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Scuola : storie di ordinaria inciviltà ed emarginazione

27 commenti

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO :

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutere il caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutereil caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutereil caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

Mi chiamo Lucia Mauro e sono già nota ai cittadini sestesi per aver denunciato più volte i soprusi e le ingiustizie di cui è stato vittima mio figlio Gabriele, affetto da amiotrofia spinale e costretto alla carrozzina dalla nascita. Gabriele è un ragazzino pieno di voglia di vivere, solare e sempre pronto a regalare un sorriso. Le vicissitudini hanno spesso spento il suo sorriso ma non la rabbia, l’amarezza e il desiderio di lottare per lui, e per tutti gli altri ragazzini come lui, di sua madre!

Eccolo protagonista di un’altra amara disavventura : iscrivo mio figlio, come è suo diritto inalienabile, alla scuola superiore “De Nicola” nel gennaio 09 facendo prontamente presenti le difficoltà ed i bisogni di Gabriele. Gabriele, a causa della sua malattia altamente invalidante, muove ormai solo le mani, chiedo per Gabriele, come ripeto e sottolineo è suo diritto, un bagno attrezzato, l’assistenza al bagno, il computer con cui lavora e presento una relazione redatta dalla neuropsichiatra Dott.ssa Battaini in cui viene ribadita la necessità dell’insegnante di sostegno e di un educatore che affianchi Gabriele durante l’attività didattica.

Porto personalmente Gabriele nei giorni previsti dal “Progetto Accoglienza “ a visitare la nuova scuola, qui veniamo illusi che tutto sarà predisposto per l’arrivo di Gabriele.

Chiedo un colloquio al Preside in cui vengo letteralmente liquidata dopo pochi minuti e “affidata”          alla segretaria della scuola…

Seguono diverse mail e fax indirizzati al Preside. A giugno chiedo se il bagno è attrezzato per i disabili, la risposta è positiva, ma dopo un sopralluogo ci rendiamo conto che la movimentazione di Gabriele è impossibile per l’assenza del sollevatore, del lettino e che l’installazione è resa impossibile per l’esiguità dello spazio. Vengo sollecitata a provvedere!!! Dopo innumerevoli telefonate a Comune, Provincia ecc. ed un comune sopralluogo prende il via la ristrutturazione del bagno.

Altro problema: l’assistenza al bagno. Naturalmente vengo invitata a provvedere personalmente andando a scuola e portando Gabriele in bagno. Cosa a cui dovrebbe provvedere la scuola, nella persona del Preside, che purtroppo mi rendo conto essere assente, non fisicamente ma nella realtà della vita scolastica quotidiana, e che giustifica la sua assenza col numero degli alunni nella scuola.

Comunque, grazie all’intervento del Sindaco e dell’Assessore Bozzini, che ho interpellato ripetutamente durante l’estate, riesco ad ottenere l’assistenza per il bagno.

1 settembre: contatto il Preside chiedendo se il materiale di Gabriele è stato spostato dalla scuola media alla Superiore, il Preside ancora una volta, mi risponde, in modo molto seccato, che è appena rientrato. Anch’io, ma non dall’altra parte del mondo!

Gabriele il 14 settembre si reca con entusiasmo alla nuova scuola: naturalmente, dopo una breve assemblea nell’auditorium, la classe sale al piano superiore e Gabriele rimane da solo, disorientato a piano terra. Sale con l’ascensore in classe dove non c’è il suo banco, né il suo computer e dove si muove con molta fatica. Torna a casa molto amareggiato, la sua dignità è stata ancora una volta calpestata, e con la decisione di cambiare scuola. Nonostante tutto il mio sconcerto, esorto mio figlio a non arrendersi. Nuovo colloquio col Preside dove IO vengo sollecitata a fare richiesta al Comune del materiale di Gabriele. In Comune mi viene naturalmente risposto che Il preside ha comunicato che provvederà all’acquisto del pc, che peraltro dopo due settimane ancora non c’è.

Vengo convocata dal Preside ad un incontro, dove doveva essere presente tutto il team dei docenti per discutereil caso(come da me richiesto), naturalmente nel mio orario di servizio, per cui sono costretta a chiedere permesso. Presenti: 2 insegnanti!!!

