LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

per favorire l'incontro di idee anche diverse

La sardegna non è solo villa certosa ma anche petrolio sulle spiagge e morti sulla coscienza

27 commenti

Due località della Sardegna alla ribaltà della cronaca di un mese fa. Porto Rotondo nella costa nord, Sarroch al sud.
Nella prima vi è Villa Certosa  residenza delle meraviglie del premier, luogo di feste ad alta densità di fanciulle in fiore.
Nella seconda vi è l’agglomerato industriale petrolchimico della SARAS dei Moratti.Luogo dilavoro, fatica, rischio, a circa mille € al mese.saras
Da una parte la principesca villa  al centro di una vicenda di immagini rubate (???) di grandi feste all’insegna del “chi vuol esser lieto sia”.
Dall’altra la raffineria, tra le più grandi d’Europa, e un paese straziato e sgomento.
L’una, la Sardegna delle vacanze, di luoghi senza identità  (Monti di Mola di Fabrizio De Andrè ne narra, risalendo agli anni 50)  ridotti, nell’era moderna, a cassa di risonanza di gossip e rumors, trasformati dalla fantasia godereccia di ricchi e potenti alla ricerca dell’ultimo lembo di paradiso con posto rigorosamene riservato.
L’altra Sardegna invece, nelle cui spiagge il vento trasporta chiazze di petrolio scaricate dalle  petrolere; dove l’incidenza  dei tumori è più elevata delle medie regionali, dove i terreni sono divenuti discariche ben camuffate, ad opera di chissà (!) chi.
“OIL, la forza devastante del petrolio, la dignità del popolo sardo” è un film inchiesta che documenta l’inquinamento della zona, e su cui pesa un ricorso per  sequestro giudiziario fatto dalla SARAS.
Parla di nemici silenziosi, che non fanno rumore, e non fanno scorrere sangue. Non producono immagini di interesse per i media.
Talvolta può accadere che avvengano fatti tragici, imprevisti anche se non imprevedibili,  con dei morti.
Ma presto si tornerà alla normalità.
E poi vuoi non tener conto del fatto che i Moratti sono andati ai funerali, e a casa delle famiglie, ed hanno persino pianto…
Ma ormai è acqua passata, gli onori della cronaca tornano alla costa del Nord Sardegna.
Ci sono cose bel più allettanti su cui esercitare la fantasia di noi popolani.
Rimettiamo a posto le cose.
marios
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Autore: laconoscenzarendeliberi

per favorire l'incontro di idee anche diverse

27 thoughts on “La sardegna non è solo villa certosa ma anche petrolio sulle spiagge e morti sulla coscienza

  1. ho ricevuto da Franca l’incarico di postare questa cosa del marios ( il sardo polemico ) e di riportargli le sue scuse per il ritardo e di dirgli che ha modificato all’inizio “ieri” sostituendo con “un mese fa” per ovvi motivi.
    Il titolo l’ha scelto ieri quel matto di un cavallo , Franca l’ha approvato mentre io non son d’accordo anche se penso che piacerà all’autore del post

  2. Conosco molti Sardi e credo che dopo lo sbandamento di Cappellacci e la truffa subita comincino a capire e si comportino di conseguenza
    Del resto si dice che i Sardi possono essere fregati una sola volta
    Dopo le regionali con la vittoria di Cappellacci hanno visto in pochi mesi il crollo improvviso di una serie di certezze e hanno scoperto, a loro spese, il vero volto di Berlusconi e dei suoi cloni locali.

    Cosa voleva Berlusconi prima delle regionali quando attraversava la Sardegna in lungo ed in largo con tanto spreco di promesse e di barzellette poco edificanti?

    Voleva i soldi, quelli che avevano i Sardi per trasformare La Maddalena da luogo militare in luogo di pace e di accoglienza; quelli che avevano per migliorare le loro infrastrutture stradali, tra cui la Sassari/Olbia perché smettesse di essere luogo di croci e di lutti; quelli che avevano per bonificare i territori inquinati da decenni di chimica e creare lavoro agli orfani di quell’industria; quelli che avevano per recuperare i centri storici e per studiare, restaurare, manutenere il patrimonio culturale; quelli che avevano per avere l’istruzione, la formazione e la ricerca finalmente europee e per far diventare la Sardegna la terra più istruita e la più accogliente sul piano ambientale; quelli che avevamo per il sostegno alla famiglia e per la cura alla persona, superando il ricatto delle elemosine.

