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Cinque puntini sulle “I”

9 commenti

CINQUE PUNTINI
SULLE “I”

berluscorna

Puntino primo. I corifèi del nano strillano contro la Consulta perché nella sentenza di ieri ha dichiarato che il lodo Alfano non è legittimo, in quanto legge ordinaria. E’ fumo negli occhi. La Consulta ha dichiarato che è incostituzionale, in quanto vìola l’art. 3 della Costituzione (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge), e di conseguenza che per renderlo legittimo bisognerebbe cambiare la Costituzione stessa, con la procedura d’uso (art. 138). Una cosa del tutto ovvia, che non avrebbe nemmeno bisogno di essere resa esplicita in teoria. Infatti, la Consulta non lo ha scritto la volta precedente (lodo Schifani, anch’esso rigettato per violazione dell’art.3), ma visto che qualcuno è duro d’orecchi questa volta ha dovuto esplicitarlo. Tutto qui.
Puntino secondo. Il nano accusa Napolitano d’essere di parte. E in che cosa, di grazia, avrebbe manifestato la sua parzialità n questa occasione? Semmai la critica che gli si può muovere è quella di essere stato sin troppo ligio alla lettera del dettato costituzionale, laddove dice che non compete a lui, ma alla Corte, stabilire l’incostituzionalità delle leggi. A meno che essa non sia “manifesta”. Ebbene, n questo caso manifesta lo era eccome, dato che anche il lodo Alfano era stato rigettato per violazione dell’art. 3 della Carta. Quindi Napolitano, promulgando la legge, è stato sin troppo “Morbido” verso gli interessi del premier. Lui stesso temeva di apparire troppo morbido, infatti mise le mani avanti ed eccezionalmente si sentì di giustificare, non richiesto, la promulgazione, motivandola ufficialmente.
Puntino terzo. Il nano straparla di promesse che Napolitano gli avrebbe fatto, in privato, di esercitare pressioni sui giudici costituzionali “di sinistra” per far passare il lodo Alfano. A parte l’indimostrabilità del fatto, perché mai Napolitano, prudente com’è, dovrebbe essersi sbilanciato a promettere una cosa simile? Se Napolitano avesse ceracto di influenzare alcuni giudici, a favore o contro il lodo Alfano, allora sì  che avrebbe fatto una cosa gravissima, illegittima. E adesso Berlusconi lo accuso dai non averlo fatto, cioè di non essere stato, appunto, di parte: la sua.
Puntino quarto. La Consulta, adesso che si è pronunciata contro il lodo Alfano, è diventata di parte. Quando fece altrettanto, sul lodo Schifani, tutti dissero di rispettare la sentenza. Unica spiegazione: all’epoca credevano di intortare la situazione, come poi infatti provarono a fare nel 2008, cavillando, quindi pensavano di doversi atteggiare a rispettosi della separazione dei poteri. Adesso, no. E i giudici diventano comunisti.
Puntino quinto. L’assunto è che alcuni giudici sono nominati dal Presidente della repubblica, che quindi a loro dire li può influenzare a piacimento, e che gli ultimi presidenti erano di sinistra. Due balle in una. La prima, sui presidenti di sinistra: Scalfaro Oscar Luigi è un vecchio conservatore democristiano, anticomunista, che finì con lo schierarsi – di fatto – contro i berluscones proprio per la loro inveterata tendenza a sovvertire la Costituzione. Carlo Azeglio Ciampi, un non politico, laico quant’altri mai, senza tessere di partito, fu lodato per tutto il suo settennato anche da destra per la sua imparzialità. Quindi rimane il solo Napolitano, che di giudici, sinora, ne ha nominato uno solo.
La seconda, sulla possibilità del Presidente della Repubblica di influenzare i “suoi” giudici: e come di grazia, visto che essi giudici sono inamovibili dalla carica? La prova della loro libertà di giudizio è che uno dei tre giudici nominati da Ciampi ha votato a favore del lodo Alfano.
Per tornare a Napolitano, perché Berlusconi lo attacca così violentemente? A mio giudizio, la ragione può essere una sola: l’intimidazione attraverso la denigrazione. Il messaggio, mafiosetto, assai, è: se mai dovesse Berlusconi dimettersi, spetta al solo Napolitano conferire l’incarico di Presidente del Consiglio a qualcun altro, dando il via a quello che Berlusconi chiamerebbe “un ribaltone” della volontà popolare, oppure sciogliendo le camere e rimandandoci alle urne (cosa questa che il nanetto preferirebbe di gran lunga); quindi, sotto sotto, Berlusconi dice a Napolitano e a tutto il mondo che il Presidente della Repubblica è un comunista, e quindi se dovesse nominare un altro Presidente del Consiglio dimostrerebbe di essere di parte. Scommettiamo?
Dati e Fatti
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Autore: laconoscenzarendeliberi

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9 thoughts on “Cinque puntini sulle “I”

  1. Il cavaliere nero straparla addirittura di un patto con Napolitano che sarebbe stato tradito dal Presidente, il quale proprio oggi ha smentito tutto.
    Per gli amanti dei sondaggi: tre italiani su 4 sono d’accordo con la Consulta e la stragrande maggioiranza credono alla versione del Presidente Napolitano…
    Sono d’accordo con te nel credere che il tentativo sia proprio quelo di scalfaroizzare il PDR e se è così bene fa Napolitano a non cascarci rimanendo imperturbabile…

  2. Notizia dell’ultima ora
    Altro che Vendola indagato ( falso ) il marcio é a destra , Fitto dimettiti

    Si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio per 78 dei 90 indagati la discussione dell’udienza preliminare a carico, tra gli altri, del ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), e dell’editore e imprenditore romano Giampaolo Angelucci. La richiesta è stata fatta dalla pubblica accusa al termine dell’udienza del procedimento “La Fiorita”, che si celebra dinanzi al gup di Bari Rosa Calia di Pinto.

