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Giro d’orizzonte fra mafie che investono , politiche conniventi e carceri che scoppiano

8 commenti

forza mafiaEcco un settore dove una opposizione seria potrebbe trovare nuova linfa per il suo futuro , solo volesse .

Le mafie sono sempre più infiltrate nello Stato e vanno ad intrecciarsi con la vita quotidiana di tutti noi.

Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Sacra Corona Unita continuano ad essere potentissime e  condizionano fortemente il settore degli appalti pubblici, la distribuzione alimentare, i rifiuti e i mercati ortofrutticoli.
Sebbene con l’arresto di Provenzano prima e dei Lo Piccolo poi nel 2007 Cosa Nostra sia stata costretta a cambiare strategie,  questo non le ha impedito di svolgere serenamente le proprie trame : nell’ambiente giuidiziario si dà per certa la direttiva di Provenzano secondo la quale la mafia deve fare impresa , piuttosto che usare la tradizionale attività dell’estorsione.

Infatti oggi la mafia ha iniziato a svolgere l’attività con proprie strutture organizzative servendosi di intermediari non solo nell’edilizia ma in molti altri settori come i centri commerciali e le scommesse clandestine. Controllare le imprese significa controllare il denaro, imporre mano d’opera e forniture di beni e servizi, i clienti e i prezzi di vendita e di acquisto.

Per far ciò ha bisogno di una completa agibilità ed un libero accesso alla strutture pubbliche , mai come oggi ciò sembra garantito da un complesso e radicatissimo sistema di alleanze con la politica .
Oggi, infatti le mafie controllano un 1/3 del territorio dell’Italia e la “mafia spa” è la prima azienda italiana con un giro d’affari di circa 130 mld di euro all’anno. Solo Cosa Nostra fattura 90 mld di euro e i restanti 44 mld di euro della ‘Ndrangheta vanno ad incrementare l’economia criminale che ha raggiunto dimensioni impressionanti.

Sul fronte della cronaca giudiziaria continuano invece le buone notizie e senza inutili ripetizione vi rimando a questa fonte piuttosto informata :    http://www.liberainformazione.org/ berlusconimafiaappalto

Una notizia in particolare  , quella del sequestro della Calcestruzzi Mazara  , è un gran bel colpo agli affari di cosa nostra che gestisce direttamente alcuni settori come l’edilizia a cavallo tra il pubblico e privato e ricicla ed investe un sacco di soldi. Il  cambio nella strategia di cosa nostra  : meno attenzione apparente al pizzo e più agli investimenti edilizi ,  ai grandi cantieri, sfruttando la collaborazione di imprenditori conniventi. Con tre obiettivi: la metropolitana di Palermo, il raddoppio della ferrovia Palermo-Messina e un centro commerciale nel capoluogo.

Non sembra pero’ che la direttiva abbia già cambiato  le cose sul fronte estorsioni :   il livello finanziario  del pizzo  è ancora alto.  Secondo  il comandante del Nucleo territoriale dei carabinieri di Palermo Giuseppe De Riggi gli incassi delle estorsioni in definitiva sarebbero calati solo del 3 per cento.

Infatti alcuni degli imprenditori presenti nella lista delle quindici vittime delle estorsioni trovata dopo gli arresti di Pietro Abbate, Filippo Burgio, Francesco Paolo Lo Iacono e Silvio Mazzucco hanno ammesso di essersi piegati alle imposizioni delle cosche. Segno di una strategia che continua a pagare: secondo gli investigatori, infatti, ogni 100 commercianti, uno denuncia, 59 versano il pizzo senza fiatare, 10 ammettono di essere vittime del racket ma non indicano i nomi e gli altri 30 hanno smesso di pagare ma non si rivolgono agli inquirenti.

Sul fronte politico la Sicilia è in fase di confusa trasformazione gattopardesca col nuovo tentativo di governo autonomo ma vicino al centrodestra che ha sbarcato Cuffaro ed offeso una parte del PDL e lo stesso Berlusconi ma che  avrebbe il lasciapassare di Fini.

Strane alchimie levantino-siciliane in salsa destrica, non tutto è comprensibile di questa storia,  se non che dove esistono solo loro  – senza opposizione  – gli appetiti aumentino e ci si può permettere il lusso di avventure istituzionali e politiche come questa senza gran timori di dar fiato ad una opposizione nulla.

Cio’ spiegherebbe lo sgarbo di Berlusconi che poco tempo fa,  ha incontrato il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, ma non ha incontrato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo.  L’emergenza rifiuti della capitale dell’Isola nell’agenda del Premier è stata privilegiata rispetto alla crisi di governo della Regione Siciliana.

Ieri invece una tregua con Berlusconi che ha finalmente incontrato il ribelle e pare abbia esortato Lombardo a “rivedere” i nomi scelti per quanto concerne la Giunta , in particolare  il Cavaliere gradirebbe due esponenti dell’Unione di Centro sebbene si trovi all’opposizione nel Governo nazionale ma molto forte in Sicilia , scelta tutt’altro che gradita a Lombardo e Micciche‘.