Il giorno dopo viene convocato dal Preside un consiglio di classe: presenti tutti i professori, assente il Preside!

Tutti i giorni o quasi vengo fermata o contatta dai professori per avere notizie sulle difficoltà del ragazzino, per cercare una soluzione perché Gabriele ha solo 9 ore di sostegno e l’insegnante è spesso assente(su due settimane di scuola è stata presente solo la prima!)

Questi sono i fatti nudi e crudi. Mi sembra in coscienza, come madre di avere fatto di tutto per mio figlio, forse di più di quanto mi compete. Ho pianto, urlato e lottato per mio figlio, ma mi sento sola, indignata e umiliata. Dov’è il rispetto dei diritti di mio figlio, della sua persona, e dei disabili? Siamo a Sesto San Giovanni o nel terzo mondo? Lascio le riflessioni e le conclusioni a chi ha una coscienza..

Sesto San Giovanni, 26 settembre ’09

Lucia Mauro

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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27 thoughts on “Scuola : storie di ordinaria inciviltà ed emarginazione

  1. chi ha voluto questa merda di governo pensava forse che avrebbe colpito gli evasori ed i privilegiati o i diritti dei più deboli?
    Voi che l’avete votato eravate ipnotizzati dal carisma maniacale del capobastone o credevate come molti dicono che tanto sono tutti uguali?
    Bella ‘sta stupidaggine che tutti sono uguali…
    Nessun governo precedente per quanto pessimo ha fatto questi tagli indiscriminati e solo in una direzione, quella dei più deboli e poveri…
    Cominciamo a prendere a schiaffi quelli ipnotizzati che si sveglino dalla catalessi e ricordiamoci che la sinistra che fa la destra perde contro l’originale http://torbagramigna.wordpress.com/2009/09/27/se-la-sinistra-non-fa-la-sinistra-vince-la-destra-loriginale-non-la-copia-nascosta-a-sinistra/

    • mi spiace veramente tanto (anche io ho figli e capisco quanto bene si meritano)ma mettere l’articolo sotto questopiano vuol dire crogiolarsi nel conforto di tutti quelli ciecamente di sinistra che vedono tutti i imali derivanti da questo governo. non credo sia colpa della Gelmini se l’insegnante di sostegno non si fa vedere o se l’incapacità del preside nel comprare un pc pregiudica la vita scolastica di tuo figlio. io questo preside lo prenderei a schiaffi e basta in quanto inetto ed inadatto al suo compito. ricorda che la sinistra tutta è contro la Gelmini in quanto va a tagliare tutti i rami secchi ed improduttivi che alla fine gravano sulle tasche di noi italiani(quei pochi che pagano) – perchè ci si ricorda di questi incompetenti nel momento del loro licenziamento e non prima ? in una scuola del mio paese una bimba ha detto all’insegnante di non capire il francese (l’insegnante parlava con accento meridionale e non si capiva niente…tanto per fare un esempio… cosa facciamo lasciamo tutto così?)cerchiamo di migliorare e di far migliorare chi ci circonda (anche con i calci in culo a questo preside) – magari non la pensiamo allo stesso modo, cmq ti voglio bene, tanti auguri al tuo “piccolo”.

      • caro luigi, non mi pare che la Gelmini stia tagliando i rami secchi, che nelle scuole sono spesso questi dirigenti inetti e vigliacchi o prof. di ruolo garantiti e svogliati . Non i precari con 20 anni di onorata carriera che spesso sostituiscono prof. di ruolo incapaci e che sono molte volte considerati ed usati in tal senso , come i motori della scuola dove insegnano con merito…dov’é la meritocrazia in questi tagli ciechi e stupidi e controproducenti? Dove é la sensibilòità politica nei tagli alle strutture di sostegno di cui la stessa Gelmini si é vantata recentemente alla festa del suo partito dove é stata peraltra contestata anche dai suoi?
        Questi inetti dirigenti mai riceveranno ispezioni da brunetta e gelmini per queste omissioni; né si può chidere ad una mamma di intentare da sola una causa penale contro coloro che decidono della qualità della vita di suo figlio, sostituendosi a chi dovrebbe vigilare e che vigila solo sui professori che “fanno politica” e che “non sospendono le lezioni per il lutto” dei parà …

    • Pur rimanendo vero che questo governo, o meglio che i provvedimenti della Gelmini colpiscono i più deboli e basta, questa è una storia di cattiva amministrazione.