    Questo voleva Berlusconi , i soldi: glieli ha fregati e dirottati lontanto dall’isola senza neanche avvisarli!

    Voleva togliere le spiagge alla disponibilità collettiva ed i suoi cloni locali sono stati rapidi nell’assecondarlo, offrendole agli alberghi e precludendole a tutti i sardi.
    Voleva il loro territorio, per cementificare a piacimento le nostre coste (beauty farm, centri congressi, ville e villazze, casinò, vi ricordate la Cuba di Batista?) utilizzando come alibi la crisi economica ed il bisogno di bilanciare la chiusura delle industrie, esponenzialmente acceleratasi, grazie a lui, in questi tre mesi.

    I suoi cloni locali, propongono di svendere e sacrificare l’unica ricchezza di tutti i Sardi (di destra e di sinistra), attraverso la minaccia di 30.000/35.000 cantieri (90 cantieri per paese di media!).

    I Sardi – quelli che si possono fregare una sola volta – con assoluta dignità e coerenza hanno risposto nei due modi a cui sono allenati da secoli di soprusi: da una parte chiudendosi nel lutto con una sorda negazione ossia con una cospicua astensione dal voto, mai vista prima.
    Praticamente dimezzati i votanti, al voto solo il il 40,9% degli aventi diritto, contro il 74,4% delle precedenti elezioni europee e dall’altra premiando il centrosinistra che sommando tutti i voti supera la coalizione che governa

    Altro che i piangina che dice mediolungo!
    Ci andasse ora Berlusconi a fare lo scemo in lungo in largo.
    Come sempre bisogna sperare che i danni anche qui non siano irreversibili

  3. questo signore é fuori come un balcone
    i Sardi non non andati a votare solo perché le europee non contano un cazzo altrimenti sarebbe stata la solita bastonata sul muso a franceschini
    andate avanti con le menzogne e le baldracche pagate da voi comunisti che per noi va bene così
    ma senti che si deve leggere oggiogiorno!!!

    • eccone un altro che parla mettendo il disco e dicendo solo cretinate
      l’astensione elettorale in Sardegna è stata determinata dalla reazione alle “solite” promesse di papi che nei suoi tour aveva promesso di modificare i collegi elettorali per consentire alla Sardegna di poter eleggere almeno un europarlamentare
      I colllegi sono rimasti gli stessi, ed infatti nessun sardo è andato in Europa. Solo Palomba di IDV è stato eletto dopo la rinuncia di Di Pietro e poi di Leoluca Orlando.
      Parlare poi di “baldracche pagate da voi comunisti” è di questi tempi un tantino stonato e da cervello TV-condizionato.
      Vatti a vedere i servizi dei giornali internazionali più prestigiosi e poi corri a nasconderti, se riesci a resistere alla vergona che si prova per essere rappresentato dal TUO Papi.

  4. concordo ed approvo

  5. approvi?
    che approvi?

    Il fatto che ti dava fastidio postare quest’articolo?

    minzolungo che non sei altro….

    Vedi che i sardi sono tremendi.
    Fra un po’ a quelli come te MANGERANNO IL CUORE.
    Altro che comunisti….
    E non ci saranno BLINDATI e AGENTI IN ANTISOMMOSSA che tengano.
    E’ facile alzare il manganello contro i bambini dei licei o alle maestre ragazzine (cito da COSSIGA, il GLADIOTORE)

    Hanno dovuto addirittura spostare il g8 perchè sapevano che li’, CI SAREBBE STATA LA GUERRA !
    Piuttosto hanno preferito rischiare di farlo saltare scegliendo un sito dove fino a due giorni fa ci sono state scosse vicino ai 5 gradi.

