LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

Cui prodest?

4 commenti

ARRIVO SALME MILITARI UCCISIL’attentato suicida che in Afghanistan ha provocato una strage, uccidendo anche sei militari italiani, è un’azione riconducibile ad una logica politica ben precisa, che mina e pregiudica il senso e le ragioni della spedizione militare, esaltata demagogicamente come una “missione di pace”, ma mette in discussione e in ridicolo pure la retorica militarista che in questi giorni ha raggiunto limiti allucinanti e parossistici.

Pertanto, conviene ragionare criticamente sulle cause e sugli effetti delle cose. Per comprendere tali fenomeni non servono indagini di ordine dietrologico o complottistico, ma occorre una valutazione lucida, serena ed obiettiva dei fatti e delle conseguenze, senza farsi influenzare dall’emotività. Occorre chiedersi: cui prodest, a chi giova ciò?

Uno degli effetti più evidenti è stato quello di stravolgere l’agenda politica nazionale, rilanciando ancora una volta il tema della sicurezza e della “guerra al terrorismo”, ridando fiato alla strategia ormai indebolita e screditata della “guerra preventiva” imposta negli anni scorsi dall’amministrazione Bush. Una strategia caduta in una grave crisi di consensi e che spera in un recupero di immagine e di risorse finanziarie. Il rischio che si corre è che la priorità più urgente della politica torni ad essere la cosiddetta “emergenza terrorismo”, a cui è doveroso subordinare tutte le altre questioni.

Tutto il resto non conta. Conta solo la questione della sicurezza, cioè la sicurezza dell’occidente, rispetto alle insidie provenienti dal terrorismo. Questa “emergenza” viene anteposta ad ogni altro problema nazionale e internazionale, alla crisi economica, alla tragedia della povertà estrema e del debito economico che affligge i popoli dell’Africa, ai pericoli derivanti dai mutamenti climatici. Tutto ciò passa in secondo piano. La circostanza che scaturisce dalla “minaccia terroristica” è la drastica riduzione delle libertà individuali, sacrificate sull’altare della “sicurezza”. Rinunciare alla libertà per ottenere in cambio maggiore sicurezza: questo sembra essere il dogma sposato in diversi settori politici in modo trasversale agli attuali schieramenti parlamentari.

Un altro effetto è ravvisabile nell’isolamento del movimento pacifista, già indebolito e disorientato da tempo, al fine di incrinare e svuotare di senso le lotte e le istanze anticapitaliste sorte negli ultimi anni. Uno degli effetti sembra essere proprio quello di intimidire ed emarginare il “movimento dei movimenti” che contesta la globalizzazione neoliberista e gli contrappone un modello antitetico di organizzazione politica a partire dal basso, ossia dai bisogni della gente, attraverso forme di democrazia diretta e partecipativa, rifiutando la logica autoritaria e verticista del summit, per optare a favore di una costruzione orizzontale, aperta e reticolare, della pratica politica.

E’ evidente che quando atti terroristici colpiscono New York, Londra, Madrid o, come in questo caso, i militari italiani, anziché Kabul, Baghdad o il popolo palestinese, la comunità occidentale reagisce in modo irrazionale e viscerale in preda agli effetti scioccanti della paura. Pertanto, chi decide di propagare sentimenti di panico ed umori isterici, fa esattamente il gioco dei terroristi. In buona sostanza, il terrorismo giova a chi prende a pretesto il sentimento di angoscia, inquietudine ed insicurezza diffuso tra la popolazione per invocare svolte politiche in senso antidemocratico e liberticida.

Se non si esce da questa pericolosa spirale autoritaria e guerrafondaia, difficilmente si potrà sperare in un avvenire di pace autentica e duratura, che è una condizione incompatibile con l’ingiustizia, in quanto il superamento delle controversie e delle tensioni internazionali esige l’eliminazione delle loro cause storiche, tra cui emergono le condizioni di povertà estrema che opprimono le popolazioni dell’Africa e del Sud del mondo. Ingiustizie orribili e indicibili che segnano il destino di miliardi di esseri umani.

