LA CONOSCENZA RENDE LIBERI

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Il mio 25 aprile

11 commenti

imagesHo trascorso come tanti del resto innumerevoli feste della liberazione.

Nel tempo questa festa era diventata una cosa di routine ed a parte pochi momenti di commozione verso i diretti protagonisti poi il tempo scorreva come per una festa di primavera .

Ora no.

Ora è diverso, anzi è già un po’ di tempo che risale in tanti , non molti purtroppo, l’esigenza di testimoniare anche formalmente e solennemente  la voglia di resistere .

Non ho intenzione di inseguire le polemiche dovute alle recenti strumentalizzazioni del populista e della sua accolita di novelli democratici che vorrebbero saltare in extremis , per poi normalizzarlo, sul carro del 25 aprile per annacquare tutto.

Se ne stiano a casa loro e continuino la passerella elettorale sui corpi .

Dico questo perché il 25 APRILE non e’ la festa di tutti.

Bando alle tristezze dei miserabili e provo a scrivere i miei appunti sul 25 aprile.

Il mio 25 aprile me lo ricordo

…con le  parole di Pier Paolo Pasolini nella celeberrima arringa contro i potenti stragisti del tempo nell’articolo intitolato Cos’è questo golpe? Io so… sul  Corriere della Sera, 14 novembre 1974 .

Il poeta li’ fece domande retoriche tutt’ora rimaste tali nonostante che chi voglia capire ci sia perfettamente riuscito e sappia bene come è andata , cos’e’ stata la strategia della tensione , chi abbia guadagnato definitivamente il potere su quei corpi straziati dalle loro bombe nelle piazze e nei treni , gli effetti deleteri nel medio e nel lungo periodo e specialmente chi sono e perché oggi sono al potere  gli odierni beneficiari

….ed ancora lo ricordo con la faccia e le sembianze di Paride Batini – morto ieri  –  nobile cavallo ed operaio integerrimo, vissuto e morto senza una lira , nonostante una incredibile inchiesta che vorrebbe negarlo , sempre a testa alta con l’enorme dignità ed orgoglio delle persone oneste.

E’ stato lo storico capo dei portuali di Genova, apprezzato da tutti per la sua combattività ed onestà di intenti e di vita.

…certo anche con le parole determinate del Presidente della Repubblica che stanco delle continue incursioni populiste ed anticostituzionali del premier, per una volta anticipa tutti e fà una bella lezione a fascisti e revisionisti: la lotta partigiana non si diffama e “piaccia o no i partigiani hanno avuto un ruolo determinante per la liberazione e per l’odierna democrazia”.

…con la voce del sindaco di Parigi Delanoe giustamente scandalizzato dai festeggiamenti con croci uncinate e saluti romani dell’entourage del sindaco di Roma, Alemanno : non pensava piu’ nel 2009 al centro dell’Europa di dover vedere e sentire tali schifezze

…coi  volti sconosciuti e disperati delle migliaia di persone che perdono il lavoro a 50 anni e che cercano di gestire il tutto con dignità, ma anche di quelle decine che non ce la fanno e si suicidano, come delle centinaia che muoiono nel cantieri ( oggi il primo morto nei nuovi cantieri della ricostruzione in Abruzzo ) grazie alla tolleranza mille dei governi verso i palazzinari ed i subappalti col massimo ribasso

…..con la fisionomia della bicicletta , si’ proprio la bicicletta , meraviglioso strumento di spasso  ecologico e di democrazia ed , in altri tempi, di sovversione . Dalla repressione di Bava Beccaris ( * ) contro i nascenti operai socialisti di fine secolo scorso, alla nascita dei ciclisti rossi della Imola anarchica , all’associazionismo sportivo e poi resistente dei seicento formidabili giorni della  Resistenza , quando diventava di volta in volta mezzo per colpire e fuggire, trasportare ordigni, documenti (come quelli nella canna della bici di Gino Bartali), stampa clandestina, rapporti e ordini tra le brigate partigiane, coordinare scioperi o agitazioni.

piero-calamandrei…con le parole tremendamente attuali di Pietro Calamandrei uno dei Padri della Patria La Costituzione è un testamento, un testamento di 100mila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.

..ed infine con la immagine rimastami dentro dei  miei amici e colleghi che non ci sono piu’ e che hanno lottato in questa vita per la giustizia senza mai abusare del potere che le leggi ed il popolo han loro attribuito come funzione e non come abuso.