  6. l’idea di spostare tutto in Abruzzo é una cosa geniale che certo non poteva esser partorita da una testa come la tua

    vedo che ti esalti quando
    parli di g8 e della guerra che avreste fatto

    ti ci vedo donfrengo coi noglobal a prender belle manganellate sul muso
    e sulle mani
    cosi’ magari per un po’ non ti leggevo più
    peccato che quelli come te parlano
    ma non fanno altro che pugnette tutte il giorno
    altro che g8
    guerrigliero da cartolina
    con vista sul mare
    ah ah ah ah ah

  7. no, minzolungo.
    Io non sarei riuscito neanche ad avvicinarmi alla Maddalena, a giudicare delle intenzioni che avevano di BLINDARE la sardegna.
    Ci sarebbero arrivati altri, ma senza striscioni o megafoni.E senza cantare O BELLA CIAO….

    Comunque.Queste sono solo mie pugnette,ti do ragione.
    Io non condivido le azioni violente o di guerra.
    Se non metaforiche, come il movimento dei disobbedienti e di Lilliput.
    Servono a contestare un sistema che la guerra e la violenza la fa FUOR DI METAFORA.

  8. complimenti per il blog.

  9. grazia anche a te per il nick

  10. io conosco la Sardegna poco, e solo perchè quando ero in 4a superiore ed in 5a superiore ho fatto per due anni l’animatore in un villaggio turistico e quindi per 4 mesi consecutivi, per 2 anni a fila ci ho vissuto (con tutti i vantaggi di farci l’animatore ovviamente).

    I Sardi li ricordo fieri e schietti, persone per bene anche se un pò suscettibili ma comunque se ti comportavi con rispetto ne ottenevi.

    Ero ragazzino, ma gli occhi li avevo anche allora.

    Villaggi turistici stupendi, miseria fuori. Ho avuto un colpo di sole e sono finito in ospedale a Cagliari, e mi sembrava di essere in quegli ospedali dei paesi dell’est dove fanno gli esperimenti nei film dell’orrore….

    D’altronde, un isola di per sè o possiede enormi ricchezze di materie prime e quindi è industrializzabile, oppure deve attrarre per il turismo.

    Sarà una visione semplicistica, ma la penso così.

    Quello che mi aveva stupito era che mentre qui, sul Lago di Garda, sembra di essere in svizzera ed ogni metro è sfruttato per attrarre turismo, in Sardegna c’erano panorami bellissimi, abbandonati all’incuria.

    La Sardegna, debitamente attrezzata turisticamente, ovvero non solo per i super ricchi ma attrezzata tipo il Garda o la Versilia, diverrebbe una regione RICCA ed a piena occupazione.

    Per farlo servono imprenditori ed insediamenti.

    Mi sembra sterile parlare di sviluppo e poi protestare quando si fanno dei cantieri.

    Poi, questa è la mia opinione, io però vivo in una località turistica, dove le case costano 4.000 euro al metro quadro nei posti più scadenti e 12.000 nel lungo lago, se qui questo sviluppo e questo benessere è stato possibile grazie a cantieri ed investimenti pesanti sul territorio ma che hanno attratto turismo, perchè non deve esserlo anche lì?

  11. la dicotomia non é fra l’industria turistica ed estrattiva o edilizia da un parte
    e la natura desolata ed incontaminata del buon selvaggio dall’altra
    ma fra uno sviluppo sostenibile e compatibile con la cultura di un popolo ( perché i Sardi – a proposito di federalismo ed a differenza del popolo padano inesistente – sono da sempre un popolo anzi in senso scientifico una nazione, come quella Sioux per intenderci )
    e la Cuba di Batista

    • non capisco cosa si intenda con “sviluppo sostenibile e compatibile con la cultura di un popolo”.

      Qui sul Garda non c’è un “popolo”, ci sono alberghi, spiagge attrezzate, bar, gelaterie, strade pulite, viali fioriti, e tutto nella massima cura del turista.

      Toscolano Maderno ha un viale pedonalizzato che imita Miami, con milioni spesi in architetti ma con un risultato sensazionale.

      O si rende la Sardegna bella come qui o come la Versilia, o si perdono opportunità di business.

      Se fossi io il presidente della regione sarei contrario ad insediamenti industriali, se non ben nell’entro terra, e per una valorizzazione dell’isola che attragga il ceto medio, quello che viene in vacanza qui, perchè non è con il Billionaire che si creano posti di lavoro.

      Certo è che servono strade, infrastrutture, strutture ricettive e quindi massicci investimenti e massiccie costruzioni.