      I bagni per i disabili sono anni che sono obbligatori.
      L’accoglienza e l’assistenza alla persona sono garantite da finanziamenti che passano attraverso le Province e sono erogati almeno da 5 anni.
      Se questi finanziamenti non vengono correttamente usati ( spesso finanziano progetti e progetti destinati sì all’handicap ma che di fatto costituiscono arrotondamento per lo stipendio di chi se ne occupa ) è responsabilità dei dirigenti scolastici.

      Dirigenti pagati profumatamente e sui quali invece , MOLTO SPESSO, SAREBBE IL CASO DI INDAGARE …

      Esempio : oltre a progetti, progettini distribuzione di centinai di miglia di euro per progetti finanziati dal Fondo Europeo in cui lavorano sempre le stesse facce ( amanti,parenti e leccac … ) portandosi a casa un 13-14-15 mensilità…alla faccia dell’anagrafe delle prestazioni presso il Ministero puntualmente evasa da molti anni ormai.

  2. questa storia merita di essere conosciuta più possibile, io la metto http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=710552789a348c9f che altri mi diano una mano a farla girare…

  3. Pingback: Scuola : storie di ordinaria inciviltà ed emarginazione « LA …

  4. Queste cose capitavano durante il ventennio.Ci risiamo.Un governo che taglia i soldi anche per cose del genere mai sentito in 65 anni di vita.Mandano il controllo sanitri a queste persone,sottoponendole a contiue umiliazioni,Dubitando che siano stati colpiti da questi mali orrendi.In alcuni casi addirittura esortano a non fingere a chi su quelle sedie o letti ci deve vivere da sempre.Ma quanto avremo il coraggio di prendere a bastonate in testa questi personaggi che sanno facendo nefandezze a tutto spiano?

  5. capisco che per voi di sinistra sia dura da mangiare giù, ma a me sembra che il problema non siano i tagli quanto un preside assente, poco attento e insegnanti che disertano gli incontri…davvero Brunetta ha così tanto torto? oppure la responsabilità che dovrebbe distinguere ciascuno soprattutto in ambito lavorativo diventa solo un alibi per chi accusa?

    • Tu e il tuo brunetta e gelmini e banditi associati.Vi auguro di non avere mai un figlio come quel ragazzo.Trovate scuse per incolapare pure DIo pur di non voler capire che se le cose vanno fatte invece di pensare a cose mno gravi e serie,certe cose che hanno predicato tanto bene durante le campagne elettorali non ne stanno combinandouna di buone.é patologico che se tagli su tutto indiscrimintatamente,si ci trova in queste situazioni tragiche.Prima di fae leggi e tagli,fare sopraluoghi e controllare la sicurezza delle scuole che in italia sono X il 75% senza certificato di agibilità e sicurezza.

  6. QUELLO CHE PREOCCUPA LA GELMINI E’ SOLO CHE NON VENGANO RISPETTATTE LE SUE DECISIONI, COME QUELLA DI FARE UN MINUTO DI SILENZIO NELLE SCUOLE PER I NS. MILITARI CADUTI, MA DEI PROBLEMI SERI, REALI, NON SE NE OCCUPA PROPRIO.
    DEL RESTO CERI PROBLEMI SONO PROBABILMENTE AL DI SOPRA DELLE SUE CAPACITA’.

  7. A me sembra che, per questa vicenda di Gabriele, più che dar contro al ministro Gelmini e a quanto ha fatto (tagli alle spese, ridefinizione della scuola, ecc.), occorrerebbe invocarla perchè intervenga e punisca l’ indifferenza dei dirigenti e del collegio docente della scuola. Nel privato un dirigente d’ azienda è obbligato a prendere determinate decisioni e a pagarne le conseguenze se queste si dimostrano errate. E’ ora di finirla che i dirigenti statali (presidi, docenti, magistrati, ecc.) si mascherino dietro l’ inefficienza dello stato e non si assumono nessuna responsabilità salvo pretendere a fine mese lo stipendio. Per le funzioni che competono loro DEVONO prendere decisioni, dare indicazioni giustificandole, e se sbagliano devono pagarne le conseguenze. Accettare di fare il preside di una scuola, implica accettare di essere valutato sull’ operato che viene svolto.

