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Meno soldi per il Fondo spettacolo più soldi per il Fondo battone

Il mondo dello spettacolo protesta contro i tagli economici che lo stanno mandando in rovina e chiede un ultimo ripensamento, ovvero un reintegro del 35% dei finanziamenti decurtati dal governo Berlusconi, che peraltro non ha mai fatto mistero di guardare  con sospetto la cultura, allontanandola con sdegno.

Monta perciò la protesta degli addetti ai lavori : il 20 luglio scorso davanti a Montecitorio si é svolta una manifestazione di protesta con attori, tecnici, musicisti, danzatori.drive_in

A esprimere gli stati d’animo esacerbati di questi giorni è stato Dario Fo: «Tagliare così pesantemente su spettacolo, cultura, ricerca e scuola è un atto volgare che mortifica» ha detto il premio Nobel , dopo la bocciatura degli emendamenti che reintegravano i tagli del ministro Tremonti ai già scarsi finanziamenti dello stato alle attività culturali (il Fus passato dai 511 milioni di euro previsti dal governo Prodi per il 2008, ai 380 del 2009)

Significa che questo governo ha una visione delle attività culturali come un parco giochi, insomma uno spreco.

Spreco per spreco Berlusconi pensa forse sia meglio magari un Fondo Unico Escort  dove attingere prestiti per andare a puttane  ed a scanso di equivoci “pericolosi” ha detto alla sua velina il ministro Carfagna di rimpacchettare in fretta e furia le norme antiprostituzione e di togliersi di mezzo con queste pretese assurde ed inumane almeno fino all’autunno , poi chissà , si vedrà …

Ogni settore produttivo ha avuto aiuti dal governo, a eccezione della cultura  per cui ci sono stati solo tagli ai finanziamenti, ma nessuna agevolazione fiscale o sul credito, oltre a molte false promesse attraverso lo schiavo-soldatino Bondi

Fra le forme di protesta che gli autoconvocati di piazza Montecitorio pensano di attuare per continuare la protesta c’è il blocco della conferenza stampa di presentazione della prossima Mostra del cinema di Venezia, in programma alla fine della settimana . Se dal governo non verranno segnali convincenti, ci si potrebbe spingere a chiedere ai registi il ritiro delle loro opere in concorso.

Fra i protestatari anche gli amichevoli ( con il governo)  Carlucci e Barbareschi che hanno anche visto allontanarsi dalle promesse corsie preferenziali la loro proposta di legge sullo spettacolo.

E’ inutile evidenziare le ricadute occupazionali dei tagli nel mondo dei 70.000 lavoratori dello spettacolo a rischio perdita del posto di lavoro…

Comunque non capisco né lo scandalo né le relative proteste: il modello dell’utilizzatore finale é proprio quello che aborrisce la riflessione e abolisce  la cultura,  un modello che invece scaturisce dalla televisione tipo Drive In moltiplicata per tutto il palinsesto;  con l’aggiunta di  rapide e fruttuose  – per il satrapo malato – fighe ( ops ..) fughe del modello ( in questo caso meglio della modella )  nella vita reale, possibilmente la Sua, a Villa Certosa ed un paio alla volta.

Ancora con al cultura? Il  teatro non si mangia ( al massimo ci si va per beccare future mogli…) e l’arte e la cultura in generale sono noiose  e riflessive e si sa che il …nano non vuole pensieri, al massimo due tre chili di pasticchine blu.

E poi perché regalare soldi inutilmente ? Rimescolando lo spirito e lobotomizzando i cervelli delle persone il nostro buon leader ha creato una buona riserva  – sempre in aumento, del resto – di  autolesionistici ma entusiastici imbecilli esito di vent’anni di bombardamento , gente che ormai sta assumendo la guida del paese come fosse una classe produttiva centrale , non sò… la borghesia della rivoluzione francese e la classe operaia e contadina in quella sovietica.

Nell’Italia berlusconica si é formato la nuova classe centrale, la base del sistema , l‘imbecille autolesionista ma idiotaneronazistaentusiasta che si crede furbo e finisce come questo della foto. Praticamente si dissocia da se stesso ridendo come questo nero indiano qui di lato il giorno prima di spararsi un colpo in fronte perché si é accorto di qualcosa di strano…

Sistemati e dissociati mentalmente e proficuamente diversi milioni di individui ,  sono altre le battaglie che ora interessano Berlusconi, come quella senza tregua contro  Murdoch sul digitale terrestre  iniziata con il favore fatto al fratello Paolo qualche anno fa regalandogli soldi pubblici per l’aquisto del decorer .

Da un commento puntuale di Pardi pubblicato oggi “Avremmo dovuto capirlo nel 2006 quale sarebbe stata l’evoluzione del conflitto di interessi, quando il governo Berlusconi finanziò con fondi pubblici l’acquisto di decoder (di produzione della Solaris, proprietario del fratello Paolo) per la diffusione del digitale terrestre.

All’alba dello spegnimento del sistema televisivo analogico, il presidente del consiglio non ha più remore: il digitale terrestre è diventato terreno di conquista dell’etere con l’obiettivo di annichilire la concorrenza, rappresentata non più dalla Rai ormai piegata da anni di corrosione negli acidi berlusconiani, ma da Sky, azienda di Rupert Murdoch, magnate del satellitare.”

Continua qui l’articolo di Pancho Pardi

Crazyhorse70