Lucio Garofalo

Annunci

Autore: laconoscenzarendeliberi

per favorire l'incontro di idee anche diverse

4 thoughts on “Cui prodest?

  1. grande ed incommensurabile affetto e cordoglio per i nostri sei paracadutisti
    non capisco come l’antiberlusconismo, che ho anch’io da qualche tempo, possa cancellare il sentimento per i nostri che provano a portare la pace e la ricostruzione.
    Tutto il resto sono chiacchiere dietrologiche inutili
    Se parlare di questa storia significa nascondere la crisi economica, allora portando alle estreme conseguenze il discorso dell’autore del post, dovremmo credere che i sei italiani sono stati fatti morire di proposito…

  2. @ lucio garofalo
    “Pertanto, chi decide di propagare sentimenti di panico ed umori isterici, fa esattamente il gioco dei terroristi. In buona sostanza, il terrorismo giova a chi prende a pretesto il sentimento di angoscia, inquietudine ed insicurezza diffuso tra la popolazione per invocare svolte politiche in senso antidemocratico e liberticida.”

    La logica conseguenza della tua giusta analisi sarebbe trarne le dirette conseguenze ovvero che il terrorismo é un’arma di distrazione di massa interna agli apparati occidentali.
    Il meccanismo produttivo di quell’avanzato capitalismo é fondato sulla necessità economica di guerre “locali” continue e la variante obama é solo foriera di un maggior coinvolgimento europeo e mondiale nelle politiche di occupazione.

    @lorenzo
    quando vedrò il tricolore con il lutto nazionale sulle bare degli operai caduti sul lavoro esprimerò più compiutamente il mio cordoglio per gli “operai della guerra” , che comunque sono , appunto, strumenti di guerra…

    • Chi paragona la piaga dei morti sul lavoro alla morte dei caduti in ambito di guerra, non capisce che c’è una differenza estrema tra un lavoro duro ma normale (che per definizione dovrebbe essere il meno pericoloso possibile) e un mestiere come quello delle armi che per definizione è pericoloso. per questo chi ci va in Afghanistan o in Iraq (giusto o sbagliato che sia) va onorato quando ci rimette la pelle mentre nell’altro caso va condannato chi ha messo in pericolo di morte un operaio. E’ un pensiero semplice semplice me lo ha spiegato così anche mia figlia di 9 anni.
      Altra questione: che il terrorismo non nasce dalla povertà ormai lo sanno anche i sassi tranne Lucio Garofalo (o fa finta di non saperlo). Sulle missioni in medio oriente alcune a mio parere giuste (Afghanistan) altre sbagliate (iraq) va comunque detto che far finta che non ci si debba immischiare è una gran stupidaggine. E’ come chi dice che non si occupa di politica ed intanto la politica si occupa di lui. Nella politica internazionale o te ne occupi direttamente (come stato) e la dirigi te o te la ritrovi comunque sul groppone senza però poter prendere decisioni. Chi non vuole essere ipocrita sa che qualche volta bisogna occuparsene anche con le armi purtroppo.

  3. d’accordo che occuparsi di tutte le questione politiche é un dovere per lo stato
    ed é proprio la critica principale a questo governo
    che non si occupa di nulla, lascia scorrere il tempo o si accoda tardivamente dopo aver letto sondaggi che gli indicano cosa fare
    resta da vedere se fare la guerra é il modo migliore per dirigere con responsabilità la tua politica estera

    voglio dire

    fare la guerra accodandosi ai desideri di bush in extremis non é occuparsi di politica ma é la massima espressione della politica berlusconiana del cucù delle pacche sulle spalle, delle corna e della subaltermità assoluta, delle amicizie affaristiche e pericolose ( putin, libia )e della mancanza di affidabilità
    come quando ci fanno fuori da tutti i consessi internazionali trattandoci con sussiego e da alleato di serie B ( vedi di recente sull’Iran )

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...