    • Enzo
      lavoro da più di trent’anni nella scuola.
      Condivido, questi casi sono sempre successi grazie all’incapacità dei dirigenti.

      Su queste spese ( incentivi, retribuzioni di merito ai dirigenti ) la gelmini potrebbe fare grossi risparmi invece di distribuirli a pioggia.
      Qualche dirigente secondo me andrebbe proprio licenziato per condotta immorale.( ne ho conosciuti più di due dediti ad attività non propriamente educative…alccol… )

  8. Dimenticavo, particolare non secondario, che oltre che madre di Gabriele sono insegnante da 27 anni!!
    Invito tutti ma pr4oprio tutti a divulgare qs lettera perchè di situazione come la mia ne esistono troppe! Nella scuola dove lavoro, pubblica, una famiglia paga personalmente il sostegno al figlio epilettico!!!

  9. ancora contro il governo che non c’entra nulla…questa storia é anzi la prova che bisogna tagliare eccome in mezzo a ‘sta massa di sessantottini sfigati e senza voglia di lavorare:
    tagliare e muti, altro che chiacchiere!!!
    lì nella scuola e nella p.a. c’e’ il bubbone malefico dei mangiapane a tradimento
    la signora in questione si desse da fare con la legge e denunciasse i dirigenti sfaticati e chiunque abbia le sue colpe
    ma voi non ricamateci sopra, la scuola é in mano a voi della sinistra da sempre
    e fa schifo!!!!!!!
    Andate a lavorare
    perditempo in chiacchiere!!!!
    il 50 % di chi lavora a scuola non serve a nullae deve andare a casa a leggersi il manifesto in punizione da disoccupato
    perché tanto da occupato
    non lavorava e rubava lo stipendio!!!
    Avete rotte le palle
    di strumentalizzare storie tristi
    fate schifo!!!
    Vergogna…

    • Bravo hai detto la tua cazzata del secolo ora puoi tornare a giocare con la play station e guardarti i tg di emilio fede.Poi non vi lamentate se dalle scuole escono ignranti e indottrinati come il regime vuole.Ma hai mai ensato che se si tagliassero lo stipendio e usassero meno auto blu che sono 600.000,che nessuno stato le ha,non sarebbe un grandissimo risparmio?

    • Si dice “Vada” (imperativo), non “andasse”.
      Si dice “Denunci”, (imperativo), non “denunciasse”.
      Torni, da disertore della vanga, a studiare sui libri, cosicché almeno non sia indotto a violentare la lingua nazionale.

  10. il caso umano colpisce e mi auguro che qui, chi si vanta di far parte dell’apparato giudiziario, si avvisi con i suoi colleghi per verificare se non si ravvisino fattispecie di reato.

    Sento parlare da tanto, vediamo se oltre le chiacchere ci sono anche i fatti…

    Detto questo, questo dramma non è di destra nè di sinistra, è un dramma umano fatto dell’italica abitudine di fottersene dei più deboli.

    Buttarla sulla politica lo trovo misero ed offensivo, ma offensivo verso questa famiglia che vive un dramma.

  11. In riferimento a quanto scritto il 26.09.2009 dalla Signora Lucia Mauro sul blog laconoscenzarendeliberiblog.wordpress.com a commento del titolo : “Scuola: storie di ordinaria inciviltà ed emarginazione” e alla richiesta di chiarimenti pervenuta dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano, tengo a precisare quanto segue:

    – A seguito degli accordi presi con l’Ing. Arena della Provincia di Milano, il bagno è stato approntato dalla Provincia fin dal primo giorno di scuola, 14 settembre scorso, di dimensioni 7×4 utilizzando uno spazio disponibile in istituto e corredato di lettino, sollevatore ed altro.
    Poiché il personale ausiliario e docente non è tenuto ad accompagnare Gabriele in bagno (il CCNL non lo prevede) occorre infatti personale qualificato che generalmente è fornito dal Comune.
    A questo scopo, a seguito degli accordi presi con il Dott. Bozzini del Comune di Sesto San Giovanni, fin dal primo giorno di scuola sono state inviate due ausiliarie socio-assistenziali del servizio di assistenza domiciliare del Comune di Sesto San Giovanni.
    Inoltre il Dirigente Scolastico ha predisposto che in casi di emergenza una collaboratrice scolastica intervenga in aiuto di Gabriele, Sig.ra Vincenzina Dottore.