      La Cuba di Batista non è quello che ci potrebbe essere, ma è quello che c’è già, visto che il Billionaire ne è il massimo esempio.

  12. Ma che sei federalista a giorni alterni ed a secondo dell’umore?

    Vuoi che la Sardegna faccia come i tuoi concittadini del garda, che applichi lo stesso modello?

    E tutte le chiacchiere su “ognuno é padrone in casa sua” ?
    Valgono solo per giustificare il razzismo contro i migranti , ma poi non contano nulla se si tratta di scegliersi la propria via allo sviluppo economico?

    Sei la prova vivente che il federalimo nasce a sinistra ( Cattaneo) e che la destra lo usa per altri scopi.

    Per i Sardi – che per l’ appunto sono un popolo – quella che hanno loro è una autonomia anche troppo flebile ed insufficiente rivendicando il diritto ad uno sviluppo compatibile non solo con la natura del loro territorio ma anche con la loro cultura ed i loro bisogni.
    Prima l’industria turistica era parsa come una manna dal cielo, un’industria leggera e non inquinante, si diceva ; ora ci si è accorti che l’incontrollato sviluppo edilizio ha compromesso seriamente gran parte delle coste sarde.
    Anche il turismo sta prendendo i caratteri precisi di una colonizzazione inaccettabile.
    I 68 comuni costieri della Sardegna prevedono di costruire 65 milioni dì metri cubi di edilizia turistica per l’insediamento di oltre un milione di persone: una Sardegna turistica che raddoppierebbe il numero dei residenti attuali.

    Ti rendi conto di che significa?

    Così la Sardegna si sta trasformando per evoluzione e non per progetto, visto che il suo cambiamento non è stato e non è un obiettivo da definire e perseguire, ma è soltanto un fenomeno continuato e da tempo in atto.
    Il turismo in Sardegna si presenta come “fatalismo del progresso”.

    ***

    E’ chiaro che non intendo avallare la tesi della decrescita cara a tanti avventuristi ed estremisti che vivono sul monte Athos e sono autoreferenziali, una specie di elite che non conosce le esigenze dei Sardi e le confonde con il proprio desiderio.
    Loro adorano il buon selvaggio ed il mare incontaminato che adoperano come turisti ma se ne fregano dei Sardi e li vivono anch’essi con lo spirito del colonizzatore “intelligente”.
    Sono una elite di comunisti e verdi allo champagne stile bertinotti e non gliene puo’ fregare di meno dello sviluppo economico.

    Insomma dei puzzoni insopportabili.

    Anche perché chiedere che la gallina del turismo non faccia le sue uova d’oro e rinunciare allo sfruttamento di un bene, proprio quando la popolazione ha estremo bisogno di lavoro e di ricchezza è una stupidaggine colossale.

    ***

    Il punto é : decidano loro ,sentano il loro popolo , applichino le leggi regionali per la tutela e lo sviluppo che hanno votato i loro rappresentanti.

    Io credo che essi vogliano lo sviluppo ma che sia rispettoso, sostenibile e compatibile.
    Che vuol dire?.

    A parte le definizioni scientifiche che lasciano il tempo che trovano e che chiunque può andarsi a trovare su wipedia

    per me vuol dire

    rispetto dell’ambiente inteso come bene comune, rispetto dell’equità sociale in quanto vengano garantite pari opportunità a tutti ed in più che l’economia si debba caratterizzare per un certo grado si eticità.

    Lo sviluppo sostenibile è l’insieme di tutte le attività umane che interagiscono con l’ambiente in modo da limitare al massimo l’impoverimento delle risorse, sfruttando soprattutto le energie rinnovabili e modificando i processi industriali in modo da non produrre più rifiuti in futuro.