Ma che piace ai loro concorrenti nell’isola Schifani ed Alfano che giocano con i primi due una importante battaglia  interna al partito.

Poca roba e che nessuno s’illuda che sul tavolo ci sia uno scontro sul fronte Mafia , se non nel senso di chi  e come  dovranno gestire i nuovi patti ; di lotta alla mafia in concreto non c’e’ nulla  , solo  rare battute come quella di Lombardo tempo fa sul Ponte di Messina , che secondo lui va fatto ” fregandosene della mafia , che noi gli diamo un bel calcio nel sedere “

Fatta un pò di  scena sufficientemente incredibile,  il fulcro dell’attenzione è ora l’UDC e non pare piu’ di tanto temuto l’ennesimo caso di accuse di voto di scambio, Antinoro ,  e di concorso esterno in associazione mafiosa, Nino Dina,  piovute sui due deputati dell’UDC.  Anzi  il   buon Lombardo si è affrettato a dar loro la piena solidarietà umana e politica  per le indagini in corso,  sfruttando magari l’occasione per imbarcare altre personalità a lui più vicine .

Se le accuse risultassero fondate si dimostrerebbe come  la politica siciliana non sia cambiata rispetto agli anni di Ciancimino e Lima.

Che dire di un’altra notizia completamente scomparsa dai media ?

Il processo d’appello a Marcello Dell’Utri ripreso il 15 maggio 2009. Quello a Dell’Utri e’ un processo capace di spiegare, se non ha gia’ spiegato con la condanna in primo grado, larga parte della genesi di Forza Italia, oggi Pdl, e dell’ascesa nel panorama nazionale di un corruttore oggi Presidente del Consiglio.

Processi come questi , peraltro , non ne vedremo più: la legge sulle intercettazioni ed il bavaglio all’informazione, che questa nuova legge comporta, hanno messo la parola fine alla possibilità di risalire a qualsiasi reato, se non per circostanze fortuite. I media non ne parlavano già prima, ora avranno persino un buon motivo per continuare a non farlo. In aula a Palermo  durante la seconda udienza d’appello, tolti i giudici, c’erano solo tre cittadini .

Nel testo della sentenza di condanna del signor Dell’Utri si legge:

Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era vieppiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle fila dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perchè era in corso il dibattimento di questo processo penale.

Le Carceri

Nelle carceri strapiene ora i detenuti sono 63.350; la capienza è di 43.262. Non c’è all’orizzonte nessuna seria prigionestrategia ed anzi tornano ad affacciarsi problemi come  la tubercolosi e si diffondono sempre di piu’ le forme di epatiti virali. Difficolta’ aggravate dalla condizione sociale della maggioranza dei detenuti poiché come è noto in carcere finiscono soprattutto le persone a maggior rischio di marginalita’ e di esclusione sociale . Si tratta di persone che non hanno la possibilita’ di ottenere arresti domiciliari perche’ si trovano, di fatto, a non avere domicilio

Con la costante media di circa 1.000 ingressi al mese, tra poche settimane supereremo le 65.000 unità mentre il Corpo di Polizia Penitenziaria è carente di  ben oltre  5 .000 unità .

il Governo vorrebbe risolvere il sovraffollamento penitenziario costruendo nuove carceri, ma questo vuole dire necessariamente assumere nuovo Personale, di Polizia e del Comparto Ministeri e  stanziare fondi e risorse. Se le attuali dotazioni organiche sono già  insufficienti per gestire l’esistente, chi metteranno a lavorare nelle nuove strutture penitenziarie?

Le proposte ci sarebbero pure :  rendere stabili le detenzioni dei soggetti pericolosi e si affidino a misure alternative al carcere la punibilità dei fatti che non manifestano pericolosità sociale, potenziando quindi l’area penale esterna e prevedendo  per coloro che hanno pene brevi da scontare l’impiego in lavori socialmente utili all’esterno del carcere .

Il ministro Alfano ci prende in giro senza alcuna remora promettendo cose che non potrà mantenere cioè il “reclutamento straordinario di agenti penitenziari e 17.891 posti in più entro il 2012” oltre alla costruzione di nuove istitui penitenziari. Boom!

Ma con quali soldi se per l’Abruzzo hanno dato fondo alla fantasia ed alla vergogna con la storia delle dilazioni a vent’anni e del  gratta e vinci come fonte di finanziamento?

Ultima piccola buona notizia viene dalla  Corte di Cassazione che il 12 giugno ha  confermato la condanna a 24 anni ciascuno a Giuseppe Lombardo e a Carmelo Barbieri, quest’ultimo dal 6 marzo scorso collaboratore di giustizia.
Confermate anche le condanne a 10 anni e 7 anni per Giovanna Santoro e Maria Stella Madonia, rispettivamente moglie e sorella del boss Madonia. Anche Giuseppe Alaimo, cugino del boss, dovrà scontare una condanna a 7 anni.