    – Iniziata la scuola, qualche giorno dopo abbiamo inviato il personale a ritirare il banco speciale che Gabriele usava nella scuola media e lo abbiamo installato in classe.
    Subito dopo è stato acquistato il software vocale che è stato installato su un computer portatile della scuola già ad uso dello studente. Si ricorda che la lettera della Sig.ra Mauro è datata 26 settembre e la scuola è iniziata il 14 settembre.

    A giorni, è già stato acquistato, Gabriele avrà a disposizione un registratore vocale in modo che possa risentire le lezioni anche a casa.

    – Vista la richiesta della mamma di un incontro al 1° settembre, in cui il Dirigente Scolastico era impegnato in Collegio docenti ed altro, è stata convocata una riunione, e non un consiglio di classe, dove erano presenti la coordinatrice di classe, il responsabile del gruppo GLH oltre all’insegnante di sostegno, dove poter discutere del caso e intervenire nel modo più idoneo.
    L’insegnante di sostegno assegnata a Gabriele, nominata dall’Ufficio Scolastico provinciale di Milano, ex Provveditorato agli Studi, ha diritto ad usufruire delle 150 ore (diritto allo studio). Quando dovesse non essere presente a scuola verrà sostituita con altra soluzione o da insegnanti della classe che hanno deciso ove possibile di sostenere ed aiutare Gabriele nelle ore a disposizione.

    – Il giorno seguente a tale riunione, 18 settembre, è stato convocato un consiglio di classe straordinario dove erano presenti tutti i professori, assente il Dirigente Scolastico in quanto impegnato in una riunione in Provincia con obbligo di presenza avendo come o.d.g. la riforma delle scuole superiori. Di quanto è stato poi deciso nel consiglio di classe il Dirigente Scolastico ne è stato puntualmente informato dai suoi collaboratori.
    – inoltre, il ragazzo, interpellato da me e dai suoi insegnanti, non mi è sembrato in uno stato di disagio profondo; anzi mi ha detto di essere contento di trovarsi in questa scuola dove ha già instaurato un rapporto cordiale con i suoi professori e che sta iniziando ad averlo anche con i suoi compagni.

    Vorrei quindi concludere che, pur capendo il suo stato d’animo, sono veramente dispiaciuto che la Signora Lucia Mauro non abbia per niente riconosciuto lo sforzo che ha fatto il Dirigente Scolastico e tutto il personale perché suo figlio Gabriele si trovasse in un ambiente tutto sommato accogliente.

    Sesto San Giovanni, 3.10.2009 IL DIRIGENTE SCOLASTICO
    I.I.S. ENRICO DE NICOLA
    Angelo Sfondrini

    • All’attenzione del Preside Istituto “De Nicola”

      Ho letto con attenzione, punto per punto, le sue giustificazioni e mi permetto solo di sottolineare che, se mio figlio è, nonostante tutto, un ragazzo sereno, lo deve sicuramente alla forza ed alla tenacia di chi, di fronte a frasi come:”Perché lo ha iscritto qui? Cosa Vuole? Gli daremo le competenze minime perché possa fare qualcosa nella vita..”, gli ha insegnato a non demordere ed a dimostrare che l’handicap non è nelle sue gambe, ma nella mente di tante persone!
      Ringrazio chi, mettendo in gioco le proprie competenze e non, si è concretamente attivato, con tanta semplicità, per aiutarlo.
      Concludo con una citazione: “La grandezza dell’uomo è nella sua decisione di essere più forte della sua condizione”.

      Spero le sovvengano, nel tempo, le promesse da lei fatte a mio figlio!

      Sesto San Giovanni, 5 novembre 2009
      Lucia Mauro

    • quindi la signora racconta balle….

  12. speriamo anche noi, lucia
    in bocca al lupo
    facci sapere…

  13. Chi di voi ha il DOVERE di risolvere i MIEI problemi personali?

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