    In concreto le idee di economia sostenibile etica ed ecologica di Dany Cohn-Bendit che con la sua affermazione in Francia dà speranza a chi non crede che l’europa debba per forza essere affondata nella melma delle destre xenofobe ed antieuropee o far la fine delle idee socialdemocratiche classiche sconfitte ma che esista ancora una idea di europa che possa tornare alle origini , quelle delle discussioni animate da Altiero Spinelli mentre era al confino fascista

    In concreto che vuol dire?
    Vuol dire che non é detto che la privatizzazione delle spiagge debba per forza portare all’esclusione dei cittadini normali dalla possibilità di fruirne liberamente e pubblicamente

    non é detto che per compiacere i palazzinari che hanno fatto molti affari con berlusconi imprenditore ed i suoi cloni nell’isola si debba continuare nel genere di cementificazione selvaggia delle coste di cui il premier ha dato sfoggio nei suoi anni di imprenditore

    non é detto che i monumenti e le vestigia dal popolo sardo debbano finire in mano a multinazionali o banche ed assicurazioni che ne gestiscano la ” adozione ” depredando le persone dei loro averi e delle loro radici e trasformando il popolo in pellirossa alcolizzati delle riserve come é successo al mio popolo, i sioux, tanto anni fa.

    Ed adesso diamo qualche dato e qualche esempio concreto.

    Le aree naturali protette della Sardegna occupano solo lo 0,51% del territorio regionale, pur consistendo in 3 parchi nazionali, 8 parchi regionali e un variegato sistema di oasi minori.

    Vuoi qualche esempio di queste meraviglie ?
    I faraglioni che si ergono dal mare come il Pan di Zucchero di Masua, massi granitici scolpiti dall’acqua e dal vento come Capo d’Orso di Palau, torrioni e voragini calcaree con le pareti a picco, ripide valli, boschi millenari, spiagge di sabbia bianchissima, stagni e lagune, sono questi i monumenti naturali di cui l’isola è ricchissima.

    Cosa vuol dire progresso programmato e non lasciato alla inerzia che favorisce chi rovina le coste ed i paesi?

    Vuol dire semplicemente applicare la Tutela dei monumenti naturali prevista con la legge quadro n. 31 del 7 giugno 1989.
    Con tale legge infatti sono state definite le aree da tutelare. Sono stati individuati 8 parchi regionali, 60 aree protette, 24 monumenti naturali e 16 aree di rilevante interesse naturalistico.

    Io penso che vada applicata senza le deroghe e le eccezioni che i cloni che hanno vinto le regionali sono pronti a richiedere nelle loro prime proposte.

    Non solo : credo che sia comunque poca cosa, robetta rispetto ai territori tutelabili.

    Chi conosce la Sardegna sa bene che é pochissima roba , che occorre estendere contestando gli attuali confini delle perimetrazioni; che occorre tener maggiormente in conto gli usi consolidati, senza stravolgere tradizioni millenarie uniche.

    Che occorre inserire nuove soluzioni ad un problema non ben previsto ed affrontato: l’innalzamento del livello del mare , che va fronteggiato oggi, prima che sia troppo tardi, in quanto farà sparire porzioni di territori e insediamenti urbani.

    Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) del 2006 ha definito il paesaggio come la principale risorsa territoriale della Sardegna e rappresenta oggi lo strumento centrale del governo pubblico del territorio. Le “azioni positive” del PPR non hanno avuto ancora un tempo sufficiente per dispiegare i loro effetti, e talvolta sono apparsi soprattutto gli aspetti di “vincolo” che le politiche paesaggistiche portano con sé in fase iniziale( tutti ricordano le polemiche sui cosidetti provvedimenti “antiricchi” ed “antimotoscafi e yacht ” di Soro ).

    Ma lo sviluppo per inerzia come detto non è evolutivo e nel silenzio permette buchi dove si infilano guastatori e palazzinari senza scrupoli, pertanto le più grandi energie vanno messe subito nel difendere il PPR dagli assalti dei berlusconici amanti dello stile Billionere.

    Che non é per fortuna dappertutto come era a Cuba e quindi la situazione é ancora risolvibile.

    • non conosco della Sardegna più di quanto ho detto, quindi prendo atto.

      Ma c’è una cosa che non capisco del tuo discorso.

      Perchè i “palazzinari” sono cattivi a prescindere?

      Se vengono costruiti immobili per 1 MLN di nuovi abitanti, questi immobili vengono costruiti da maestranze sarde, si compera il cemento in sardegna, ci lavorano elettricisti, piastrellisti, idraulici sardi.

      L’edilizia, con il suo indotto è il primo motore dell’economia, perchè queste nuove costruzioni sono “il male”?