Nel processo “Grande Oriente” quindi , un  bello smacco al Clan Madonia come ha dichiarato il sindaco di Gela e neo eletto deputato al Parlamento europeo Rosario Crocetta . “Andranno in carcere, è la prima vera operazione che colpisce una delle cosche più pericolose della Sicilia, quella di Giuseppe Piddu Madonia”. “Quando sollevai la questione del giudice Edi Pinatto, che dopo 8 anni non aveva ancora depositato le motivazioni della sentenza, causando così la scarcerazione degli imputati condannati” – continua Crocetta – “non la sollevai contro la Magistratura, verso cui nutro grandissima stima e rispetto, ma lo feci per sottolineare che dei mafiosi che erano stati condannati non potevano restare in libertà”.
“Adesso sconteranno una pena da 10 a 25 anni di carcere e io sono contento di aver contribuito con la mia denuncia a favore di Gela, di Caltanissetta e della Sicilia.”

I siciliani spesso si nascondono dietro la Provvidenza e la Connivenza dei politici per giustificare la loro omertà , ma  ”   se un lieto fine ci potrà mai essere, questo è affidato alla nuova sensibilità di un popolo troppo spesso umiliato e offeso, sfruttato all’inverosimile, calpestato nei più elementari diritti di dignità personale e che talvolta in alcuni  ha trovato la forza di dire basta, riaffermando con fermezza il vero significato dell’onore: che non è l’abusata e distorta ragione che per ogni mafioso legittima ogni loro nefandezza, ma è il sentimento che proviene dalla consapevolezza del rispetto di sè stessi e della propria coscienza”. Parole di Giovanni Falcone.

Crazyhorse70

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8 thoughts on “Giro d’orizzonte fra mafie che investono , politiche conniventi e carceri che scoppiano

  1. Fuori lo Stato dalla Mafia

  2. hai scritto schifanO.
    Poi cancellate questo commento

  3. qualche anno fa in Colombia, Pablo Escobar per fare annullare il trattato che prevede l’estradizione in USA dei boss del cartello arrestati, ha proposto di PAGARE IL DEBITO PUBBLICO COLOMBIANO PER CONTANTI.

    La N’drangheta, che è più ricca adesso della Mafia e della Camorra essendo il contatto con i Colombiani, probabilmente facendo uno sforzo potrebbe pagare buona parte del nostro.

    Questo cosa significa?

    Significa che i tempi dei mafiosi con la coppola o degli stragisti alla Riina sono finiti, oggi le organizzazioni criminali sono in giacca e cravatta, possiedono Banche, fondi di private equity e sono l’investitore più liquido d’italia.

    A parte eroi come Falcone e Borsellino, Dalla Chiesa ed i vari eroi morti, NESSUNO MAI a livello politico, nè Berlusconi nè Prodi, hanno mai fatto vera guerra alla mafia.

    Semplicemente perchè sono troppo forti ed adesso troppo furbi.

    Non sparano più ma comprano aziende.

    Dire che a destra si è lingua in bocca con il crimine organizzato è propaganda.

    E’ invece realtà che lo Stato alla Mafia non serve, perchè ha più soldi lei.

    Una cosa da fare?

    Legalizzare le droghe.

    I colombiani, da registrazioni di Escobar, erano terrorizzati che qualcuno legalizzasse la coca, perchè significava perdere 500 MILIARDI di dollari all’anno di UTILE NETTO.

    Come elettore di destra vedo che il governo fa poco su questo fronte sulla sicurezza, non estende il 41 bis a tutti i criminali violenti ed arrestano solo i boss più coglioni, quelli che si legge in Gomorra vivono pensando che Scarface sia reale.

    Non sono quelli i pericoli.

    Perchè idioti che vivono di traffici locali non contano, e sono quelli che prendono.

    Quelli veri, quelli alla John Gotti per intendersi, in Italia non li hanno mai presi.

    Perchè non usano i pizzini, ma i jet executive e varie volte avranno sottoscritto buona parte del nostro debito pubblico, visto che LORO hanno i veri soldi, Berlusconi al loro confronto è un poveraccio.

  4. Dici cose assennate, Marco.
    Però certe frequentazioni il nostro premier se le poteva risparmiare lo stesso, eh.

    • per non parlare di quell’ Andreotti assolto per “non aver avuto relazioni amichevoli con esponenti mafiosi di spicco DOPO il 1980.Forse”

      oppure di Vasa Vasa detto Cuffaro che tramite amici degli amici, avrebbe informato gli amici degli amici degli amici che a carico di questi vi era un indagine, mandandola a monte, cioè indirizzandola verso la giusta direzione, per chi di dovere. Ma siccome le accuse sono slegate dai fatti, e la politica non è un organo giudicante, e la giustizia non deve invadere il campo della politica, non interessa davvero a nessuno di che cosa fosse accusato.

      • Per pura completezza, donfrengo: Andreotti fu assolto, come tu dici, per insufficienza di prove per quanto contestatogli DOPO il 1980, ma dichiarato non perseguibile, per prescrizione della pena, per i reati ascrittigli FINO al 1980, dei quali fu riconosciuto però colpevole.

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