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Funerale laico: lettera alle istituzioni per reclamare un diritto

11 commenti

funerali_Pinelli

Il celebre quadro di Enrico Baj “il funerale di Pinelli”

Al Sindaco del Comune di Arezzo

Al Presidente del Consiglio Comunale

Ai gruppi consiliari

Agli organi di stampa

IL DIRITTO AD UN FUNERALE NON RELIGIOSO

Per espressa volontà di mia madre, morta appena qualche giorno fa, ho cercato un luogo adeguato per celebrare un funerale civile. Mia madre avrebbe voluto un luogo ove fosse possibile suonare della musica, parlare del defunto nell’intimità di un luogo a questo adibito, incontrare gli amici ed i parenti, leggere brani, poesie, proiettare immagini o filmati. Insomma, un luogo dove fosse possibile mettere al centro l’essere umano ed il racconto della sua storia, proponendo tutto quanto avessimo gradito per commemorarne al meglio la memoria.
Inutile dire che non sono stato in grado di rispettarne le volontà.
Ho trovato solo la disponibilità di due dignitosissime, ma piccole stanze alla Croce Bianca, che ringrazio, ma non uno
spazio adeguatamente organizzato per questo.
Torna sulla mia pelle la questione dei diritti e della civiltà. Sento di non aver soddisfatto le volontà di mia madre.
Colpevolmente ammetto che a questi temi non ho dedicato l’attenzione che meritavano.
Oggi, tardivamente, non posso che constatare l’arretratezza culturale della nostra Società, di cui mi sento membro distratto. Tuttavia non riesco a lasciarne esenti gli attori politici della nostra comunità cui, con questa lettera, intendo rivolgermi. Perché se essere membro di una comunità mi dà doveri (di contribuire, di partecipare, di solidarizzare, di rispettare), mi dà anche diritti (alla libertà di pensiero, alla libertà di espressione, alla libertà religiosa) che posso manifestare. Sono libertà sancite dalla nostra costituzione, dall’art. 19 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948) e dall’art. 10 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1955), e compete allo Stato ed agli organi che lo rappresentano garantirne
l’applicazione.
La rivoluzione francese, nel 1789, aveva già previsto normative che offrivano la possibilità, ed il luogo, per funerali civili. Nell’Italia del 2005 la Camera approvò un provvedimento (disegno di legge presentato nel 2003 dal Ministro Sirchia) per la disciplina delle attività in materia funeraria.
Sembrava la svolta, ma il successivo passaggio al Senato non è mai stato completato e da allora è calato il silenzio. Resta in piedi il DPR 285/90, che delega ai Comuni la stesura di un Regolamento comunale di polizia mortuaria, volto a disciplinare la materia sul proprio territorio.
C’è un progetto di Arezzo Multiservizi, in fase avanzata, che prevede, in prossimità del forno crematorio, dato recentemente in gara di appalto, la costruzione di stanze del commiato. Gli spazi sembrano finalizzati più all’attesa della cremazione che alla celebrazione di riti alternativi a quelli cattolici e, ove non adeguatamente ampi e divisi, per consentire che la sosta delle salme non si confonda con la celebrazione, potrebbero essere ben difficilmente utilizzabili per chi, pur non intendendo avvalersi dei forni crematori, volesse usufruirne.
Credo che occorra, a questo punto, un pronunciamento serio dell’amministrazione comunale ed un atto di indirizzo che destini quelli ed altri luoghi, e ve ne sono di sicuramente adatti nella disponibilità del patrimonio comunale, ad essere adeguatamente attrezzati e sufficientemente ampi per lo svolgimento di riti civili o alternativi a quelli cattolici.
Sollecito quindi un pronunciamento degli organi competenti al fine di dare una degna risposta ad una sentita e diffusa esigenza e ad un diritto di civiltà.

Arezzo, 13 Luglio 2009

Michele Colangelo

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Autore: francacorradini

essere pensante

11 thoughts on “Funerale laico: lettera alle istituzioni per reclamare un diritto

  1. Quello che dice lei va bene per il ricordo di un animale non di una persona, che è stata salvata da Cristo – anche se atea o di una religione qualsisi -… torniamo alle nostre radici e staremo meglio…

    =====================================================================

    contrariamente alle regole approvo questo commento perchè ritengo sia degno di essere conosciuto e per completare sia giusto conoscere la mail della persona che ha commentato

    eccola :

    mario.rossi@senzapaura.zzn.com

    Franca

  2. che poi, chissà a quale dei 25 e passa “cristo” nati da una vergine annunciati da una stella con 12 apostoli morti e resuscitati il terzo giorno , si riferisce il nostro friend.
    Comunque, almeno abbiamo trovato l’unico stronzo che firma per l’8per mille.

    Tornare alle radici , dice.
    Me lo auguro.
    A quando il sole sorgeva e moriva per la nostra salvezza e l’uomo aveva in se il senso del mondo.
    Ogni uomo.Ogni se.

  3. Chicchina.
    Su Facebook , dove ho postato questo testo ho ricevuto un commento piuttosto contrario all’iniziativa.
    L’autore del commento che deve essere un lettore piuttosto frettoloso, nonostante una mia prima precisazione crede che la madre in questione sia la mia ed augura…..

    auguro a tua madre, tanto presumo non sia interessata, da buona atea, una eternita’ di sofferenza “cristiana”, vissuta “tra le fiamme dell’inferno”.

    Carino vero ?????

    Ecco perchè è utile leggere tutti

    Conoscere per deliberare , per dirla alla radicale.
    oppure conoscere per mandare……

  4. …a farsi fottere lui ed i troll trash come lui
    o fosse il peripatetico travestito?

  5. sottoscrivo in tutto e per tutto la tua lettera.è veramente penoso quando ci si rende conto che in questo cazzo di paese, checché se ne dica, siamo ancora nel medioevo.

  6. Cristo non ha salvato proprio nessuno, quanto meno se stesso dalla morte sulla croce. Il cristianesimo è morto con cristo e la religione che ne è venuta fuori è la più grande menzogna dell’umanità, creata per i deboli e per tutti coloro che soffrono la la vita vera e hanno bisogno di credere al peccato, all’inferno e a qualcuno che diriga le loro vite. Mi associo al signor colangelo per la sua battaglia di civiltà in un mondo ancora regnato dalla superstizione e dall’ignoranza.

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