Onore anche a loro e buon 25 aprile a tutti

Cavallo Pazzo

_______________________________________

( * )Questi parte è ripresa da : La bicicletta nella Resistenza (Edizioni Arterigere, 12 euro). Autori: Franco Giannantoni e Ibio Paolucci

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Autore: laconoscenzarendeliberi

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11 thoughts on “Il mio 25 aprile

  1. Non voglio rovinare la festa a nessuno…
    Ho scritto diversi post e molti commenti sull’argomento.

    Una sola domandina : come è stato possibile che gente con la camicia nera fino al 25 aprile 1945,se la la sia tolta di corsa….e, non contento abbia indossato quella rossa in fretta e furia ?
    ……………..
    ma come ho detto non voglio rovinare la festa.
    Le domande che seguono sono tante, e le risposte inquietanti.

    Una cosa è certa : la liberazione (VERA) ha ancora da venire.

  2. non rovini alcuna festa ,Franca…
    anzi sfondi un aporta aperta.
    Laresistenza ha visti protagonisti circa 200.000 persona nel centronord ( escludendo i militari antinazisti dopo l’8 settembre )con altre 3-400.000 di appoggio , oggi si direbbe fiancheggiatori.

    Il resto é stato a guardare il fascismo nascere cresce e poi morire nella sostanziale indifferenza , tranne qualche moto di fastidio per le leggi razziali e la rabbia e la disperazione per la guerra.

    Come ben sai il popolo italiano tutt’ora deve formarsi come entità politica unitaria non avendo avuto che rari momenti di crescita collettiva.

    Preso indivuidualmente – a parte singoli numerosi casi di grande cuore , coraggio ed intelligenza – é sostanzialmente caratterizzato da un ceto piccolo borghese o aspirante tale di cialtroni evasori che , come un fiume carsico scompare sottoterra per apparira piu’ a valle.

    Ecco che da circa 25 anni é purtroppo riapparso a valle ed ha ripreso a svolgere l’antico ruolo di maggioranza non piu’ tanto silenziosa : trattasi , come diceva un mio grande amico, di gente a cui piace cacare col culo degli altri…

  3. ci siamo capiti , vedo.
    Bene.
    Parli di “popolo italiano tutt’ora deve formarsi come entità politica”.
    Mi spingo oltre,spesso NECESSITA ED URGE ,un momento di crescita INDIVIDUALE e,ancora più spesso, anche non politico….

    E’ l’unico modo per far cessare questo fenomeno alla “Fregoli” ( metti camicia-togli camicia – rimetti di nuovo camicia….. )

    Molti, per ignoranza ( per non conoscenza, nemmeno della storia ) per superficialità si autodefiniscono fascisti….ma alla fine sono pericolosi quanto le mosche

    Ben più grave quando qualcuno di definisce progressista e democratico ( a parole ) ma nei fatti è un VERO FASCISTA.

    Ne conosco alcuni , sia della prima specie che della seconda.

    La crescita anche del singolo è un obiettivo serio e che finisce per produrre effetti duraturi,al di là di qualsiasi battaglia contro Berlusconi,o di altro personaggio di turno

    A proposito D’Alema con quel fare e quel baffetto autoritario, chissà a dargli le leve del potere in mano ….. 😉

  4. D’Alema non é pericoloso con quel baffetto autoritario se prende le leve in mano , anzi…
    fa parte di quelli che sono pericolosi perché NON prenono le leve in mano ma portano l’acqua con le orecchie al nuovo padrone

    vi ricordate “mediaset é una risorsa del paese” durante il referendum di tanti anni fà SULLE TV del berlusca oppure ” con la bicamerale da me presieduta berlusconi entrerà nell’alveo della costituzione che cambieremo insieme” cosa che non successe affatto , la bicamerale falli’ ma SI SALVO’ il sedere al berlusca mentre era alla frutta nel 1997 e 1998 dopo la scoppola presa da Prodi.

    D’Alema ha sempre giocato solo per sé , male , e per conto terzi,bene…

  5. Ritorno qui dopo olte un anno, avendo saputo che l’aria è più respirabile.
    E mi dico d’accordo. Il problema è che l’italiano medio non è nemmeno di destra, è filofascista senza neppure rendersene conto. E’ filofascista, nella fattispecie, quando dimostra di pensare che la democrazia sia soltanto libertà di parola (apparente); è filofascista quando plaude al manganello in nome della libertà (la sua ovviamente); e’ filofascista quando abdica alla democrazia per le promesse di ordine e benessere; è filofascista quando vota per la malversazione, a patto di esser lasciato in pace a eludere la legge; insomma, è filofascista nel senso che gli piace pensare che c’è un “princeps” che governa e pensa per lui, o almeno promette di farlo, a patto che gli lasci evadere le tasse e non lo disturbi nel suo tran tran provinciale, ignorante e perbenista. Panem et circenses.