      E cosa c’entra il federalismo che io avrei a singhiozzo?

      Io sono Lombardo, fiero di esserlo, ma guardo a come vivono in Svezia ed in paese dove la qualità della vita è migliore della mia, quindi se propongo il modello “lago di garda” alla Sardegna, dove sta il problema?

      Le tradizioni millenarie che tu citi hanno portato a MILLENARIA MISERIA.

      Se i Sardi sono contenti di avere le tradizioni rispettate ed il portafoglio vuoto, appunto perchè sono federalista ti dico “contenti loro, contenti tutti”.

      Ma non credo che lo siano.

      E c’è una cosa che non mi torna.

      In Sardegna la gente ci viene per le bellezze naturali, se tutte queste case le rovinassero davvero la gente non ci verrebbe più e le case rimarrebbero invendute.

      Visto che costruire quanto hai esposto costerà centinaia di milioni di euro, perchè uno dovrebbe spenderli con il rischio invenduto perchè danneggia il paesaggio?

      Poi, sono d’accordo sull’utilizzo di tecnologie che riducano l’impatto ambientale, io riciclo tutto ed uso solo lampadine a risparmio energetico.

      • Non conosco abbastanza la Sardegna ma, vivendo in una delle località turistiche dolomitiche più “rinomate” del Trentino, conosco bene i meccanismi (e le devastazioni)della speculazione contrabbandata per sviluppo turistico. Ne potrei scrivere per ore!
        In estrema sintesi:
        credo che se i sardi importeranno il modello propostogli dai berluscònidi, si renderanno conto ben presto che agli speculatori poco gli frega dello sviluppo compatibile.
        Non è del tutto vero infatti che la gente va da qualche parte per le bellezze naturali: la gente va principalmente dove la spinge il business!
        “In Sardegna c’erano panorami bellissimi abbandonati all’incuria”: se saranno affidati alle cure di certi “dottori”, quei panorami bellissimi scompariranno e aumenteranno comunque i valori immobiliari!
        Le speculazioni legate al turismo consentono grandi guadagni agli speculatori e non lasciano nemmeno le briciole ai “nativi” dai quali, al contrario, pretendono la realizzazione di quelle opere pubbliche (strade, infrastrutture, impianti, ecc.) che sono funzionali ad incrementare il valore di mercato delle loro (degli speculatori) opere.
        I figli delle “maestranze sarde”, quando cresceranno e vorranno mettere su casa, dovranno fare i conti con valori di mercato immobiliare da “4000€ al mq nei posti più scadenti”. E allora saranno costretti a cercarsi casa altrove.
        Un panorama non è fatto soltanto di mare, di lago , di montagna: un panorama è fatto anche di gente, di persone che a quei luoghi sono legate da quelle tradizioni millenarie che hanno portato a ben altro che a MILLENARIA MISERIA: hanno portato ad una millenaria ed inestimabile RICCHEZZA sociale e culturale che non dovrebbe essere barattata e svenduta a qualche MISERABILE (questo sì) palazzinaro!
        Per questi motivi i palazzinari “sono cattivi a prescindere”!

  13. Sono contento della piega costruttiva che ha preso la discusiione sul mio pezzo
    Molto interessante,centrato,profondo l’ultimo intervento di CP
    E insieme debbo rilevare che MP, col quale ho avuto (abbiamo!) avuto più di una rissa, ha assunto toni potrei dire “impensabili” per come ero abituato a conoscerlo.
    E non parlo da sardo, il discorso DEVE prescindere dalla Sardegna e prendere in considerazione le varie realtà locali, che hanno tutte una loro dignità da esaminare e rispettare.
    Ma torno al tema inziale del mio intervento: due Italie con problemi e realtà simili in cui e su cui da 20 anni qualcuno scava solchi profondi per impedirci di capire che la maggior parte dei problemi sono simili, comuni.
    Mentre gli amministratori del potere ridono a crepapelle perchè sanno che la divisione che loro sanno alimentare con arte gli consentirà di governare a lungo, molto a lungo.
    Per questo io chiedo a voi di esaminare, pensare bene a questi aspetti in un momento in cui la poltrona dell’imperatore traballa.
    Vorrei che ML prendesse nota di questo: il fascismo con tutte le gravi contraddizioni che ha avuto, ha però fatto alcune cose importanti che sono rimaste.
    Il Papi ha solo sistemato i suoi affari e molto bene. Per i cittadini NULLA!
    Io chiederei a tutti voi: cerchiamo di cogliere questo tema. Almeno proviamoci.
    marios