    All’udienza, che si concluderà il 30 novembre prossimo, è costituita parte civile la Regione Puglia. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 1999 e il 2005, quando Fitto era presidente della Regione Puglia, e si prescriveranno tutti entro il 2012. A Fitto i magistrati della procura barese contestano i reati di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d’ufficio e illecito finanziamento ai partiti. I reati di corruzione e di illecito finanziamento di 500.000 euro al partito di Fitto “La Puglia prima di tutto” si contestano anche all’editore de il Riformista e di Libero Angelucci.

  3. tutto plausibile ma ho letto ricostruzioni giuridiche esattamente opposte e formulate da grandi costituzionalisti quindi ci andrei piano a considerare manifestamente incostituzionale il lodo alfano nella fase del vaglio presidenziale.
    E comunque queste vicende dovreste relativizzarle senza dar troppa enfasi a principi e postulati:
    vi ricordate le posizioni assunte da molti a proposito dello scudo a Scalfaro quando era PDR per l’inchiesta dei 100 milioni quando era ministro degli Interni
    ricordate tutti il famoso “non ci sto”?

    • Scusa alfredo, mi sono accorto di un refuso che rende effettivamente poco chiaro il resto.
      Ho scritto: “manifesta lo era eccome, dato che anche il lodo Alfano era stato rigettato per violazione dell’art. 3”, mentre dovevo far riferimento al precedente del lodo Schifani. E’ questo che lo rendeva manifestamente incostituzionale: non essendo cambiato nulla su questo punto, rispetto al lodo Schifani, che era già stato bocciato per quel motivo.

  4. L’interpretazione giudiziale di una sentenza dipende da vari fattori, non ultimo quello dottrinale…
    comunque a proposito di lodo alfano e poteri forti, non vorrei citarmi addosso ed essere troppo autoreferenziale , caro Alfredo, ma avrai notato anche tu come ferruccio de bortoli stia girando da tre giorni tutti i media ( ora è sull’Infedele , LA 7) COME UNA MADONNA PELLEGRINA inviando segnali precisi e concordanti sulla circostanza che chi di dovere ha mollato berlusconi definitivamente…

  5. scusate ma è un momento storico: anche scalfari SU la 7 prende in giro de bortoli perchè arrivato per ultimo a capire chi fosse il cinghiale…
    non solo, gli ricorda quando ferruccio fu costretto a dimettersi perché stuzzicava troppo berlusca ai tempi dell’editto bulgaro per capirci…
    ora invece è di nuovo libero di andare a caccia e braccare il cinghiale, ma solo perchè i poteri forti che comandano rcs e mediobanca hanno deciso di scaricare la bestia
    e non gli è servito a nulla al nano mettere la figlia in mediobanca
    del resto la storia si ripete come per mussolini
    che fu messo lì contro i comunisti
    fu tollerato anche dopo quando si scatenò
    e solo con il 25 luglio 1943 fu scaricato
    e lasciato finalmente senza copertura
    resistette 1 anno e mezzo e poi venne fucilato…
    qui magari in maniera meno cruenta succederà lo stesso
    E’ UFFICIALE IL BERLUSCA E’ ALLA FRUTTA, QUASI AL CAFFE’…

  6. ho colto anch’io cavallo matto questi movimenti ma non ne sono contento non tanto per berlusconi che mi ha deluso fortemente – pensavo anch’io come molti che prima o poi si sarebbe liberato di certe sue mattane per finamente governare questo paese – quanto perché quei poteri a cui tu alludi non sono meno opachi e affidabili di berlusconi, anzi…
    non vedo come tutto questo avvicini l’Italia a quelle riforme di cui ha bisogno, per esempio…

  7. 1)una cosa per volta
    berlusca è una emergenza democratica prioritaria
    quando la casa brucia non c’è tempo per discutere a chi tocca usare la pompa dell’acqua
    ma occorre spengere l’incendio

    2) solo una circostanza nuova potrebbe rendere meno opaco il trapasso , qualcosa che assomigli alla resistenza partigiana di allora, qualcosa che dia dignità ad un popolo sulla cui testa tutti fanno come gli pare salvo poi mettere tutti davanti al fatto compiuto
    allora con la resistenza la democrazia riuscì in parte ad essere protagonista della svolta, almeno nel centro nord d’Italia

    3) quale sarebbe questa circostanza nuova? Non so che dirti
    se non che dovremmo far di tutto per aumentare la consapevolezza e la controinformazione

  8. ecco un’ulteriore prova che il vento anche a destra è cambiato e che non tutti stanno in adorazione del capo senza spirito critico e ripetere ” comunisti” a tutto spiano http://destradipopolo.net/?p=1476
    insomma c’è chi si vergogna a difendere l’indifendibile…

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