizione di “indolenza” o “infingardaggine” – che dir si voglia – che è solo il frutto di un’insinuazione perfida e soggettiva, di un’illazione assolutamente erronea ed infondata, tant’è vero che (per mia fortuna) non sono un precario della scuola, ma – giusto a titolo informativo – comunico che sono di ruolo da diversi anni. Sul resto sorvolo rapidamente e preferisco stendere il classico velo pietoso, dato che il riferimento morboso e patologico ai “comunisti perdenti e sfigati” non ha nulla a che spartire con il tema in questione, ma si tratta delle solite e deliranti farneticazioni di chi è affetto da un’ossessiva idiosincrasia anticomunista, per la quale non sono in grado di suggerire trattamenti di sorta…

  5. Ringrazio datiefatti, il quale mi ha anticipato nella risposta. Effettivamente, ricevere lezioni e prediche in materia di razzismo da chi presumo dovrebbe semplicemente imparare a tacere sull’argomento, visti alcuni commenti che ho letto in precedenza dello stesso autore (mi riferisco ad anticom), è quantomeno ridicolo, se non addirittura grottesco. Del resto, la battuta (ovviamente ironica ed irriverente, ma la satira è per sua natura politicamente scorretta e dissacrante, altrimenti diventa un’altra cosa, molto simile alla piaggeria e al servilismo) relativa all’altezza di Brunetta, corrisponde solo ad una pura e semplice constatazione di un dato di fatto assolutamente evidente ed innegabile. Al contrario, non è altrettanto evidente ed incontestabile l’osservazione riguardante la mia presunta condizione di “indolenza” o “infingardaggine” – che dir si voglia – che è solo il frutto di un’insinuazione perfida e soggettiva, di un’illazione assolutamente erronea ed infondata, tant’è vero che (per mia fortuna) non sono un precario della scuola, ma – giusto a titolo informativo – comunico che sono di ruolo da diversi anni. Sul resto sorvolo rapidamente e preferisco stendere il classico velo pietoso, dato che il riferimento morboso e patologico ai “comunisti perdenti e sfigati” non ha nulla a che spartire con il tema in questione, ma si tratta delle solite e deliranti farneticazioni di chi è affetto da un’ossessiva idiosincrasia anticomunista, per la quale non sono in grado di suggerire trattamenti di sorta…

  6. Se anticom avesse un minimo di spirito autocritico, dopo aver letto ciò che ha dichiarato Confalonieri, (https://laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com/2009/11/13/se-lo-dice-lui-non-diteci-piu-che-non-e-vero-che-e-propaganda-antiberlusconiana/) come minimo cambierebbe nick.

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