  14. dimenticavo: una nota sulla “millenaria miseria”
    al nord della Sardegna vi sono sugherete immense
    a parte il fatto che dagli anni 30 in poi lo stato e poi la regione decisero di impiantare milioni di pini (il pino serve solo per fare legna, brucia come … un fiammifero e muore, il sughero produce corteccia, cioè sughero e resiste bene agli incendi, ripartendo in moltissimi casi o generando nuove piantine che ri-formano il bosco: dico questo perchè gli incendi sono una calamità quasi normale)
    Bhè i piccoli industriali del sughero hanno creato una industria importante e hanno reinvestito i guadagni in complessi turistici importanti ed oggi
    hanno un peso importante, parlo dei Molinas,Tamponi,Peru,Muntoni, etc.
    marios

    • Mi inserisco in questa discussione per dire la mia; la natura,il paesaggio e la cultura fanno parte del la qualità della vita ed anche ai Sardi piace vivere in posti gradevoli; prima non ci davano la giusta importanza, perchè tanto abituati al loro paesaggio da non capirne il valore, anche per la scarsa cono scenza degli squallidi sobborghi delle città industriali, cui la speculazione ci ha adattati, pur restando senza industrie.

  15. son contento che riconosci i meriti del fascismo, quanti a quelli di berlusconi sono già evidenti e ne ho tattato in molti post

    • non speravo che capissi il mio discorso,
      sei incredibile
      solo mi riesce difficile capire il processo che hai seguito per sostituire al Duce l’Imperatore
      forse sarà dipeso dalla stazza…mhà?
      certo è che il tuo cervello è da tempo che è atrofizzato

  16. Mi inserisco in questa discussione per dire la mia; la natura,il paesaggio e la cultura fanno parte del la qualità della vita ed anche ai Sardi piace vivere in posti gradevoli; prima non ci davano la giusta importanza, perchè tanto abituati al loro paesaggio da non capirne il valore, anche per la scarsa cono scenza degli squallidi sobborghi delle città indu striali, cui la speculazione ci ha adattati, pur re
    stando senza industria.
    La speculazione porta solo danni ai nativi che non vo
    gliono trasformarsi in un popolo di camerieri od al massimo di chef e capiscono bene che è meglio conte
    nere il turismo in limiti sostenibili ed è più utile
    sviluppare il terziario avanzato, la ricerca e le in
    dustrie ad alta tecnologia:
    Le industrie tradizionali hanno già fallito, anche perche impiantate con criteri discutibili, in gran
    parte interamente finanziate dalla regione, per cui
    anche quelli che ne eran diventati proprietari, le
    han considerate piovute dal cielo, “roba di governo”
    come si dice a Sassari, per cui le hanno amministrate
    male e sono fallite.A parte il fatto che un’industria
    ubicata in Sardegna deve,in primis,tener conto delle
    difficoltà logistiche, ho visto che industrie come la
    Palmera, un marchio appetibile che ha subito trovato
    un compratore, presumeva di poter reggere la concor
    renza con impianti obsoleti

  17. Chiedo scusa del pasticcio, l’ora del commento completo
    è quella in cui l’ho inserito, quella dello spezzone è
    quella in cui l’ho accorciato, sperando di farlo final
    mente passare. Li ho visti pubblicati assieme anche al
    la battuta di Mediolungo
    che mi tenta di sottoporlo a “capitis deminutio maxima”
    così diventerebbe bonsai come il suo capo e non gli ru
    berebbe la battuta scema.

  18. però …
    hai dovuto scomodare una citazione latina per far sta figura da pugnetta

  19. ci riesco, tu ci riesci benissimo 24 ore al giono; poi
    non era una citazione, era solo la descrizione esatta
    di come accorciare un mediolungo un pò suonato per ri
    durlo a ragione. Poi, se il latino ti turba, vedrò di
    imparare il celtico.

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