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I rischi che arrivano dalla pubblicità del latte artificiale all’allattamento al seno

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dire_11267801_23430E’ disponibile “Il Codice Violato 2008”, III rapporto sulle violazioni del Codice Internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno rilevate in Italia

Dai dati di un’indagine presentata al recente congresso della Società Italiana di Pediatria, in Italia solo il 52% dei bambini di 6 mesi è ancora allattato al seno, il 2% in modo esclusivo, gli altri con l’aggiunta di latte artificiale o di altri alimenti e bevande. Tutto ciò nonostante la percentuale di donne impossibilitate ad allattare (per mancata produzione di latte o controindicazioni mediche) non superi il 5%, e nonostante OMS, UNICEF e Ministero della Salute raccomandino a tutte le donne di allattare in maniera esclusiva fino a 6 mesi.
Questi numeri in parte riflettono quella cultura del biberon veicolata anche dalla pubblicità, che mina la fiducia delle donne nelle loro capacità di nutrire ed allevare i propri figli, ostacola la pratica dell’allattamento con danno alla salute della donna e del bambino, porta a un dispendio di risorse sia per il singolo che per il sistema sanitario e l’intera società.
Il rapporto, elaborato e pubblicato dall’associazione IBFAN (International Baby Food Action Network) Italia con il contributo del Comitato Italiano per l’UNICEF, raccoglie le violazioni al Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno rilevate in Italia.
Esempi di violazioni sono: distribuzioni di campioni gratuiti di latte artificiale, vendite sottocosto, pubblicità con immagini che esaltano “presunti” benefici del latte artificiale, pubblicità selvaggia di biberon e tettarelle, ecc.
Il rapporto è organizzato in:
  • una parte introduttiva con informazioni sull’alimentazione del bambino (capitoli “Allattare è naturale”, “Gli omogeneizzati sono necessari?”) e sulle tecniche di marketing utilizzate dai produttori per convincere le madri;
  • una parte centrale sulle violazioni nei punti vendita, nelle strutture sanitarie, su siti internet, nelle pubblicità e nelle etichette, e sulle azioni intraprese per contrastarle (l’iniziativa Ospedali Amici dei Bambini).
Nonostante il Codice sia stato sottoscritto anche dalle principali aziende produttrici di sostituti del latte materno, e sia stato da tempo recepito dalle normative nazionali (in misura variabile nei diversi paesi), ancora oggi si registrano numerose violazioni in tutto il mondo, con gravi conseguenze per la salute. E’ per questo che IBFAN Internazionale, una rete di associazioni che lavora per ridurre la mortalità dei neonati e dei lattanti e garantire il loro benessere grazie alla promozione dell’allattamento al seno, si impegna a monitorare a livello internazionale le violazioni più frequenti del Codice, per fare pressione sulle compagnie produttrici e sensibilizzare i consumatori e i legislatori su questa tematica.
Adriano Cattaneo, Burlo Garofalo (TS) e IBFAN Italia
Le edizioni precedenti del rapporto sono gratuitamente consultabili sul sito dell’IBFAN www.ibfanitalia.org
L’edizione 2008 può essere acquistata (5 euro la singola copia, prezzo da contrattare per l’acquisto di molte copie) contattando Paola Negri all’indirizzo paola.negri@ibfanitalia.org
Per Palermo e provincia potete contattare l’associazione cerchi di vita all’indirizzo cerchidivita@yahoo.it

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Autore: francacorradini

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