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Allarme sempre più rosso per le scuole statali……intanto il ministero finanzia le scuole paritarie

2 commenti

Per……  CONOSCENZA…..anche ai non addetti ai lavori replico qui un breve pezzo  che ho scritto oggi  per il blog a A scuola di Bugie

Fonte delle notizie: direttamente il sito del Ministero dell’Istruzione

domande per i lettori :

E’ lecito che il denaro pubblico finanzi un servizio privato ????

E’ corretto che la scuola pubblica non riceva finanziamenti per il funzionamento didattico e quella privata sì ?

Precisazione doverosa , il finanziamento alle paritarie è sempre esistito e Fioroni , nel massimo silenzio ( tranne il mio ) lo ha quasi raddoppiato due anni fa.

La novità è che quest’anno per la prima volta le scuole statali non riceveranno il contributo di funzionamento.

Franca Corradini

A meno di un mese dalla prevista VERIFICA di attuazione del Programma Annuale ( alias bilancio ), da effettuarsi entro il 30 giugno, aumentano i segnali di sofferenza finanziaria  dalle scuole di ogni parte d’Italia.
Questo blog aveva già denunciato da molto tempo la possibilità di dover dichiarare BANCAROTTA….

La mia scuola chiude per mancanza di fondi ….fantascienza o realtà ?

Scuole come carte di credito : Brunetta e Gelmini finanza creativa ?

Avevamo anche segnalato le proteste dei genitori in ordine ai contributi da versare alle scuole all’atto dell’iscrizione

Rivolta dei  genitori per contributi scolastici

Visite fiscali: le scuole pagano con i fondi dei genitori ????

Ci sono state proteste di dirigenti scolastici al Ministero, lettere, proteste, tavoli di concertazione…. niente, ancora nulla si muove

Alle scuole statali viene ancora NEGATO DI FUNZIONARE , visto che si fa mancare il contributo statale  per il funzionamento…

intanto però

vengono assegnati i contributi per il funzionamento delle scuole paritarie per una somma complessiva di € 120.000.000.

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Autore: francacorradini

essere pensante

2 thoughts on “Allarme sempre più rosso per le scuole statali……intanto il ministero finanzia le scuole paritarie

  1. In Italia la Costituzione prevede che la scuola privata sia senza oneri per lo Stato, un principio che doveva tutelare la scuola pubblica laica e la liberta’ d’insegnamento.
    Tale principio é stato stravolto nella pratica di decenni di Governi di tutti i colori in cui i soldi alle scuole private, in particolare a quelle cattoliche, sono sempre arrivati mascherando i lauti finanziamenti come sostegno alle famiglie e alla loro liberta’ di scegliere altro dalla scuola pubblica.
    Oggi la vicenda ha assunto i toni della farsa: il Governo da luglio taglia tutto quello che puo’, in maniera anche dissennata e indiscriminata, in un settore che avrebbe bisogno di tagli selettivi e non a pioggiae comunque anche di investimenti.

    Questi sono quelli che non dovevano metterci le mani in tasca e che invece ce le stanno svuotando in tutti i modi solo per rifarsi del regalo dell’ICI ai più ricchi.
    
I soldi pubblici devono essere investiti nel pubblico, che non a caso versa in pessime condizioni e che forse avrebbe bisogno si’ di tagli selettivi, ma anche di investimenti.

    L’Italia del 2008 è più arretrata di Immanuel Kant, che nel 1797 (millesettecentonovantasette!) scriveva: “Per quanto riguarda poi le spese del mantenimento della Chiesa, queste non possono essere a carico dello Stato, ma bensì a carico di quella parte del popolo che professa questa o quella fede, vale a dire soltanto a carico della comunità religiosa” (I. Kant, Metafisica dei costumi, Laterza 2004, p. 160).

  2. Questi contributi , come ho detto, sono di antica istituzione e sono DIVERSI dal concetto di bonus alle famiglie per i figli che frequentano le private.

    Parallelamente sto conducendo , con l’aiuto dei miei lettori , una indagine sui certificati di servizio rilasciati alle scuole paritarie.

    Mi sto convincendo che c’è un enorme mondo sommerso che non è solo un giro di affari mostruoso, ma è anche un bel serbatoio di voti……..

    Rimango salda alla mia idea che diminuendo- meglio ancora azzerando- la richiesta l’offerta non può che diminuire.

    Quindi il cambiamento passa:
    non solo attraverso le denunce alle forze dell’ordine che spesso e volentieri vengono archiviate

    non solo ai comunicati pubblici di sindacati e/o forze politiche e/o singoli cittadini e/o media

    ma attraverso una rieducazione di chi continua a chiedere favori anzichè pretendere l’applicazione dei propri DIRITTI.

    Battaglia molto più lunga, ma sicuramente di effetto più duraturo ed efficace.

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