  6. Dati e fatti
    onorata del tuo ritorno
    A rileggerci

    Cavallo Pazzo,sarà come dici ma io trovo che somaticamente D’Alema ha il profilo del ducetto…

    NOn ha il coraggio di esserlo, per questo è sempre incazzato ed infastidito, ma ciò non toglie…

  7. Appena segnalato su FB ( e verificato ..è vero )

    Paola Frassinetti, deputato, vicepresidente della commissione istruzione, oggi, 25 APRILE, sul suo profilo ha messo il tricolore listato a lutto

  8. E’ avvenuta una mutazione grave nella nostra democrazia e bisogna darle un nome.
    La via più facile è quella di dare alla cosa nuova nomi vecchi: regime, fascismo.
    Il mago in carica, l’illusionista di grande richiamo è Berlusconi il cui numero è spesso indipendente dal contenuto.
    Berlusconi potrebbe farsi scrivere il discorso pressochè da chiunque e non cambierebbe molto.
    E’ questa la chiave diversisa dal fascismo (anche per la sua variazione caricaturale che è divenuta una costante): l’indifferenza al contenuto limitata SOLO dalla protezione propria e dei propri interessi.
    Alla fondazione del PDL,occasione storica, ha tenuto relazione di apertura e orazione finale e, in sostanza, non ha detto proprio niente!
    Ha detto invece ai giornalisti che era d’accordo con Fini, il quale invece il contenuto lo aveva dovuto preparare con cura, col piccolo limite che era d’accordo anche coi luogotenenti che Fini lo avrebbero volentieri fischiato.
    Il berlusconismo ha questo limite: è d’accordo con tutti, ma tutti sono in disaccordo fra loro. E qui le difficoltà possono aprire scivolate e baratri improvvisi.

    Il discorso di Dati e fatti da molto da pensare, anche se non sono così pessimista. In questi anni abbiamo visto momenti importanti di crescita che non abbiamo saputo sviluppare, forse qui sta il nodo più delicato.
    marios

  9. IL PROBLEMA E’LA CIALTRONERIA della classe cd. media in realtà piccolo borghese e reazionaria.

    Gli italiani sono stati tali in poche rare occasioni che in genere hanno unito la classe intelletuale borghese in senso classico ed intellettuale ( quella delle professioni ,diremmo oggi, in Italia una rarità )con le classi meno abbienti e piu’ povere e , successivamente , la classe operaia.

    Per il resto del tempo della loro storia sono stati italioti.
    Difatti chi é mancata SEMPRE al’appello é stata é la classe di mezzo, difficilmente definibile .

    Direi quel coacervo piccolo borghese che descrive dati e fatti , attento alla propria roba , ad evadere , a farsi i cazzi propri cercando scorciatoie e compromessi e percio’ stesso delegando al duce o al cavaliere.

    Gli esempi storici di episodi di consapevolezza della identità nazionale o comunque dell’interesse collettivo sono pochissimi anche se fulgidi: una parte del risorgimento , le lotte operai -studenti per il progresso economico politico e per i diritti in vari momenti della storia , la resistenza antifascista.

    Altro non c’e’ .
    Il resto é un continuo alternarsi di questo coacervo come blocco antiprogresso implicito od esplicito:

    delle volte come maggioranza silenziosa indifferente ed ostile ai movimenti di cambiamento in atto assume le forme di una PALUDE che blocca tutto.

    Subito dopo ed in REAZIONE a questi movimenti da PALUDE diventa una VALANGA nera e meschina come i propri interessi personali , una maggioranza stavolta chiassosa protagonista di lunghe e negative deleghe in bianco ( mussolini , qualcosa di Craxi, Berlusconi )necessarie per fermare i ” comunisti” MA IN REALTA’ per svolger indisturbata i propri affari, in gran parte illeciti.

    Purtroppo abbiamo la sfortuna di vivere uno di questi periodi.

    La mancanza di una seria classe borghese produttiva e protagonista consapevole e non reazionaria é una cartatteristica tutta italiana ed é uno dei problemi, forse il piu’ grande.

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