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Festa di primavera: Terremoto, curiosità ed altro.

1 Commento

La morte nera...Oggi è Pasqua, o, come dice la vipera rossa campana, la Festa di Primavera. Sono da poco rientrato a casa dopo aver fatto colazione al solito bar domenicale, dove la titolare mi ha accolto con un sorriso a trentadue denti facendomi gli auguri. Ho pure incontrato il Monsignor del mio paese che camminava allegramente vestito della sua tonaca con la banda color fucsia, assieme ad un gruppo di fedeli per recarsi al bar forse per un caffè e magari pure una pastina, alla fine oggi è giorno di festa grande per i cattolici e la pastina (brioche), ci può pure stare.

Camminando, assorto nei miei pensieri, scorrevo il Messaggero Veneto ed in prima pagina c’è un trafiletto in cui si parta di una cosa curiosa: il caso di Lucia Petri. Lucia originaria di qua (Forgaria), all’epoca del terremoto aveva sette anni e rimase sepolta nel crollo della casa dove abitava per diverse ore, salvata poi dai soccorritori. Trasferitasi per i casi della vita in Abruzzo, durante il recente terremoto si è salvata “per miracolo” dice il Messaggero Veneto, dal crollo della sua casa. Lucia dice: “Il terremoto mi segue. Non c’è nulla da fare“.

A dir la verità di tale caso me ne aveva accennato ieri mia moglie mentre ascoltava un TG (non so quale), e ci siamo pure scambiati una piccola riflessione proprio sui casi della vita. Per due volte il terremoto non l’ha presa, Lucia Petri. Il caso, il fato o il Volere di Dio? Andando avanti con gli anni, questi fatti mi colpiscono in modo particolare. Tra l’altro, in merito al terremoto in Abruzzo, dove, secondo me, la Protezione civile e tutto il resto hanno operato in modo encomiabile pur con le ovvie difficoltà, leggo che hanno raggiunto L’Aquila altri 250 uomini della protezione civile del FVG.  

Gli esperti dicono che nessun terremoto è uguale. L’unica cosa, però, è che sono uguali gli sguardi persi nel vuoto, il senso di disperazione e la perdita di ogni speranza dei sopravvissuti. Ho ritrovato su YouTube un documentario in tre parti sul terremoto del Friuli del 1976, che provai sulla mia pelle, che riporto e che così ben rende l’idea dell’unica cosa che accomuna tutti in caso di terremoto: la disperazione! Lì, nella disperazione, non ci sono divisioni di colori, idee, opinioni siamo tutti uguali. Un pensiero in particolare per i terremotati in Abruzzo, e per la Signora Lucia Petri che il terremoto (Orcolat), per due volte non ha preso.

Terremoto Friuli 1976 (1a parte): Earthquake – Sisma


Terremoto Friuli 1976 (2a parte): Earthquake – Sisma

Terremoto Friuli 1976 (3a parte): Earthquake – Sisma

Dopo aver sepolto i morti, si ricomincia con la morte nel cuore, le lacrime che scorrono sulle guance, un groppo in gola e le ferite ancora aperte.

Una cosa che mi ha colpito tra le immagini del recente terremoto in Abruzzo, è la faccia persa nel vuoto di un vecchio con la guancia ed un braccio medicato, e nel filmato (il primo mi pare), la stessa faccia persa nel vuoto di un vecchio seduto accanto a ciò che resta della casa ed all’auto mezza sepolta dalle macerie. Luoghi diversi, terremoti diversi, ma disperazione uguale! Le polemiche, le discussioni e tutto il resto, sono puramente accademiche, la sola cosa reale è la disperazione con lo sguardo perso nel nulla di chi è sopravvissuto.

Riti e Rituali: Articoli di Mstatus

Saluti 
Mstatus

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One thought on “Festa di primavera: Terremoto, curiosità ed altro.

  1. mstatus
    grazie per la ricerca storica
    Ieri ho visto un servizio sulla ricostruzione in Friuli

    Molto interessante,
    Notevole l’edificio della protezione civile interamente ricoperto di pannelli fotovoltaici ( anche le pareti verticali )ovviamente costruito con criteri antisismici

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